Lunedì 2026-07-27 Verde

Omelia
A II XVII Ordinario I Salterio Feria Verde Sette Dormienti di Efeso Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale. Per te veniamo al Padre, fonte del primo amore, Padre d’immensa grazia e di perenne gloria. Lieto trascorra il giorno in umiltà e fervore; la luce della fede non conosca tramonto. Sia Cristo il nostro cibo, sia Cristo l’acqua viva: in lui gustiamo sobrii l’ebbrezza dello Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
SALMO 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per aver l’aiuto del Signore Quelli che hanno accolto il Verbo e diventano sua dimora esulteranno per sempre. Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: * intendi il mio lamento. Ascolta la voce del mio grido, † o mio re e mio Dio, * perché ti prego, Signore. Al mattino ascolta la mia voce; * fin dal mattino t’invoco e sto in attesa. Tu non sei un Dio che si compiace del male; † presso di te il malvagio non trova dimora; * gli stolti non sostengono il tuo sguardo. Tu detesti chi fa il male, † fai perire i bugiardi. * Il Signore detesta sanguinari e ingannatori. Ma io per la tua grande misericordia † entrerò nella tua casa; * mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; * spianami davanti il tuo cammino. Non c’è sincerità sulla loro bocca, * è pieno di perfidia il loro cuore; la loro gola è un sepolcro aperto, * la loro lingua è tutta adulazione. Gioiscano quanti in te si rifugiano, * esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno * quanti amano il tuo nome. Signore, tu benedici il giusto: * come scudo lo copre la tua benevolenza. 1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
Salmodia — 2
2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
CANTICO 1 Cr 29, 10-13 Solo a Dio l’onore e la gloria Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).
Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, * ora e sempre. Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, † la gloria, la maestà e lo splendore, * perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Tuo è il regno, Signore; * tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono ricchezza e gloria; * tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; * dalla tua mano ogni grandezza e potere. Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo * e lodiamo il tuo nome glorioso. 2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
Salmodia — 3
3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
SALMO 28 Il Signore proclama solennemente la sua parola Ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto (Mt 3, 17).
Date al Signore, figli di Dio, * date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, * prostratevi al Signore in santi ornamenti. Il Signore tuona sulle acque, † il Dio della gloria scatena il tuono, * il Signore, sull’immensità delle acque. Il Signore tuona con forza, * tuona il Signore con potenza. Il tuono del Signore schianta i cedri, * il Signore schianta i cedri del Libano. Fa balzare come un vitello il Libano * e il Sirion come un giovane bufalo. Il tuono saetta fiamme di fuoco, * il tuono scuote la steppa, il Signore scuote il deserto di Kades * e spoglia le foreste. Il Signore è assiso sulla tempesta, * il Signore siede re per sempre. Il Signore darà forza al suo popolo * benedirà il suo popolo con la pace. Nel tempio del Signore * tutti dicono: «Gloria!». 3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
Lettura Breve
2 Ts 3, 10b-13 Chi non vuol lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene.
Responsorio
R. Da sempre e per sempre * benedetto il Signore! Da sempre e per sempre benedetto il Signore! V. Egli solo ha fatto prodigi: benedetto il Signore! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Da sempre e per sempre benedetto il Signore!
Dal Biennale
XVII · Ordinario · Lunedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe (29,1-10; 30,1.9-23) Giobbe lamenta la propria condizione Giobbe continuò a pronunziare le sue sentenze e disse: «Oh, potessi tornare com’ero ai mesi di un tempo, ai giorni in cui Dio mi proteggeva, quando brillava la sua lucerna sopra il mio capo e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre; com’ero ai giorni del mio autunno, quando Dio proteggeva la mia tenda, quando l’Onnipotente era ancora con me e i miei giovani mi stavano attorno; quando mi lavavo i piedi nel latte e la roccia mi versava ruscelli d’olio! Quando uscivo verso la porta della città e sulla piazza ponevo il mio seggio: vedendomi, i giovani si ritiravano e i vecchi si alzavano in piedi; i notabili sospendevano i discorsi e si mettevan la mano sulla bocca; la voce dei capi si smorzava e la loro lingua restava fissa al palato. Ora invece si ridono di me i più giovani di me in età, i cui padri non avrei degnato di mettere tra i cani del mio gregge. Ora io sono la loro canzone, sono diventato la loro favola! Hanno orrore di me e mi schivano e non si astengono dallo sputarmi in faccia! Poiché egli ha allentato il mio arco e mi ha abbattuto, essi han rigettato davanti a me ogni freno. A destra insorge la ragazzaglia; smuovono i miei passi e appianano la strada contro di me per perdermi. Hanno demolito il mio sentiero, cospirando per la mia disfatta e nessuno si oppone a loro. Avanzano come attraverso una larga breccia, sbucano in mezzo alle macerie. I terrori si sono volti contro di me; si è dileguata, come vento, la mia grandezza e come nube è passata la mia felicità. Ora mi consumo e mi colgono giorni d’afflizione. Di notte mi sento trafiggere le ossa e i dolori che mi rodono non mi danno riposo. A gran forza egli mi afferra per la veste, mi stringe per l’accollatura della mia tunica. Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere. Io grido a te, ma tu non mi rispondi, insisto, ma tu non mi dai retta. Tu sei un duro avversario verso di me e con la forza delle tue mani mi perseguiti; mi sollevi e mi poni a cavallo del vento e mi fai sballottare dalla bufera. So bene che mi conduci alla morte, alla casa dove si riunisce ogni vivente».
Responsorio
Responsorio (Gb 30,17.19; 7,16) R. Di notte mi sento trafiggere le ossa e i dolori che mi rodononon mi danno riposo. Mi ha gettato nel fango: *sono diventato polvere ecenere. V. Lasciami, Signore, perché un soffio sono i miei giorni; R. sono diventato polvere e cenere.
Seconda Lettura
Dai “Discorsi spirituali” di san Doroteo, abate (N. 7) La ragione di ogni turbamento è che nessuno accusa se stesso Cerchiamo, fratelli, di vedere da che cosa soprattutto derivi il fatto che quando qualcuno ha sentito una parola molesta, spesso se ne va senza alcuna reazione, come se non l’avesse udita, mentre talvolta appena l’ha sentita si turba e si affligge. Qual è, mi domando, la causa di questa differenza? Questo fatto ha una sola o più spiegazioni? Io mi rendo conto che vi sono molte spiegazioni e motivi, ma ve n’è una che sta davanti alle altre e che genera tutte le altre, secondo quanto disse un tale: Questo deriva dalla particolare condizione in cui talora qualcuno viene a trovarsi. Chi infatti si trova in preghiera o in contemplazione, facilmente sopporta il fratello che lo insulta e rimane imperturbato. Talvolta ciò avviene per il grande affetto da cui qualcuno è animato verso qualche fratello. Per questo affetto egli sopporta da lui ogni cosa con molta pazienza. Ma può inoltre derivare dal disprezzo. Quando uno disprezza o schernisce chi abbia voluto irritarlo, disdegna di guardarlo o di rivolgergli la parola o di accennare, parlando con qualcuno, ai suoi insulti e alle sue maldicenze, considerandolo come il più vile di tutti. Da tutto questo può derivare il fatto, come ho detto, che qualcuno non si turbi, né si affligga se disprezzato, o non prenda in considerazione le cose che gli vengono dette. Accade invece che qualcuno si turbi e si affligga per le parole di un fratello, allorquando si trova in una condizione molto critica o quando odia quel fratello. Vi sono tuttavia anche molte altre cause di questo stesso fenomeno che vengono diversamente presentate. Ma la ragione prima di ogni turbamento, se facciamo una diligente indagine, si trova nel fatto che nessuno incolpa se stesso. Da qui scaturisce ogni cruccio e travaglio, qui sta la ragione per cui non abbiamo mai un po’ di pace; né ci dobbiamo meravigliare, poiché abbiamo appreso da santi uomini che non esiste per noi altra strada all’infuori di questa per giungere alla tranquillità. Che le cose stiano proprio così lo costatiamo in moltissimi casi. E noi, inoperosi e amanti della tranquillità, ci illudiamo e crediamo di aver intrapresa la via giusta allorché in tutte le cose siamo insofferenti, non accettando mai di incolpare noi stessi. Così stanno le cose. Per quante virtù possegga l’uomo, fossero pure innumerevoli e infinite, se si allontana da questa strada, non avrà mai pace, ma sarà sempre afflitto o affliggerà gli altri, e si affaticherà invano.
Responsorio
Responsorio (Cfr. 1Gv 1,8.9; Pr 28,13) R. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi. *Seconfessiamo il nostro peccato, Dio, fedele e giusto, ci perdona. V. Chi nasconde le proprie colpe non avrà successo. R. Se confessiamo il nostro peccato, Dio, fedele e giusto, ciperdona.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 8, 1-24 Paolo chiede una colletta per la chiesa di Gerusalemme Vogliamo farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia: nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità. Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi. Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; cosicchè abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest'opera generosa, dato che lui stesso l'aveva incominciata. E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in questa opera generosa. Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gi altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. E a questo riguardo vi do un consiglio: si tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dall'anno passato siete stati i primi, non solo a intraprenderla ma a desiderarla. Ora dunque realizzatela, perché come vi fu la prontezza del volere, così anche vi sia il compimento, secondo i vostri mezzi. Se infatti c'è la buona volontà, essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede. Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisce alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza come sta scritto: Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno (Es 16, 18). Siano pertanto rese grazie a Dio che infonde la medesima sollecitudine per voi nel cuore di Tito! Egli infatti ha accolto il mio invito e ancor pieno di zelo è partito spontaneamente per venire da voi. Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le chiese a motivo del vangelo; egli è stato designato dalle chiese come nostro compagno in quest'opera di carità, alla quale ci dedichiamo per la gloria del Signore, e per dimostrare anche l'impulso del nostro cuore. Con ciò intendiamo evitare che qualcuno possa biasimarci per questa abbondanza che viene da noi amministrata. Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini (Pro 3, 4). Con loro abbiamo inviato anche il nostro fratello, di cui abbiamo più volte sperimentato lo zelo in molte circostanze; egli è ora più zelante che mai per la grande fiducia che ha in voi. Quanto a Tito egli è mio compagno e collaboratore presso di voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono delegati delle chiese e gloria di Cristo. Date dunque a loro la prova del vostro affetto e della legittimità del nostro vanto per voi davanti a tutte le Chiese.
Responsorio
2 Cor 8, 9; Fil 2, 7 R. Conoscete la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, * perché voi diventaste ricchi grazie alla sua povertà. V. Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, R. perché voi diventaste ricchi grazie alla sua povertà.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo (Disc. 25, 1; CCL 103, 111-112) La misericordia divina e umana «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5, 7); dolcissima è questa parola «misericordia», fratelli carissimi, ma se è già dolce il nome, quanto più la realtà stessa. Sebbene tutti vogliano che nei loro confronti si usi misericordia, non tutti si comportano in modo da meritarla. Mentre tutti vogliono che sia usata misericordia verso di loro, sono pochi quelli che la usano verso gli altri. O uomo, con quale coraggio osi chiedere ciò che ti rifiuti di concedere agli altri? Chi desidera di ottenere misericordia in cielo deve concederla su questa terra. Poiché dunque tutti noi, fratelli carissimi, desideriamo che ci sia fatta misericordia, cerchiamo di rendercela protettrice in questo mondo, perché sia nostra liberatrice nell’altro. C’è infatti in cielo una misericordia, a cui si arriva mediante le misericordie esercitate qui in terra. La Scrittura dice in proposito: O Signore, la tua misericordia è in cielo (cfr. Sal 35, 6). Esiste dunque una misericordia terrena e una celeste, una misericordia umana e una divina. Quale è la misericordia umana? Quella che si volge a guardare le miserie dei poveri. Quale è invece la misericordia divina? Quella, senza dubbio, che ti concede il perdono dei peccati. Tutto ciò che la misericordia umana dà durante il nostro pellegrinaggio, la misericordia divina lo restituisce in patria. Dio infatti su questa terra ha fame e sete nella persona di tutti i poveri, come ha detto egli stesso: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me» (Mt 25, 40). Quel Dio che si degna di ricompensare in cielo vuole ricevere qui in terra. E chi siamo noi che quando Dio dona vogliamo ricevere e quando chiede non vogliamo dare? Quando un povero ha fame, è Cristo che ha fame, come egli stesso ha detto: «Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare» (Mt 25, 42). Non disprezzare dunque la miseria dei poveri, se vuoi sperare con sicurezza il perdono dei peccati. Cristo, fratelli, ha fame; egli si degna di aver fame e sete in tutti i poveri; quello che riceve sulla terra lo restituisce in cielo. Che cosa volete, fratelli, e che cosa chiedete quando venite in chiesa? Certamente non altro che la misericordia di Dio. Date dunque quella terrena ed otterrete quella celeste. Il povero chiede a te; anche tu chiedi a Dio; ti chiede un pezzo di pane; tu chiedi la vita eterna. Da’ al povero per meritare di ricevere da Cristo. Ascolta le sue parole: «Date e vi sarà dato» (Lc 6, 38). Non so con quale coraggio pretendi di ricevere quello che non vuoi dare. Quando perciò venite in chiesa, non negate ai poveri un’elemosina, anche se piccola, secondo le vostre possibilità.
Responsorio
Cfr. Lc 6, 36. 37-38; Mt 5, 7 R. Siate pieni di misericordia, come il Padre vostro: * perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato. V. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia; R. perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato.
Vangelo della Messa
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,31-35 In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Benedetto il Signore, nostro Dio!
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Benedetto il Signore, nostro Dio!
Invocazioni
Glorifichiamo Cristo, nostro Signore, pieno di grazia e di Spirito Santo, e con fiducia chiediamo: Donaci il tuo Spirito, Signore. Concedi a noi di trascorrere questo giorno nella gioia, nella pace e senza peccato, – perché, giunti a sera, possiamo lodarti con cuore puro e riconoscente. Risplenda su di noi la luce del tuo amore, – e la tua sapienza ispiri i nostri progetti e le nostre opere. La tua mano ci sostenga nel servizio del bene, – e ci custodisca nella tua amicizia. Proteggi coloro che si affidano alle nostre preghiere, – colmali di ogni benedizione nel corpo e nello spirito. Padre nostro.
Orazione
Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Dio sta nella sua santa dimora: a chi è solo fa abitare una casa; dà forza e vigore al suo popolo. (Cf. Sal 67,6.7.36)
Colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Questo popolo diventerà come questa cintura, che non è più buona a nulla. Dal libro dell'Èsodo Es 32,15-24.30-34 In quei giorni, Mosè si voltò e scese dal monte con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra. Le tavole erano opera di Dio, la scrittura era scrittura di Dio, scolpita sulle tavole. Giosuè sentì il rumore del popolo che urlava e disse a Mosè: «C’è rumore di battaglia nell’accampamento». Ma rispose Mosè: «Non è il grido di chi canta: “Vittoria!”. Non è il grido di chi canta: “Disfatta!”. Il grido di chi canta a due cori io sento». Quando si fu avvicinato all’accampamento, vide il vitello e le danze. Allora l’ira di Mosè si accese: egli scagliò dalle mani le tavole, spezzandole ai piedi della montagna. Poi afferrò il vitello che avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell’acqua e la fece bere agli Israeliti. Mosè disse ad Aronne: «Che cosa ti ha fatto questo popolo, perché tu l’abbia gravato di un peccato così grande?». Aronne rispose: «Non si accenda l’ira del mio signore; tu stesso sai che questo popolo è incline al male. Mi dissero: “Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa, perché a Mosè, quell’uomo che ci ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. Allora io dissi: “Chi ha dell’oro? Toglietevelo!”. Essi me lo hanno dato; io l’ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello». Il giorno dopo Mosè disse al popolo: «Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa». Mosè ritornò dal Signore e disse: «Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d’oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato... Altrimenti, cancellami dal tuo libro che hai scritto!». Il Signore disse a Mosè: «Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va’, conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco, il mio angelo ti precederà; nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dt 32,18-21 R. Hai dimenticato Dio che ti ha generato. La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato il Dio che ti ha procreato! Ma il Signore ha visto e ha disdegnato con ira i suoi figli e le sue figlie. R. Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto; vedrò quale sarà la loro fine. Sono una generazione perfida, sono figli infedeli. R. Mi resero geloso con ciò che non è Dio, mi irritarono con i loro idoli vani; io li renderò gelosi con uno che non è popolo, li irriterò con una nazione stolta». R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Per sua volontà il Padre ci ha generati per mezzo della parola di verità, affinché noi siamo come una primizia delle sue creature. (Gc 1,18) Alleluia.
Vangelo
Il granello di senape diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,31-35 In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Parola del Signore.
Sulle offerte
Accetta, o Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Benedici il Signore, anima mia: non dimenticare tutti i suoi benefici. (Sal 102,2) Oppure: Beati i misericordiosi: troveranno misericordia. Beati i puri di cuore: vedranno Dio. (Mt 5,7-8)
Dopo la comunione
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare a questo divino sacramento, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, fa’ che il dono del suo ineffabile amore giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Sette Dormienti di Efeso

Sette Dormienti di Efeso

Dal Martirologio
Commemorazione dei santi Sette Dormienti di Efeso, che, come si racconta, subíto il martirio, riposano in pace, in attesa del giorno della resurrezione.
Altri Santi
San Pantaleone, martire
A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Pantaleone, martire, venerato in Oriente per avere esercitato la sua professione di medico senza chiedere in cambio alcun compenso.
San Desiderato, vescovo
A Lons-le-Saunier sul massiccio del Giura in Francia, san Desiderato, che si ritiene sia stato vescovo di Besançon.
San Celestino I, papa
A Roma nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria, san Celestino I, papa, che, solerte nel difendere la Chiesa e nel dilatarne i confini, per primo istituì l'episcopato in Inghilterra e in Irlanda e diede il suo sostegno al Concilio di Efeso nel salutare la beata Maria come Madre di Dio in opposizione a Nestorio.
San Simeone, monaco
Vicino ad Antiochia in Siria, san Simeone, monaco, che visse per lunghi anni su una colonna, assumendo per questo anche il nome di Stilita, uomo di vita e di condotta degne di ammirazione.
Sant’Orso, abate
A Loches sul fiume Indre nel territorio di Tours in Francia, sant’Orso, abate, padre di molti cenobi, celebre per lo straordinario spirito di astinenza e altre virtù.
Sant’Ecclesio, vescovo
A Ravenna, sant’Ecclesio, vescovo, che fu compagno di papa san Giovanni I nel resistere alle crudeltà del re Teodorico e, dopo averle lui solo superate, portò la sua Chiesa a nuovo splendore.
San Galattorio, vescovo e martire
Nella regione di Béarn presso i Pirenei nella Guascogna francese, san Galattorio, onorato come vescovo di Lescar e martire.
Santa Antusa, vergine
Nella località di Mantineion presso Eskihisar in Onoriade, nell’odierna Turchia, santa Antusa, vergine, che, monaca, fu battuta con le verghe e condannata all’esilio sotto l’imperatore Costantino Copronimo per aver difeso il culto delle sacre immagini e, fatto infine ritorno in patria, morì in pace.
Santi martiri Giorgio, Aurelio e Sabigoto (Natalia), Felice e Liliosa
A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Giorgio, diacono e monaco siro, Aurelio e Sabigoto (Natalia), coniugi, e Felice e Liliosa, ugualmente coniugi, che durante la persecuzione dei Mori, mossi dal desiderio di testimoniare la fede in Cristo, gettati in carcere non cessarono mai di lodare Cristo e morirono, infine, decapitati.
San Clemente, vescovo
A Ohrid nell’Illirico, nell’odierna Macedonia, san Clemente, vescovo di Drama, che, inisgne per cultura e conoscenza delle sacre lettere, portò al popolo dei Bulgari la luce della fede. Insieme a lui vengono commemorati i santi vescovi Gorazdo, Nahum, Saba e Angelario, che proseguirono in Bulgaria l’opera dei santi Cirillo e Metodio.
Beato Bertoldo, abate
Nel cenobio di Garsten in Stiria, nell’odierna Austria, beato Bertoldo, abate, al quale avevano facile accesso i penitenti in cerca di consiglio o quanti fossero in cerca di aiuto.
Beato Raimondo Palmerio
A Piacenza, beato Raimondo Palmerio, padre di famiglia, che, perduti la moglie e il figlio, fondò un ospizio per accogliere i poveri.
Beato Nevolone, eremita
A Faenza in Romagna, beato Nevolone, insigne per le sacre peregrinazioni, l’austerità di vita e la disciplina eremitica.
Beata Lucia Bufalari, vergine
Ad Amelia in Umbria, beata Lucia Bufalari, vergine, sorella del beato Giovanni da Rieti, delle Oblate dell’Ordine di Sant’Agostino, insigne per il suo spirito di penitenza e lo zelo per le anime.
Beato Roberto Sutton, sacerdote e martire
A Stafford in Inghilterra, beato Roberto Sutton, sacerdote e martire, impiccato per il suo sacerdozio sotto la regina Elisabetta I.
Beato Guglielmo Davies, sacerdote e martire
A Beaumaris in Galles, beato Guglielmo Davies, sacerdote e martire, che nella medesima persecuzione, per il solo suo sacerdozio, dopo aver pregato per i presenti, subì lo stesso supplizio.
Beata Maria Maddalena Martinengo, badessa
A Brescia, beata Maria Maddalena Martinengo, badessa dell’Ordine delle Clarisse Cappuccine, celebre per i suoi digiuni.
Beato Gioacchino Vilanova Camallonga, sacerdote e martire
Nella cittadina di Ollería nel territorio di Valencia in Spagna, beato Gioacchino Vilanova Camallonga, sacerdote e martire, che in tempo di persecuzione contro la fede raggiunse la gloria celeste.
Beato Modesto Vegas Vegas, sacerdote
Nel villaggio di Llisà presso Barcellona sempre in Spagna, beato Modesto Vegas Vegas, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che nella stessa persecuzione contro la fede versò il suo sangue per Cristo.
Beati Filippo Hernández Martínez, Zaccaria Abadía Buesa e Giacomo Ortíz Alzueta, religiosi
A Barcellona sempre in Spagna, beati Filippo Hernández Martínez, Zaccaria Abadía Buesa e Giacomo Ortíz Alzueta, religiosi della Società Salesiana e martiri, che patirono il martirio sempre nella stessa persecuzione.
Beata Maria Clemente di Gesù Crocifisso Staszewska, vergine
Ad Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, beata Maria Clemente di Gesù Crocifisso Staszewska, vergine dell’Ordine di Sant’Orsola e martire, che, durante la guerra, relegata per la sua fede nel disumano carcere di questo campo di sterminio, morì logorata dalle torture.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Trinità beata, oceano di pace, la Chiesa a te consacra la sua lode perenne. Padre d’immensa gloria, Verbo d’eterna luce, Spirito di sapienza e carità perfetta. Rovéto inestinguibile di verità e d’amore, ravviva in noi la gioia dell’àgape fraterna. O principio e sorgente della vita immortale, rivelaci il tuo volto nella gloria dei cieli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Salvami, Signore, per la tua misericordia.
SALMO 6 L’uomo nella prova implora la misericordia di Dio. Ora l’anima mia è turbata... Padre, salvami da quest’ora (Gv 12, 27).
Signore, non punirmi nel tuo sdegno, * non castigarmi nel tuo furore. Pietà di me, Signore: vengo meno; * risanami, Signore: tremano le mie ossa. L’anima mia è tutta sconvolta, * ma tu, Signore, fino a quando? Volgiti, Signore, a liberarmi, * salvami per la tua misericordia. Nessuno tra i morti ti ricorda. * Chi negli inferi canta le tue lodi? Sono stremato dai lunghi lamenti, † ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, * irroro di lacrime il mio letto. I miei occhi si consumano nel dolore, * invecchio fra tanti miei oppressori. Via da me voi tutti che fate il male, * il Signore ascolta la voce del mio pianto. Il Signore ascolta la mia supplica, * il Signore accoglie la mia preghiera. Arrossiscano e tremino i miei nemici, * confusi, indietreggino all’istante. 1 ant. Salvami, Signore, per la tua misericordia.
Salmodia — 2
2 ant. Dio, rifugio del povero nel tempo dell’angustia!
SALMO 9 A Ringraziamento per la vittoria
E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti. I (1-11) Ti loderò, Signore, con tutto il cuore * e annunzierò tutte le tue meraviglie. Gioisco in te ed esulto, * canto inni al tuo nome, o Altissimo. Mentre i miei nemici retrocedono, * davanti a te inciampano e periscono, perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; * siedi in trono giudice giusto. Hai minacciato le nazioni, † hai sterminato l’empio, * il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre. Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, * è scomparso il ricordo delle città che hai distrutte. Ma il Signore sta assiso in eterno; * erige per il giudizio il suo trono: giudicherà il mondo con giustizia, * con rettitudine deciderà le cause dei popoli. Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, * in tempo di angoscia un rifugio sicuro. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, * perché non abbandoni chi ti cerca, Signore. 2 ant. Dio, rifugio del povero nel tempo dell’angustia!
Salmodia — 3
3 ant. Dirò le tue lodi, Signore, nell’assemblea del tuo popolo.
II (12-21) Cantate inni al Signore, che abita in Sion, * narrate tra i popoli le sue opere. Vindice del sangue, egli ricorda, * non dimentica il grido degli afflitti. Abbi pietà di me, Signore, † vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, * tu che mi strappi dalle soglie della morte, perché possa annunziare le tue lodi, † esultare per la tua salvezza * alle porte della città di Sion. Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, * nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede. Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; * l’empio è caduto nella rete, opera delle sue mani. Tornino gli empi negli inferi, * tutti i popoli che dimenticano Dio. Perché il povero non sarà dimenticato, * la speranza degli afflitti non resterà delusa. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo: * davanti a te siano giudicate le genti. Riempile di spavento, Signore, * sappiano le genti che sono mortali. 3 ant. Dirò le tue lodi, Signore, nell’assemblea del tuo popolo. V. Fammi capire, e osserverò la tua legge, R. la custodirò con tutto il cuore.
Prima Lettura
Dalla seconda lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo 8, 1-24 Paolo chiede una colletta per la chiesa di Gerusalemme Vogliamo farvi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia: nonostante la lunga prova della tribolazione, la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità. Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro mezzi, spontaneamente, domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi. Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; cosicchè abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest'opera generosa, dato che lui stesso l'aveva incominciata. E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in questa opera generosa. Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gi altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà. E a questo riguardo vi do un consiglio: si tratta di cosa vantaggiosa per voi, che fin dall'anno passato siete stati i primi, non solo a intraprenderla ma a desiderarla. Ora dunque realizzatela, perché come vi fu la prontezza del volere, così anche vi sia il compimento, secondo i vostri mezzi. Se infatti c'è la buona volontà, essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede. Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisce alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza come sta scritto: Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno (Es 16, 18). Siano pertanto rese grazie a Dio che infonde la medesima sollecitudine per voi nel cuore di Tito! Egli infatti ha accolto il mio invito e ancor pieno di zelo è partito spontaneamente per venire da voi. Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le chiese a motivo del vangelo; egli è stato designato dalle chiese come nostro compagno in quest'opera di carità, alla quale ci dedichiamo per la gloria del Signore, e per dimostrare anche l'impulso del nostro cuore. Con ciò intendiamo evitare che qualcuno possa biasimarci per questa abbondanza che viene da noi amministrata. Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore, ma anche davanti agli uomini (Pro 3, 4). Con loro abbiamo inviato anche il nostro fratello, di cui abbiamo più volte sperimentato lo zelo in molte circostanze; egli è ora più zelante che mai per la grande fiducia che ha in voi. Quanto a Tito egli è mio compagno e collaboratore presso di voi; quanto ai nostri fratelli, essi sono delegati delle chiese e gloria di Cristo. Date dunque a loro la prova del vostro affetto e della legittimità del nostro vanto per voi davanti a tutte le Chiese.
Responsorio
2 Cor 8, 9; Fil 2, 7 R. Conoscete la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, * perché voi diventaste ricchi grazie alla sua povertà. V. Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, R. perché voi diventaste ricchi grazie alla sua povertà.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo (Disc. 25, 1; CCL 103, 111-112) La misericordia divina e umana «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia » (Mt 5, 7); dolcissima è questa parola «misericordia», fratelli carissimi, ma se è già dolce il nome, quanto più la realtà stessa. Sebbene tutti vogliano che nei loro confronti si usi misericordia, non tutti si comportano in modo da meritarla. Mentre tutti vogliono che sia usata misericordia verso di loro, sono pochi quelli che la usano verso gli altri. O uomo, con quale coraggio osi chiedere ciò che ti rifiuti di concedere agli altri? Chi desidera di ottenere misericordia in cielo deve concederla su questa terra. Poiché dunque tutti noi, fratelli carissimi, desideriamo che ci sia fatta misericordia, cerchiamo di rendercela protettrice in questo mondo, perché sia nostra liberatrice nell’altro. C’è infatti in cielo una misericordia, a cui si arriva mediante le misericordie esercitate qui in terra. La Scrittura dice in proposito: O Signore, la tua misericordia è in cielo (cfr. Sal 35, 6). Esiste dunque una misericordia terrena e una celeste, una misericordia umana e una divina. Quale è la misericordia umana? Quella che si volge a guardare le miserie dei poveri. Quale è invece la misericordia divina? Quella, senza dubbio, che ti concede il perdono dei peccati. Tutto ciò che la misericordia umana dà durante il nostro pellegrinaggio, la misericordia divina lo restituisce in patria. Dio infatti su questa terra ha fame e sete nella persona di tutti i poveri, come ha detto egli stesso: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me» (Mt 25, 40). Quel Dio che si degna di ricompensare in cielo vuole ricevere qui in terra. E chi siamo noi che quando Dio dona vogliamo ricevere e quando chiede non vogliamo dare? Quando un povero ha fame, è Cristo che ha fame, come egli stesso ha detto: «Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare» (Mt 25, 42). Non disprezzare dunque la miseria dei poveri, se vuoi sperare con sicurezza il perdono dei peccati. Cristo, fratelli, ha fame; egli si degna di aver fame e sete in tutti i poveri; quello che riceve sulla terra lo restituisce in cielo. Che cosa volete, fratelli, e che cosa chiedete quando venite in chiesa? Certamente non altro che la misericordia di Dio. Date dunque quella terrena ed otterrete quella celeste. Il povero chiede a te; anche tu chiedi a Dio; ti chiede un pezzo di pane; tu chiedi la vita eterna. Da’ al povero per meritare di ricevere da Cristo. Ascolta le sue parole: «Date e vi sarà dato» (Lc 6, 38). Non so con quale coraggio pretendi di ricevere quello che non vuoi dare. Quando perciò venite in chiesa, non negate ai poveri un’elemosina, anche se piccola, secondo le vostre possibilità.
Responsorio
Cfr. Lc 6, 36. 37-38; Mt 5, 7 R. Siate pieni di misericordia, come il Padre vostro: * perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato. V. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia; R. perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato.
Orazione
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale. Per te veniamo al Padre, fonte del primo amore, Padre d’immensa grazia e di perenne gloria. Lieto trascorra il giorno in umiltà e fervore; la luce della fede non conosca tramonto. Sia Cristo il nostro cibo, sia Cristo l’acqua viva: in lui gustiamo sobrii l’ebbrezza dello Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
SALMO 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per aver l’aiuto del Signore Quelli che hanno accolto il Verbo e diventano sua dimora esulteranno per sempre. Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: * intendi il mio lamento. Ascolta la voce del mio grido, † o mio re e mio Dio, * perché ti prego, Signore. Al mattino ascolta la mia voce; * fin dal mattino t’invoco e sto in attesa. Tu non sei un Dio che si compiace del male; † presso di te il malvagio non trova dimora; * gli stolti non sostengono il tuo sguardo. Tu detesti chi fa il male, † fai perire i bugiardi. * Il Signore detesta sanguinari e ingannatori. Ma io per la tua grande misericordia † entrerò nella tua casa; * mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; * spianami davanti il tuo cammino. Non c’è sincerità sulla loro bocca, * è pieno di perfidia il loro cuore; la loro gola è un sepolcro aperto, * la loro lingua è tutta adulazione. Gioiscano quanti in te si rifugiano, * esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno * quanti amano il tuo nome. Signore, tu benedici il giusto: * come scudo lo copre la tua benevolenza. 1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
Salmodia — 2
2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
CANTICO 1 Cr 29, 10-13 Solo a Dio l’onore e la gloria Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).
Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, * ora e sempre. Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, † la gloria, la maestà e lo splendore, * perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Tuo è il regno, Signore; * tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono ricchezza e gloria; * tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; * dalla tua mano ogni grandezza e potere. Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo * e lodiamo il tuo nome glorioso. 2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
Salmodia — 3
3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
SALMO 28 Il Signore proclama solennemente la sua parola Ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto (Mt 3, 17).
Date al Signore, figli di Dio, * date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, * prostratevi al Signore in santi ornamenti. Il Signore tuona sulle acque, † il Dio della gloria scatena il tuono, * il Signore, sull’immensità delle acque. Il Signore tuona con forza, * tuona il Signore con potenza. Il tuono del Signore schianta i cedri, * il Signore schianta i cedri del Libano. Fa balzare come un vitello il Libano * e il Sirion come un giovane bufalo. Il tuono saetta fiamme di fuoco, * il tuono scuote la steppa, il Signore scuote il deserto di Kades * e spoglia le foreste. Il Signore è assiso sulla tempesta, * il Signore siede re per sempre. Il Signore darà forza al suo popolo * benedirà il suo popolo con la pace. Nel tempio del Signore * tutti dicono: «Gloria!». 3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
Lettura Breve
2 Ts 3, 10b-13 Chi non vuol lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene.
Responsorio
R. Da sempre e per sempre * benedetto il Signore! Da sempre e per sempre benedetto il Signore! V. Egli solo ha fatto prodigi: benedetto il Signore! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Da sempre e per sempre benedetto il Signore!
Antifona al Benedictus
Benedetto il Signore, nostro Dio!
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Benedetto il Signore, nostro Dio!
Invocazioni
Glorifichiamo Cristo, nostro Signore, pieno di grazia e di Spirito Santo, e con fiducia chiediamo: Donaci il tuo Spirito, Signore. Concedi a noi di trascorrere questo giorno nella gioia, nella pace e senza peccato, – perché, giunti a sera, possiamo lodarti con cuore puro e riconoscente. Risplenda su di noi la luce del tuo amore, – e la tua sapienza ispiri i nostri progetti e le nostre opere. La tua mano ci sostenga nel servizio del bene, – e ci custodisca nella tua amicizia. Proteggi coloro che si affidano alle nostre preghiere, – colmali di ogni benedizione nel corpo e nello spirito. Padre nostro.
Orazione
Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
SALMO 18 B Lode a Dio, Signore della legge Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 48).
La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. 1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
Salmodia — 2
2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
SALMO 7 Preghiera di un giusto calunniato
Ecco, il giudice è alle porte (Gc 5, 9) I (1-10) Signore, mio Dio, in te mi rifugio: * salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, * non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Signore mio Dio, se così ho agito: * se c’è iniquità sulle mie mani, se ho ripagato il mio amico con il male, * se a torto ho spogliato i miei avversari, il nemico m’insegua e mi raggiunga, † calpesti a terra la mia vita * e trascini nella polvere il mio onore. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, † levati contro il furore dei nemici, * alzati per il giudizio che hai stabilito. L’assemblea dei popoli ti circondi: * dall’alto volgiti contro di essa. Il Signore decide la causa dei popoli: † giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, * secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; † rafforza l’uomo retto, * tu che provi mente e cuore, Dio giusto. 2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
Salmodia — 3
3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
II (11-18) La mia difesa è nel Signore, * egli salva i retti di cuore. Dio è giudice giusto, * ogni giorno si accende il suo sdegno. Non torna forse ad affilare la spada, * a tendere e puntare il suo arco? Si prepara strumenti di morte, * arroventa le sue frecce. Ecco, l’empio produce ingiustizia, * concepisce malizia, partorisce menzogna. Egli scava un pozzo profondo * e cade nella fossa che ha fatto; la sua malizia ricade sul suo capo, * la sua violenza gli piomba sulla testa. Loderò il Signore per la sua giustizia * e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. 3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
Lettura Breve
Rm 13, 8. 10 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore. V. Tu sei il mio aiuto: non lasciarmi! R. Non abbandonarmi, Dio mia salvezza!
Orazione
O Dio nostro Padre, che al lavoro solidale di tutti gli uomini hai affidato il compito di promuovere sempre nuove conquiste, donaci di collaborare all’opera della creazione con adesione filiale al tuo volere in spirito di vera fraternità. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
SALMO 18 B Lode a Dio, Signore della legge Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 48).
La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. 1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
Salmodia — 2
2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
SALMO 7 Preghiera di un giusto calunniato
Ecco, il giudice è alle porte (Gc 5, 9) I (1-10) Signore, mio Dio, in te mi rifugio: * salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, * non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Signore mio Dio, se così ho agito: * se c’è iniquità sulle mie mani, se ho ripagato il mio amico con il male, * se a torto ho spogliato i miei avversari, il nemico m’insegua e mi raggiunga, † calpesti a terra la mia vita * e trascini nella polvere il mio onore. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, † levati contro il furore dei nemici, * alzati per il giudizio che hai stabilito. L’assemblea dei popoli ti circondi: * dall’alto volgiti contro di essa. Il Signore decide la causa dei popoli: † giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, * secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; † rafforza l’uomo retto, * tu che provi mente e cuore, Dio giusto. 2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
Salmodia — 3
3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
II (11-18) La mia difesa è nel Signore, * egli salva i retti di cuore. Dio è giudice giusto, * ogni giorno si accende il suo sdegno. Non torna forse ad affilare la spada, * a tendere e puntare il suo arco? Si prepara strumenti di morte, * arroventa le sue frecce. Ecco, l’empio produce ingiustizia, * concepisce malizia, partorisce menzogna. Egli scava un pozzo profondo * e cade nella fossa che ha fatto; la sua malizia ricade sul suo capo, * la sua violenza gli piomba sulla testa. Loderò il Signore per la sua giustizia * e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. 3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
Lettura Breve
Gc 1, 19b-20. 26 Sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira. Perché l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. V. Benedirò il Signore in ogni tempo, R. sulla mia bocca sempre la sua lode.
Orazione
O Dio, che sei il padrone della vigna e della messe, e assegni a ciascuno il suo lavoro e la giusta ricompensa, aiutaci a portare il peso della nostra giornata accettando serenamente la tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
SALMO 18 B Lode a Dio, Signore della legge Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 48).
La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. 1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
Salmodia — 2
2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
SALMO 7 Preghiera di un giusto calunniato
Ecco, il giudice è alle porte (Gc 5, 9) I (1-10) Signore, mio Dio, in te mi rifugio: * salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, * non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Signore mio Dio, se così ho agito: * se c’è iniquità sulle mie mani, se ho ripagato il mio amico con il male, * se a torto ho spogliato i miei avversari, il nemico m’insegua e mi raggiunga, † calpesti a terra la mia vita * e trascini nella polvere il mio onore. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, † levati contro il furore dei nemici, * alzati per il giudizio che hai stabilito. L’assemblea dei popoli ti circondi: * dall’alto volgiti contro di essa. Il Signore decide la causa dei popoli: † giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, * secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; † rafforza l’uomo retto, * tu che provi mente e cuore, Dio giusto. 2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
Salmodia — 3
3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
II (11-18) La mia difesa è nel Signore, * egli salva i retti di cuore. Dio è giudice giusto, * ogni giorno si accende il suo sdegno. Non torna forse ad affilare la spada, * a tendere e puntare il suo arco? Si prepara strumenti di morte, * arroventa le sue frecce. Ecco, l’empio produce ingiustizia, * concepisce malizia, partorisce menzogna. Egli scava un pozzo profondo * e cade nella fossa che ha fatto; la sua malizia ricade sul suo capo, * la sua violenza gli piomba sulla testa. Loderò il Signore per la sua giustizia * e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. 3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
Lettura Breve
1 Pt 1, 17b-19 Comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. V. Riscattami, Signore, pietà di me: R. nell’assemblea benedirò il tuo nome.
Orazione
O Dio, che ci chiami a celebrare la tua lode nell’ora stessa in cui gli apostoli salivano al tempio, accogli la nostra preghiera nel nome del tuo Figlio e dona la tua salvezza a coloro che lo invocano. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O immenso creatore, che all’impeto dei flutti segnasti il corso e il limite nell’armonia del cosmo, tu all’aspre solitudini della terra assetata donasti il refrigerio dei torrenti e dei mari. Irriga, o Padre buono, i deserti dell’anima coi fiumi d’acqua viva che sgorgano dal Cristo. Ascolta, o Padre altissimo, tu che regni nei secoli con il Cristo tuo Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Giusto è il Signore, gli uomini retti vedranno il suo volto.
SALMO 10 Nel Signore è la fiducia del giusto Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Mt 5, 6).
Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: * «Fuggi come un passero verso il monte»? Ecco, gli empi tendono l’arco, † aggiustano la freccia sulla corda * per colpire nel buio i retti di cuore. Quando sono scosse le fondamenta, * il giusto che cosa può fare? Ma il Signore nel tempio santo, * il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi sono aperti sul mondo, * le sue pupille scrutano ogni uomo. Il Signore scruta giusti ed empi, * egli odia chi ama la violenza. Farà piovere sugli empi brace, fuoco e zolfo, * vento bruciante toccherà loro in sorte. Giusto è il Signore, ama le cose giuste; * gli uomini retti vedranno il suo volto. 1 ant. Giusto è il Signore, gli uomini retti vedranno il suo volto.
Salmodia — 2
2 ant. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
SALMO 14 Chi è degno di stare davanti al Signore? Voi vi siete accostati al monte di Sion, alla città del Dio vivente (Eb 12, 22).
Signore, chi abiterà nella tua tenda? * Chi dimorerà sul tuo santo monte? Colui che cammina senza colpa, * agisce con giustizia e parla lealmente, chi non dice calunnia con la sua lingua, † non fa danno al suo prossimo * e non lancia insulto al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, * ma onora chi teme il Signore. Anche se giura a suo danno, non cambia; † se presta denaro non fa usura, * e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo * resterà saldo per sempre. 2 ant. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Salmodia — 3
3 ant. In Cristo il Padre ci ha scelti per essere suoi figli.
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10 Dio salvatore
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, * che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti * prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, * santi e immacolati nell’amore. Ci ha predestinati * a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, * secondo il beneplacito del suo volere, a lode e gloria della sua grazia, * che ci ha dato nel suo Figlio diletto. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, * la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, * poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere, il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, * quelle del cielo come quelle della terra. Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito * per realizzarlo nella pienezza dei tempi. 3 ant. In Cristo il Padre ci ha scelti per essere suoi figli.
Lettura Breve
Col 1, 9b -11 Abbiate una piena conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; rafforzandovi con ogni energia secondo la sua gloriosa potenza per poter essere forti e pazienti in tutto.
Responsorio
R. Risanami, Signore: * ho peccato contro di te. Risanami, Signore: ho peccato contro di te. V. Io ho detto: Mio Dio, fammi grazia, ho peccato contro di te. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Risanami, Signore: ho peccato contro di te.
Antifona al Magnificat
L’anima mia magnifica il Signore: umile e povera egli mi ha guardata.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. L’anima mia magnifica il Signore: umile e povera egli mi ha guardata.
Intercessioni
Uniti ai nostri fratelli di fede, invochiamo il Signore che ha stretto con il suo popolo un patto di eterna alleanza: Proteggi, o Signore, la tua famiglia. Salva il tuo popolo, o Signore, – benedici la tua eredità. Raccogli nell’unità coloro che si gloriano del nome cristiano, – perché il mondo creda in colui che tu hai inviato, Gesù Cristo nostro Signore. Benedici i nostri familiari, amici e conoscenti, – diffondi fra di essi il profumo della carità di Cristo. Mostra agli agonizzanti la luce del tuo amore, – i loro occhi si aprano alla visione della tua gloria. Sii misericordioso verso i nostri fratelli defunti, – ammettili a godere la beata pace del paradiso. Padre nostro.
Orazione
Ti magnifichi, o Signore, il nostro servizio di lode; tu che per la nostra salvezza hai volto lo sguardo all’umiltà della Vergine Maria, dégnati di innalzarci alla pienezza della tua redenzione. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
SALMO 85 Preghiera a Dio nell’afflizione Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, * perché io sono povero e infelice. Custodiscimi perché sono fedele; * tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera. Pietà di me, Signore, * a te grido tutto il giorno. Rallegra la vita del tuo servo, * perché a te, Signore, innalzo l’anima mia. Tu sei buono, Signore, e perdoni, * sei pieno di misericordia con chi ti invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera * e sii attento alla voce della mia supplica. Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido * e tu mi esaudirai. Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, * e non c’è nulla che uguagli le tue opere. Tutti i popoli che hai creato verranno † e si prostreranno davanti a te, o Signore, * per dare gloria al tuo nome; grande tu sei e compi meraviglie: * tu solo sei Dio. Mostrami, Signore, la tua via, * perché nella tua verità io cammini; donami un cuore semplice * che tema il tuo nome. Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore * e darò gloria al tuo nome sempre, perché grande con me è la tua misericordia: * dal profondo degli inferi mi hai strappato. Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, † una schiera di violenti attenta alla mia vita, * non pongono te davanti ai loro occhi. Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, * lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele, volgiti a me e abbi misericordia: † dona al tuo servo la tua forza, * salva il figlio della tua ancella. Dammi un segno di benevolenza; † vedano e siano confusi i miei nemici, * perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato. Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
Lettura Breve
1Ts 5, 9-10 Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa’ che i germi di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. Oppure: Alma Redemptóris Mater, quæ pérvia cæli porta manes, et stella maris, succúrre cadénti, súrgere qui curat, pópulo: tu quæ genuísti, natúra miránte, tuum sanctum Genitórem, Virgo prius ac postérius, Gabriélis ab ore sumens illud Ave, peccatórum miserére.