Sabato 2026-02-21 Viola

Omelia
A II 0 Quaresima IV Salterio Feria Viola San Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Nella santa assemblea, o nel segreto dell’anima prostriamoci e imploriamo la divina clemenza. Dall’ira del giudizio liberaci, o Padre buono; non togliere ai tuoi figli il segno della tua gloria. Ricorda che ci plasmasti col soffio del tuo Spirito: siam tua vigna, tuo popolo e opera delle tue mani. Perdona i nostri errori, sana le nostre ferite, guidaci con la tua grazia alla vittoria pasquale. Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen. Nell’Ufficio domenicale: Precémur omnes cérnui, clamémus atque sínguli, plorémus ante iúdicem, flectámus iram víndicem: Nostris malis offéndimus tuam, Deus, cleméntiam; effúnde nobis désuper, remíssor, indulgéntiam. Meménto quod sumus tui, licet cadúci, plásmatis; ne des honórem nóminis tui, precámur, álteri. Laxa malum quod fécimus, auge bonum quod póscimus, placére quo tandem tibi possímus hic et pérpetim. Præsta, beáta Trínitas, concéde, simplex Unitas, ut fructuósa sint tuis hæc parcitátis múnera. Amen. Nell’Ufficio feriale: Iam, Christe, sol iustítiæ, mentis dehíscant ténebræ, virtútum ut lux rédeat, terris diem cum réparas. Dans tempus acceptábile et pǽnitens cor tríbue, convértat ut benígnitas quos longa suffert píetas; Quiddámque pæniténtiæ da ferre, quo fit démptio, maióre tuo múnere, culpárum quamvis grándium. Dies venit, dies tua, per quam reflórent ómnia; lætémur in hac ut tuæ per hanc redúcti grátiæ. Te rerum univérsitas, clemens, adóret, Trínitas, et nos novi per véniam novum canámus cánticum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. È bello dar lode all’Altissimo, annunziare al mattino il suo amore.
SALMO 91 Lode al Signore creatore Si celebrano le lodi per le meraviglie dell’Unigenito (sant’Atanasio).
È bello dar lode al Signore * e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunziare al mattino il tuo amore, * la tua fedeltà lungo la notte, sull’arpa a dieci corde e sulla lira, * con canti sulla cetra. Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, * esulto per l’opera delle tue mani. Come sono grandi le tue opere, Signore, * quanto profondi i tuoi pensieri! L’uomo insensato non intende * e lo stolto non capisce: se i peccatori germogliano come l’erba * e fioriscono tutti i malfattori, li attende una rovina eterna: * ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore. Ecco, i tuoi nemici, o Signore, † ecco, i tuoi nemici periranno, * saranno dispersi tutti i malfattori. Tu mi doni la forza di un bufalo, * mi cospargi di olio splendente. I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, † e contro gli iniqui che mi assalgono * i miei orecchi udranno cose infauste. Il giusto fiorirà come palma, * crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, * fioriranno negli atri del nostro Dio. Nella vecchiaia daranno ancora frutti, * saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore: * mia roccia, in lui non c’è ingiustizia. 1 ant. È bello dar lode all’Altissimo, annunziare al mattino il suo amore.
Salmodia — 2
2 ant. Un cuore nuovo donaci, Signore; abiti in noi il tuo Spirito Santo.
CANTICO Ez 36, 24-28 Dio rinnoverà il suo popolo Essi saranno suo popolo ed egli sarà il «Dio-con-loro» (Ap 21, 3).
Vi prenderò dalle genti, † vi radunerò da ogni terra * e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; † io vi purificherò da tutte le vostre sozzure * e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, * metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra * e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi † e vi farò vivere secondo i miei precetti * e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; † voi sarete il mio popolo * e io sarò il vostro Dio. 2 ant. Un cuore nuovo donaci, Signore; abiti in noi il tuo Spirito Santo.
Salmodia — 3
3 ant. Dalla bocca dei bambini s’innalza la tua lode, Signore.
SALMO 8 Grandezza del Signore e dignità dell'uomo Tutto ha sottomesso ai suoi piedi, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).
O Signore, nostro Dio, † quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: † sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti † affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, * per ridurre al silenzio nemici e ribelli. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, * il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, * di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, * tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, * tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono le vie del mare. † O Signore, nostro Dio, * quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! 3 ant. Dalla bocca dei bambini s’innalza la tua lode, Signore.
Lettura Breve
Is 1, 16-18 Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.
Responsorio
R. Rinnovaci nel cuore, * e saremo tuo popolo. Rinnovaci nel cuore, e saremo tuo popolo. V. Metti in noi, Signore, uno spirito nuovo, e saremo tuo popolo. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Rinnovaci nel cuore e saremo tuo popolo.
Dal Biennale
0 · Quaresima · Sabato · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro dell’Esodo (3,1-20) Vocazione di Mosè. Dio gli rivela il suo nome Un giorno Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: “Voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo: perché il roveto non brucia?”. Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose: “Eccomi!”. Riprese: “Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!”. E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!”. Mosè disse a Dio: “Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?”. Rispose: “Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte”. Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”. Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”. Dio aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell’Egitto verso il paese del Cananeo, dell’Hittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare”.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Es 3,14; Is 43,11) R. Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono. *Dirai al tuopopolo: “Io-Sono” mi ha mandato a voi. V. Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore. R. Dirai al tuo popolo: “Io-Sono” mi ha mandato a voi.
Seconda Lettura
Dal trattato “Contro le eresie” di sant’Ireneo, vescovo (Lib. 4,13,4-14,1) L’amicizia di Dio Nostro Signore, Verbo di Dio, prima condusse gli uomini a servire Dio, poi da servi li rese suoi amici, come disse egli stesso ai discepoli: “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi” (Gv 15,15). L’amicizia di Dio concede l’immortalità a quanti vi si dispongono debitamente. In principio Dio plasmò Adamo, non perché avesse bisogno dell’uomo, ma per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici. In effetti il Verbo glorificava il Padre, sempre rimanendo in lui, non solamente prima di Adamo, ma anche prima di ogni creazione. Lo ha dichiarato lui medesimo: “Padre, glorificami con quella gloria, che avevo presso di te prima che il mondo fosse” (Gv 17,5). Egli ci comandò di seguirlo non perché avesse bisogno del nostro servizio, ma per dare a noi stessi la salvezza. Seguire il Salvatore, infatti, è partecipare della salvezza, come seguire la luce significa essere circonfusi di chiarore. Chi è nella luce non è certo lui a illuminare la luce e a farla risplendere, ma è la luce che rischiara lui e lo rende luminoso. Egli non dà nulla alla luce, ma è da essa che riceve il beneficio dello splendore e tutti gli altri vantaggi. Così è anche del servizio verso Dio: non apporta nulla a Dio, e d’altra parte Dio non ha bisogno del servizio degli uomini; ma a quelli che lo servono e lo seguono egli dà la vita, l’incorruttibilità e la gloria eterna. Accorda i suoi benefici a coloro che lo servono per il fatto che lo servono, e a coloro che lo seguono per il fatto che lo seguono, ma non ne trae alcuna utilità. Dio ricerca il servizio degli uomini per avere la possibilità, lui che è buono e misericordioso, di riversare i suoi benefici su quelli che perseverano nel suo servizio. Mentre Dio non ha bisogno di nulla, l’uomo ha bisogno della comunione con Dio. La gloria dell’uomo consiste nel perseverare al servizio di Dio. E per questo il Signore diceva ai suoi discepoli “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15,16), mostrando così che non erano loro a glorificarlo seguendolo, ma che, per il fatto che seguivano il Figlio di Dio, erano da lui glorificati. E ancora: “Voglio che siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria” (Gv 17,24).
Responsorio
Responsorio (Cfr. Dt 10,12; Mt 22,38) R. Questo ti chiede il Signore tuo Dio: che tu lo tema, *che tuami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima. V. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti: R. che tu ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e contutta l’anima.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro dell’Esodo 3, 1-20 Vocazione di Mosè. Dio gli rivela il suo nome Un giorno Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?». Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». Mosè disse a Dio: «Ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: “Io-Sono” mi ha mandato a voi». Dio aggiunse a Mosè: «Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell’Egitto verso il paese del Cananeo, dell’Hittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare».
Responsorio
Cfr. Es 3, 14; Is 43, 11 R. Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono. * Dirai al tuo popolo: Io-Sono mi ha mandato a voi. V. Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore. R. Dirai al tuo popolo: Io-Sono mi ha mandato a voi.
Seconda Lettura
Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo (Lib. IV, 13, 4 – 14, 1; SC 100, 534-540) L’amicizia di Dio Nostro Signore, Verbo di Dio, prima condusse gli uomini a servire Dio, poi da servi li rese suoi amici, come disse egli stesso ai discepoli: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15, 15). L’amicizia di Dio concede l’immortalità a quanti vi si dispongono debitamente. In principio Dio plasmò Adamo non perché avesse bisogno dell’uomo, ma per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici. In effetti il Verbo glorificava il Padre, sempre rimanendo in lui, non solamente prima di Adamo, ma anche prima di ogni creazione. Lo ha dichiarato lui medesimo: «Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17, 5). Egli ci comandò di seguirlo non perché avesse bisogno del nostro servizio, ma per dare a noi stessi la salvezza. Seguire il Salvatore, infatti, è partecipare della salvezza, come seguire la luce significa essere circonfusi di chiarore. Chi è nella luce non è certo lui ad illuminare la luce e a farla risplendere, ma è la luce che rischiara lui e lo rende luminoso. Egli non dà nulla alla luce, ma è da essa che riceve il beneficio dello splendore e tutti gli altri vantaggi. Così è anche del servizio verso Dio: non apporta nulla a Dio, e d’altra parte Dio non ha bisogno del servizio degli uomini; ma a quelli che lo servono e lo seguono egli dà la vita, l’incorruttibilità e la gloria eterna. Accorda i suoi benefici a coloro che lo servono per il fatto che lo servono, e a coloro che lo seguono per il fatto che lo seguono, ma non ne trae alcuna utilità. Dio ricerca il servizio degli uomini per avere la possibilità, lui che è buono e misericordioso, di riversare i suoi benefici su quelli che perseverano nel suo servizio. Mentre Dio non ha bisogno di nulla, l’uomo ha bisogno della comunione con Dio. La gloria dell’uomo consiste nel perseverare al servizio di Dio. E per questo il Signore diceva ai suoi discepoli: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15, 16), mostrando così che non erano loro a glorificarlo, seguendolo, ma che, per il fatto che seguivano il Figlio di Dio, erano glorificati da lui. E ancora: «Voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria» (Gv 17, 24).
Responsorio
Cfr. Dt 10, 12; Mt 22, 38 R. Questo ti chiede il Signore tuo Dio: che tu lo tema, * che tu ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima. V. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti: R. che tu ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Vangelo della Messa
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,27-32 In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Accumulatevi tesori nel cielo, dove tignola e ruggine non li consumano.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Accumulatevi tesori nel cielo, dove tignola e ruggine non li consumano.
Invocazioni
Rendiamo grazie sempre e in ogni luogo al Cristo salvatore, e rivolgiamo a lui la nostra comune preghiera: Soccorrici con la forza del tuo Spirito, Signore. Custodisci la castità del nostro corpo e del nostro cuore, — perché siamo tempio vivo dello Spirito Santo. Rendici fin d’ora disponibili all’aiuto fraterno, — fa’ che tutto il giorno trascorra nell’adesione piena alla tua volontà. Rendici solleciti non del cibo che perisce, — ma di quello che dura per la vita eterna e che tu ci dai. La Madre tua, rifugio dei peccatori, interceda per la nostra salvezza, — e ci ottenga il perdono dei peccati. Padre nostro.
Orazione
Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio invincibile. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore; volgiti a me nella tua grande tenerezza. (Sal 68,17)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, guarda con paterna bontà la nostra debolezza, e stendi la tua mano potente a nostra protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Se aprirai il tuo cuore all'affamato, brillerà fra le tenebre la tua luce. Dal libro del profeta Isaìa Is 58,9b-14 Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni. Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate. Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare, allora troverai la delizia nel Signore. Io ti farò montare sulle alture della terra, ti farò gustare l’eredità di Giacobbe, tuo padre, perché la bocca del Signore ha parlato». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 85 (86) R. Mostrami, Signore, la tua via. Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, perché io sono povero e misero. Custodiscimi perché sono fedele; tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida. R. Pietà di me, Signore, a te grido tutto il giorno. Rallegra la vita del tuo servo, perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia. R. Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi t’invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore, ma che si converta dalla sua malvagità e viva. (Ez 33,11) Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Vangelo
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,27-32 In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano». Parola del Signore.
Sulle offerte
Questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, o Signore, perché tutti i nostri pensieri e le nostre azioni siano conformi alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
«Misericordia io voglio e non sacrifici», dice il Signore. «Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mt 9,13) Oppure: Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano. (Lc 5,32)
Dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che il sacramento celebrato in questa vita sia per noi pegno di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore. ORAZIONE SUL POPOLO ad libitum Nella tua bontà soccorri, o Signore, questo popolo che ha partecipato ai santi misteri, perché non sia sopraffatto dai pericoli chi si affida alla tua protezione. Per Cristo nostro Signore.
San Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa

San Pier Damiani, vescovo e dottore della Chiesa

Dal Martirologio
San Pier Damiani, cardinale vescovo di Ostia e dottore della Chiesa: entrato nell’eremo di Fonte Avellana, promosse con forza la disciplina regolare e, in tempi difficili per favorire la riforma della Chiesa, richiamò con fermezza i monaci alla santità della contemplazione, i chierici all’integrità di vita, il popolo alla comunione con la Sede Apostolica.
Altri Santi
Sant’Eustazio, vescovo
Commemorazione di sant’Eustazio, vescovo di Antiochia, che, illustre per dottrina, sotto l’imperatore ariano Costanzo fu mandato in esilio a Tuzla in Tracia per aver difeso la fede cattolica e qui riposò nel Signore.
San Germano, abate
Nel monastero di Grandfelt nell’odierna Svizzera, san Germano, abate, che, avendo voluto difendere con parole di pace gli abitanti dei dintorni del monastero assaliti da una banda di predatori, morì insieme al santo monaco Randoaldo spogliato delle vesti e trafitto da una lancia.
Beato Tommaso Pormort, sacerdote e martire
A Londra in Inghilterra, beato Tommaso Pormort, sacerdote e martire, che, crudelmente torturato in carcere sotto la regina Elisabetta I a causa del suo sacerdozio, portò poi a compimento a Saint Paul il suo martirio con l’impiccagione.
San Roberto Southwell, sacerdote
Sempre a Londra, san Roberto Southwell, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che svolse per molti anni il suo ministero in questa città e nella regione limitrofa e compose inni spirituali; arrestato per il suo sacerdozio, per ordine della stessa regina fu torturato con grande crudeltà e a Tyburn coronò il suo martirio con l’impiccagione.
Beato Natale Pinot, sacerdote e martire
Ad Angers in Francia, beato Natale Pinot, sacerdote e martire: parroco, durante la rivoluzione francese, mentre si preparava a celebrare la Messa, fu arrestato e, rivestito per scherno con i paramenti sacri, fu condotto al patibolo come all’altare del sacrificio.
Beata Maria Enrica (Anna Caterina) Dominici
A Torino, beata Maria Enrica (Anna Caterina) Dominici, delle Suore di Sant’Anna e della Provvidenza, che governò con saggezza l’Istituto per trent’anni fino alla sua morte e lo accrebbe.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Protési alla gioia pasquale, sulle orme di Cristo Signore seguiamo l’austero cammino della santa Quaresima. La legge e i profeti annunziarono dei quaranta giorni il mistero; Gesù consacrò nel deserto questo tempo di grazia. Sia parca e frugale la mensa, sia sobria la lingua ed il cuore; fratelli, è tempo di ascoltare la voce dello Spirito. Forti nella fede vigiliamo contro le insidie del nemico: ai servi fedeli è promessa la corona di gloria. Sia lode al Padre onnipotente, al Figlio Gesù redentore, allo Spirito Santo Amore nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Nell’Ufficio domenicale: Ex more docti mystico servémus abstinéntiam, deno diérum círculo ducto quater notíssimo. Lex et prophétæ prímitus hanc prætulérunt, póstmodum Christus sacrávit, ómnium rex atque factor témporum. Utámur ergo párcius verbis, cibis et pótibus, somno, iocis et árctius perstémus in custódia. Vitémus autem péssima quæ súbruunt mentes vagas, nullúmque demus cállido hosti locum tyránnidis. Præsta, beáta Trínitas, concéde, simplex Unitas, ut fructuósa sint tuis hæc parcitátis múnera. Amen. Nell’Ufficio feriale: Nunc tempus acceptábile fulget datum divínitus, ut sanet orbem lánguidum medéla parsimóniæ. Christi decóro lúmine dies salútis émicat, dum corda culpis sáucia refórmat abstinéntia. Hanc mente nos et córpore, Deus, tenére pérfice, ut appetámus próspero perénne pascha tránsitu. Te rerum univérsitas, clemens, adóret, Trínitas, et nos novi per véniam novum canámus cánticum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Il Signore ci ha liberato dalla mano dell’oppressore.
SALMO 77, 40-72 Infedeltà del popolo e fedeltà di Dio Ciò avvenne come esempio per noi (1 Cor 10, 6).
IV (40-51) Quante volte si ribellarono a lui nel deserto, * lo contristarono in quelle solitudini! Sempre di nuovo tentavano Dio, * esasperavano il Santo di Israele. Non si ricordavano più della sua mano, * del giorno che li aveva liberati dall’oppressore quando operò in Egitto i suoi prodigi, * i suoi portenti nei campi di Tanis. Egli mutò in sangue i loro fiumi * e i loro ruscelli, perché non bevessero. Mandò tafàni a divorarli * e rane a molestarli. Diede ai bruchi il loro raccolto, * alle locuste la loro fatica. Distrusse con la grandine le loro vigne, * i loro sicomòri con la brina. Consegnò alla grandine il loro bestiame, * ai fulmini i loro greggi. Scatenò contro di essi la sua ira ardente, † la collera, lo sdegno, la tribolazione, * e inviò messaggeri di sventure. Diede sfogo alla sua ira: † non li risparmiò dalla morte * e diede in preda alla peste la loro vita. Colpì ogni primogenito in Egitto, * nelle tende di Cam la primizia del loro vigore. 1 ant. Il Signore ci ha liberato dalla mano dell’oppressore.
Salmodia — 2
2 ant. Dio ci ha condotti alla nostra terra, al monte dove appare la sua santità.
V (52-64) Fece partire come gregge il suo popolo * e li guidò come branchi nel deserto. Li condusse sicuri e senza paura * e i loro nemici li sommerse il mare. Li fece salire al suo luogo santo, * al monte conquistato dalla sua destra. Scacciò davanti a loro i popoli † e sulla loro eredità gettò la sorte, * facendo dimorare nelle loro tende le tribù di Israele. Ma ancora lo tentarono, † si ribellarono a Dio, l’Altissimo, * non obbedirono ai suoi comandi. Sviati, lo tradirono come i loro padri * fallirono come un arco allentato. Lo provocarono con le loro alture * e con i loro idoli lo resero geloso. Dio, all’udire, ne fu irritato * e respinse duramente Israele. Abbandonò la dimora di Silo, * la tenda che abitava tra gli uomini. Consegnò in schiavitù la sua forza, * la sua gloria in potere del nemico. Diede il suo popolo in preda alla spada * e contro la sua eredità si accese d’ira. Il fuoco divorò il fiore dei suoi giovani, * le sue vergini non ebbero canti nuziali. I suoi sacerdoti caddero di spada * e le loro vedove non fecero lamento. 2 ant. Dio ci ha condotti alla nostra terra, al monte dove appare la sua santità.
Salmodia — 3
3 ant. Elesse la tribù di Giuda e scelse Davide suo servo per guidare Israele, suo popolo.
VI (65-72) Ma poi il Signore si destò come da un sonno, * come un prode assopito dal vino. Colpì alle spalle i suoi nemici, * inflisse loro una vergogna eterna. Ripudiò le tende di Giuseppe, * non scelse la tribù di Èfraim; ma elesse la tribù di Giuda, * il monte Sion che egli ama. Costruì il suo tempio alto come il cielo * e come la terra stabile per sempre. Egli scelse Davide suo servo * e lo trasse dagli ovili delle pecore. Lo chiamò dal seguito delle pecore madri † per pascere Giacobbe suo popolo, * la sua eredità Israele. Fu per loro pastore dal cuore integro * e li guidò con mano sapiente. 3 ant. Elesse la tribù di Giuda e scelse Davide suo servo per guidare Israele, suo popolo. V. Chi fa la verità, viene alla luce, R. le sue opere si riveleranno a tutti.
Prima Lettura
Dal libro dell’Esodo 3, 1-20 Vocazione di Mosè. Dio gli rivela il suo nome Un giorno Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dalla mano dell’Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Hittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. Il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti?». Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte». Mosè disse a Dio: «Ecco, io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: “Io-Sono” mi ha mandato a voi». Dio aggiunse a Mosè: «Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell’Egitto verso il paese del Cananeo, dell’Hittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare».
Responsorio
Cfr. Es 3, 14; Is 43, 11 R. Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono. * Dirai al tuo popolo: Io-Sono mi ha mandato a voi. V. Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore. R. Dirai al tuo popolo: Io-Sono mi ha mandato a voi.
Seconda Lettura
Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo (Lib. IV, 13, 4 – 14, 1; SC 100, 534-540) L’amicizia di Dio Nostro Signore, Verbo di Dio, prima condusse gli uomini a servire Dio, poi da servi li rese suoi amici, come disse egli stesso ai discepoli: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15, 15). L’amicizia di Dio concede l’immortalità a quanti vi si dispongono debitamente. In principio Dio plasmò Adamo non perché avesse bisogno dell’uomo, ma per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici. In effetti il Verbo glorificava il Padre, sempre rimanendo in lui, non solamente prima di Adamo, ma anche prima di ogni creazione. Lo ha dichiarato lui medesimo: «Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17, 5). Egli ci comandò di seguirlo non perché avesse bisogno del nostro servizio, ma per dare a noi stessi la salvezza. Seguire il Salvatore, infatti, è partecipare della salvezza, come seguire la luce significa essere circonfusi di chiarore. Chi è nella luce non è certo lui ad illuminare la luce e a farla risplendere, ma è la luce che rischiara lui e lo rende luminoso. Egli non dà nulla alla luce, ma è da essa che riceve il beneficio dello splendore e tutti gli altri vantaggi. Così è anche del servizio verso Dio: non apporta nulla a Dio, e d’altra parte Dio non ha bisogno del servizio degli uomini; ma a quelli che lo servono e lo seguono egli dà la vita, l’incorruttibilità e la gloria eterna. Accorda i suoi benefici a coloro che lo servono per il fatto che lo servono, e a coloro che lo seguono per il fatto che lo seguono, ma non ne trae alcuna utilità. Dio ricerca il servizio degli uomini per avere la possibilità, lui che è buono e misericordioso, di riversare i suoi benefici su quelli che perseverano nel suo servizio. Mentre Dio non ha bisogno di nulla, l’uomo ha bisogno della comunione con Dio. La gloria dell’uomo consiste nel perseverare al servizio di Dio. E per questo il Signore diceva ai suoi discepoli: «Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi» (Gv 15, 16), mostrando così che non erano loro a glorificarlo, seguendolo, ma che, per il fatto che seguivano il Figlio di Dio, erano glorificati da lui. E ancora: «Voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria» (Gv 17, 24).
Responsorio
Cfr. Dt 10, 12; Mt 22, 38 R. Questo ti chiede il Signore tuo Dio: che tu lo tema, * che tu ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima. V. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti: R. che tu ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Orazione
Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio invincibile. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Nella santa assemblea, o nel segreto dell’anima prostriamoci e imploriamo la divina clemenza. Dall’ira del giudizio liberaci, o Padre buono; non togliere ai tuoi figli il segno della tua gloria. Ricorda che ci plasmasti col soffio del tuo Spirito: siam tua vigna, tuo popolo e opera delle tue mani. Perdona i nostri errori, sana le nostre ferite, guidaci con la tua grazia alla vittoria pasquale. Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen. Nell’Ufficio domenicale: Precémur omnes cérnui, clamémus atque sínguli, plorémus ante iúdicem, flectámus iram víndicem: Nostris malis offéndimus tuam, Deus, cleméntiam; effúnde nobis désuper, remíssor, indulgéntiam. Meménto quod sumus tui, licet cadúci, plásmatis; ne des honórem nóminis tui, precámur, álteri. Laxa malum quod fécimus, auge bonum quod póscimus, placére quo tandem tibi possímus hic et pérpetim. Præsta, beáta Trínitas, concéde, simplex Unitas, ut fructuósa sint tuis hæc parcitátis múnera. Amen. Nell’Ufficio feriale: Iam, Christe, sol iustítiæ, mentis dehíscant ténebræ, virtútum ut lux rédeat, terris diem cum réparas. Dans tempus acceptábile et pǽnitens cor tríbue, convértat ut benígnitas quos longa suffert píetas; Quiddámque pæniténtiæ da ferre, quo fit démptio, maióre tuo múnere, culpárum quamvis grándium. Dies venit, dies tua, per quam reflórent ómnia; lætémur in hac ut tuæ per hanc redúcti grátiæ. Te rerum univérsitas, clemens, adóret, Trínitas, et nos novi per véniam novum canámus cánticum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. È bello dar lode all’Altissimo, annunziare al mattino il suo amore.
SALMO 91 Lode al Signore creatore Si celebrano le lodi per le meraviglie dell’Unigenito (sant’Atanasio).
È bello dar lode al Signore * e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunziare al mattino il tuo amore, * la tua fedeltà lungo la notte, sull’arpa a dieci corde e sulla lira, * con canti sulla cetra. Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, * esulto per l’opera delle tue mani. Come sono grandi le tue opere, Signore, * quanto profondi i tuoi pensieri! L’uomo insensato non intende * e lo stolto non capisce: se i peccatori germogliano come l’erba * e fioriscono tutti i malfattori, li attende una rovina eterna: * ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore. Ecco, i tuoi nemici, o Signore, † ecco, i tuoi nemici periranno, * saranno dispersi tutti i malfattori. Tu mi doni la forza di un bufalo, * mi cospargi di olio splendente. I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, † e contro gli iniqui che mi assalgono * i miei orecchi udranno cose infauste. Il giusto fiorirà come palma, * crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, * fioriranno negli atri del nostro Dio. Nella vecchiaia daranno ancora frutti, * saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore: * mia roccia, in lui non c’è ingiustizia. 1 ant. È bello dar lode all’Altissimo, annunziare al mattino il suo amore.
Salmodia — 2
2 ant. Un cuore nuovo donaci, Signore; abiti in noi il tuo Spirito Santo.
CANTICO Ez 36, 24-28 Dio rinnoverà il suo popolo Essi saranno suo popolo ed egli sarà il «Dio-con-loro» (Ap 21, 3).
Vi prenderò dalle genti, † vi radunerò da ogni terra * e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; † io vi purificherò da tutte le vostre sozzure * e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, * metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra * e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi † e vi farò vivere secondo i miei precetti * e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; † voi sarete il mio popolo * e io sarò il vostro Dio. 2 ant. Un cuore nuovo donaci, Signore; abiti in noi il tuo Spirito Santo.
Salmodia — 3
3 ant. Dalla bocca dei bambini s’innalza la tua lode, Signore.
SALMO 8 Grandezza del Signore e dignità dell'uomo Tutto ha sottomesso ai suoi piedi, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).
O Signore, nostro Dio, † quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: † sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. Con la bocca dei bimbi e dei lattanti † affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, * per ridurre al silenzio nemici e ribelli. Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, * la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, * il figlio dell’uomo perché te ne curi? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, * di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, * tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, * tutte le bestie della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, * che percorrono le vie del mare. † O Signore, nostro Dio, * quanto è grande il tuo nome su tutta la terra! 3 ant. Dalla bocca dei bambini s’innalza la tua lode, Signore.
Lettura Breve
Is 1, 16-18 Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.
Responsorio
R. Rinnovaci nel cuore, * e saremo tuo popolo. Rinnovaci nel cuore, e saremo tuo popolo. V. Metti in noi, Signore, uno spirito nuovo, e saremo tuo popolo. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Rinnovaci nel cuore e saremo tuo popolo.
Antifona al Benedictus
Accumulatevi tesori nel cielo, dove tignola e ruggine non li consumano.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Accumulatevi tesori nel cielo, dove tignola e ruggine non li consumano.
Invocazioni
Rendiamo grazie sempre e in ogni luogo al Cristo salvatore, e rivolgiamo a lui la nostra comune preghiera: Soccorrici con la forza del tuo Spirito, Signore. Custodisci la castità del nostro corpo e del nostro cuore, — perché siamo tempio vivo dello Spirito Santo. Rendici fin d’ora disponibili all’aiuto fraterno, — fa’ che tutto il giorno trascorra nell’adesione piena alla tua volontà. Rendici solleciti non del cibo che perisce, — ma di quello che dura per la vita eterna e che tu ci dai. La Madre tua, rifugio dei peccatori, interceda per la nostra salvezza, — e ci ottenga il perdono dei peccati. Padre nostro.
Orazione
Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio invincibile. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell'intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un'anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino e unico, fonte di eterno Amore. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Ecco i giorni della penitenza, tempo di perdono e di salvezza.
SALMO 118, 169-176 XXII (Tau)
Giunga il mio grido fino a te, Signore, * fammi comprendere secondo la tua parola. Venga al tuo volto la mia supplica, * salvami secondo la tua promessa. Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, * poiché mi insegni i tuoi voleri. La mia lingua canti le tue parole, * perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti. Mi venga in aiuto la tua mano, * poiché ho scelto i tuoi precetti. Desidero la tua salvezza, Signore, * e la tua legge è tutta la mia gioia. Possa io vivere e darti lode, * mi aiutino i tuoi giudizi. Come pecora smarrita vado errando, † cerca il tuo servo, * perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Salmodia — 2
SALMO 44, 2-10 (I) Le nozze del Re A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo Sposo: andategli incontro (Mt 25, 6).
Effonde il mio cuore liete parole, † io canto al re il mio poema. * La mia lingua è stilo di scriba veloce. Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, † sulle tue labbra è diffusa la grazia, * ti ha benedetto Dio per sempre. Cingi, prode, la spada al tuo fianco, † nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, * avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. La tua destra ti mostri prodigi: † le tue frecce acute colpiscono al cuore i tuoi nemici; * sotto di te cadono i popoli. Il tuo trono, Dio, dura per sempre; * è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti: † Dio, il tuo Dio ti ha consacrato * con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. Le tue vesti sono tutte mirra, aloè e cassia, * dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre. Figlie di re stanno tra le tue predilette; * alla tua destra la regina in ori di Ofir. II (11-18) Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, * dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. * Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. Da Tiro vengono portando doni, * i più ricchi del popolo cercano il tuo volto. La figlia del re è tutta splendore, * gemme e tessuto d’oro è il suo vestito. È presentata al re in preziosi ricami; * con lei le vergini compagne a te sono condotte; guidate in gioia ed esultanza, * entrano insieme nel palazzo regale. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; * li farai capi di tutta la terra. Farò ricordare il tuo nome per tutte le generazioni, * e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. Ant. Ecco i giorni della penitenza, tempo di perdono e di salvezza.
Lettura Breve
Ap 3, 19-20 Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. V. Un cuore puro crea in me, o Signore, R. rinnova in me uno spirito saldo.
Orazione
Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio invincibile. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
Glorioso e potente Signore, che alterni i ritmi del tempo, irradi di luce il mattino e accendi di fuochi il meriggio, tu placa le tristi contese, estingui la fiamma dell’ira, infondi vigore alle membra, ai cuori concedi la pace. Sia gloria al Padre ed al Figlio, sia onore al Santo Spirito, all'unico e trino Signore sia lode nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Io sono il Vivente, dice il Signore: non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
SALMO 118, 169-176 XXII (Tau)
Giunga il mio grido fino a te, Signore, * fammi comprendere secondo la tua parola. Venga al tuo volto la mia supplica, * salvami secondo la tua promessa. Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, * poiché mi insegni i tuoi voleri. La mia lingua canti le tue parole, * perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti. Mi venga in aiuto la tua mano, * poiché ho scelto i tuoi precetti. Desidero la tua salvezza, Signore, * e la tua legge è tutta la mia gioia. Possa io vivere e darti lode, * mi aiutino i tuoi giudizi. Come pecora smarrita vado errando, † cerca il tuo servo, * perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Salmodia — 2
SALMO 44, 2-10 (I) Le nozze del Re A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo Sposo: andategli incontro (Mt 25, 6).
Effonde il mio cuore liete parole, † io canto al re il mio poema. * La mia lingua è stilo di scriba veloce. Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, † sulle tue labbra è diffusa la grazia, * ti ha benedetto Dio per sempre. Cingi, prode, la spada al tuo fianco, † nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, * avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. La tua destra ti mostri prodigi: † le tue frecce acute colpiscono al cuore i tuoi nemici; * sotto di te cadono i popoli. Il tuo trono, Dio, dura per sempre; * è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti: † Dio, il tuo Dio ti ha consacrato * con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. Le tue vesti sono tutte mirra, aloè e cassia, * dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre. Figlie di re stanno tra le tue predilette; * alla tua destra la regina in ori di Ofir. II (11-18) Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, * dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. * Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. Da Tiro vengono portando doni, * i più ricchi del popolo cercano il tuo volto. La figlia del re è tutta splendore, * gemme e tessuto d’oro è il suo vestito. È presentata al re in preziosi ricami; * con lei le vergini compagne a te sono condotte; guidate in gioia ed esultanza, * entrano insieme nel palazzo regale. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; * li farai capi di tutta la terra. Farò ricordare il tuo nome per tutte le generazioni, * e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. Ant. Io sono il Vivente, dice il Signore: non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
Lettura Breve
Cfr. Is 44, 21-22 Ricorda che tu sei mio servo. Io ti ho formato, mio servo sei tu; Israele, non sarai dimenticato da me. Ho dissipato come nube le tue iniquità e i tuoi peccati come una nuvola. Ritorna a me, poiché io ti ho redento. V. Dai miei peccati distogli lo sguardo, R. cancella tutte le mie colpe.
Orazione
Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio invincibile. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
Signore, forza degli esseri, Dio immutabile, eterno, tu segni i ritmi del mondo: i giorni, i secoli, il tempo. Irradia di luce la sera, fa’ sorgere oltre la morte, nello splendore dei cieli, il giorno senza tramonto. Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito, com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Siamo saldi nella prova: nostra forza è la giustizia di Dio.
SALMO 118, 169-176 XXII (Tau)
Giunga il mio grido fino a te, Signore, * fammi comprendere secondo la tua parola. Venga al tuo volto la mia supplica, * salvami secondo la tua promessa. Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, * poiché mi insegni i tuoi voleri. La mia lingua canti le tue parole, * perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti. Mi venga in aiuto la tua mano, * poiché ho scelto i tuoi precetti. Desidero la tua salvezza, Signore, * e la tua legge è tutta la mia gioia. Possa io vivere e darti lode, * mi aiutino i tuoi giudizi. Come pecora smarrita vado errando, † cerca il tuo servo, * perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Salmodia — 2
SALMO 44, 2-10 (I) Le nozze del Re A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo Sposo: andategli incontro (Mt 25, 6).
Effonde il mio cuore liete parole, † io canto al re il mio poema. * La mia lingua è stilo di scriba veloce. Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, † sulle tue labbra è diffusa la grazia, * ti ha benedetto Dio per sempre. Cingi, prode, la spada al tuo fianco, † nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, * avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. La tua destra ti mostri prodigi: † le tue frecce acute colpiscono al cuore i tuoi nemici; * sotto di te cadono i popoli. Il tuo trono, Dio, dura per sempre; * è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti: † Dio, il tuo Dio ti ha consacrato * con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. Le tue vesti sono tutte mirra, aloè e cassia, * dai palazzi d’avorio ti allietano le cetre. Figlie di re stanno tra le tue predilette; * alla tua destra la regina in ori di Ofir. II (11-18) Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, * dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. * Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. Da Tiro vengono portando doni, * i più ricchi del popolo cercano il tuo volto. La figlia del re è tutta splendore, * gemme e tessuto d’oro è il suo vestito. È presentata al re in preziosi ricami; * con lei le vergini compagne a te sono condotte; guidate in gioia ed esultanza, * entrano insieme nel palazzo regale. Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; * li farai capi di tutta la terra. Farò ricordare il tuo nome per tutte le generazioni, * e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. Ant. Siamo saldi nella prova: nostra forza è la giustizia di Dio.
Lettura Breve
Gal 6, 7b-8 Non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato. Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. V. Un animo pentito tu gradisci, o Dio, R. non disprezzi un cuore affranto e umiliato.
Orazione
Guarda con paterna bontà, o Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e, a nostra protezione e difesa, stendi il tuo braccio invincibile. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. Signore, apri le mie labbra R. e la mia bocca proclami la tua lode
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore: per noi ha sofferto tentazione e morte.
Oppure: Ant. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. SALMO 94 Invito a lodare Dio Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché dura «quest’oggi» (Eb 3, 13).
Venite, applaudiamo al Signore, * acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, * a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.). Poiché grande Dio è il Signore, * grande re sopra tutti gli dèi. Nella sua mano sono gli abissi della terra, * sono sue le vette dei monti. Suo è il mare, egli l’ha fatto, * le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.). Venite, prostràti adoriamo, * in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, * il gregge che egli conduce (Ant.). Ascoltate oggi la sua voce: † «Non indurite il cuore, * † come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: * mi misero alla prova, pur avendo visto le mie opere (Ant.). Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione † e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, * non conoscono le mie vie; perciò ho giurato nel mio sdegno: * Non entreranno nel luogo del mio riposo» (Ant.). Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen (Ant.). Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore: per noi ha sofferto tentazione e morte. Oppure: Ant. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Introduzione
V. Signore, apri le mie labbra R. e la mia bocca proclami la tua lode
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore: per noi ha sofferto tentazione e morte.
Oppure: Ant. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. SALMO 94 Invito a lodare Dio Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché dura «quest’oggi» (Eb 3, 13).
Venite, applaudiamo al Signore, * acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, * a lui acclamiamo con canti di gioia (Ant.). Poiché grande Dio è il Signore, * grande re sopra tutti gli dèi. Nella sua mano sono gli abissi della terra, * sono sue le vette dei monti. Suo è il mare, egli l’ha fatto, * le sue mani hanno plasmato la terra (Ant.). Venite, prostràti adoriamo, * in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, * il gregge che egli conduce (Ant.). Ascoltate oggi la sua voce: † «Non indurite il cuore, * † come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: * mi misero alla prova, pur avendo visto le mie opere (Ant.). Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione † e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, * non conoscono le mie vie; perciò ho giurato nel mio sdegno: * Non entreranno nel luogo del mio riposo» (Ant.). Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen (Ant.). Ant. Venite, adoriamo Cristo Signore: per noi ha sofferto tentazione e morte. Oppure: Ant. Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Pietà di me, o Signore: ascolta la mia preghiera.
oppure In te confido, Signore, e in pace mi addormento. SALMO 4 Rendimento di grazie E Dio che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina, che rifulge sul volto di Cristo (2 Cor 4, 6).
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: † dalle angosce mi hai liberato; * pietà di me, ascolta la mia preghiera. Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? * Perché amate cose vane e cercate la menzogna? Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: * il Signore mi ascolta quando lo invoco. Tremate e non peccate, * sul vostro giaciglio riflettete e placatevi. Offrite sacrifici di giustizia * e confidate nel Signore. Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene?». * Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. Hai messo più gioia nel mio cuore * di quando abbondano vino e frumento. In pace mi corico e subito mi addormento: * tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare. 1 ant. Pietà di me, o Signore: ascolta la mia preghiera. oppure In te confido, Signore, e in pace mi addormento.
Salmodia — 2
2 ant. Nella notte, benedite il Signore.
SALMO 133 Orazione notturna nel tempio Lodate il nostro Dio, voi suoi servi, voi che lo temete, piccoli e grandi (Ap 19, 5).
Ecco, benedite il Signore, * voi tutti, servi del Signore; voi che state nella casa del Signore * durante le notti. Alzate le mani verso il tempio * e benedite il Signore. Da Sion ti benedica il Signore, * che ha fatto cielo e terra. 2 ant. Nella notte, benedite il Signore.
Lettura Breve
Dt 6, 4-7 Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Veglia su di noi in questa notte, o Signore: la tua mano ci ridesti al nuovo giorno perché possiamo celebrare con gioia la risurrezione del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. Oppure: Ave, María, grátia plena, Dóminus tecum; benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Iesus. ( Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus nunc et in hora mortis nostræ. Amen. )