Giovedì 2026-03-19 Bianco

Omelia
A II IV Quaresima IV Salterio Solennità Bianco San Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Santa e dolce dimora, dove Gesù fanciullo nasconde la sua gloria! Giuseppe addestra all’umile arte del falegname il Figlio dell’Altissimo. Accanto a lui Maria fa lieta la sua casa di una limpida gioia. La mano del Signore li guida e li protegge nei giorni della prova. O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace. A te sia lode, o Cristo, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Cælitum, Ioseph, decus atque nostræ certa spes vitæ columénque mundi, quas tibi læti cánimus, benígnus súscipe laudes. Te, satum David, státuit Creátor Vírginis sponsum, voluítque Verbi te patrem dici, dedit et minístrum esse salútis. Tu Redemptórem stábulo iacéntem, quem chorus vatum cécinit futúrum, áspicis gaudens, sociúsque matris primus adóras. Rex Deus regum, dominátor orbis, cuius ad nutum tremit inferórum turba, cui pronus famulátur æther, se tibi subdit. Laus sit excélsæ Tríadi perénnis, quæ, tibi insígnes tríbuens honóres, det tuis nobis méritis beátæ gáudia vitæ. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. I pastori vennero in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva in una mangiatoia.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, * di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, * come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, * per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, * le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, * nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, * e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Nel mio giaciglio di te mi ricordo, * penso a te nelle veglie notturne, tu sei stato il mio aiuto; * esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe * l’anima mia. La forza della tua destra * mi sostiene. 1 ant. I pastori vennero in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva in una mangiatoia.
Salmodia — 2
2 ant. Giuseppe e Maria, la madre di Gesù, erano pieni di meraviglia per quello che si diceva di lui; e Simeone li benedisse.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, * benedite, cieli, il Signore. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, * benedite, potenze tutte del Signore, il Signore. Benedite, sole e luna, il Signore, * benedite, stelle del cielo, il Signore. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, * benedite, o venti tutti, il Signore. Benedite, fuoco e calore, il Signore, * benedite, freddo e caldo, il Signore. Benedite, rugiada e brina, il Signore, * benedite, gelo e freddo, il Signore. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, * benedite, notti e giorni, il Signore. Benedite, luce e tenebre, il Signore, * benedite, folgori e nubi, il Signore. Benedica la terra il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, * benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. Benedite, sorgenti, il Signore, * benedite, mari e fiumi, il Signore. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, * benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, * benedite, figli dell’uomo, il Signore. Benedica Israele il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, * benedite, o servi del Signore, il Signore. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, * benedite, pii e umili di cuore, il Signore. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, * lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, * degno di lode e di gloria nei secoli. Alla fine di questo cantico non si dice il Gloria al Padre . 2 ant. Giuseppe e Maria, la madre di Gesù, erano pieni di meraviglia per quello che si diceva di lui; e Simeone li benedisse.
Salmodia — 3
3 ant. Giuseppe si alzò nella notte, prese con sé il bambino e sua madre, si rifugiò in Egitto, e vi rimase fino alla morte di Erode.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; * la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, * esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, * con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, * incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, * sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca * e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli * e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, * i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi * il giudizio già scritto: questa è la gloria * per tutti i suoi fedeli. 3 ant. Giuseppe si alzò nella notte, prese con sé il bambino e sua madre, si rifugiò in Egitto, e vi rimase fino alla morte di Erode.
Lettura Breve
2 Sam 7, 28-29 Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso questo bene al tuo servo. Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre!
Responsorio
R. Dio lo fece signore * nella sua casa. Dio lo fece signore nella sua casa. V. Gli affidò i beni più cari, nella sua casa. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Dio lo fece signore nella sua casa.
Dal Biennale
IV · Quaresima · Giovedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro dei Numeri (3,1-13; 8,5-11) Leggi per i leviti Questi sono i discendenti di Aronne e di Mosè quando il Signore parlò a Mosè sul monte Sinai. Questi sono i nomi dei figli di Aronne: Nadab il primogenito, Abiu, Eleazaro e Itamar. Tali i nomi dei figli di Aronne che ricevettero l’unzione come sacerdoti e furono consacrati per esercitare il sacerdozio. Nadab e Abiu morirono davanti al Signore quando offrirono fuoco profano davanti al Signore, nel deserto del Sinai. Essi non avevano figli ed Eleazaro e Itamar esercitarono il sacerdozio in presenza di Aronne, loro padre. Il Signore disse a Mosè: “Fa’ avvicinare la tribù dei leviti e presentala al sacerdote Aronne, perché sia al suo servizio. Essi custodiranno quanto è affidato a lui e a tutta la comunità davanti alla tenda del convegno e presteranno servizio alla Dimora. Avranno in custodia tutti gli arredi della tenda del convegno e quanto è affidato agli Israeliti e presteranno servizio alla Dimora. Assegnerai i leviti ad Aronne e ai suoi figli; essi gli sono dati tutti tra gli Israeliti. Tu stabilirai Aronne e i suoi figli, perché custodiscano le funzioni del loro sacerdozio; l’estraneo che vi si accosterà sarà messo a morte”. Il Signore disse a Mosè: “Ecco, io ho scelto i leviti tra gli Israeliti al posto di ogni primogenito che nasce per primo dal seno materno tra gli Israeliti; i leviti saranno miei, perché ogni primogenito è mio. Quando io colpii tutti i primogeniti nel paese d’Egitto, io mi riservai in Israele tutti i primogeniti degli uomini e degli animali; essi saranno miei. Io sono il Signore”. Il Signore parlò a Mosè: “Prendi i leviti tra gli Israeliti e purificali. Per purificarli farai così: li aspergerai con l’acqua dell’espiazione; faranno passare il rasoio su tutto il loro corpo, laveranno le loro vesti e si purificheranno. Poi prenderanno un giovenco con l’oblazione consueta di fior di farina intrisa in olio e tu prenderai un altro giovenco per il sacrificio espiatorio. Farai avvicinare i leviti dinanzi alla tenda del convegno e convocherai tutta la comunità degli Israeliti. Farai avvicinare i leviti davanti al Signore e gli Israeliti porranno le mani sui leviti; Aronne presenterà i leviti come offerta da farsi con il rito di agitazione davanti al Signore da parte degli Israeliti ed essi faranno il servizio del Signore”.
Responsorio
Responsorio (Sal 72,25.26; Fil 3,8-9) R. Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sullaterra. *La roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre. V. Ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero comespazzatura, al fine di guadagnare Cristo. R. La roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre.
Seconda Lettura
Dalle “Lettere” di san Massimo il Confessore (N. 11) La misericordia di Dio sopra coloro che si pentono dei loro peccati Tutti i predicatori della verità, tutti i ministri della grazia divina e quanti dall’inizio fino a questi nostri giorni hanno parlato a noi della volontà salvifica di Dio, dicono che nulla è tanto caro a Dio e tanto conforme al suo amore quanto la conversione degli uomini mediante un sincero pentimento dei peccati. E proprio per ricondurre a sé gli uomini Dio fece cose straordinarie, anzi diede la massima prova della sua infinita bontà. Per questo il Verbo del Padre, con un atto di inesprimibile umiliazione e di incredibile condiscendenza, si fece carne e si degnò di abitare tra noi. Fece, patì e disse tutto quello che era necessario a riconciliare noi, nemici e avversari di Dio Padre. Richiamò di nuovo alla vita noi che ne eravamo stati esclusi. Il Verbo divino non solo guarì le nostre malattie con la potenza dei miracoli, ma prese anche su di sé l’infermità delle nostre passioni, pagò il nostro debito mediante il supplizio della croce, come se fosse colpevole, lui innocente. Ci liberò da molti e terribili peccati. Inoltre con molti esempi ci stimolò a essere simili a lui nella comprensione, nella cortesia e nell’amore perfetto verso i fratelli. Per questo disse: “Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi” (Lc 5,32). E ancora: “Non sono i sani ad avere bisogno del medico, ma i malati” (Mt 9,12). Disse inoltre di essere venuto a cercare la pecorella smarrita e di essere stato mandato alle pecore perdute della casa di Israele. Parimenti, con la parabola della dramma perduta, alluse, sebbene velatamente, a un aspetto particolare della sua missione: egli venne per ricuperare l’immagine divina deturpata dal peccato. Ricordiamo poi quello che dice in un’altra sua parabola: In verità vi dico, c’è più gioia in cielo per un peccatore che si converte... (cfr. Lc 15,7). Il buon samaritano del vangelo curò con olio e vino e fasciò le ferite di colui che era incappato nei ladri, era stato spogliato di tutto e abbandonato sanguinante e mezzo morto sulla strada. Lo pose sulla sua cavalcatura, lo portò all’albergo, pagò quanto occorreva e promise di provvedere al resto. Cristo è il buon samaritano dell’umanità. Dio è quel padre affettuoso, che accoglie il figlio prodigo, si china su di lui, è sensibile al suo pentimento, lo abbraccia, lo riveste di nuovo con gli ornamenti della sua paterna gloria e non gli rimprovera nulla di quanto ha commesso. Richiama all’ovile la pecorella che si era allontanata dalle cento pecore di Dio. Dopo averla trovata che vagava sui colli e sui monti, non la riconduce all’ovile a forza di spintoni e urla minacciose, ma se la pone sulle spalle e la restituisce incolume al resto del gregge con tenerezza e amore. Dice: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò”. E ancora: “Prendete il mio giogo sopra di voi” (Mt 11,28-29). Il giogo sono i comandamenti o la vita vissuta secondo i precetti evangelici. Riguardo al peso poi, forse pesante e molesto al penitente, soggiunge: “Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” (Mt 11,30). Insegnandoci la giustizia e la bontà di Dio, ci comanda: Siate santi, siate perfetti, siate misericordiosi come il Padre vostro celeste (cfr. Lc 6,36); “Perdonate e vi sarà perdonato” (Lc 6,37) e ancora: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12).
Responsorio
Responsorio (Cfr. Ez 33,11)) R. Sarei perduto, se non avessi sperimentato la tua misericordia,Signore. Tu hai detto: *Non voglio la morte del peccatore, ma che siconverta e viva. V. Tu hai donato la tua grazia alla cananea e al pubblicano, ehai detto: R. Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dalla lettera agli Ebrei 11, 1-16 La fede dei santi padri Fratelli, la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza. Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti prima che fosse portato via, ricevette testimonianza di essere stato gradito a Dio (Gn 5, 24; Sir 44, 16). Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano. Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, compreso da pio timore, costruì un’arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede. Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Per fede anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare (Gn 15, 5; 22, 17; 32, 12. 13). Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra. Chi dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha preparato infatti per loro una città.
Responsorio
Cfr. Rm 4, 20. 22; Gc 2, 22 R. Fiducioso nella promessa di Dio, non vacillò, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio. * Questo gli fu accreditato come giustizia. V. La fede cooperava con le opere di lui, e per le opere quella fede divenne perfetta. R. Questo gli fu accreditato come giustizia.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Bernardino da Siena, sacerdote (Disc. 2 su san Giuseppe; Opera 7, 16. 27-30) Il fedele nutrizio e custode Regola generale di tutte le grazie singolari partecipate a una creatura ragionevole è che quando la condiscendenza divina sceglie qualcuno per una grazia singolare o per uno stato sublime, concede alla persona così scelta tutti i carismi che le sono necessari per il suo ufficio. Naturalmente essi portano anche onore al prescelto. Ecco quanto si è avverato soprattutto nel grande san Giuseppe, padre putativo del Signore Gesù Cristo e vero sposo della regina del mondo e signora degli angeli. Egli fu scelto dall’eterno Padre come fedele nutrizio e custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo incarico con la più grande assiduità. Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25, 21). Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l’uomo eletto e singolare, per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, così in verità dopo di lei deve a Giuseppe una speciale riconoscenza e riverenza. Infatti egli segna la conclusione dell’Antico Testamento e in lui i grandi patriarchi e i profeti conseguono il frutto promesso. Invero egli solo poté godere della presenza fisica di colui che la divina condiscendenza aveva loro promesso. Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell’altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l’ha portata al massimo della perfezione. Perciò non senza motivo il Signore soggiunge: «Entra nella gioia del tuo Signore». Sebbene sia la gioia della beatitudine eterna che entra nel cuore dell’uomo, il Signore ha preferito dire: «Entra nella gioia», per insinuare misticamente che quella gioia non solo è dentro di lui, ma lo circonda e assorbe da ogni parte e lo sommerge come un abisso infinito. Ricòrdati dunque di noi, o beato Giuseppe, e intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissima Vergine tua sposa, che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen.
Responsorio
Cfr. Gn 45, 8. 7; Sal 117, 14 R. Dio mi ha reso come un padre per il Re, signore e custode della sua famiglia; * mi ha dato gloria, per salvare la vita di molta gente. V. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. R. Mi ha dato gloria, per salvare la vita di molta gente.
Vangelo della Messa
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,16.18-21.24a Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. Parola del Signore. Oppure: Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. Dal Vangelo secondo Luca Lc 2,41-51a I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Parola del Signore. Si dice il Credo.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Giuseppe stabilì a Nazaret la sua dimora; così si avverò la parola dei profeti: Il Messia sarà chiamato Nazareno.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Giuseppe stabilì a Nazaret la sua dimora; così si avverò la parola dei profeti: Il Messia sarà chiamato Nazareno.
Invocazioni
Supplichiamo il Signore, datore di ogni bene e principio di ogni santità: Santifica il tuo popolo, Signore. Signore Dio, che hai chiamato alla fede i nostri padri, perché camminassero davanti a te con fedeltà e rettitudine, — aiutaci a vivere secondo lo spirito del Vangelo. Hai scelto san Giuseppe come custode e guida di Gesù fanciullo e adolescente, — fa’ che impariamo a servire il Cristo nei nostri fratelli. Hai affidato la terra all’uomo per farne il suo regno e la sua dimora, — insegnaci a lavorare per la giustizia e la pace a lode e gloria del tuo nome. Ricordati, o Padre, dell’opera delle tue mani, — fa’ che tutti abbiano un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Ecco il servo fedele e prudente, che il Signore ha messo a capo della sua famiglia. (Cf. Lc 12,42) Si dice il Gloria.
Colletta
Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre. Dal secondo libro di Samuèle 2Sam 7,4-5a.12-14a.16 In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va' e di' al mio servo Davide: Così dice il Signore: "Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre"». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 88 (89) R. In eterno durerà la sua discendenza. Canterò in eterno l'amore del Signore, di generazione in generazione farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R. «Ho stretto un'alleanza con il mio eletto, ho giurato a Davide, mio servo. Stabilirò per sempre la tua discendenza, di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R. «Egli mi invocherà: "Tu sei mio padre, mio Dio e roccia della mia salvezza". Gli conserverò sempre il mio amore, la mia alleanza gli sarà fedele». R.
Seconda Lettura
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 4,13.16-18.22 Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede. Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi - come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» - davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che non esistono. Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Lode e onore a te, Signore Gesù. Beato chi abita nella tua casa, Signore: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83 (84),5) Lode e onore a te, Signore Gesù.
Vangelo
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,16.18-21.24a Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore. Parola del Signore. Oppure: Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. Dal Vangelo secondo Luca Lc 2,41-51a I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Parola del Signore. Si dice il Credo.
Sulle offerte
Donaci, o Padre, di servire al tuo altare con la stessa purezza di cuore che animò san Giuseppe nella fedele dedizione al tuo Figlio unigenito, nato dalla Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Bene, servo buono e fedele: prendi parte alla gioia del tuo padrone. (Mt 25,21)
Dopo la comunione
Proteggi sempre la tua famiglia, o Signore, che hai nutrito a questo altare nella gioiosa memoria di san Giuseppe, e custodisci in noi i doni del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.
San Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria

San Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria

Dal Martirologio
Solennità di san Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custodia della sua famiglia.
Altri Santi
San Giovanni, abate di Parrano
Presso Spoleto in Umbria, san Giovanni, abate di Parrano, che fu padre di molti servi di Dio.
Beato Isnardo da Chiampo, sacerdote
A Pavia, beato Isnardo da Chiampo, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che in questa città fondò un convento del suo Ordine
Beato Andrea Gallerani
A Siena, beato Andrea Gallerani, che visitò e consolò con premura gli infermi e gli afflitti e radunò i Fratelli della Misericordia, perché, come laici senza voti, servissero i poveri e i malati.
Beato Giovanni Buralli da Parma, sacerdote
A Camerino nelle Marche, beato Giovanni Buralli da Parma, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che papa Innocenzo IV inviò come legato ai Greci, per tentare di ristabilire la loro comunione con i Latini.
Beata Sibillina Biscossi, vergine
A Pavia, beata Sibillina Biscossi, vergine, che, rimasta cieca dall’età di dodici anni, visse per sessantacinque anni in clausura presso la chiesa dell’Ordine dei Predicatori, illuminando con la sua luce interiore i molti che ricorrevano a lei.
Beato Marco de Marchio da Montegallo, sacerdote
A Vicenza, beato Marco de Marchio da Montegallo, sacerdote dell’Ordine dei Minori, che per sovvenire alle necessità dei poveri creò l’opera chiamata Monte di Pietà.
Beato Narciso Turchan, sacerdote
Vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Narciso Turchan, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori e martire, che dalla Polonia, oppressa da un nefasto regime, fu deportato per la sua fede nel campo di detenzione di Dachau, dove morì sotto le torture.
Beato Marcello Callo, martire
A Mauthausen in Austria, beato Marcello Callo, martire, che, giovane originario di Rennes in Francia, durante la guerra confortava con spirito cristiano nella fede i compagni di prigionia sfiniti dai lavori forzati e per questo fu ucciso nel campo di sterminio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Santa e dolce dimora, dove Gesù fanciullo nasconde la sua gloria! Giuseppe addestra all’umile arte del falegname il Figlio dell’Altissimo. Accanto a lui Maria fa lieta la sua casa di una limpida gioia. La mano del Signore li guida e li protegge nei giorni della prova. O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace. A te sia lode, o Cristo, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Iste, quem læti cólimus fidéles, cuius excélsos cánimus triúmphos, hac die Ioseph méruit perénnis gáudia vitæ. O nimis felix, nimis o beátus, cuius extrémam vígiles ad horam Christus et Virgo simul astitérunt ore seréno. Iustus insígnis, láqueo solútus carnis, ad sedes plácido sopóre migrat ætérnas, rutilísque cingit témpora sertis. Ergo regnántem flagitémus omnes, adsit ut nobis, veniámque nostris óbtinens culpis, tríbuat supérnæ múnera pacis. Sint tibi plausus, tibi sint honóres, trine qui regnas Deus, et corónas áureas servo tríbuis fidéli omne per ævum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Giuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa: al figlio che da lei nascerà darai il nome di Gesù.
SALMO 20, 2-8. 14
Signore, il re gioisce della tua potenza, * quanto esulta per la tua salvezza! Hai soddisfatto il desiderio del suo cuore, * non hai respinto il voto delle sue labbra. Gli vieni incontro con larghe benedizioni; * gli poni sul capo una corona di oro fino. Vita ti ha chiesto, a lui l’hai concessa, * lunghi giorni in eterno, senza fine. Grande è la sua gloria per la tua salvezza, * lo avvolgi di maestà e di onore; lo fai oggetto di benedizioni per sempre, * lo inondi di gioia dinanzi al tuo volto. Perché il re confida nel Signore: * per la fedeltà dell’Altissimo non sarà mai scosso. Alzati, Signore, in tutta la tua forza; * canteremo inni alla tua potenza. 1 ant. Giuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa: al figlio che da lei nascerà darai il nome di Gesù.
Salmodia — 2
2 ant. Obbediente alla parola dell’angelo, Giuseppe andò a vivere con la sua sposa.
SALMO 91
I (2-9) È bello dar lode al Signore * e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunziare al mattino il tuo amore, * la tua fedeltà lungo la notte, sull’arpa a dieci corde e sulla lira, * con canti sulla cetra. Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, * esulto per l’opera delle tue mani. Come sono grandi le tue opere, Signore, * quanto profondi i tuoi pensieri! L’uomo insensato non intende * e lo stolto non capisce: se i peccatori germogliano come l’erba * e fioriscono tutti i malfattori, li attende una rovina eterna: * ma tu sei l’eccelso per sempre, o Signore. 2 ant. Obbediente alla parola dell’angelo, Giuseppe andò a vivere con la sua sposa.
Salmodia — 3
3 ant. Nell’anno del censimento Giuseppe e Maria partirono da Nazareth per salire a Betlemme, la città di Davide.
II (10-16) Ecco, i tuoi nemici, o Signore, † ecco, i tuoi nemici periranno, * saranno dispersi tutti i malfattori. Tu mi doni la forza di un bufalo, * mi cospargi di olio splendente. I miei occhi disprezzeranno i miei nemici, † e contro gli iniqui che mi assalgono * i miei orecchi udranno cose infauste. Il giusto fiorirà come palma, * crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, * fioriranno negli atri del nostro Dio. Nella vecchiaia daranno ancora frutti, * saranno vegeti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore: * mia roccia, in lui non c’è ingiustizia. 3 ant. Nell’anno del censimento Giuseppe e Maria partirono da Nazareth per salire a Betlemme, la città di Davide. V. Il giusto crescerà come un giglio, R. fiorirà in eterno davanti al Signore.
Prima Lettura
Dalla lettera agli Ebrei 11, 1-16 La fede dei santi padri Fratelli, la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza. Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Infatti prima che fosse portato via, ricevette testimonianza di essere stato gradito a Dio (Gn 5, 24; Sir 44, 16). Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano. Per fede Noè, avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano, compreso da pio timore, costruì un’arca a salvezza della sua famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede. Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso. Per fede anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare (Gn 15, 5; 22, 17; 32, 12. 13). Nella fede morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra. Chi dice così, infatti, dimostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha preparato infatti per loro una città.
Responsorio
Cfr. Rm 4, 20. 22; Gc 2, 22 R. Fiducioso nella promessa di Dio, non vacillò, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio. * Questo gli fu accreditato come giustizia. V. La fede cooperava con le opere di lui, e per le opere quella fede divenne perfetta. R. Questo gli fu accreditato come giustizia.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Bernardino da Siena, sacerdote (Disc. 2 su san Giuseppe; Opera 7, 16. 27-30) Il fedele nutrizio e custode Regola generale di tutte le grazie singolari partecipate a una creatura ragionevole è che quando la condiscendenza divina sceglie qualcuno per una grazia singolare o per uno stato sublime, concede alla persona così scelta tutti i carismi che le sono necessari per il suo ufficio. Naturalmente essi portano anche onore al prescelto. Ecco quanto si è avverato soprattutto nel grande san Giuseppe, padre putativo del Signore Gesù Cristo e vero sposo della regina del mondo e signora degli angeli. Egli fu scelto dall’eterno Padre come fedele nutrizio e custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo incarico con la più grande assiduità. Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25, 21). Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l’uomo eletto e singolare, per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, così in verità dopo di lei deve a Giuseppe una speciale riconoscenza e riverenza. Infatti egli segna la conclusione dell’Antico Testamento e in lui i grandi patriarchi e i profeti conseguono il frutto promesso. Invero egli solo poté godere della presenza fisica di colui che la divina condiscendenza aveva loro promesso. Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell’altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l’ha portata al massimo della perfezione. Perciò non senza motivo il Signore soggiunge: «Entra nella gioia del tuo Signore». Sebbene sia la gioia della beatitudine eterna che entra nel cuore dell’uomo, il Signore ha preferito dire: «Entra nella gioia», per insinuare misticamente che quella gioia non solo è dentro di lui, ma lo circonda e assorbe da ogni parte e lo sommerge come un abisso infinito. Ricòrdati dunque di noi, o beato Giuseppe, e intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissima Vergine tua sposa, che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen.
Responsorio
Cfr. Gn 45, 8. 7; Sal 117, 14 R. Dio mi ha reso come un padre per il Re, signore e custode della sua famiglia; * mi ha dato gloria, per salvare la vita di molta gente. V. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. R. Mi ha dato gloria, per salvare la vita di molta gente.
Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, * ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, * tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli * e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo * il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra * sono pieni della tua gloria. Ti acclama il coro degli apostoli * e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, * eterno Figlio del Padre, tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell'uomo. Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria * nell'assemblea dei santi. * Salva il tuo popolo, Signore, * guida e proteggi i tuoi figli. Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore, * di custodirci senza peccato. Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato. Pietà di noi, Signore, * pietà di noi. Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno. Oppure Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur. Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur. Tibi omnes ángeli, * tibi cæli et univérsæ potestátes: tibi chérubim et séraphim * incessábili voce proclámant: Sanctus, * Sanctus, * Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ. Te gloriósus * Apostolórum chorus, te prophetárum * laudábilis númerus, te mártyrum candidátus * laudat exércitus. Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia, Patrem * imménsæ maiestátis; venerándum tuum verum * et únicum Fílium; Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum. Tu rex glóriæ, * Christe. Tu Patris * sempitérnus es Fílius. Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, * non horruisti Vírginis úterum. Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum. Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris. Iudex créderis * esse ventúrus. Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti. Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári. * Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ. Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum. Per singulos dies * benedícimus te; et laudámus nomen tuum in sæculum, * et in sæculum sæculi. Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre. Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri. Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te. In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum. * Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Santa e dolce dimora, dove Gesù fanciullo nasconde la sua gloria! Giuseppe addestra all’umile arte del falegname il Figlio dell’Altissimo. Accanto a lui Maria fa lieta la sua casa di una limpida gioia. La mano del Signore li guida e li protegge nei giorni della prova. O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace. A te sia lode, o Cristo, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Cælitum, Ioseph, decus atque nostræ certa spes vitæ columénque mundi, quas tibi læti cánimus, benígnus súscipe laudes. Te, satum David, státuit Creátor Vírginis sponsum, voluítque Verbi te patrem dici, dedit et minístrum esse salútis. Tu Redemptórem stábulo iacéntem, quem chorus vatum cécinit futúrum, áspicis gaudens, sociúsque matris primus adóras. Rex Deus regum, dominátor orbis, cuius ad nutum tremit inferórum turba, cui pronus famulátur æther, se tibi subdit. Laus sit excélsæ Tríadi perénnis, quæ, tibi insígnes tríbuens honóres, det tuis nobis méritis beátæ gáudia vitæ. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. I pastori vennero in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva in una mangiatoia.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, * di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, * come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, * per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, * le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, * nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, * e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Nel mio giaciglio di te mi ricordo, * penso a te nelle veglie notturne, tu sei stato il mio aiuto; * esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe * l’anima mia. La forza della tua destra * mi sostiene. 1 ant. I pastori vennero in fretta, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva in una mangiatoia.
Salmodia — 2
2 ant. Giuseppe e Maria, la madre di Gesù, erano pieni di meraviglia per quello che si diceva di lui; e Simeone li benedisse.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, * benedite, cieli, il Signore. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, * benedite, potenze tutte del Signore, il Signore. Benedite, sole e luna, il Signore, * benedite, stelle del cielo, il Signore. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, * benedite, o venti tutti, il Signore. Benedite, fuoco e calore, il Signore, * benedite, freddo e caldo, il Signore. Benedite, rugiada e brina, il Signore, * benedite, gelo e freddo, il Signore. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, * benedite, notti e giorni, il Signore. Benedite, luce e tenebre, il Signore, * benedite, folgori e nubi, il Signore. Benedica la terra il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, * benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. Benedite, sorgenti, il Signore, * benedite, mari e fiumi, il Signore. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, * benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, * benedite, figli dell’uomo, il Signore. Benedica Israele il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, * benedite, o servi del Signore, il Signore. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, * benedite, pii e umili di cuore, il Signore. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, * lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, * degno di lode e di gloria nei secoli. Alla fine di questo cantico non si dice il Gloria al Padre . 2 ant. Giuseppe e Maria, la madre di Gesù, erano pieni di meraviglia per quello che si diceva di lui; e Simeone li benedisse.
Salmodia — 3
3 ant. Giuseppe si alzò nella notte, prese con sé il bambino e sua madre, si rifugiò in Egitto, e vi rimase fino alla morte di Erode.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; * la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, * esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, * con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, * incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, * sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca * e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli * e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, * i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi * il giudizio già scritto: questa è la gloria * per tutti i suoi fedeli. 3 ant. Giuseppe si alzò nella notte, prese con sé il bambino e sua madre, si rifugiò in Egitto, e vi rimase fino alla morte di Erode.
Lettura Breve
2 Sam 7, 28-29 Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso questo bene al tuo servo. Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre!
Responsorio
R. Dio lo fece signore * nella sua casa. Dio lo fece signore nella sua casa. V. Gli affidò i beni più cari, nella sua casa. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Dio lo fece signore nella sua casa.
Antifona al Benedictus
Giuseppe stabilì a Nazaret la sua dimora; così si avverò la parola dei profeti: Il Messia sarà chiamato Nazareno.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Giuseppe stabilì a Nazaret la sua dimora; così si avverò la parola dei profeti: Il Messia sarà chiamato Nazareno.
Invocazioni
Supplichiamo il Signore, datore di ogni bene e principio di ogni santità: Santifica il tuo popolo, Signore. Signore Dio, che hai chiamato alla fede i nostri padri, perché camminassero davanti a te con fedeltà e rettitudine, — aiutaci a vivere secondo lo spirito del Vangelo. Hai scelto san Giuseppe come custode e guida di Gesù fanciullo e adolescente, — fa’ che impariamo a servire il Cristo nei nostri fratelli. Hai affidato la terra all’uomo per farne il suo regno e la sua dimora, — insegnaci a lavorare per la giustizia e la pace a lode e gloria del tuo nome. Ricordati, o Padre, dell’opera delle tue mani, — fa’ che tutti abbiano un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell'intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un'anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino e unico, fonte di eterno Amore. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ogni anno, per la festa di Pasqua, i genitori di Gesù salivano a Gerusalemme.
SALMO 119 Desiderio della pace minacciata dai malvagi Egli è la nostra pace... venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore * ed egli mi ha risposto. Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, * dalla lingua ingannatrice. Che ti posso dare, come ripagarti, * lingua ingannatrice? Frecce acute di un prode, * con carboni di ginepro. Me infelice: abito straniero in Mosoch, * dimoro fra le tende di Kedar! Troppo io ho dimorato * con chi detesta la pace. Io sono per la pace, * ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Salmodia — 2
SALMO 120 Il custode di Israele Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta (Ap 7, 16).
Alzo gli occhi verso i monti: * da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, * che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, * non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenta, non prende sonno, * il custode d’Israele. Il Signore è il tuo custode, † il Signore è come ombra che ti copre, * e sta alla tua destra. Di giorno non ti colpirà il sole, * né la luna di notte. Il Signore ti proteggerà da ogni male, * egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, * da ora e per sempre.
Salmodia — 3
SALMO 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste (Eb 12, 22).
Quale gioia, quando mi dissero: * «Andremo alla casa del Signore». E ora i nostri piedi si fermano * alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita* come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, † secondo la legge di Israele, * per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, * i seggi della casa di Davide. Domandate pace per Gerusalemme: * sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, * sicurezza nei tuoi baluardi. Per i miei fratelli e i miei amici * io dirò: «Su di te sia pace!». Per la casa del Signore nostro Dio, * chiederò per te il bene. 1 ant. Ogni anno, per la festa di Pasqua, i genitori di Gesù salivano a Gerusalemme.
Lettura Breve
Pro 2, 7-8 Dio riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine, vegliando sui sentieri della giustizia e custodendo le vie dei suoi amici. V. Dio lo fece signore nella sua casa, R. gli affidò i beni più cari.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
Glorioso e potente Signore, che alterni i ritmi del tempo, irradi di luce il mattino e accendi di fuochi il meriggio, tu placa le tristi contese, estingui la fiamma dell’ira, infondi vigore alle membra, ai cuori concedi la pace. Sia gloria al Padre ed al Figlio, sia onore al Santo Spirito, all'unico e trino Signore sia lode nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. I suoi genitori tornarono a casa, Gesù restò a Gerusalemme, ed essi non lo sapevano.
SALMO 119 Desiderio della pace minacciata dai malvagi Egli è la nostra pace... venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore * ed egli mi ha risposto. Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, * dalla lingua ingannatrice. Che ti posso dare, come ripagarti, * lingua ingannatrice? Frecce acute di un prode, * con carboni di ginepro. Me infelice: abito straniero in Mosoch, * dimoro fra le tende di Kedar! Troppo io ho dimorato * con chi detesta la pace. Io sono per la pace, * ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Salmodia — 2
SALMO 120 Il custode di Israele Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta (Ap 7, 16).
Alzo gli occhi verso i monti: * da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, * che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, * non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenta, non prende sonno, * il custode d’Israele. Il Signore è il tuo custode, † il Signore è come ombra che ti copre, * e sta alla tua destra. Di giorno non ti colpirà il sole, * né la luna di notte. Il Signore ti proteggerà da ogni male, * egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, * da ora e per sempre.
Salmodia — 3
SALMO 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste (Eb 12, 22).
Quale gioia, quando mi dissero: * «Andremo alla casa del Signore». E ora i nostri piedi si fermano * alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita* come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, † secondo la legge di Israele, * per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, * i seggi della casa di Davide. Domandate pace per Gerusalemme: * sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, * sicurezza nei tuoi baluardi. Per i miei fratelli e i miei amici * io dirò: «Su di te sia pace!». Per la casa del Signore nostro Dio, * chiederò per te il bene. Ant. I suoi genitori tornarono a casa, Gesù restò a Gerusalemme, ed essi non lo sapevano.
Lettura Breve
Sap 10, 10 La Sapienza condusse per diritti sentieri il giusto, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; gli diede successo nelle sue fatiche e moltiplicò i frutti del suo lavoro. V. Ricchezza e gloria nella casa del giusto: R. la sua giustizia rimane per sempre.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
Signore, forza degli esseri, Dio immutabile, eterno, tu segni i ritmi del mondo: i giorni, i secoli, il tempo. Irradia di luce la sera, fa’ sorgere oltre la morte, nello splendore dei cieli, il giorno senza tramonto. Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito, com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. I genitori di Gesù tornarono a Gerusalemme e lo cercavano.
SALMO 119 Desiderio della pace minacciata dai malvagi Egli è la nostra pace... venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia angoscia ho gridato al Signore * ed egli mi ha risposto. Signore, libera la mia vita dalle labbra di menzogna, * dalla lingua ingannatrice. Che ti posso dare, come ripagarti, * lingua ingannatrice? Frecce acute di un prode, * con carboni di ginepro. Me infelice: abito straniero in Mosoch, * dimoro fra le tende di Kedar! Troppo io ho dimorato * con chi detesta la pace. Io sono per la pace, * ma quando ne parlo, essi vogliono la guerra.
Salmodia — 2
SALMO 120 Il custode di Israele Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta (Ap 7, 16).
Alzo gli occhi verso i monti: * da dove mi verrà l’aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, * che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, * non si addormenterà il tuo custode. Non si addormenta, non prende sonno, * il custode d’Israele. Il Signore è il tuo custode, † il Signore è come ombra che ti copre, * e sta alla tua destra. Di giorno non ti colpirà il sole, * né la luna di notte. Il Signore ti proteggerà da ogni male, * egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, * da ora e per sempre.
Salmodia — 3
SALMO 121 Saluto alla città santa di Gerusalemme Voi vi siete accostati al monte Sion e alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste (Eb 12, 22).
Quale gioia, quando mi dissero: * «Andremo alla casa del Signore». E ora i nostri piedi si fermano * alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è costruita* come città salda e compatta. Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, † secondo la legge di Israele, * per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, * i seggi della casa di Davide. Domandate pace per Gerusalemme: * sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, * sicurezza nei tuoi baluardi. Per i miei fratelli e i miei amici * io dirò: «Su di te sia pace!». Per la casa del Signore nostro Dio, * chiederò per te il bene. Ant. I genitori di Gesù tornarono a Gerusalemme e lo cercavano.
Lettura Breve
Sir 2, 15-16 Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole; e coloro che lo amano seguono le sue vie. Coloro che temono il Signore cercano di piacergli; e coloro che lo amano si saziano della legge. V. Grande è la sua gloria per la tua salvezza: R. lo avvolgi di maestà e di onore.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
Santa e dolce dimora, dove Gesù fanciullo nasconde la sua gloria! Giuseppe addestra all’umile arte del falegname il Figlio dell’Altissimo. Accanto a lui Maria fa lieta la sua casa di una limpida gioia. La mano del Signore li guida e li protegge nei giorni della prova. O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace. A te sia lode, o Cristo, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Te, Ioseph, célebrent ágmina cælitum, te cuncti résonent christíadum chori, qui, clarus méritis, iunctus es ínclitæ casto fœdere Vírgini. Almo cum túmidam gérmine cóniugem admírans, dúbio tángeris ánxius, afflátu súperi Fláminis ángelus concéptum púerum docet. Tu natum Dóminum stringis, ad éxteras Ægypti prófugum tu séqueris plagas; amíssum Sólymis quæris et ínvenis, miscens gáudia flétibus. Eléctos réliquos mors pia cónsecrat palmámque eméritos glória súscipit; tu vivens, súperis par, frúeris Deo, mira sorte beátior. Nobis, summa Trias, parce precántibus; da Ioseph méritis sídera scándere, ut tandem líceat nos tibi pérpetim gratum prómere cánticum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Da Giacobbe nacque Giuseppe, sposo di Maria; da lei è nato Gesù, chiamato il Cristo.
SALMO 112
Lodate, servi del Signore, * lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, * ora e sempre. Dal sorgere del sole al suo tramonto * sia lodato il nome del Signore. Su tutti i popoli eccelso è il Signore, * più alta dei cieli è la sua gloria. Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto * e si china a guardare nei cieli e sulla terra? Solleva l’indigente dalla polvere, * dall’immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, * tra i principi del suo popolo. Fa abitare la sterile nella sua casa * quale madre gioiosa di figli. 1 ant. Da Giacobbe nacque Giuseppe, sposo di Maria; da lei è nato Gesù, chiamato il Cristo.
Salmodia — 2
2 ant. L’angelo Gabriele fu mandato a Nazareth alla sposa di Giuseppe, la Vergine Maria.
SALMO 145
Loda il Signore, anima mia: † loderò il Signore per tutta la mia vita, * finché vivo canterò inni al mio Dio. Non confidate nei potenti, * in un uomo che non può salvare. Esala lo spirito e ritorna alla terra; * in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, * chi spera nel Signore suo Dio, creatore del cielo e della terra, * del mare e di quanto contiene. Egli è fedele per sempre, † rende giustizia agli oppressi, * dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri, * il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, * il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero, † egli sostiene l’orfano e la vedova, * ma sconvolge le vie degli empi. Il Signore regna per sempre, * il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione. 2 ant. L’angelo Gabriele fu mandato a Nazareth alla sposa di Giuseppe, la Vergine Maria.
Salmodia — 3
3 ant. Maria, madre di Gesù, la sposa di Giuseppe, prima che abitassero insieme apparve incinta per opera dello Spirito Santo.
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, * che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti * prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, * santi e immacolati nell’amore. Ci ha predestinati * a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, * secondo il beneplacito del suo volere, a lode e gloria della sua grazia, * che ci ha dato nel suo Figlio diletto. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, * la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, * poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere, il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, * quelle del cielo come quelle della terra. Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito * per realizzarlo nella pienezza dei tempi. 3 ant. Maria, madre di Gesù, la sposa di Giuseppe, prima che abitassero insieme apparve incinta per opera dello Spirito Santo.
Lettura Breve
Col 3, 23-24 Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che, quale ricompensa, riceverete dal Signore l'eredità. Servite a Cristo Signore.
Responsorio
R. L’uomo giusto * fiorirà come un giglio. L’uomo giusto fiorirà come un giglio. V. Davanti al Signore, in eterno, fiorirà come un giglio. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. L’uomo giusto fiorirà come un giglio.
Antifona al Magnificat
Servo fedele e saggio! Il Signore gli ha affidato la sua famiglia.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Servo fedele e saggio! Il Signore gli ha affidato la sua famiglia.
Intercessioni
Rivolgiamo la nostra comune preghiera a Dio, da cui prende nome ogni paternità in cielo e sulla terra: Padre nostro, che sei nei cieli, ascoltaci. Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di Cristo nascosto nei secoli eterni, — donaci di conoscere e di amare sempre più il tuo Figlio fatto uomo per la nostra salvezza. Tu che nutri gli uccelli dell’aria e vesti i gigli del campo, — dona a tutti gli uomini il pane quotidiano. Hai affidato alle nostre mani l’opera della tua creazione, — concedi agli operai, agli artigiani, ai contadini un’adeguata ricompensa delle loro fatiche. O fonte di ogni santità, che chiami tutti gli uomini a configurarsi a te, — concedi a noi, per intercessione di san Giuseppe, di camminare in santità e giustizia tutti i giorni della nostra vita. Guarda con bontà ai moribondi e ai defunti, — fa’ che siano eternamente felici con Gesù, Giuseppe e Maria. Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Inno
Santa e dolce dimora, dove Gesù fanciullo nasconde la sua gloria! Giuseppe addestra all’umile arte del falegname il Figlio dell’Altissimo. Accanto a lui Maria fa lieta la sua casa di una limpida gioia. La mano del Signore li guida e li protegge nei giorni della prova. O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace. A te sia lode, o Cristo, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Te, Ioseph, célebrent ágmina cælitum, te cuncti résonent christíadum chori, qui, clarus méritis, iunctus es ínclitæ casto fœdere Vírgini. Almo cum túmidam gérmine cóniugem admírans, dúbio tángeris ánxius, afflátu súperi Fláminis ángelus concéptum púerum docet. Tu natum Dóminum stringis, ad éxteras Ægypti prófugum tu séqueris plagas; amíssum Sólymis quæris et ínvenis, miscens gáudia flétibus. Eléctos réliquos mors pia cónsecrat palmámque eméritos glória súscipit; tu vivens, súperis par, frúeris Deo, mira sorte beátior. Nobis, summa Trias, parce precántibus; da Ioseph méritis sídera scándere, ut tandem líceat nos tibi pérpetim gratum prómere cánticum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Da Giacobbe nacque Giuseppe, sposo di Maria; da lei è nato Gesù, chiamato il Cristo.
SALMO 112
Lodate, servi del Signore, * lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, * ora e sempre. Dal sorgere del sole al suo tramonto * sia lodato il nome del Signore. Su tutti i popoli eccelso è il Signore, * più alta dei cieli è la sua gloria. Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto * e si china a guardare nei cieli e sulla terra? Solleva l’indigente dalla polvere, * dall’immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, * tra i principi del suo popolo. Fa abitare la sterile nella sua casa * quale madre gioiosa di figli. 1 ant. Da Giacobbe nacque Giuseppe, sposo di Maria; da lei è nato Gesù, chiamato il Cristo.
Salmodia — 2
2 ant. L’angelo Gabriele fu mandato a Nazareth alla sposa di Giuseppe, la Vergine Maria.
SALMO 145
Loda il Signore, anima mia: † loderò il Signore per tutta la mia vita, * finché vivo canterò inni al mio Dio. Non confidate nei potenti, * in un uomo che non può salvare. Esala lo spirito e ritorna alla terra; * in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, * chi spera nel Signore suo Dio, creatore del cielo e della terra, * del mare e di quanto contiene. Egli è fedele per sempre, † rende giustizia agli oppressi, * dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri, * il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, * il Signore ama i giusti, il Signore protegge lo straniero, † egli sostiene l’orfano e la vedova, * ma sconvolge le vie degli empi. Il Signore regna per sempre, * il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione. 2 ant. L’angelo Gabriele fu mandato a Nazareth alla sposa di Giuseppe, la Vergine Maria.
Salmodia — 3
3 ant. Maria, madre di Gesù, la sposa di Giuseppe, prima che abitassero insieme apparve incinta per opera dello Spirito Santo.
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, * che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti * prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, * santi e immacolati nell’amore. Ci ha predestinati * a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, * secondo il beneplacito del suo volere, a lode e gloria della sua grazia, * che ci ha dato nel suo Figlio diletto. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, * la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, * poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere, il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, * quelle del cielo come quelle della terra. Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito * per realizzarlo nella pienezza dei tempi. 3 ant. Maria, madre di Gesù, la sposa di Giuseppe, prima che abitassero insieme apparve incinta per opera dello Spirito Santo.
Lettura Breve
Col 3, 23-24 Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che, quale ricompensa, riceverete dal Signore l'eredità. Servite a Cristo Signore.
Responsorio
R. L’uomo giusto * fiorirà come un giglio. L’uomo giusto fiorirà come un giglio. V. Davanti al Signore, in eterno, fiorirà come un giglio. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. L’uomo giusto fiorirà come un giglio.
Antifona al Cantico
Servo fedele e saggio! Il Signore gli ha affidato la sua famiglia.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Servo fedele e saggio! Il Signore gli ha affidato la sua famiglia.
Intercessioni
Rivolgiamo la nostra comune preghiera a Dio, da cui prende nome ogni paternità in cielo e sulla terra: Padre nostro, che sei nei cieli, ascoltaci. Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di Cristo nascosto nei secoli eterni, — donaci di conoscere e di amare sempre più il tuo Figlio fatto uomo per la nostra salvezza. Tu che nutri gli uccelli dell’aria e vesti i gigli del campo, — dona a tutti gli uomini il pane quotidiano. Hai affidato alle nostre mani l’opera della tua creazione, — concedi agli operai, agli artigiani, ai contadini un’adeguata ricompensa delle loro fatiche. O fonte di ogni santità, che chiami tutti gli uomini a configurarsi a te, — concedi a noi, per intercessione di san Giuseppe, di camminare in santità e giustizia tutti i giorni della nostra vita. Guarda con bontà ai moribondi e ai defunti, — fa’ che siano eternamente felici con Gesù, Giuseppe e Maria. Padre nostro.
Orazione
O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore.
Benedizione
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.