Lunedì 2026-08-10 Bianco

Omelia
A II XIX Ordinario III Salterio Festa Bianco San Lorenzo, diacono e martire Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O martire di Dio, discepolo fedele che hai segnato nel sangue il patto del battesimo! Tu dividi con Cristo, agnello del riscatto, la croce e la vittoria nel regno dei beati. Intercedi per noi pellegrini nel tempo e guida i nostri passi sulla via della pace. Tu libera gli oppressi, sostieni i vacillanti, e raduna i dispersi nell’Amore del Padre. A te sia lode, o Cristo, Parola del Dio vivo, che sveli nel martirio la forza del tuo Spirito. Amen. Oppure: Martyr Dei, quæ únicum Patris sequéndo Fílium victis triúmphas hóstibus, victrix fruens cæléstibus, Tui precátus múnere nostrum reátum dílue, arcens mali contágium, vitæ repéllens tǽdium. Solúta sunt iam víncula tui sacráti córporis; nos solve vinclis sǽculi amóre Fílii Dei. Honor Patri cum Fílio et Spíritu Paráclito, qui te coróna pérpeti cingunt in aula glóriæ. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. A te si stringe l'anima mia, o Dio, ora che il mio corpo brucia per te.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, * di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, * come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, * per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, * le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, * nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, * e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Nel mio giaciglio di te mi ricordo, * penso a te nelle veglie notturne, tu sei stato il mio aiuto; * esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe * l’anima mia. La forza della tua destra * mi sostiene. 1 ant. A te si stringe l'anima mia, o Dio, ora che il mio corpo brucia per te.
Salmodia — 2
2 ant. L'angelo del Signore mi ha liberato dalle fiamme, nella fornace ardente sono rimasto illeso.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, * benedite, cieli, il Signore. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, * benedite, potenze tutte del Signore, il Signore. Benedite, sole e luna, il Signore, * benedite, stelle del cielo, il Signore. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, * benedite, o venti tutti, il Signore. Benedite, fuoco e calore, il Signore, * benedite, freddo e caldo, il Signore. Benedite, rugiada e brina, il Signore, * benedite, gelo e freddo, il Signore. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, * benedite, notti e giorni, il Signore. Benedite, luce e tenebre, il Signore, * benedite, folgori e nubi, il Signore. Benedica la terra il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, * benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. Benedite, sorgenti, il Signore, * benedite, mari e fiumi, il Signore. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, * benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, * benedite, figli dell’uomo, il Signore. Benedica Israele il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, * benedite, o servi del Signore, il Signore. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, * benedite, pii e umili di cuore, il Signore. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, * lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, * degno di lode e di gloria nei secoli. Alla fine di questo cantico non si dice il Gloria al Padre . 2 ant. L'angelo del Signore mi ha liberato dalle fiamme, nella fornace ardente sono rimasto illeso.
Salmodia — 3
3 ant. Lorenzo martire così pregava: Ti rendo grazie, Signore, tu mi accogli nella tua casa.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; * la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, * esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, * con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, * incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, * sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca * e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli * e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, * i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi * il giudizio già scritto: questa è la gloria * per tutti i suoi fedeli. 3 ant. Lorenzo martire così pregava: Ti rendo grazie, Signore, tu mi accogli nella tua casa.
Lettura Breve
2 Cor 1, 3-5 Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione.
Responsorio
R. Mia forza, * mio canto è il Signore. Mia forza, mio canto è il Signore. V. È lui la mia salvezza: mio canto è il Signore. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Mia forza, mio canto è il Signore.
Dal Biennale
XIX · Ordinario · Lunedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro del profeta Giona (3,1–4,11) Conversione dei Niniviti Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Alzati, va’ a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò». Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta». I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si copri di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato in Ninive questo decreto: «Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?». Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece. Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. Pregò il Signore: «Signore, non era forse questo che dicevo quand’ero nel mio paese? Per ciò mi affrettai a fuggire a Tarsis; perché so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato. Or dunque, Signore, toglimi la vita, perché meglio è per me morire che vivere!». Ma il Signore gli rispose: «Ti sembra giusto essere sdegnato così?». Giona allora usci dalla città e sostò a oriente di essa. Si fece li un riparo di frasche e vi si mise all’ombra in attesa di vedere ciò che sarebbe avvenuto nella città. Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona provò una grande gioia per quel ricino. Ma il giorno dopo, allo spuntar dell’alba, Dio mandò un verme a rodere il ricino e questo si seccò. Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d’oriente, afoso. Il sole colpì la testa di Giona, che si sentì venir meno e chiese di morire, dicendo: «Meglio per me morire che vivere». Dio disse a Giona: «Ti sembra giusto essere così sdegnato per una pianta di ricino?». Egli rispose: «Sì, è giusto; ne sono sdegnato al punto da invocare la morte!». Ma il Signore gli rispose: «Tu ti dai pena per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita, e io non dovrei aver pietà di Ninive, quella grande città, nella quale sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali?».
Responsorio
Responsorio (Mt 12,41; Gn 3,5.10) R. Quelli di Ninive si alzeranno a giudicare questa generazione ela condanneranno, *perché essi si convertirono alla predicazione di Giona. V. Credettero a Dio, vestirono il sacco e si convertirono dallaloro condotta malvagia. R. Perché essi si convertirono alla predicazione di Giona.
Seconda Lettura
Dal “Commento sul profeta Giona” di san Cirillo di Alessandria, vescovo (3,23–4,29) Il Signore è pronto alla misericordia e salva chi fa penitenza «Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia» (Gn 3,10). Il Signore è pronto alla misericordia e salva chi fa penitenza, perdona immediatamente i peccati antichi e, quando gli uomini smettono di peccare, egli pure smette di adirarsi e provvede cose migliori. E poiché vede l’anima dedita a buoni propositi, si rivela mite, allontana la dannazione e concede il perdono. Dice infatti la Verità: «Perché volete morire, o Israeliti? Io non godo della morte di chi muore; ma che l’empio desista dalla sua condotta e viva» (Ez 18,31; 33,11). Quando invece parla del male che aveva minacciato (cfr. Gn 3,10), bada di non pensare a cattiveria, ma piuttosto all’ira, da cui procede la sofferenza promessa. Non commette infatti il male, il nostro Dio, amante della virtù. O clemenza meravigliosa e non compresa! Quali parole ci basteranno per lodarla? Quali canti di ringraziamento canteremo alla misericordia e bontà di Dio? Egli «allontana da noi le nostre colpe» (Sal 102,12) con quel che segue. Guarda come Giona, fuori luogo e senza ragione, si mostra triste, mentre, come conveniva a una persona santa, avrebbe dovuto approvare l’azione di Dio ed esaltarla con giubilo. «Tu ti dài pena» disse, anzi ti mostri così sdegnato «per quella pianta di ricino che in una notte è cresciuta e in una notte è perita, e io non dovrei aver pietà di quella grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra?» (Gn 4,9.10-11). I bambini infatti non sanno ancora discernere queste cose, perciò è giusto essere più benevoli con loro che non hanno colpe: a chi non sa ancora distinguere le proprie mani, quali peccati possono essere attribuiti? Quando poi parla degli animali da soma e dice che bisogna risparmiarli, dimostra anche in questo grande bontà. Il giusto ha compassione della vita degli stessi animali, e ciò va a suo merito: che meraviglia se il Dio dell’universo perdona e ha misericordia dei giusti? Così tutti ha salvato Cristo dando se stesso come prezzo di redenzione: per l’umile e per il grande, per il saggio e per l’ignorante, per il ricco e per il povero, per il giudeo e per il greco. È giusto quindi che proclamiamo: «Uomini e bestie tu salvi, Signore. Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali» (Sal 35,7.8)
Responsorio
Responsorio (Cfr. Ez 33,11) R. Signore, sarei nell’angoscia se non conoscessi la tuamisericordia; tu hai detto: Io non godo della morte dell’empio, ma che desista dalla sua condotta e viva. *Tu che chiamasti alla conversione lacananea e il pubblicano V. e accogliesti Pietro in lacrime, o Signore misericordioso! R. Tu che chiamasti alla conversione la cananea e il pubblicano.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli 6, 1-6; 8, 1. 4-8 I sette ministri eletti dagli apostoli In quei giorni, mantre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenas e Nicola, un proselito di Antiochia. Li presentaro quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani. (Dopo l'uccisione di Stefano) scoppiò una violenta persecuzione contro la chiesa di Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la parola di Dio. Filippo, sceso in una cità della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo. E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva, Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati. E vi fu grande gioia in quella città.
Responsorio
Cfr. Mt 10, 32; Gv 12, 26 R. Chi mi confesserà davanti agli uomini, dice il Signore, * anch'io lo confesserò davanti al Padre mio che è nei cieli. V. Se uno mi vuol servire, mi segua; e dove sono io, là sarà anche il mio servo; R. anch'io lo confesserò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo (Disc. 304, 14; PL 38, 1395-1397) Fu ministro del sangue di Cristo Oggi la chiesa di Roma celebra il giorno del trionfo di Lorenzo, giorno in cui egli rigettò il mondo del male. Lo calpestò quando incrudeliva rabbiosamente contro di lui e lo disprezzò quando lo allettava con le sue lusinghe. In un caso e nell'altro sconfisse satana che gli suscitava contro la persecuzione. San Lorenzo era diacono della chiesa di Roma. Ivi era ministro del sangue di Cristo e là, per il nome di Cristo, versò il suo sangue. Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero della morte del Signore, dicendo: «Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3, 16). Lorenzo, fratelli, ha compreso tutto questo. L'ha compreso e messo in pratica. E davvero contraccambiò quanto aveva ricevuto in tale mensa. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. Anche noi, fratelli, se davvero amiamo, imitiamo. Non potremmo, infatti, dare in cambio un frutto più squisito del nostro amore di quello consistente nell'imitazione di Cristo, che «patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme» (1 Pt 2, 21). Con questa frase sembra quasi che l'apostolo Pietro abbia voluto dire che Cristo patì solamente per coloro che seguono le sue orme, e che la passione di Cristo giova solo a coloro che lo seguono. I santi martiri lo hanno seguito fino all'effusione del sangue, fino a rassomigliargli nella passione. Lo hanno seguito i martiri, ma non essi soli. Infatti, dopo che essi passarono, non fu interrotto il ponte; né si è inaridita la sorgente, dopo che essi hanno bevuto. Il bel giardino del Signore, o fratelli, possiede non solo le rose dei martiri, ma anche i gigli dei vergini, l'edera di quelli che vivono nel matrimonio, le viole delle vedove. Nessuna persona deve dubitare della propria chiamata: Cristo ha sofferto per tutti. Con tutta verità fu scritto di lui: «Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati, e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2, 4). Dunque cerchiamo di capire in che modo, oltre all'effusione del sangue, oltre alla prova della passione, il cristiano debba seguire il Maestro. L'Apostolo, parlando di Cristo Signore, dice: «Egli, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio». Quale sublimità! «Ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso» (Fil 2, 7-8). Quale abbassamento! Cristo si è umiliato: eccoti, o cristiano l'esempio da imitare. Cristo si è fatto ubbidiente: perché tu ti insuperbisci? Dopo aver percorso tutti i gradi di questo abbassamento, dopo aver vinto la morte, Cristo ascese al cielo: seguiamolo. Ascoltiamo l'Apostolo che dice: «Se siete risorti in Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3, 1).
Responsorio
Cfr. Sal 17, 3 R. Il martire Lorenzo proclamava ad alta voce: Adoro il vero Dio, e servo a lui solo; * perciò non mi spaventa la tortura. V. Dio è il mio aiuto, in lui ho fiducia: R. perciò non mi spaventa la tortura.
Vangelo della Messa
Se il chicco di grano muore, produce molto frutto. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,24-26 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Non temere, Lorenzo, io sono con te; se passerai in mezzo al fuoco, la fiamma non ti potrà bruciare.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Non temere, Lorenzo, io sono con te; se passerai in mezzo al fuoco, la fiamma non ti potrà bruciare.
Invocazioni
In unione con i santi martiri, uccisi a causa del vangelo, celebriamo e invochiamo il nostro Salvatore, testimone fedele di Dio Padre: Ci hai redenti con il tuo sangue, o Signore. Per i tuoi martiri, che abbracciarono la morte a testimonianza della fede, – donaci la vera libertà di spirito. Per i tuoi martiri, che confessarono la fede sino all’effusione del sangue, – da’ a noi una fede pura e coerente. Per i tuoi martiri, che seguirono le tue orme sul cammino della croce, – fa’ che sosteniamo con fortezza le prove della vita. Per i tuoi martiri, che lavarono le vesti nel sangue dell’Agnello, – donaci di vincere le seduzioni della carne e del mondo. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che hai comunicato l'ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa' che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell'amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Questi è il santo diacono Lorenzo, che diede la sua vita per la Chiesa: egli meritò la corona del martirio, per raggiungere in letizia il Signore Gesù Cristo. Si dice il Gloria.
Colletta
O Dio, l’ardore della tua carità ha reso san Lorenzo fedele nel ministero e glorioso nel martirio: fa’ che amiamo ciò che egli ha amato e viviamo ciò che ha insegnato. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Dio ama chi dona con gioia. Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 2Cor 9,6-10 Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno». Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 111 (112) R. Beato l'uomo che teme il Signore. Beato l’uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia. Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. R. Felice l’uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno: eterno sarà il ricordo del giusto. R. Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s’innalza nella gloria. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita, dice il Signore. (Gv 8,12bc) Alleluia.
Vangelo
Se il chicco di grano muore, produce molto frutto. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12,24-26 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà». Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore, i doni che ti offriamo con esultanza nella festa di san Lorenzo e fa’ che giovino alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
«Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo», dice il Signore. (Gv 12,26)
Dopo la comunione
Saziati dai tuoi santi doni, ti preghiamo, o Signore: il servizio sacerdotale, compiuto nella festa di san Lorenzo, accresca in noi la grazia della tua salvezza. Per Cristo nostro Signore.
San Lorenzo, diacono e martire

San Lorenzo, diacono e martire

Dal Martirologio
Festa di san Lorenzo, diacono e martire, che, desideroso, come riferisce san Leone Magno, di condividere la sorte di papa Sisto anche nel martirio, avuto l'ordine di consegnare i tesori della Chiesa, mostrò al tiranno, prendendosene gioco, i poveri, che aveva nutrito e sfamato con dei beni elemosinati. Tre giorni dopo vinse le fiamme per la fede in Cristo e in onore del suo trionfo migrarono in cielo anche gli strumenti del martirio. Il suo corpo fu deposto a Roma nel cimitero del Verano, poi insignito del suo nome.
Altri Santi
Santi martiri d’Alessandria d’Egitto
Commemorazione dei santi martiri, che ad Alessandria d’Egitto, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, sottoposti per lungo tempo dal prefetto Emiliano a molteplici e raffinate torture, ottennero con vari generi di morte la corona del martirio.
San Blano, vescovo
A Dumblain in Scozia, san Blano, vescovo.
Beato Arcangelo da Calatafimi Piacentini, sacerdote
Ad Alcamo in Sicilia, beato Arcangelo da Calatafimi Piacentini, sacerdote dell’Ordine dei Minori, insigne per austerità di vita e amore della solitudine.
Beato Agostino Ota, religioso
Nella città di Iki in Giappone, beato Agostino Ota, religioso della Compagnia di Gesù e martire, decapitato per Cristo.
Beati Claudio Giuseppe Jouffret de Bonnefont, Francesco François e Lazzaro Tiersot, sacerdoti e martiri
Nel braccio di mare antistante Rochefort sulla costa francese, beati Claudio Giuseppe Jouffret de Bonnefont, della Compagnia dei sacerdoti di San Sulpizio, Francesco François, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e Lazzaro Tiersot, dell’Ordine Certosino, sacerdoti e martiri, che, relegati durante la rivoluzione francese in una sordida galera, subirono il martirio per il loro sacerdozio.
Beato Giuseppe Toledo Pellicer, sacerdote e martire
In località El Saler vicino a Valencia in Spagna, beato Giuseppe Toledo Pellicer, sacerdote e martire: conformato a Cristo sommo sacerdote, che tanto aveva amato, lo imitò nella gloria del martirio.
beato Giovanni Martorell Soria, sacerdote e beato martire Pietro Mesonero Rodríguez, religioso
A Valencia ancora in Spagna, beato Giovanni Martorell Soria, sacerdote della Società Salesiana e martire, che patì il martirio nella medesima persecuzione. Insieme a lui si commemora anche il beato martire Pietro Mesonero Rodríguez, religioso della stessa Società, che nel villaggio di Vedat de Torrent nel territorio di Valencia in un giorno ignoto ricevette la gloriosa corona per aver testimoniato Cristo.
Beati Francesco Drzewiecki ed Edoardo Grzymala, sacerdoti e martiri
Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beati Francesco Drzewiecki, della Congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza, ed Edoardo Grzymala, sacerdoti e martiri, che, polacchi di origine, durante la devastazione della patria in tempo di guerra furono messi dai loro persecutori in un carcere straniero e raggiunsero Cristo uccisi in una camera a gas.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Gerusalemme nuova, immagine di pace, costruita per sempre nell'amore del Padre. Tu discendi dal cielo come vergine sposa, per congiungerti a Cristo nelle nozze eterne. Dentro le tue mura, risplendenti di luce, si radunano in festa gli amici del Signore: pietre vive e preziose, scolpite dallo Spirito con la croce e il martirio per la città dei santi. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Martyr Dei, qui ( quæ ) únicum Patris sequéndo Fílium victis triúmphas hóstibus, victor ( victrix ) fruens cæléstibus, Tui precátus múnere nostrum reátum dílue, arcens mali contágium, vitæ repéllens tǽdium. Solúta sunt iam víncula tui sacráti córporis; nos solve vinclis sǽculi amóre Fílii Dei. Honor Patri cum Fílio et Spíritu Paráclito, qui te coróna pérpeti cingunt in aula glóriæ. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Sarete odiati a causa del mio nome: ma chi sarà fedele sino alla fine sarà salvo.
SALMO 2
Perché le genti congiurano, * perché invano cospirano i popoli? Insorgono i re della terra † e i principi congiurano insieme * contro il Signore e contro il suo Messia: «Spezziamo le loro catene, * gettiamo via i loro legami». Se ne ride chi abita i cieli, * li schernisce dall’alto il Signore. Egli parla loro con ira, * li spaventa nel suo sdegno: «Io l’ho costituito mio sovrano * sul Sion, mio santo monte». Annunzierò il decreto del Signore. † Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, * io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti * e in dominio i confini della terra. Le spezzerai con scettro di ferro, * come vasi di argilla le frantumerai». E ora, sovrani, siate saggi, * istruitevi, giudici della terra; servite Dio con timore * e con tremore esultate; che non si sdegni e voi perdiate la via. Improvvisa divampa la sua ira. * Beato chi in lui si rifugia. 1 ant. Sarete odiati a causa del mio nome: ma chi sarà fedele sino alla fine sarà salvo.
Salmodia — 2
2 ant. Non sono paragonabili le sofferenze presenti alla gloria futura che apparirà in noi.
SALMO 10
Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: * «Fuggi come un passero verso il monte»? Ecco, gli empi tendono l’arco, † aggiustano la freccia sulla corda * per colpire nel buio i retti di cuore. Quando sono scosse le fondamenta, * il giusto che cosa può fare? Ma il Signore nel tempio santo, * il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi sono aperti sul mondo, * le sue pupille scrutano ogni uomo. Il Signore scruta giusti ed empi, * egli odia chi ama la violenza. Farà piovere sugli empi brace, fuoco e zolfo, * vento bruciante toccherà loro in sorte. Giusto è il Signore, ama le cose giuste, * gli uomini retti vedranno il suo volto. 2 ant. Non sono paragonabili le sofferenze presenti alla gloria futura che apparirà in noi.
Salmodia — 3
3 ant. Come oro nel fuoco il Signore li ha provati; li ha graditi come un olocausto.
SALMO 16
Accogli, Signore, la causa del giusto, * sii attento al mio grido. Porgi l’orecchio alla mia preghiera: * sulle mie labbra non c’è inganno. Venga da te la mia sentenza, * i tuoi occhi vedano la giustizia. Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte, * provami al fuoco, non troverai malizia. La mia bocca non si è resa colpevole, * secondo l’agire degli uomini; seguendo la parola delle tue labbra, * ho evitato i sentieri del violento. Sulle tue vie tieni saldi i miei passi * e i miei piedi non vacilleranno. Io t’invoco, mio Dio: * dammi risposta; porgi l’orecchio, * ascolta la mia voce, mostrami i prodigi del tuo amore: * tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. Custodiscimi come pupilla degli occhi, * proteggimi all’ombra delle tue ali, di fronte agli empi che mi opprimono, * ai nemici che mi accerchiano. Essi hanno chiuso il loro cuore, * le loro bocche parlano con arroganza. Eccoli, avanzano, mi circondano, * puntano gli occhi per abbattermi; simili a un leone che brama la preda, * a un leoncello che si apposta in agguato. Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo; * con la tua spada scampami dagli empi, con la tua mano, Signore, dal regno dei morti * che non hanno più parte in questa vita. Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre, † se ne sazino anche i figli * e ne avanzi per i loro bambini. Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto, * al risveglio mi sazierò della tua presenza. 3 ant. Come oro nel fuoco il Signore li ha provati; li ha graditi come un olocausto. V. Mi afferrano l’angoscia e l’oppressione, R. ma la tua parola mi sostiene.
Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli 6, 1-6; 8, 1. 4-8 I sette ministri eletti dagli apostoli In quei giorni, mantre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenas e Nicola, un proselito di Antiochia. Li presentaro quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani. (Dopo l'uccisione di Stefano) scoppiò una violenta persecuzione contro la chiesa di Gerusalemme e tutti, ad eccezione degli apostoli, furono dispersi nelle regioni della Giudea e della Samaria. Quelli però che erano stati dispersi andavano per il paese e diffondevano la parola di Dio. Filippo, sceso in una cità della Samaria, cominciò a predicare loro il Cristo. E le folle prestavano ascolto unanimi alle parole di Filippo sentendolo parlare e vedendo i miracoli che egli compiva, Da molti indemoniati uscivano spiriti immondi, emettendo alte grida e molti paralitici e storpi furono risanati. E vi fu grande gioia in quella città.
Responsorio
Cfr. Mt 10, 32; Gv 12, 26 R. Chi mi confesserà davanti agli uomini, dice il Signore, * anch'io lo confesserò davanti al Padre mio che è nei cieli. V. Se uno mi vuol servire, mi segua; e dove sono io, là sarà anche il mio servo; R. anch'io lo confesserò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Seconda Lettura
Dai «Discorsi» di sant'Agostino, vescovo (Disc. 304, 14; PL 38, 1395-1397) Fu ministro del sangue di Cristo Oggi la chiesa di Roma celebra il giorno del trionfo di Lorenzo, giorno in cui egli rigettò il mondo del male. Lo calpestò quando incrudeliva rabbiosamente contro di lui e lo disprezzò quando lo allettava con le sue lusinghe. In un caso e nell'altro sconfisse satana che gli suscitava contro la persecuzione. San Lorenzo era diacono della chiesa di Roma. Ivi era ministro del sangue di Cristo e là, per il nome di Cristo, versò il suo sangue. Il beato apostolo Giovanni espose chiaramente il mistero della morte del Signore, dicendo: «Come Cristo ha dato la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3, 16). Lorenzo, fratelli, ha compreso tutto questo. L'ha compreso e messo in pratica. E davvero contraccambiò quanto aveva ricevuto in tale mensa. Amò Cristo nella sua vita, lo imitò nella sua morte. Anche noi, fratelli, se davvero amiamo, imitiamo. Non potremmo, infatti, dare in cambio un frutto più squisito del nostro amore di quello consistente nell'imitazione di Cristo, che «patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme» (1 Pt 2, 21). Con questa frase sembra quasi che l'apostolo Pietro abbia voluto dire che Cristo patì solamente per coloro che seguono le sue orme, e che la passione di Cristo giova solo a coloro che lo seguono. I santi martiri lo hanno seguito fino all'effusione del sangue, fino a rassomigliargli nella passione. Lo hanno seguito i martiri, ma non essi soli. Infatti, dopo che essi passarono, non fu interrotto il ponte; né si è inaridita la sorgente, dopo che essi hanno bevuto. Il bel giardino del Signore, o fratelli, possiede non solo le rose dei martiri, ma anche i gigli dei vergini, l'edera di quelli che vivono nel matrimonio, le viole delle vedove. Nessuna persona deve dubitare della propria chiamata: Cristo ha sofferto per tutti. Con tutta verità fu scritto di lui: «Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati, e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2, 4). Dunque cerchiamo di capire in che modo, oltre all'effusione del sangue, oltre alla prova della passione, il cristiano debba seguire il Maestro. L'Apostolo, parlando di Cristo Signore, dice: «Egli, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio». Quale sublimità! «Ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso» (Fil 2, 7-8). Quale abbassamento! Cristo si è umiliato: eccoti, o cristiano l'esempio da imitare. Cristo si è fatto ubbidiente: perché tu ti insuperbisci? Dopo aver percorso tutti i gradi di questo abbassamento, dopo aver vinto la morte, Cristo ascese al cielo: seguiamolo. Ascoltiamo l'Apostolo che dice: «Se siete risorti in Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio» (Col 3, 1).
Responsorio
Cfr. Sal 17, 3 R. Il martire Lorenzo proclamava ad alta voce: Adoro il vero Dio, e servo a lui solo; * perciò non mi spaventa la tortura. V. Dio è il mio aiuto, in lui ho fiducia: R. perciò non mi spaventa la tortura.
Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, * ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, * tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli * e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo * il Signore Dio dell'universo. I cieli e la terra * sono pieni della tua gloria. Ti acclama il coro degli apostoli * e la candida schiera dei martiri; le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa Chiesa proclama la tua gloria, adora il tuo unico Figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito. O Cristo, re della gloria, * eterno Figlio del Padre, tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell'uomo. Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli. Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi. Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso. Accoglici nella tua gloria * nell'assemblea dei santi. * Salva il tuo popolo, Signore, * guida e proteggi i tuoi figli. Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre. Degnati oggi, Signore, * di custodirci senza peccato. Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato. Pietà di noi, Signore, * pietà di noi. Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno. Oppure Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur. Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur. Tibi omnes ángeli, * tibi cæli et univérsæ potestátes: tibi chérubim et séraphim * incessábili voce proclámant: Sanctus, * Sanctus, * Sanctus * Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ. Te gloriósus * Apostolórum chorus, te prophetárum * laudábilis númerus, te mártyrum candidátus * laudat exércitus. Te per orbem terrárum * sancta confitétur Ecclésia, Patrem * imménsæ maiestátis; venerándum tuum verum * et únicum Fílium; Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum. Tu rex glóriæ, * Christe. Tu Patris * sempitérnus es Fílius. Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, * non horruisti Vírginis úterum. Tu, devícto mortis acúleo, * aperuísti credéntibus regna cælórum. Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris. Iudex créderis * esse ventúrus. Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, * quos pretióso sánguine redemísti. Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári. * Salvum fac pópulum tuum, Dómine, * et bénedic hereditáti tuæ. Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum. Per singulos dies * benedícimus te; et laudámus nomen tuum in sæculum, * et in sæculum sæculi. Dignáre, Dómine, die isto * sine peccáto nos custodíre. Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri. Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, * quemádmodum sperávimus in te. In te, Dómine, sperávi: * non confúndar in ætérnum. * Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
Orazione
O Dio, che hai comunicato l'ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa' che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell'amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O martire di Dio, discepolo fedele che hai segnato nel sangue il patto del battesimo! Tu dividi con Cristo, agnello del riscatto, la croce e la vittoria nel regno dei beati. Intercedi per noi pellegrini nel tempo e guida i nostri passi sulla via della pace. Tu libera gli oppressi, sostieni i vacillanti, e raduna i dispersi nell’Amore del Padre. A te sia lode, o Cristo, Parola del Dio vivo, che sveli nel martirio la forza del tuo Spirito. Amen. Oppure: Martyr Dei, quæ únicum Patris sequéndo Fílium victis triúmphas hóstibus, victrix fruens cæléstibus, Tui precátus múnere nostrum reátum dílue, arcens mali contágium, vitæ repéllens tǽdium. Solúta sunt iam víncula tui sacráti córporis; nos solve vinclis sǽculi amóre Fílii Dei. Honor Patri cum Fílio et Spíritu Paráclito, qui te coróna pérpeti cingunt in aula glóriæ. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. A te si stringe l'anima mia, o Dio, ora che il mio corpo brucia per te.
SALMO 62, 2-9 L'anima assetata del Signore La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell’acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, * di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, * come terra deserta, arida, senz’acqua. Così nel santuario ti ho cercato, * per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, * le mie labbra diranno la tua lode. Così ti benedirò finché io viva, * nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, * e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Nel mio giaciglio di te mi ricordo, * penso a te nelle veglie notturne, tu sei stato il mio aiuto; * esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe * l’anima mia. La forza della tua destra * mi sostiene. 1 ant. A te si stringe l'anima mia, o Dio, ora che il mio corpo brucia per te.
Salmodia — 2
2 ant. L'angelo del Signore mi ha liberato dalle fiamme, nella fornace ardente sono rimasto illeso.
CANTICO Dn 3, 57-88. 56 Ogni creatura lodi il Signore Lodate il nostro Dio voi tutti suoi servi (Ap 19, 5).
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benedite, angeli del Signore, il Signore, * benedite, cieli, il Signore. Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, * benedite, potenze tutte del Signore, il Signore. Benedite, sole e luna, il Signore, * benedite, stelle del cielo, il Signore. Benedite, piogge e rugiade, il Signore, * benedite, o venti tutti, il Signore. Benedite, fuoco e calore, il Signore, * benedite, freddo e caldo, il Signore. Benedite, rugiada e brina, il Signore, * benedite, gelo e freddo, il Signore. Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, * benedite, notti e giorni, il Signore. Benedite, luce e tenebre, il Signore, * benedite, folgori e nubi, il Signore. Benedica la terra il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, monti e colline, il Signore, * benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore. Benedite, sorgenti, il Signore, * benedite, mari e fiumi, il Signore. Benedite, mostri marini e quanto si muove nell’acqua, il Signore, * benedite, uccelli tutti dell’aria, il Signore. Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, * benedite, figli dell’uomo, il Signore. Benedica Israele il Signore, * lo lodi e lo esalti nei secoli. Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, * benedite, o servi del Signore, il Signore. Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, * benedite, pii e umili di cuore, il Signore. Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, * lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, * lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli. Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, * degno di lode e di gloria nei secoli. Alla fine di questo cantico non si dice il Gloria al Padre . 2 ant. L'angelo del Signore mi ha liberato dalle fiamme, nella fornace ardente sono rimasto illeso.
Salmodia — 3
3 ant. Lorenzo martire così pregava: Ti rendo grazie, Signore, tu mi accogli nella tua casa.
SALMO 149 Festa degli amici di Dio I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).
Cantate al Signore un canto nuovo; * la sua lode nell’assemblea dei fedeli. Gioisca Israele nel suo Creatore, * esultino nel loro Re i figli di Sion. Lodino il suo nome con danze, * con timpani e cetre gli cantino inni. Il Signore ama il suo popolo, * incorona gli umili di vittoria. Esultino i fedeli nella gloria, * sorgano lieti dai loro giacigli. Le lodi di Dio sulla loro bocca * e la spada a due tagli nelle loro mani, per compiere la vendetta tra i popoli * e punire le genti; per stringere in catene i loro capi, * i loro nobili in ceppi di ferro; per eseguire su di essi * il giudizio già scritto: questa è la gloria * per tutti i suoi fedeli. 3 ant. Lorenzo martire così pregava: Ti rendo grazie, Signore, tu mi accogli nella tua casa.
Lettura Breve
2 Cor 1, 3-5 Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio. Infatti, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione.
Responsorio
R. Mia forza, * mio canto è il Signore. Mia forza, mio canto è il Signore. V. È lui la mia salvezza: mio canto è il Signore. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Mia forza, mio canto è il Signore.
Antifona al Benedictus
Non temere, Lorenzo, io sono con te; se passerai in mezzo al fuoco, la fiamma non ti potrà bruciare.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Non temere, Lorenzo, io sono con te; se passerai in mezzo al fuoco, la fiamma non ti potrà bruciare.
Invocazioni
In unione con i santi martiri, uccisi a causa del vangelo, celebriamo e invochiamo il nostro Salvatore, testimone fedele di Dio Padre: Ci hai redenti con il tuo sangue, o Signore. Per i tuoi martiri, che abbracciarono la morte a testimonianza della fede, – donaci la vera libertà di spirito. Per i tuoi martiri, che confessarono la fede sino all’effusione del sangue, – da’ a noi una fede pura e coerente. Per i tuoi martiri, che seguirono le tue orme sul cammino della croce, – fa’ che sosteniamo con fortezza le prove della vita. Per i tuoi martiri, che lavarono le vesti nel sangue dell’Agnello, – donaci di vincere le seduzioni della carne e del mondo. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che hai comunicato l'ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa' che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell'amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
SALMO 118, 89-96 XII (Lamed) Meditazione della parola di Dio nella legge Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13, 34).
La tua parola, Signore, * è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; * hai fondato la terra ed essa è salda. Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, * perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia gioia, * sarei perito nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti: * per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, * perché ho cercato il tuo volere. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, * ma io medito i tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, * ma la tua legge non ha confini. 1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
Salmodia — 2
2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
SALMO 70 Tu, Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza Lieti nella speranza, forti nella tribolazione (Rm 12, 12).
I (1-13) In te mi rifugio, Signore, * ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, * porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, † baluardo inaccessibile, * poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio, * dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore. Sei tu, Signore, la mia speranza, * la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, † dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; * a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: * eri tu il mio rifugio sicuro. Della tua lode è piena la mia bocca, * della tua gloria, tutto il giorno. Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, * non abbandonarmi quando declinano le mie forze. Contro di me parlano i miei nemici, * coloro che mi spiano congiurano insieme: «Dio lo ha abbandonato, † inseguitelo, prendetelo, * perché non ha chi lo liberi». O Dio, non stare lontano: * Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Siano confusi e annientati quanti mi accusano, † siano coperti d’infamia e di vergogna * quanti cercano la mia sventura. 2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
II (14-24) Io, invece, non cesso di sperare, * moltiplicherò le tue lodi. La mia bocca annunzierà la tua giustizia, † sempre proclamerà la tua salvezza, * che non so misurare. Dirò le meraviglie del Signore, * ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza * e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, * Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, * a tutte le generazioni le tue meraviglie. La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, † tu hai fatto cose grandi: * chi è come te, o Dio? Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: † mi darai ancora vita, * mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza * e tornerai a consolarmi. Allora ti renderò grazie sull’arpa, † per la tua fedeltà, o mio Dio; * ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra * e la mia vita, che tu hai riscattato. Anche la mia lingua tutto il giorno proclamerà la tua giustizia, * quando saranno confusi e umiliati quelli che cercano la mia rovina. 3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
Lettura Breve
1 Pt 5, 10-11 Il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, egli stesso vi ristabilirà, dopo una breve sofferenza vi confermerà e vi renderà forti e saldi. A lui la potenza nei secoli. Amen! V. Il Signore l’ha rivestito di gioia, R. gli ha posto sul capo una splendida corona.
Orazione
O Dio, che hai comunicato l’ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa’ che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell’amore di Cristo e dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
SALMO 118, 89-96 XII (Lamed) Meditazione della parola di Dio nella legge Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13, 34).
La tua parola, Signore, * è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; * hai fondato la terra ed essa è salda. Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, * perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia gioia, * sarei perito nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti: * per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, * perché ho cercato il tuo volere. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, * ma io medito i tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, * ma la tua legge non ha confini. 1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
Salmodia — 2
2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
SALMO 70 Tu, Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza Lieti nella speranza, forti nella tribolazione (Rm 12, 12).
I (1-13) In te mi rifugio, Signore, * ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, * porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, † baluardo inaccessibile, * poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio, * dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore. Sei tu, Signore, la mia speranza, * la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, † dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; * a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: * eri tu il mio rifugio sicuro. Della tua lode è piena la mia bocca, * della tua gloria, tutto il giorno. Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, * non abbandonarmi quando declinano le mie forze. Contro di me parlano i miei nemici, * coloro che mi spiano congiurano insieme: «Dio lo ha abbandonato, † inseguitelo, prendetelo, * perché non ha chi lo liberi». O Dio, non stare lontano: * Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Siano confusi e annientati quanti mi accusano, † siano coperti d’infamia e di vergogna * quanti cercano la mia sventura. 2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
II (14-24) Io, invece, non cesso di sperare, * moltiplicherò le tue lodi. La mia bocca annunzierà la tua giustizia, † sempre proclamerà la tua salvezza, * che non so misurare. Dirò le meraviglie del Signore, * ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza * e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, * Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, * a tutte le generazioni le tue meraviglie. La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, † tu hai fatto cose grandi: * chi è come te, o Dio? Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: † mi darai ancora vita, * mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza * e tornerai a consolarmi. Allora ti renderò grazie sull’arpa, † per la tua fedeltà, o mio Dio; * ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra * e la mia vita, che tu hai riscattato. Anche la mia lingua tutto il giorno proclamerà la tua giustizia, * quando saranno confusi e umiliati quelli che cercano la mia rovina. 3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
Lettura Breve
Gc 1, 12 Beato l’uomo che sopporta la tentazione, perché una volta superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. V. Confido in Dio, non ho timore: R. chi potrà farmi del male?
Orazione
O Dio, che hai comunicato l’ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa’ che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell’amore di Cristo e dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
SALMO 118, 89-96 XII (Lamed) Meditazione della parola di Dio nella legge Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amati, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13, 34).
La tua parola, Signore, * è stabile come il cielo. La tua fedeltà dura per ogni generazione; * hai fondato la terra ed essa è salda. Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, * perché ogni cosa è al tuo servizio. Se la tua legge non fosse la mia gioia, * sarei perito nella mia miseria. Mai dimenticherò i tuoi precetti: * per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, * perché ho cercato il tuo volere. Gli empi mi insidiano per rovinarmi, * ma io medito i tuoi insegnamenti. Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, * ma la tua legge non ha confini. 1 ant. Io cerco te, Signore; la tua parola è la mia vita.
Salmodia — 2
2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
SALMO 70 Tu, Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza Lieti nella speranza, forti nella tribolazione (Rm 12, 12).
I (1-13) In te mi rifugio, Signore, * ch’io non resti confuso in eterno. Liberami, difendimi per la tua giustizia, * porgimi ascolto e salvami. Sii per me rupe di difesa, † baluardo inaccessibile, * poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza. Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio, * dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore. Sei tu, Signore, la mia speranza, * la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, † dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; * a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un prodigio: * eri tu il mio rifugio sicuro. Della tua lode è piena la mia bocca, * della tua gloria, tutto il giorno. Non mi respingere nel tempo della vecchiaia, * non abbandonarmi quando declinano le mie forze. Contro di me parlano i miei nemici, * coloro che mi spiano congiurano insieme: «Dio lo ha abbandonato, † inseguitelo, prendetelo, * perché non ha chi lo liberi». O Dio, non stare lontano: * Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. Siano confusi e annientati quanti mi accusano, † siano coperti d’infamia e di vergogna * quanti cercano la mia sventura. 2 ant. Dalla giovinezza sei tu la mia fiducia, o Signore!
Salmodia — 3
3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
II (14-24) Io, invece, non cesso di sperare, * moltiplicherò le tue lodi. La mia bocca annunzierà la tua giustizia, † sempre proclamerà la tua salvezza, * che non so misurare. Dirò le meraviglie del Signore, * ricorderò che tu solo sei giusto. Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza * e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. E ora, nella vecchiaia e nella canizie, * Dio, non abbandonarmi, finché io annunzi la tua potenza, * a tutte le generazioni le tue meraviglie. La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, † tu hai fatto cose grandi: * chi è come te, o Dio? Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: † mi darai ancora vita, * mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza * e tornerai a consolarmi. Allora ti renderò grazie sull’arpa, † per la tua fedeltà, o mio Dio; * ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. Cantando le tue lodi, esulteranno le mie labbra * e la mia vita, che tu hai riscattato. Anche la mia lingua tutto il giorno proclamerà la tua giustizia, * quando saranno confusi e umiliati quelli che cercano la mia rovina. 3 ant. Anche nella vecchiaia, non abbandonarmi, o Dio!
Lettura Breve
Sap 3, 1-2a. 3b Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; ma essi sono nella pace. V. Torneranno nella gioia del raccolto, R. canteranno i prodigi del Signore.
Orazione
O Dio, che hai comunicato l’ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa’ che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell’amore di Cristo e dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Dio, dei santi martiri eredità e corona, benedici il tuo popolo. Nel nome di san Lorenzo perdona i nostri debiti, rinnova i nostri cuori. Testimone di Cristo, confermò col suo sangue l’annunzio della fede. Amico del Signore, egli giunse alla gloria per la via della croce. La luce del tuo martire ci guidi nel cammino verso la mèta eterna. Sia onore e gloria al Padre, al Figlio e al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Deus, tuórum mílitum sors et coróna, præmium, laudes canéntes mártyris absólve nexu críminis. Hic testis ore prótulit quod cordis arca crédidit, Christum sequéndo répperit effusióne sánguinis. Hic nempe mundi gáudia et blandiménta nóxia cadúca rite députans, pervénit ad cæléstia. Poenas cucúrrit fórtiter et sústulit viríliter; pro te refúndens sánguinem, ætérna dona póssidet. Ob hoc precátu súpplici te póscimus, piíssime; in hoc triúmpho mártyris dimítte noxam sérvulis, Ut consequámur múneris ipsíus et consórtia, lætémur ac perénniter iuncti polórum sédibus. Laus et perénnis glória tibi, Pater, cum Fílio, Sancto simul Paráclito in sæculórum sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Lorenzo entra nella schiera dei martiri, testimone del Signore Gesù Cristo.
SALMO 114
Amo il Signore perché ascolta * il grido della mia preghiera. Verso di me ha teso l’orecchio * nel giorno in cui lo invocavo. Mi stringevano funi di morte, * ero preso nei lacci degli inferi. Mi opprimevano tristezza e angoscia † e ho invocato il nome del Signore: * «Ti prego, Signore, salvami». Buono e giusto è il Signore, * il nostro Dio è misericordioso. Il Signore protegge gli umili: * ero misero ed egli mi ha salvato. Ritorna, anima mia, alla tua pace, * poiché il Signore ti ha beneficato; egli mi ha sottratto dalla morte, † ha liberato i miei occhi dalle lacrime, * ha preservato i miei piedi dalla caduta. Camminerò alla presenza del Signore * sulla terra dei viventi. 1 ant. Lorenzo entra nella schiera dei martiri, testimone del Signore Gesù Cristo.
Salmodia — 2
2 ant. Sovrabbondo di gioia, divenuto vittima con Cristo.
SALMO 115
Ho creduto anche quando dicevo: * «Sono troppo infelice». Ho detto con sgomento: * «Ogni uomo è inganno». Che cosa renderò al Signore * per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza * e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore, * davanti a tutto il suo popolo. Preziosa agli occhi del Signore * è la morte dei suoi fedeli. Sì, io sono il tuo servo, Signore, † io sono tuo servo, figlio della tua ancella; * hai spezzato le mie catene. A te offrirò sacrifici di lode * e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore * davanti a tutto il suo popolo, negli atri della casa del Signore, * in mezzo a te, Gerusalemme. 2 ant. Sovrabbondo di gioia, divenuto vittima con Cristo.
Salmodia — 3
3 ant. Ti rendo grazie, Signore Gesù: oggi entrerò nella tua casa.
CANTICO Cfr. Ap 4, 11; 5, 9. 10. 12
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, * l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, † per la tua volontà furono create, * per il tuo volere sussistono. Tu sei degno, o Signore, di prendere il libro * e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato † e hai riscattato per Dio con il tuo sangue * uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti * e regneranno sopra la terra. L’Agnello che fu immolato è degno di potenza, † ricchezza, sapienza e forza, * onore, gloria e benedizione. 3 ant. Ti rendo grazie, Signore Gesù: oggi entrerò nella tua casa.
Lettura Breve
1 Pt 4, 13-14 Carissimi, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi.
Responsorio
R. O Dio, ci hai messo alla prova * e ci hai dato sol- lievo. O Dio, ci hai messo alla prova e ci hai dato sollievo. V. Ci hai saggiati nel fuoco, come l’argento, e ci hai dato sollievo. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. O Dio, ci hai messo alla prova e ci hai dato sollievo.
Antifona al Magnificat
La mia notte non conosce tenebre; tutto risplende di luce.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. La mia notte non conosce tenebre; tutto risplende di luce.
Intercessioni
Nell’ora in cui Cristo, re dei martiri, offrì per noi la sua vita nella cena pasquale e nell’oblazione cruenta sulla croce, s’innalzi a lui la lode della Chiesa: Noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore. Noi ti lodiamo e ti adoriamo, o Cristo, causa e modello di ogni martirio, perché ci hai amati sino alla fine, – noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore. Perché hai chiamato i peccatori pentiti al premio della vita eterna, – noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore. Perché hai comandato alla tua Chiesa di offrire il sangue della nuova ed eterna alleanza, sparso per la remissione dei peccati, - noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore. Perché in questo giorno ci hai dato la grazia di perseverare nella fede, – noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore. Perché hai associato molti fratelli alla tua morte redentrice, – noi ti lodiamo e ti adoriamo, Signore. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che hai comunicato l'ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa' che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell'amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
SALMO 85 Preghiera a Dio nell’afflizione Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, * perché io sono povero e infelice. Custodiscimi perché sono fedele; * tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera. Pietà di me, Signore, * a te grido tutto il giorno. Rallegra la vita del tuo servo, * perché a te, Signore, innalzo l’anima mia. Tu sei buono, Signore, e perdoni, * sei pieno di misericordia con chi ti invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera * e sii attento alla voce della mia supplica. Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido * e tu mi esaudirai. Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, * e non c’è nulla che uguagli le tue opere. Tutti i popoli che hai creato verranno † e si prostreranno davanti a te, o Signore, * per dare gloria al tuo nome; grande tu sei e compi meraviglie: * tu solo sei Dio. Mostrami, Signore, la tua via, * perché nella tua verità io cammini; donami un cuore semplice * che tema il tuo nome. Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore * e darò gloria al tuo nome sempre, perché grande con me è la tua misericordia: * dal profondo degli inferi mi hai strappato. Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, † una schiera di violenti attenta alla mia vita, * non pongono te davanti ai loro occhi. Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, * lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele, volgiti a me e abbi misericordia: † dona al tuo servo la tua forza, * salva il figlio della tua ancella. Dammi un segno di benevolenza; † vedano e siano confusi i miei nemici, * perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato. Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
Lettura Breve
1Ts 5, 9-10 Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa’ che i germi di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. Oppure: Alma Redemptóris Mater, quæ pérvia cæli porta manes, et stella maris, succúrre cadénti, súrgere qui curat, pópulo: tu quæ genuísti, natúra miránte, tuum sanctum Genitórem, Virgo prius ac postérius, Gabriélis ab ore sumens illud Ave, peccatórum miserére.