Venerdì 2026-07-24 Verde

Omelia
A II XVI Ordinario IV Salterio Feria Verde San Charbel (Giuseppe) Makhluf, sacerdote Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Gesù salvatore, luce vera del mondo, accogli le primizie della nostra preghiera. Risveglia in noi la fede, la speranza, l’amore; dona pace e concordia e letizia perfetta. Lenisci con le lacrime la durezza dei cuori, accendi il desiderio della patria beata. A te sia gloria, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
SALMO 50 Pietà di me, o Signore Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo (cfr. Ef 4, 23-24).
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; * nel tuo grande amore cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, * mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, * il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, * quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; perciò sei giusto quando parli, * retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, * nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore * e nell’intimo m’insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondato; * lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, * esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, * cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, * rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza * e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, * sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie * e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, * la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra * e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio * e se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito * è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato * tu, o Dio, non disprezzi. Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, * rialza le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, * l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime * sopra il tuo altare. 1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
Salmodia — 2
2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
CANTICO Tb 13, 10-13. 15. 16c-17a Ringraziamento per la liberazione del popolo Mi mostrò la città santa, Gerusalemme... risplendente della gloria di Dio (Ap 21, 10-11).
Tutti parlino del Signore * e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, † ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, * e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Da’ lode degnamente al Signore * e benedici il re dei secoli; egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, * per allietare in te tutti i deportati, per far contenti in te tutti gli sventurati, * per tutte le generazioni dei secoli. Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; * nazioni numerose verranno a te da lontano; gli abitanti di tutti i confini della terra † verranno verso la dimora del tuo santo nome, * portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza * e il nome della città eletta durerà nei secoli. Sorgi ed esulta per i figli dei giusti: † tutti presso di te si raduneranno * e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, * beati coloro che gioiscono per la tua pace. Anima mia, benedici il Signore, il gran sovrano: † Gerusalemme sarà ricostruita * come città della sua residenza per sempre. 2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
Salmodia — 3
3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
SALMO 147 La Gerusalemme riedificata Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9).
Glorifica il Signore, Gerusalemme, * loda, Sion, il tuo Dio. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, * in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Egli ha messo pace nei tuoi confini * e ti sazia con fior di frumento. Manda sulla terra la sua parola, * il suo messaggio corre veloce. Fa scendere la neve come lana, * come polvere sparge la brina. Getta come briciole la grandine, * di fronte al suo gelo chi resiste? Manda una sua parola ed ecco si scioglie, * fa soffiare il vento e scorrono le acque. Annunzia a Giacobbe la sua parola, * le sue leggi e i suoi decreti a Israele. Così non ha fatto con nessun altro popolo, * non ha manifestato ad altri i suoi precetti. 3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
Lettura Breve
Gal 2, 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Responsorio
R. Invocherò l’Altissimo: * da lui ogni mio bene. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene. V. Dal cielo manderà la sua salvezza: da lui ogni mio bene. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.
Dal Biennale
XVI · Ordinario · Venerdì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe (22,1-30) Elifaz esorta Giobbe a riconciliarsi con Dio Elifaz il Temanita prese a dire: Può forse l’uomo giovare a Dio, se il saggio giova solo a se stesso? Quale interesse ne viene all’Onnipotente che tu sia giusto o che vantaggio ha, se tieni una condotta integra? Forse per la tua pietà ti punisce e ti convoca in giudizio? O non piuttosto per la tua grande malvagità e per le tue iniquità senza limite? Senza motivo infatti hai angariato i tuoi fratelli e delle vesti hai spogliato gli ignudi. Non hai dato da bere all’assetato e all’affamato hai rifiutato il pane, la terra l’ha il prepotente e vi abita il tuo favorito. Le vedove hai rimandato a mani vuote e le braccia degli orfani hai rotto. Ecco perché d’intorno a te ci sono lacci e un improvviso spavento ti sorprende. Tenebra è la tua luce e più non vedi e la piena delle acque ti sommerge. Ma Dio non è nell’alto dei cieli? Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte! E tu dici: «Che cosa sa Dio? Può giudicare attraverso la caligine? Le nubi gli fanno velo e non vede e sulla volta dei cieli passeggia». Vuoi tu seguire il sentiero d’un tempo, già battuto da uomini empi, che prima del tempo furono portati via, quando un fiume si era riversato sulle loro fondamenta? Dicevano a Dio: «Allontanati da noi! Che cosa ci può fare l’Onnipotente?». Eppure egli aveva riempito le loro case di beni, anche se i propositi degli empi erano lontani da lui. I giusti ora vedono e ne godono e l’innocente si beffa di loro: «Sì, certo è stata annientata la loro fortuna e il fuoco ne ha divorati gli avanzi!». Su, riconciliati con lui e tornerai felice, ne riceverai un gran vantaggio. Accogli la legge dalla sua bocca e poni le sue parole nel tuo cuore. Se ti rivolgerai all’Onnipotente con umiltà, se allontanerai l’iniquità dalla tua tenda, se stimerai come polvere l’oro e come ciottoli dei fiumi l’oro di Ofir, allora sarà l’Onnipotente il tuo oro e sarà per te argento a mucchi. Allora sì, nell’Onnipotente ti delizierai e alzerai a Dio la tua faccia. Lo supplicherai ed egli t’esaudirà e tu scioglierai i tuoi voti. Deciderai una cosa e ti riuscirà e sul tuo cammino splenderà la luce. Egli umilia l’alterigia del superbo, ma soccorre chi ha gli occhi bassi. Egli libera l’innocente; tu sarai liberato per la purezza delle tue mani.
Responsorio
Responsorio (Gb 22,2.12.21) R. Può forse l’uomo giovare a Dio, se il saggiogiova solo a se stesso? *Ma Dio non è nell’alto dei cieli? Guarda ilvertice delle stelle: quanto sono alte! V. Su, riconciliati con lui e tornerai felice, nericeverai un gran vantaggio. R. Ma Dio non è nell’alto dei cieli? Guarda ilvertice delle stelle: quanto sono alte!
Seconda Lettura
Dalle “Confessioni” di sant’Agostino, vescovo (Lib. 13.21,31–22,32) La Parola di Dio è fonte di vita eterna La tua parola, o Dio, è fonte di vita eterna e non passa. È la tua parola che ci trattiene dall’allontanarci da te dicendoci: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo» (Rm 12,2), affinché la terra irrorata dalla fonte di vita produca l’anima vivente (cfr. Gen 1,24); cioè in virtù della tua parola e per opera dei tuoi evangelizzatori produca l’anima continente, a imitazione degli imitatori del tuo Cristo. Ecco, Signore Dio, creatore nostro: quando saranno raffrenati dall’amore del mondo i nostri affetti, per i quali morivamo vivendo male, e avremo cominciato a essere anima vivente vivendo bene e adempiendo la tua parola detta per bocca dell’Apostolo: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo», allora si compirà anche ciò che hai soggiunto: «ma trasformatevi rinnovando la vostra mente». E questo non più secondo la specie, vivendo come quelli che ci hanno preceduto o secondo l’esempio autorevole d’un uomo migliore. Difatti non hai detto: Sia fatto l’uomo secondo il suo genere, ma «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza» (Gen 1,26), affinché conoscessimo qual è la tua volontà. Perciò quel tuo ministro che aveva generato dei figli per mezzo del vangelo, per non averli sempre piccoli da nutrire con il latte e portare al collo come balia disse: «Trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2). Tu non dici: Sia l’uomo, ma «Facciamo l’uomo». Né dici: Secondo la specie, ma «a nostra immagine e somiglianza». Infatti, l’uomo rinnovato nella sua mente e capace di vedere e intendere la tua verità, non ha bisogno di indicazioni umane per imitare il suo genere, ma della tua guida per riconoscere la tua volontà, ciò che è buono, a te gradito e perfetto; e tu gl’insegni a divenire già capace di vedere la Trinità nell’unità e l’unita della Trinità. Perciò, dopo aver detto al plurale «Facciamo l’uomo» continua al singolare: «Dio creò l’uomo»; e detto al plurale «a nostra immagine», riprende al singolare «a immagine di Dio» (Gen 1,27.28). Così l’uomo «si rinnova, per una piena conoscenza, a immagine del suo Creatore» (Col 3,10) e, divenuto spirituale, «giudica ogni cosa» che sia da giudicare, «senza poter essere giudicato da nessuno» (1Cor 2,15).
Responsorio
Responsorio (1Cor 5,4.5.2) R. Quanti siamo in questo corpo, sospiriamo comesotto un peso. *È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparradello Spirito. V. Perciò sospiriamo in questo nostro stato,desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste. R. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha datola caparra dello Spirito.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 5, 1-21 La dimora eterna nei cieli. Il ministero della riconciliazione Fratelli, sappiamo che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito. Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male. Consapevoli dunque del timore del Signore, noi cerchiamo di convincere gli uomini; per quanto invece riguarda Dio, gli siamo ben noti. E spero di esserlo anche davanti alle vostre coscienze. Non ricominciamo a raccomandarci a voi, ma è solo per darvi occasione di vanto a nostro riguardo, perché abbiate di che rispondere a coloro il cui vanto è esteriore e non nel cuore. Se infatti siamo stati fuori di senno, era per Dio; se siamo assennati, è per voi. Poiché l’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.
Responsorio
2 Cor 5, 18; Rm 8, 32 R. Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo * e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. V. Egli non ha risparmiato il proprio Figlio ma lo ha dato per tutti noi, R. e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.
Seconda Lettura
Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo (Lib. 10, 43. 68-70; CSEL 33, 278-280) Cristo è morto per tutti Il vero mediatore, che la tua segreta misericordia ha rivelato agli umili e che hai inviato perché dal suo esempio imparassero, fra l’altro, la stessa umiltà, quel «mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù», apparve come elemento di congiunzione tra i malfattori mortali e il giusto immortale, lui mortale con gli uomini, giusto con Dio. Ora la ricompensa della giustizia è la vita e la pace. Per questo Cristo con la giustizia, che lo accomunava a Dio, eliminò la morte che, per sua libera scelta, lo accomunava con gli empi giustificati. Quanto ci hai amati, o Padre buono, che non hai risparmiato il tuo unico Figlio, ma lo hai dato per noi peccatori! (cfr. Rm 8, 32). Come ci hai amati, quando per noi «egli che non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con te, si fece obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2, 6. 8)! Proprio lui, l’unico libero fra i morti, «che ha il potere di offrire la propria vita e il potere di riprenderla di nuovo» (Gv 10, 18)! Per noi è vincitore e vittima davanti a te, vincitore proprio perché vittima. Per noi è sacerdote e sacrificio davanti a te, sacerdote proprio perché sacrificio. Egli da schiavi ci ha resi tuoi figli, nascendo da te, servendo a noi. Con tutta ragione pongo in lui una sicura speranza che tu, o mio Dio, guarirai tutte le mie infermità, per mezzo di colui che sta alla tua destra e «intercede per noi» (Rm 8, 34). In caso diverso sarei in preda alla disperazione. Numerose e grandi sono le mie debolezze, sono numerose e grandi, ma più abbondante è il rimedio che tu doni. Avremmo potuto pensare che il tuo Verbo fosse lontano dal congiungersi all’uomo e avremmo dovuto disperare di noi, se non si fosse fatto carne e fosse venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr. Gv 1, 14). Spaventato dai miei peccati e dal cumulo della mia miseria, avevo ventilato in cuor mio e meditato il ritiro nella solitudine. Ma tu me l’hai impedito e mi hai spronato con queste parole: «Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2 Cor 5, 15). Ecco, Signore, io getto in te ogni mio pensiero perché io viva, «perché io veda le meraviglie della tua legge» (Sal 118, 18). Tu conosci la mia stoltezza (cfr. Sal 68, 6) e tutte le mie malattie. Insegnami a compiere il tuo volere e risanami. Il tuo Unigenito, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2, 3), mi ha redento con il suo sangue. «Non mi opprimano i superbi» (Sal 118, 122), perché ho davanti agli occhi il prezzo della mia redenzione, esso è mio cibo e mia bevanda. È un dono che faccio anche agli altri. Povero quale sono, desidero saziarmi di esso tra quelli che ne mangiano e se ne saziano e «Loderanno il Signore quanti lo cercano » (Sal 21, 27).
Responsorio
Cfr. 2 Cor 5, 14. 15; Rm 6, 10 R. L’amore di Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti, * perché non viviamo più per noi stessi, ma per lui, che è morto e risorto per noi. V. Cristo morì al peccato, una volta per tutte; ora vive per Dio, R. perché non viviamo più per noi stessi, ma per lui, che è morto e risorto per noi.
Vangelo della Messa
Colui che ascolta la Parola e la comprende, questi dà frutto. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,18-23 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Invocazioni
Invochiamo la provvidenza del Padre, che veglia su coloro che ha creati e redenti per mezzo del suo Figlio, e diciamo: Conferma ciò che hai operato in noi, Signore. Dio di misericordia, guidaci sulla via della santità, — perché cerchiamo sempre ciò che è vero, buono e giusto. Non abbandonarci, o Dio, per il tuo grande amore, — non dimenticare la tua alleanza. Accogli l’offerta del nostro cuore contrito e umiliato, — fa’ che non siano confusi quelli che si affidano a te. Tu che ci hai resi partecipi della missione profetica del Cristo, — fa’ che annunziamo con le parole e le opere le meraviglie del tuo amore. Padre nostro.
Orazione
Concedi al tuo popolo, o Dio, l’abbondanza dei tuoi doni, perché sia sempre fedele agli impegni del suo battesimo, e viva nella prosperità e nella pace in attesa della gioia eterna. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Ecco, Dio è il mio aiuto, il Signore sostiene la mia vita. A te con gioia offrirò sacrifici e loderò il tuo nome, o Signore, perché tu sei buono. (Cf. Sal 53,6.8)
Colletta
Sii propizio a noi tuoi fedeli, o Signore, e donaci in abbondanza i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre vigilanti nel custodire i tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Vi darò pastori secondo il mio cuore; a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno. Dal libro del profeta Geremìa Ger 3,14-17 Ritornate, figli traviati - oracolo del Signore - perché io sono il vostro padrone. Vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna famiglia e vi condurrò a Sion. Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza. Quando poi vi sarete moltiplicati e sarete stati fecondi nel paese, in quei giorni - oracolo del Signore - non si parlerà più dell'arca dell'alleanza del Signore: non verrà più in mente a nessuno e nessuno se ne ricorderà, non sarà rimpianta né rifatta. In quel tempo chiameranno Gerusalemme "Trono del Signore", e a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più caparbiamente il loro cuore malvagio. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Ger 31,10-12b.13 R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge. Ascoltate, genti, la parola del Signore, annunciàtela alle isole più lontane e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R. Perché il Signore ha riscattato Giacobbe, lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui. Verranno e canteranno inni sull'altura di Sion, andranno insieme verso i beni del Signore. R. La vergine allora gioirà danzando e insieme i giovani e i vecchi. «Cambierò il loro lutto in gioia, li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza. (Cf. Lc 8,15) Alleluia.
Vangelo
Colui che ascolta la Parola e la comprende, questi dà frutto. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,18-23 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Parola del Signore.
Sulle offerte
O Dio, che nell’unico e perfetto sacrificio di Cristo hai dato compimento alla Legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, perché ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie: misericordioso e pietoso è il Signore. Egli dà il cibo a chi lo teme. (Sal 110,4-5) Oppure: Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. (Ap 3,20)
Dopo la comunione
Assisti con bontà il tuo popolo, o Signore, e poiché lo hai colmato della grazia di questi santi misteri, donagli di passare dall’antica condizione di peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

San Charbel (Giuseppe) Makhluf, sacerdote

Dal Martirologio
San Charbel (Giuseppe) Makhluf, sacerdote dell’Ordine Libanese Maronita, che, alla ricerca di una vita di austera solitudine e di una più alta perfezione, si ritirò dal cenobio di Annaya in Libano in un eremo, dove servì Dio giorno e notte in somma sobrietà di vita con digiuni e preghiere, giungendo il 24 dicembre a riposare nel Signore.
Altri Santi
Santa Cristina, vergine e martire
A Bolsena nel Lazio, santa Cristina, vergine e martire.
San Vittorino, martire
Ad Amiterno in Sabina sulla via Salaria, san Vittorino, martire.
San Fantino il Vecchio, detto il Taumaturgo
A Tauriana in Calabria, san Fantino il Vecchio, detto il Taumaturgo.
Santa Eufrasia, vergine
Nella Tebaide in Egitto, santa Eufrasia, vergine, che, di famiglia senatoria, scelse di condurre vita eremitica nel deserto, facendosi umile, povera e obbediente.
San Declano, vescovo
A Árd Móre nella provincia di Munster in Irlanda, san Declano, venerato come primo vescovo di questa Chiesa.
Santa Sigolena, religiosa
Nel territorio di Albi in Aquitania, in Francia, santa Sigolena, religiosa.
Santi Boris e Gleb, martiri
In Russia, santi Boris e Gleb, martiri, che, principi di Rostov e figli di san Vladimiro, preferirono ricevere la morte piuttosto che opporsi con la forza al fratello Svjatopolk: Boris conseguì la palma del martirio sul fiume Don vicino a Pereyaslavl, Gleb poco dopo sul fiume Dneper vicino a Smolensk.
San Baldovino, abate
A Rieti, san Baldovino, abate, che fu discepolo di san Bernardo nel monastero di Chiaravalle e fu da lui mandato in questa città per fondarvi e reggervi il cenobio di San Matteo di Montecchio.
Beata Cristina, vergine, detta la Mirabile
A Sint-Truiden in Brabante, nell’odierno Belgio, beata Cristina, vergine, detta la Mirabile, perché in lei nella mortificazione del corpo e nelle estasi mistiche il Signore operò meraviglie.
Santa Cunegonda, regina
A Stary Sacz presso Tarnów in Polonia, santa Cunegonda, che, figlia del re di Ungheria, data in moglie al duca Boleslao, mantenne insieme a lui illibata la sua verginità e, rimasta vedova, professò la regola di santa Chiara nel monastero da lei fondato.
Beato Giovanni da Tossignano Tavelli, vescovo
A Ferrara, beato Giovanni da Tossignano Tavelli, vescovo, dell’Ordine dei Gesuati.
Santi Magi d’Oriente
A Colonia nella Lotaringia, in Germania, traslazione dei tre magi, che, sapienti di Oriente, vennero a Betlemme portando doni a contemplare nel Bambino il mistero della gloria dell’Unigenito.
Beato Antonio Torriani, sacerdote
All’Aquila, beato Antonio Torriani, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, medico dei corpi e delle anime.
Beata Ludovica di Savoia, religiosa
A Orbe nella Savoia, beata Ludovica, religiosa, che, figlia del beato duca Amedeo, sposò Ugo principe di Châlon e alla sua morte abbracciò in umiltà e fedeltà la regola di santa Chiara secondo la riforma di santa Coletta.
Beati Nicola Garlick, Roberto Ludlam e Riccardo Simpson, sacerdoti e martiri
A Derby in Inghilterra, beati Nicola Garlick, Roberto Ludlam e Riccardo Simpson, sacerdoti e martiri, che, condannati a morte per il loro sacerdozio durante il regno di Elisabetta I, dopo molte fatiche e tribolazioni raggiunsero sul patibolo le gioie del cielo.
Beato Giuseppe Lambton, sacerdote e martire
A Newcastle-on-Tyne sempre in Inghilterra, beato Giuseppe Lambton, sacerdote e martire, che, a ventiquattro anni, dopo atroci torture, nella medesima persecuzione fu dilaniato vivo per il suo sacerdozio.
San Giovanni Boste, sacerdote e martire
A Durham sempre in Inghilterra, san Giovanni Boste, sacerdote e martire per il suo sacerdozio, che, sotto la stessa regina, anche davanti al giudice non cessò di confortare i suoi compagni.
San Giuseppe Fernández, sacerdote
Nella città di Nam Dinh nel Tonchino, ora Viet Nam, san Giuseppe Fernández, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, decapitato per Cristo sotto l’imperatore Minh Mang.
Beato Modestino di Gesù e Maria (Domenico) Mazzarello, sacerdote
A Napoli, beato Modestino di Gesù e Maria (Domenico) Mazzarello, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che fu vicino a ogni genere di poveri e di afflitti e durante un’epidemia morì colpito lui stesso dal colera mentre assisteva i moribondi.
Beate Maria del Pilar di San Francesco Borgia (Giacoma) Martínez García, Teresa di Gesù Bambino (Eusebia) García García e Mariangela di San Giuseppe (Marciana) Voltierra Tordesillas, vergini
A Guadalajara in Spagna, beate Maria del Pilar di San Francesco Borgia (Giacoma) Martínez García, Teresa di Gesù Bambino (Eusebia) García García e Mariangela di San Giuseppe (Marciana) Voltierra Tordesillas, vergini dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martiri, che in tempo di persecuzione raggiunsero la corona del martirio acclamando con gioia Cristo Sposo.
Beata Mercedes Prat, vergine e martire
Presso Barcellona sempre in Spagna, beata Mercedes Prat, vergine della Società di Santa Teresa di Gesù e martire, che nella stessa persecuzione subì il martirio in quanto religiosa.
Beato Saverio Bordas Piferrer, religioso
Sempre a Barcellona, beato Saverio Bordas Piferrer, religioso della Società Salesiana e martire, che con il proprio martirio testimoniò l’esempio di vita di Cristo maestro.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Creati per la gloria del tuo nome, redenti dal tuo sangue sulla croce, segnati dal sigillo del tuo Spirito, noi t’invochiamo: salvaci, o Signore! Tu spezza le catene della colpa, proteggi i miti, libera gli oppressi e conduci nel cielo ai quieti pascoli il popolo che crede nel tuo amore. Sia lode e onore a te, Pastore buono, luce radiosa dell’eterna luce, che vivi con il Padre e il Santo Spirito nei secoli dei secoli glorioso. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Non disprezzare la mia supplica, o Dio, nel clamore degli empi.
SALMO 54, 2-15. 17-24 L’amico che tradisce Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo? (Lc 22, 48).
I (2-9) Porgi l’orecchio, Dio, alla mia preghiera, † non respingere la mia supplica; * dammi ascolto e rispondimi. Mi agito nel mio lamento * e sono sconvolto al grido del nemico, al clamore dell’empio. Contro di me riversano sventura, * mi perseguitano con furore. Dentro di me freme il mio cuore, * piombano su di me terrori di morte. Timore e spavento mi invadono * e lo sgomento mi opprime. Dico: «Chi mi darà ali come di colomba, * per volare e trovare riposo? Ecco, errando, fuggirei lontano, * abiterei nel deserto. Riposerei in un luogo di riparo * dalla furia del vento e dell’uragano». 1 ant. Non disprezzare la mia supplica, o Dio, nel clamore degli empi.
Salmodia — 2
2 ant. Dall’assalto del nemico Dio ci ha liberato.
II (10-15) Disperdili, Signore, † confondi le loro lingue: * ho visto nella città violenza e contese. Giorno e notte si aggirano sulle sue mura, † all’interno iniquità, travaglio e insidie * e non cessano nelle sue piazze sopruso e inganno. Se mi avesse insultato un nemico, * l’avrei sopportato; se fosse insorto contro di me un avversario, * da lui mi sarei nascosto. Ma sei tu, mio compagno, * mio amico e confidente; ci legava una dolce amicizia, * verso la casa di Dio camminavamo in festa. 2 ant. Dall’assalto del nemico Dio ci ha liberato.
Salmodia — 3
3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà.
III (17-24) Io invoco Dio e il Signore mi salva. † Di sera, al mattino, a mezzogiorno mi lamento e sospiro * ed egli ascolta la mia voce; mi salva, mi dà pace da coloro che mi combattono: * sono tanti i miei avversari. Dio mi ascolta e li umilia, * egli che domina da sempre. Per essi non c’è conversione * e non temono Dio. Ognuno ha steso la mano contro i suoi amici, * ha violato la sua alleanza. Più untuosa del burro è la sua bocca, * ma nel cuore ha la guerra; più fluide dell’olio le sue parole, * ma sono spade sguainate. Getta sul Signore il tuo affanno † ed egli ti darà sostegno, * mai permetterà che il giusto vacilli. Tu, Dio, li sprofonderai nella tomba * gli uomini sanguinari e fraudolenti: essi non giungeranno alla metà dei loro giorni. * Ma io, Signore, in te confido. 3 ant. Getta nel Signore il tuo affanno: egli ti salverà. V. Ascolta, figlio, la voce della sapienza: R. porgi l’orecchio ai miei insegnamenti.
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 5, 1-21 La dimora eterna nei cieli. Il ministero della riconciliazione Fratelli, sappiamo che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato, desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser trovati già vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo, sospiriamo come sotto un peso non volendo venire spogliati ma sopravvestiti, perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito. Così, dunque, siamo sempre pieni di fiducia sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perciò ci sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male. Consapevoli dunque del timore del Signore, noi cerchiamo di convincere gli uomini; per quanto invece riguarda Dio, gli siamo ben noti. E spero di esserlo anche davanti alle vostre coscienze. Non ricominciamo a raccomandarci a voi, ma è solo per darvi occasione di vanto a nostro riguardo, perché abbiate di che rispondere a coloro il cui vanto è esteriore e non nel cuore. Se infatti siamo stati fuori di senno, era per Dio; se siamo assennati, è per voi. Poiché l’amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.
Responsorio
2 Cor 5, 18; Rm 8, 32 R. Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo * e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. V. Egli non ha risparmiato il proprio Figlio ma lo ha dato per tutti noi, R. e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.
Seconda Lettura
Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo (Lib. 10, 43. 68-70; CSEL 33, 278-280) Cristo è morto per tutti Il vero mediatore, che la tua segreta misericordia ha rivelato agli umili e che hai inviato perché dal suo esempio imparassero, fra l’altro, la stessa umiltà, quel «mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù», apparve come elemento di congiunzione tra i malfattori mortali e il giusto immortale, lui mortale con gli uomini, giusto con Dio. Ora la ricompensa della giustizia è la vita e la pace. Per questo Cristo con la giustizia, che lo accomunava a Dio, eliminò la morte che, per sua libera scelta, lo accomunava con gli empi giustificati. Quanto ci hai amati, o Padre buono, che non hai risparmiato il tuo unico Figlio, ma lo hai dato per noi peccatori! (cfr. Rm 8, 32). Come ci hai amati, quando per noi «egli che non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con te, si fece obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2, 6. 8)! Proprio lui, l’unico libero fra i morti, «che ha il potere di offrire la propria vita e il potere di riprenderla di nuovo» (Gv 10, 18)! Per noi è vincitore e vittima davanti a te, vincitore proprio perché vittima. Per noi è sacerdote e sacrificio davanti a te, sacerdote proprio perché sacrificio. Egli da schiavi ci ha resi tuoi figli, nascendo da te, servendo a noi. Con tutta ragione pongo in lui una sicura speranza che tu, o mio Dio, guarirai tutte le mie infermità, per mezzo di colui che sta alla tua destra e «intercede per noi» (Rm 8, 34). In caso diverso sarei in preda alla disperazione. Numerose e grandi sono le mie debolezze, sono numerose e grandi, ma più abbondante è il rimedio che tu doni. Avremmo potuto pensare che il tuo Verbo fosse lontano dal congiungersi all’uomo e avremmo dovuto disperare di noi, se non si fosse fatto carne e fosse venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr. Gv 1, 14). Spaventato dai miei peccati e dal cumulo della mia miseria, avevo ventilato in cuor mio e meditato il ritiro nella solitudine. Ma tu me l’hai impedito e mi hai spronato con queste parole: «Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2 Cor 5, 15). Ecco, Signore, io getto in te ogni mio pensiero perché io viva, «perché io veda le meraviglie della tua legge» (Sal 118, 18). Tu conosci la mia stoltezza (cfr. Sal 68, 6) e tutte le mie malattie. Insegnami a compiere il tuo volere e risanami. Il tuo Unigenito, «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza» (Col 2, 3), mi ha redento con il suo sangue. «Non mi opprimano i superbi» (Sal 118, 122), perché ho davanti agli occhi il prezzo della mia redenzione, esso è mio cibo e mia bevanda. È un dono che faccio anche agli altri. Povero quale sono, desidero saziarmi di esso tra quelli che ne mangiano e se ne saziano e «Loderanno il Signore quanti lo cercano » (Sal 21, 27).
Responsorio
Cfr. 2 Cor 5, 14. 15; Rm 6, 10 R. L’amore di Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti, * perché non viviamo più per noi stessi, ma per lui, che è morto e risorto per noi. V. Cristo morì al peccato, una volta per tutte; ora vive per Dio, R. perché non viviamo più per noi stessi, ma per lui, che è morto e risorto per noi.
Orazione
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di fede, speranza e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Gesù salvatore, luce vera del mondo, accogli le primizie della nostra preghiera. Risveglia in noi la fede, la speranza, l’amore; dona pace e concordia e letizia perfetta. Lenisci con le lacrime la durezza dei cuori, accendi il desiderio della patria beata. A te sia gloria, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
SALMO 50 Pietà di me, o Signore Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo (cfr. Ef 4, 23-24).
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; * nel tuo grande amore cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, * mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa, * il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, * quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto; perciò sei giusto quando parli, * retto nel tuo giudizio. Ecco, nella colpa sono stato generato, * nel peccato mi ha concepito mia madre. Ma tu vuoi la sincerità del cuore * e nell’intimo m’insegni la sapienza. Purificami con issopo e sarò mondato; * lavami e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e letizia, * esulteranno le ossa che hai spezzato. Distogli lo sguardo dai miei peccati, * cancella tutte le mie colpe. Crea in me, o Dio, un cuore puro, * rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza * e non privarmi del tuo santo spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, * sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie * e i peccatori a te ritorneranno. Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, * la mia lingua esalterà la tua giustizia. Signore, apri le mie labbra * e la mia bocca proclami la tua lode; poiché non gradisci il sacrificio * e se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito * è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato * tu, o Dio, non disprezzi. Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, * rialza le mura di Gerusalemme. Allora gradirai i sacrifici prescritti, * l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime * sopra il tuo altare. 1 ant. Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
Salmodia — 2
2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
CANTICO Tb 13, 10-13. 15. 16c-17a Ringraziamento per la liberazione del popolo Mi mostrò la città santa, Gerusalemme... risplendente della gloria di Dio (Ap 21, 10-11).
Tutti parlino del Signore * e diano lode a lui in Gerusalemme. Gerusalemme, città santa, † ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, * e avrà ancora pietà per i figli dei giusti. Da’ lode degnamente al Signore * e benedici il re dei secoli; egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, * per allietare in te tutti i deportati, per far contenti in te tutti gli sventurati, * per tutte le generazioni dei secoli. Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra; * nazioni numerose verranno a te da lontano; gli abitanti di tutti i confini della terra † verranno verso la dimora del tuo santo nome, * portando in mano i doni per il re del cielo. Generazioni e generazioni esprimeranno in te l’esultanza * e il nome della città eletta durerà nei secoli. Sorgi ed esulta per i figli dei giusti: † tutti presso di te si raduneranno * e benediranno il Signore dei secoli. Beati coloro che ti amano, * beati coloro che gioiscono per la tua pace. Anima mia, benedici il Signore, il gran sovrano: † Gerusalemme sarà ricostruita * come città della sua residenza per sempre. 2 ant. Rallegrati, Gerusalemme: in te si raduneranno i popoli e benediranno il Signore.
Salmodia — 3
3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
SALMO 147 La Gerusalemme riedificata Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello (Ap 21, 9).
Glorifica il Signore, Gerusalemme, * loda, Sion, il tuo Dio. Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, * in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. Egli ha messo pace nei tuoi confini * e ti sazia con fior di frumento. Manda sulla terra la sua parola, * il suo messaggio corre veloce. Fa scendere la neve come lana, * come polvere sparge la brina. Getta come briciole la grandine, * di fronte al suo gelo chi resiste? Manda una sua parola ed ecco si scioglie, * fa soffiare il vento e scorrono le acque. Annunzia a Giacobbe la sua parola, * le sue leggi e i suoi decreti a Israele. Così non ha fatto con nessun altro popolo, * non ha manifestato ad altri i suoi precetti. 3 ant. Città di Dio, loda il tuo Signore: egli manda a te la sua parola.
Lettura Breve
Gal 2, 20 Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Responsorio
R. Invocherò l’Altissimo: * da lui ogni mio bene. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene. V. Dal cielo manderà la sua salvezza: da lui ogni mio bene. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Invocherò l’Altissimo: da lui ogni mio bene.
Antifona al Benedictus
Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Nella sua misericordia il nostro Dio ci ha visitati dall’alto come sole che sorge.
Invocazioni
Invochiamo la provvidenza del Padre, che veglia su coloro che ha creati e redenti per mezzo del suo Figlio, e diciamo: Conferma ciò che hai operato in noi, Signore. Dio di misericordia, guidaci sulla via della santità, — perché cerchiamo sempre ciò che è vero, buono e giusto. Non abbandonarci, o Dio, per il tuo grande amore, — non dimenticare la tua alleanza. Accogli l’offerta del nostro cuore contrito e umiliato, — fa’ che non siano confusi quelli che si affidano a te. Tu che ci hai resi partecipi della missione profetica del Cristo, — fa’ che annunziamo con le parole e le opere le meraviglie del tuo amore. Padre nostro.
Orazione
Concedi al tuo popolo, o Dio, l’abbondanza dei tuoi doni, perché sia sempre fedele agli impegni del suo battesimo, e viva nella prosperità e nella pace in attesa della gioia eterna. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)
I potenti mi perseguitano senza motivo, * ma il mio cuore teme le tue parole. Io gioisco per la tua promessa, * come uno che trova grande tesoro. Odio il falso e lo detesto, * amo la tua legge. Sette volte al giorno io ti lodo * per le sentenze della tua giustizia. Grande pace per chi ama la tua legge, * nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, * e obbedisco ai tuoi comandi. Io custodisco i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa. Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: * davanti a te sono tutte le mie vie. 1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).
Ecco quanto è buono e quanto è soave * che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo, † che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, * che scende sull’orlo della sua veste. È come rugiada dell’Ermon, * che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione * e la vita per sempre. 2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
Salmodia — 3
3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).
Salvami, Signore, dal malvagio, * proteggimi dall’uomo violento, da quelli che tramano sventure nel cuore * e ogni giorno scatenano guerre. Aguzzano la lingua come serpenti; * veleno d’aspide è sotto le loro labbra. Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, † salvami dall’uomo violento: * essi tramano per farmi cadere. I superbi mi tendono lacci † e stendono funi come una rete, * pongono agguati sul mio cammino. Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; * ascolta, Signore, la voce della mia preghiera». Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, * proteggi il mio capo nel giorno della lotta. Signore, non soddisfare i desideri degli empi, * non favorire le loro trame. So che il Signore difende la causa dei miseri, * il diritto dei poveri. Sì, i giusti loderanno il tuo nome, * i retti abiteranno alla tua presenza. 3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
Lettura Breve
Rm 12, 17a. 19b-20a. 21 Non rendete a nessuno male per male. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore (Dt 32, 35). Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere (Pro 25, 21-22). Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. V. La grazia del Signore è da sempre e per sempre R. per il popolo che custodisce l’alleanza.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che all’ora terza fosti condotto al supplizio della croce per la redenzione del mondo, nella tua bontà perdona le nostre colpe passate e preservaci da quelle future. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)
I potenti mi perseguitano senza motivo, * ma il mio cuore teme le tue parole. Io gioisco per la tua promessa, * come uno che trova grande tesoro. Odio il falso e lo detesto, * amo la tua legge. Sette volte al giorno io ti lodo * per le sentenze della tua giustizia. Grande pace per chi ama la tua legge, * nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, * e obbedisco ai tuoi comandi. Io custodisco i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa. Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: * davanti a te sono tutte le mie vie. 1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).
Ecco quanto è buono e quanto è soave * che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo, † che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, * che scende sull’orlo della sua veste. È come rugiada dell’Ermon, * che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione * e la vita per sempre. 2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
Salmodia — 3
3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).
Salvami, Signore, dal malvagio, * proteggimi dall’uomo violento, da quelli che tramano sventure nel cuore * e ogni giorno scatenano guerre. Aguzzano la lingua come serpenti; * veleno d’aspide è sotto le loro labbra. Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, † salvami dall’uomo violento: * essi tramano per farmi cadere. I superbi mi tendono lacci † e stendono funi come una rete, * pongono agguati sul mio cammino. Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; * ascolta, Signore, la voce della mia preghiera». Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, * proteggi il mio capo nel giorno della lotta. Signore, non soddisfare i desideri degli empi, * non favorire le loro trame. So che il Signore difende la causa dei miseri, * il diritto dei poveri. Sì, i giusti loderanno il tuo nome, * i retti abiteranno alla tua presenza. 3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
Lettura Breve
1 Gv 3, 16 Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. V. Rendete grazie al Signore: egli è buono, R. eterna è la sua misericordia.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che all’ora sesta, mentre le tenebre avvolgevano il mondo, fosti inchiodato sulla croce, vittima innocente per la nostra salvezza, donaci sempre quella luce, che guida gli uomini sulla via della vita eterna. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
SALMO 118, 161-168 XXI (Sin)
I potenti mi perseguitano senza motivo, * ma il mio cuore teme le tue parole. Io gioisco per la tua promessa, * come uno che trova grande tesoro. Odio il falso e lo detesto, * amo la tua legge. Sette volte al giorno io ti lodo * per le sentenze della tua giustizia. Grande pace per chi ama la tua legge, * nel suo cammino non trova inciampo. Aspetto da te la salvezza, Signore, * e obbedisco ai tuoi comandi. Io custodisco i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa. Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: * davanti a te sono tutte le mie vie. 1 ant. Grande pace a chi ama la tua legge, Signore.
Salmodia — 2
2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
SALMO 132 Gioia dell’amore fraterno La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuor solo e un’anima sola... (At 4, 32).
Ecco quanto è buono e quanto è soave * che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sul capo, † che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, * che scende sull’orlo della sua veste. È come rugiada dell’Ermon, * che scende sui monti di Sion. Là il Signore dona la benedizione * e la vita per sempre. 2 ant. Fratelli nella fede, erano un cuor solo e un’anima sola.
Salmodia — 3
3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
SALMO 139, 1-9ab. 13-14 Tu sei il mio rifugio Il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori (Mt 26, 45).
Salvami, Signore, dal malvagio, * proteggimi dall’uomo violento, da quelli che tramano sventure nel cuore * e ogni giorno scatenano guerre. Aguzzano la lingua come serpenti; * veleno d’aspide è sotto le loro labbra. Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, † salvami dall’uomo violento: * essi tramano per farmi cadere. I superbi mi tendono lacci † e stendono funi come una rete, * pongono agguati sul mio cammino. Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; * ascolta, Signore, la voce della mia preghiera». Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, * proteggi il mio capo nel giorno della lotta. Signore, non soddisfare i desideri degli empi, * non favorire le loro trame. So che il Signore difende la causa dei miseri, * il diritto dei poveri. Sì, i giusti loderanno il tuo nome, * i retti abiteranno alla tua presenza. 3 ant. Signore, mia forza di salvezza, salvami dalle mani dell’empio.
Lettura Breve
1 Gv 4, 9-11 In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. V. Guarda, o Dio, nostro scudo, R. guarda il volto del tuo Cristo.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che al ladrone pentito facesti la grazia di passare dalla croce alla gloria del tuo regno, ricevi l’umile confessione delle nostre colpe e nell’ora della morte apri anche a noi la porta del tuo paradiso. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Gesù redentore, immagine del Padre, luce d’eterna luce, accogli il nostro canto. Per radunare i popoli nel patto dell’amore, distendi le tue braccia sul legno della croce. Dal tuo fianco squarciato effondi sull’altare i misteri pasquali della nostra salvezza. A te sia lode, o Cristo, speranza delle genti, al Padre e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ogni giorno, Signore, ti benedico, ricordo i prodigi del tuo amore.
SALMO 144, 1-13 (I) Lode alla Maestà divina Imperscrutabili sono le ricchezze di Cristo. Si manifesta per mezzo della Chiesa la multiforme sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo nostro Signore (cfr. Ef 3, 8-11).
O Dio, mio re, voglio esaltarti * e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Ti voglio benedire ogni giorno, * lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Grande è il Signore * e degno di ogni lode, la sua grandezza * non si può misurare. Una generazione narra all’altra le tue opere, * annunzia le tue meraviglie. Proclamano lo splendore della tua gloria * e raccontano i tuoi prodigi. Dicono la stupenda tua potenza * e parlano della tua grandezza. Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, * acclamano la tua giustizia. Paziente e misericordioso è il Signore, * lento all’ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, * la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere * e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno * e parlino della tua potenza, per manifestare agli uomini i tuoi prodigi * e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è regno di tutti i secoli, * il tuo dominio si estende ad ogni generazione. 1 ant. Ogni giorno, Signore, ti benedico, ricordo i prodigi del tuo amore.
Salmodia — 2
2 ant. Gli occhi di tutti guardano a te: sei vicino, Signore, a quelli che ti cercano.
SALMO 144, 14-21 (II) Il tuo regno è un regno eterno Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale (Ef 1, 3).
Fedele è il Signore in tutte le sue parole, * santo in tutte le sue opere. Il Signore sostiene quelli che vacillano * e rialza chiunque è caduto. Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa * e tu provvedi loro il cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano * e sazi la fame di ogni vivente. Giusto è il Signore in tutte le sue vie, * santo in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a quanti lo invocano, * a quanti lo cercano con cuore sincero. Appaga il desiderio di quelli che lo temono, * ascolta il loro grido e li salva. Il Signore protegge quanti lo amano, * ma disperde tutti gli empi. Canti la mia bocca * la lode del Signore. Ogni vivente benedica il suo nome santo, * in eterno e sempre. 2 ant. Gli occhi di tutti guardano a te: sei vicino, Signore, a quelli che ti cercano.
Salmodia — 3
3 ant. Giuste e vere le tue vie, o re delle genti!
CANTICO Cfr. Ap 15, 3-4
Inno di adorazione e di lode Grandi e mirabili sono le tue opere, † o Signore Dio onnipotente; * giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti! Chi non temerà il tuo nome, † chi non ti glorificherà, o Signore? * Tu solo sei santo! Tutte le genti verranno a te, Signore, † davanti a te si prostreranno, * perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati. 3 ant. Giuste e vere le tue vie, o re delle genti!
Lettura Breve
Rm 8, 1-2 Non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Poiché la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.
Responsorio
R. Cristo è morto per i nostri peccati * per ricondurci al Padre. Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre. V. Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito, per ricondurci al Padre. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Cristo è morto per i nostri peccati per ricondurci al Padre
Antifona al Magnificat
Ricordati, Signore, della tua misericordia, come hai promesso ai nostri padri.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Ricordati, Signore, della tua misericordia, come hai promesso ai nostri padri.
Intercessioni
Benediciamo il Cristo, principio e fondamento della nostra speranza, e invochiamo il suo nome: Signore, abbi pietà di noi. Cristo, guarda la nostra debolezza che ci inclina a cedere, — sostienici con la tua grazia. Tu conosci quanto è forte per noi la suggestione del male, — guarisci le nostre anime con la larghezza del tuo perdono. Tu, che sei offeso dal peccato e placato dalla penitenza, — allontana i flagelli della tua ira, che meritiamo a causa delle nostre colpe. Hai perdonato la peccatrice e hai preso sulle tue spalle la pecorella smarrita, — non privarci mai della tua misericordia. Ci hai aperto le porte del cielo mediante la tua croce, — accogli in paradiso tutti coloro che hanno sperato in te. Padre nostro.
Orazione
Padre misericordioso, che hai redento il mondo con la passione del tuo Figlio, fa’ che la tua Chiesa si offra a te come sacrificio vivo e santo e sperimenti sempre la pienezza del tuo amore. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.
SALMO 87 Preghiera di un uomo gravemente malato Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre (Lc 22, 53).
Signore, Dio della mia salvezza, * davanti a te grido giorno e notte. Giunga fino a te la mia preghiera, * tendi l’orecchio al mio lamento. Io sono colmo di sventure, * la mia vita è vicino alla tomba. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, * sono come un uomo ormai privo di forza. È tra i morti il mio giaciglio, * sono come gli uccisi stesi nel sepolcro, dei quali tu non conservi il ricordo * e che la tua mano ha abbandonato. Mi hai gettato nella fossa profonda, * nelle tenebre e nell’ombra di morte. Pesa su di me il tuo sdegno * e con tutti i tuoi flutti mi sommergi. Hai allontanato da me i miei compagni, * mi hai reso per loro un orrore. Sono prigioniero senza scampo; * si consumano i miei occhi nel patire. Tutto il giorno ti chiamo, Signore, * verso di te protendo le mie mani. Compi forse prodigi per i morti? * O sorgono le ombre a darti lode? Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, * la tua fedeltà negli inferi? Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, * la tua giustizia nel paese dell’oblio? Ma io a te, Signore, grido aiuto, * e al mattino giunge a te la mia preghiera. Perché, Signore, mi respingi, * perché mi nascondi il tuo volto? Sono infelice e morente dall’infanzia, * sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori. Sopra di me è passata la tua ira, * i tuoi spaventi mi hanno annientato, mi circondano come acqua tutto il giorno, * tutti insieme mi avvolgono. Hai allontanato da me amici e conoscenti * mi sono compagne solo le tenebre. Ant. Giorno e notte grido a te, o Signore.
Lettura Breve
Ger 14, 9 Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Donaci, o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. Oppure: Alma Redemptóris Mater, quæ pérvia cæli porta manes, et stella maris, succúrre cadénti, súrgere qui curat, pópulo: tu quæ genuísti, natúra miránte, tuum sanctum Genitórem, Virgo prius ac postérius, Gabriélis ab ore sumens illud Ave, peccatórum miserére.