Giovedì 2026-09-03 Bianco

Omelia
A II XXII Ordinario II Salterio Memoria Bianco San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Maestro di Sapienza e padre della fede, tu splendi come fiaccola nella Chiesa di Dio. In te il divino Spirito dispensa con amore il pane e la parola sulla mensa dei piccoli. Tu illumini ai credenti il mistero profondo del Verbo fatto uomo per la nostra salvezza. Tu guidaci alla vetta della santa montagna, dove i miti possiedono il regno del Signore. A te sia lode, o Cristo, immagine del Padre, che sveli nei tuoi santi la gioia dell'amore. Amen. Oppure: Hi sacerdótes Dómini sacráti, consecratóres Dómini fideles atque pastóres pópuli fuére ímpigro amóre. Namque suscéptæ benedictiónis dona servántes, studuére, lumbos fórtiter cincti, mánibus corúscas ferre lucérnas. Sicque suspénsi vigilésque, quando iánuam pulsans Dóminus veníret, obviavérunt properánti alácres pándere limen. Glóriæ summum decus atque laudis, rex, tibi, regum, Déitas perénnis, quicquid est rerum célebret per omne tempus et ævum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Risveglia, o Dio, la tua potenza, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
SALMO 79 Visita, o Signore, la tua vigna Vieni, Signore, Gesù (Ap 22, 20).
Tu, pastore d’Israele, ascolta, * tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi * davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza * e vieni in nostro soccorso. Rialzaci, Signore, nostro Dio, * fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. Signore, Dio degli eserciti, † fino a quando fremerai di sdegno * contro le preghiere del tuo popolo? Tu ci nutri con pane di lacrime, * ci fai bere lacrime in abbondanza. Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, * e i nostri nemici ridono di noi. Rialzaci, Dio degli eserciti, * fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. Hai divelto una vite dall’Egitto, * per trapiantarla hai espulso i popoli. Le hai preparato il terreno, * hai affondato le sue radici e ha riempito la terra. La sua ombra copriva le montagne * e i suoi rami i più alti cedri. Ha esteso i suoi tralci fino al mare * e arrivavano al fiume i suoi germogli. Perché hai abbattuto la sua cinta * e ogni viandante ne fa vendemmia? La devasta il cinghiale del bosco * e se ne pasce l’animale selvatico. Dio degli eserciti, volgiti, * guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, * il germoglio che ti sei coltivato. Quelli che l’arsero col fuoco e la recisero, * periranno alla minaccia del tuo volto. Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, * sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte. Da te più non ci allontaneremo, * ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, * fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 1 ant. Risveglia, o Dio, la tua potenza, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Salmodia — 2
2 ant. Grandi cose ha compiuto il Signore, sappiano i popoli le sue imprese.
CANTICO Is 12, 1-6 Esultanza del popolo redento Chi ha sete venga a me e beva (Gv 7, 37).
Ti ringrazio, Signore; † tu eri con me adirato, * ma la tua collera si è calmata e tu mi hai consolato. Ecco, Dio è la mia salvezza; * io confiderò, non avrò mai timore, perché mia forza e mio canto è il Signore; * egli è stato la mia salvezza. Attingerete acqua con gioia * alle sorgenti della salvezza. In quel giorno direte: * «Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, * proclamate che il suo nome è sublime. Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, * ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, * perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele». 2 ant. Grandi cose ha compiuto il Signore, sappiano i popoli le sue imprese.
Salmodia — 3
3 ant. Esultate in Dio, nostra forza. †
SALMO 80 Solenne rinnovazione dell’alleanza Guardate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede (Eb 3, 12).
Esultate in Dio, nostra forza, * † acclamate al Dio di Giacobbe. Intonate il canto e suonate il timpano, * la cetra melodiosa con l’arpa. Suonate la tromba nel plenilunio, * nostro giorno di festa. Questa è una legge per Israele, * un decreto del Dio di Giacobbe. Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, * quando usciva dal paese d’Egitto. Un linguaggio mai inteso io sento: † «Ho liberato dal peso la sua spalla, * le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato, † avvolto nella nube ti ho dato risposta, * ti ho messo alla prova alle acque di Merìba. Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; * Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un altro dio * e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore tuo Dio, † che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto; * apri la tua bocca, la voglio riempire. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, * Israele non mi ha obbedito. L’ho abbandonato alla durezza del suo cuore, * che seguisse il proprio consiglio. Se il mio popolo mi ascoltasse, * se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici * e contro i suoi avversari porterei la mia mano. I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi * e la loro sorte sarebbe segnata per sempre; li nutrirei con fiore di frumento, * li sazierei con miele di roccia». 3 ant. Esultate in Dio, nostra forza.
Lettura Breve
Sap 7, 13-14 Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.
Responsorio
R. La tua Chiesa, o Dio, * canta la sapienza dei santi. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi. V. L’assemblea ne proclama le lodi, canta la sapienza dei santi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi.
Dal Biennale
XXII · Ordinario · Giovedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dalla seconda lettera a Timoteo di san Paolo, apostolo (2,1-21) Esortazione alla costanza nella fatica e nella persecuzione Tu, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri. Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. Nessuno però, quando presta servizio militare, s’intralcia nelle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che l’ha arruolato. Anche nelle gare atletiche, non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole. L’agricoltore poi che si affatica, dev’essere il primo a cogliere i frutti della terra. Cerca di comprendere ciò che voglio dire; il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa. Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo, a causa del quale io soffro fino a portare le catene come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Certa è questa parola: Se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anch’egli ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso. Richiama alla memoria queste cose, scongiurandoli davanti a Dio di evitare le vane discussioni, che non giovano a nulla, se non alla perdizione di chi le ascolta. Sforzati di presentarti davanti a Dio come un uomo degno di approvazione, un lavoratore che non ha di che vergognarsi, uno scrupoloso dispensatore della parola della verità. Evita le chiacchiere profane, perché esse tendono a far crescere sempre più nell’empietà; la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena. Fra questi ci sono Imeneo e Fileto, i quali hanno deviato dalla verità, sostenendo che la risurrezione è già avvenuta e così sconvolgono la fede di alcuni. Tuttavia il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: il Signore conosce i suoi. E ancora: Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore. In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d’oro e d’argento, ma anche di legno e di coccio; alcuni sono destinati ad usi nobili, altri per usi più spregevoli. Chi si manterrà puro astenendosi da tali cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona.
Responsorio
Responsorio (2Cor 4,10.12; 2Tm 2,10) R. Portiamo sempre e dovunque nel nostro corpo lamorte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. *Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita. V. Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti,perché anch’essi raggiungano la salvezza. R. Di modo che in noi opera la morte, ma in voila vita.
Seconda Lettura
Dalla “Lettera agli Efesini” di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire (13-15) Nulla è meglio dell’avere pace in Cristo Procurate di radunarvi di frequente per la divina eucaristia e per lodare il Signore. Quando vi adunate assiduamente, vengono scacciate le forze di Satana, i cui atti sono frecce infuocate per spingere al peccato. La vostra concordia, infatti, e l’unità della vostra fede sono morte per lui e tormento per i suoi seguaci. Nulla è meglio dell’avere pace in Cristo; in essa si spegne ogni battaglia degli spiriti celesti e terrestri. «La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di carne e di sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti» (Ef 6,12). Non vogliate dunque ferirvi in qualche pensiero diabolico, come dice anche Paolo, poiché avete in Cristo la speranza e l’amore che sono il principio e la fine della vita. Il principio della vita è la fede, la carità ne è l’apice. L’unione delle due virtù, divenute unità, porta alla perfezione l’uomo di Dio; esse comprendono e perfezionano tutte le altre virtù che si praticano nella via dell’amore. Chi professa la fede non commette il peccato e chi possiede la carità non può odiare. Colui infatti che disse: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore» dice anche: «Ama il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22,37.39). Così quelli che fanno professione di appartenere a Cristo si riconosceranno non tanto da quello che dicono, ma dalle loro opere. «Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto» (Lc 6,44). È meglio essere cristiano senza dirlo, che dirlo senza esserlo, «perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza» (1Cor 4,20). «Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza» (Rm 10,10). È cosa buona insegnare, se chi parla pratica ciò che insegna. Chi infatti «l’osserverà e insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli» (Mt 5,19). Il nostro Dio e Signore Gesù «Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16) prima «fece» e poi «insegnò» (At 1,1), come testimonia Luca, «il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo» (2Cor 8,18). Nulla è nascosto al Signore, anche i nostri segreti gli sono presenti. Facciamo dunque ogni cosa pensando che egli abita in noi, affinché siamo suo tempio ed egli possa stabilirvi la sua dimora.
Responsorio
Responsorio (1Gv 4,7; cfr. Sir 25,1.2) R. Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, *perchél’amore è da Dio. V. La concordia tra fratelli e l’amicizia travicini sono graditi a Dio e agli uomini; R. perché l’amore è da Dio.
Dal Proprio
San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa — Memoria
Seconda Lettura
Dalle “Omelie su Ezechiele” di san Gregorio Magno, papa (Lib. 1,11,4-6) Per amore di Cristo non risparmio me stesso nel parlare di lui «Figlio dell’uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d’Israele» (Ez 3,16). È da notare che quando il Signore manda uno a predicare, lo chiama col nome di sentinella. La sentinella infatti sta sempre su un luogo elevato, per poter scorgere da lontano qualunque cosa stia per accadere. Chiunque è posto come sentinella del popolo deve stare in alto con la sua vita, per poter giovare con la sua preveggenza. Come mi suonano dure queste parole che dico! Così parlando, ferisco me stesso, poiché né la mia lingua esercita come si conviene la predicazione, né la mia vita segue la lingua, anche quando questa fa quello che può. Ora io non nego di essere colpevole, e vedo la mia lentezza e negligenza. Forse lo stesso riconoscimento della mia colpa mi otterrà perdono presso il giudice pietoso. Certo, quando mi trovavo in monastero ero in grado di trattenere la lingua dalle parole inutili, e di tenere occupata la mente in uno stato quasi continuo di profonda orazione. Ma da quando ho sottoposto le spalle al peso dell’ufficio pastorale, l’animo non può più raccogliersi con assiduità in se stesso, perché è diviso tra molte faccende. Sono costretto a trattare ora le questioni delle chiese, ora dei monasteri, spesso a esaminare la vita e le azioni dei singoli; ora a interessarmi di faccende private dei cittadini; ora a gemere sotto le spade irrompenti dei barbari e a temere i lupi che insidiano il gregge affidatomi. Ora debbo darmi pensiero di cose materiali, perché non manchino opportuni aiuti a tutti coloro che la regola della disciplina tiene vincolati. A volte debbo sopportare con animo imperturbato certi predoni, altre volte affrontarli, cercando tuttavia di conservare la carità. Quando dunque la mente divisa e dilaniata si porta a considerare una mole così grande e così vasta di questioni, come potrebbe rientrare in se stessa, per dedicarsi tutta alla predicazione e non allontanarsi dal ministero della parola? Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poiché anch’io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere. Che razza di sentinella sono dunque io, che invece di stare sulla montagna a lavorare, giaccio ancora nella valle della debolezza? Però il creatore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l’elevatezza della vita e l’efficienza della lingua, perché, per suo amore, non risparmio me stesso nel parlare di lui.
Responsorio
Responsorio R. Dalle profondità della Scrittura trasse norme di azione e contemplazione e immise nella vita del popolo l’acqua viva del vangelo. *La sua voce continua a risuonare nella Chiesa. V. Come aquila colse dall’alto il senso delle cose; con la forza della carità provvide agli umili e ai grandi. R. La sua voce continua a risuonare nella Chiesa.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro del profeta Geremia 29, 1-14 Lettera di Geremia agli Israeliti deportati a Babilonia Queste sono le parole della lettera che il profeta Geremia mandò da Gerusalemme al resto degli anziani in esilio, ai sacerdoti, ai profeti e a tutto il resto del popolo che Nabucodònosor aveva deportato da Gerusalemme a Babilonia; la mandò dopo che il re Ieconia, la regina madre, i dignitari di corte, i capi di Giuda e di Gerusalemme, gli artigiani e i fabbri erano partiti da Gerusalemme. Fu recata per mezzo di Elasa figlio di Safan e di Ghemaria figlio di Chelkia, che Sedecia re di Giuda aveva inviati a Nabucodònosor re di Babilonia, in Babilonia. Essa diceva: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele, a tutti gli esuli che ho fatto deportare da Gerusalemme a Babilonia: Costruite case e abitatele, piantate orti e mangiatene i frutti; prendete moglie e mettete al mondo figli e figlie, scegliete mogli per i figli e maritate le figlie; costoro abbiano figli e figlie. Moltiplicatevi lì e non diminuite. Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni, che essi sognano. Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore. Pertanto dice il Signore: Solamente quando saranno compiuti, riguardo a Babilonia, settanta anni, vi visiterò e realizzerò per voi la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo. Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. Voi mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò; mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi - dice il Signore - cambierò in meglio la vostra sorte e vi radunerò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho disperso - dice il Signore - vi ricondurrò nel luogo da dove vi ho fatto condurre in esilio».
Responsorio
Cfr. Sal 104, 1.4; Sir 2, 10 R. Lodate il Signore e invocate il suo nome. * Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. V. Riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? R. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto.
Seconda Lettura
Dalle «Omelie su Ezechiele» di san Gregorio Magno, papa (Lib. 1, 11, 4-6; CCL 142, 170-172) Per amore di Cristo non risparmio me stesso nel parlare di lui «Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele» (Ez 3, 16). È da notare che quando il Signore manda uno a predicare, lo chiama col nome di sentinella. La sentinella infatti sta sempre su un luogo elevato, per poter scorgere da lontano qualunque cosa stia per accadere. Chiunque è posto come sentinella del popolo deve stare in alto con la sua vita, per poter giovare con la sua preveggenza. Come mi suonano dure queste parole che dico! Così parlando, ferisco me stesso, poiché né la mia lingua esercita come si conviene la predicazione, né la mia vita segue la lingua, anche quando questa fa quello che può. Ora io non nego di essere colpevole, e vedo la mia lentezza e negligenza. Forse lo stesso riconoscimento della mia colpa mi otterrà perdono presso il giudice pietoso. Certo, quando mi trovavo in monastero ero in grado di trattenere la lingua dalle parole inutili, e di tenere occupata la mente in uno stato quasi continuo di profonda orazione. Ma da quando ho sottoposto le spalle al peso dell'ufficio pastorale, l'animo non può più raccogliersi con assiduità in se stesso, perché è diviso tra molte faccende. Sono costretto a trattare ora le questioni delle chiese, ora dei monasteri, spesso ad esaminare la vita e le azioni dei singoli; ora ad interessarmi di faccende private dei cittadini; ora a gemere sotto le spade irrompenti dei barbari e a temere i lupi che insidiano il gregge affidatomi. Ora debbo darmi pensiero di cose materiali, perché non manchino opportuni aiuti a tutti coloro che la regola della disciplina tiene vincolati. A volte debbo sopportare con animo imperturbato certi predoni, altre volte affrontarli, cercando tuttavia di conservare la carità. Quando dunque la mente divisa e dilaniata si porta a considerare una mole così grande e così vasta di questioni, come potrebbe rientrare in se stessa, per dedicarsi tutta alla predicazione e non allontanarsi dal ministero della parola? Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poiché anch'io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere. Che razza di sentinella sono dunque io, che invece di stare sulla montagna a lavorare, giaccio ancora nella valle della debolezza? Però il creatore e redentore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l'elevatezza della vita e l'efficienza della lingua, perché, per suo amore, non risparmio me stesso nel parlare di lui.
Responsorio
R. Dalle profondità delle Scritture trasse norme di azione e contemplazione, e immise nella vita del popolo l'acqua viva del Vangelo. * La sua voce continua a risuonare nella Chiesa. V. Come aquila colse dall'alto il senso delle cose; con la forza della carità provvide agli umili e ai grandi. R. La sua voce continua a risuonare nella Chiesa.
Vangelo della Messa
Lasciarono tutto e lo seguirono. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,1-11 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Gregorio, pastore della Chiesa, ci hai lasciato l'esempio della vita e una regola d'azione.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Gregorio, pastore della Chiesa, ci hai lasciato l'esempio della vita e una regola d'azione.
Invocazioni
A Cristo, buon pastore, che ha dato la vita per le sue pecorelle, innalziamo con fiducia la nostra preghiera: O Signore, guida il tuo popolo ai pascoli della vita eterna. Cristo, che nei santi pastori ci hai dato un’immagine viva del tuo amore misericordioso, — fa’ che sperimentiamo in coloro che ci guidano la dolcezza della tua carità. Tu, che nei tuoi vicari continui a svolgere la missione di maestro e di pastore, — non cessare mai di governarci tu stesso nella persona dei tuoi ministri. Tu, che nei santi pastori, posti al servizio del tuo popolo, ti sei fatto medico delle anime e dei corpi, — fa’ che non venga mai meno la tua presenza mediante ministri santi e santificatori. Tu, che hai animato i fedeli con la sapienza e la carità del santo dottore Gregorio Magno, — fa’ che i predicatori del Vangelo ci aiutino a conoscerti e ad amarti come vuoi tu. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che governi il tuo popolo con la soavità e la forza del tuo amore, per intercessione del papa san Gregorio Magno, dona il tuo spirito di sapienza a coloro che hai posto maestri e guide nella Chiesa, perché il progresso dei fedeli sia gioia eterna dei pastori. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Il beato Gregorio, salito sulla cattedra di Pietro, cercava sempre il volto di Dio e abitava nella gioia del suo amore.
Colletta
O Dio, che guidi il tuo popolo con la soavità e la forza dell’amore, per intercessione del papa san Gregorio [ Magno] dona spirito di sapienza a coloro che hai posto a guida della Chiesa, perché il progresso del tuo santo gregge sia gioia eterna dei pastori. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 3,18-23 Fratelli, nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani». Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 23 (24) R. Del Signore è la terra e quanto contiene. Del Signore è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti. È lui che l’ha fondato sui mari e sui fiumi l’ha stabilito. R. Chi potrà salire il monte del Signore? Chi potrà stare nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non si rivolge agli idoli. R. Egli otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Venite dietro a me, dice il Signore, vi farò pescatori di uomini. (Mt 4,19) Alleluia.
Vangelo
Lasciarono tutto e lo seguirono. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,1-11 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. Parola del Signore.
Sulle offerte
Volgi il tuo sguardo su di noi, o Signore, perché, nella memoria di san Gregorio [ Magno] , l’offerta di questo sacrificio, che cancella i peccati di tutto il mondo, giovi alla salvezza del tuo popolo. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ecco il servo fedele e prudente, che il Signore ha messo a capo della sua famiglia, per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)
Dopo la comunione
O Signore, che ci nutri di Cristo, pane vivo, nella festa di san Gregorio [ Magno] , formaci alla scuola di Cristo maestro, perché conosciamo la tua verità e la viviamo nella carità fraterna. Per Cristo nostro Signore.
San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa

San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa

Dal Martirologio
Memoria di san Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa: dopo avere intrapreso la vita monastica, svolse l'incarico di legato apostolico a Costantinopoli; eletto poi in questo giorno alla Sede Romana, sistemò le questioni terrene e come servo dei servi si prese cura di quelle sacre. Si mostrò vero pastore nel governare la Chiesa, nel soccorrere in ogni modo i bisognosi, nel favorire la vita monastica e nel consolidare e propagare ovunque la fede, scrivendo a tal fine celebri libri di morale e di pastorale. Morì il 12 marzo.
Altri Santi
Santa Febe
Commemorazione di santa Febe, serva del Signore tra i fedeli di Kenchris, in Grecia, che assistette insieme a molti altri il beato Paolo Apostolo, come egli stesso attesta nella Lettera ai Romani.
Santa Basilissa, vergine e martire
A Nicomedia in Bitinia nell’odierna Turchia, santa Basilissa, vergine e martire.
San Sandalio, martire.
A Córdova in Spagna, san Sandalio, martire.
San Mansueto, vescovo
A Toul nella Gallia belgica, ora in Francia, san Mansueto, primo vescovo della città.
San Marino, diacono e anacoreta
Sul monte Titano vicino a Rimini, san Marino, diacono e anacoreta, che si ritiene abbia condotto il popolo ancora pagano alla luce del Vangelo e alla libertà di Cristo.
San Macanisio, vescovo
In Irlanda, san Macanisio, vescovo.
Sant’Ausano, vescovo
A Milano, sant’Ausano, vescovo.
San Vitaliano, vescovo
A Montesarchio in Campania, san Vitaliano, vescovo.
San Rimágilo, vescovo e abate
Nel monastero di Stavelot nel Brabante, nell’odierno Belgio, san Rimágilo, vescovo e abate, che, dopo quello di Solesmes, fondò i due monasteri di Stavelot e di Malmedy nella solitudine della foresta delle Ardenne.
Sant’Aigolfo e compagni monaci
Nell’isola di Lérins nella Provenza in Francia, sant’Aigolfo, abate, e compagni monaci, che si ritiene abbiano subito il martirio durante un’incursione dei Saraceni.
San Crodogango, vescovo e martire
A Sées in Neustria, sempre in Francia, san Crodogango, vescovo e martire.
Beato Guala, vescovo
Nel territorio di Astino nella Val Camonica in Lombardia, beato Guala, vescovo di Brescia, dell’Ordine dei Predicatori, che, al tempo dell’imperatore Federico II, si adoperò con saggezza per la pace della Chiesa e della società civile e fu condannato all’esilio.
Beati Bartolomeo Gutiérrez e cinque compagni, martiri
A Nagasaki in Giappone, beati Bartolomeo Gutiérrez, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, e cinque compagni, martiri, che in odio alla fede cristiana furono dapprima immersi in acque sulfuree bollenti e poi dati al rogo. I loro nomi sono: beati sacerdoti Vincenzo Carvalho e Francesco Terrero, dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino; Antonio Ishida, della Compagnia di Gesù; Girolamo Jo; Gabriele della Maddalena, religioso dell’Ordine dei Frati Minori.
Beata Brigida di Gesù Morello
A Piacenza, beata Brigida di Gesù Morello, che, rimasta vedova, si consacrò al Signore dedicandosi con tutte le forze alla penitenza e alle opere di carità e fondò la Congregazione delle Suore Orsoline di Maria Immacolata per l’educazione cristiana della gioventù femminile.
Beati Andrea Abele Alricy e settantuno compagni, martiri
A Parigi in Francia, passione dei beati Andrea Abele Alricy, sacerdote, e settantuno compagni, martiri, in gran parte sacerdoti che, dopo una prima strage eseguita il giorno precedente, rinchiusi nel Seminario di Saint-Firmin come in un carcere, furono massacrati in odio alla Chiesa. I loro nomi sono: beati Renato Maria Andrieux, Pietro Paolo Balzac, Giovanni Francesco Maria Benoît o Vourlat, Michele Andrea Silvestro Binard, Nicola Bize, Pietro Bonzé, Pietro Briquet, Pietro Brisse, Carlo Carnus, Bertrando Antonio de Caupenne, Giacomo Dufour, Dionigi Claudio Duval, Giuseppe Falcoz, Gilberto Giovanni Fautrel, Filiberto Fougère, Pietro Giovanni Garrigues, Nicola Gaudreau, Stefano Michele Gillet, Giorgio Girolamo Giroust, Giuseppe Maria Gros, Pietro Guérin du Rocher, Roberto Francesco Guérin du Rocher, Ivo Andrea Guillon de Keranrun, Giuliano Francesco Hédouin, Pietro Francesco Hénocq, Eligio Herque o du Roule, Pietro Ludovico Joret, Giacomo de la Lande, Egidio Ludovico Sinforiano Lanchon, Ludovico Giovanni Matteo Lanier, Giovanni Giuseppe de Lavèze-Belay, Michele Leber, Pietro Fiorenzo Leclercq, Giovanni Carlo Legrand, Giovanni Pietro le Laisant, Giuliano le Laisant, Giovanni Lemaître, Giovanni Tommaso Leroy, Martino Francesco Alessio Loublier, Claudio Ludovico Marmotant de Savigny, Claudio Silvano Mayneaud de Bizefranc, Enrico Giovanni Millet, Francesco Giuseppe Monnier, Maria Francesco Mouffle, Giuseppe Ludovico Oviefre, Giovanni Michele Philippot, Giacomo Rabé, Pietro Roberto Régnet, Ivo Giovanni Pietro Rey de Kervizic, Nicola Claudio Roussel, Pietro Saint-James, Giacomo Ludovico Schmid, Giovanni Antonio Seconds, Pietro Giacomo de Tourménies, Renato Giuseppe Urvoy, Nicola Maria Verron, Carlo Vittore Véret, tutti sacerdoti, e Giovanni Carlo Maria Bernardo du Cornillet, canonico dell’abbazia di San Vittore a Parigi; Giovanni Francesco Bonnel de Pradel e Claudio Pons, canonici dell’abbazia di Santa Genoveffa a Parigi; Giovanni Carlo Caron, Nicola Colin, Ludovico Giuseppe François e Giovanni Enrico Gruyer, della Congregazione della Missione; Claudio Bochot e Eustachio Félix, della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana; Cosma (Giovanni Pietro) Duval, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; Pietro Claudio Pottier, della Società di Gesù e Maria; e Sebastiano Desbrielles, maestro di scuola a Parigi, Ludovico Francesco Rigot e Giovanni Antonio Giuseppe de Villette.
Beati martiri Giovanni Battista Bottex, Michele Maria Francesco de la Gardette, Francesco Giacinto le Livec de Trésurin
Sempre a Parigi, nello stesso giorno e anno, beati martiri Giovanni Battista Bottex, Michele Maria Francesco de la Gardette, Francesco Giacinto le Livec de Trésurin, che nella stessa circostanza morirono per Cristo nel carcere di “La Force”.
Santi Giovanni Pak Hujae e cinque compagne, martiri
A Seul in Corea, passione dei santi Giovanni Pak Hujae e cinque compagne, martiri, che, durante la persecuzione, condotti davanti al tribunale criminale in quanto cristiani, dopo aver subito crudeli supplizi per la fede, morirono decapitati. I loro nomi sono: sante Maria Pak Kun-a-gi Hui-sun, sorella di santa Lucia Pak Huisun; Barbara Kwon-hui, moglie di sant’Agostino Yi Kwang-hon; Barbara Yi Chong-hui; Maria Yi Yon -hui, moglie di san Damiano Nam Myong-hyog; Agnese Kim Hyo-ju.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Frumento di Cristo noi siamo, cresciuti nel sole di Dio, nell'acqua del fonte impastati, segnati dal crisma divino. In pane trasformaci, o Padre, per il sacramento di pace: un Pane, uno Spirito, un Corpo, la Chiesa una-santa, o Signore. O Cristo, pastore glorioso, a te la potenza e l'onore col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Tu ci salvi, Signore: celebriamo il tuo nome per sempre.
SALMO 43 Il popolo di Dio nella sventura In tutte le tribolazioni noi siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8, 37).
I (2-9) Dio, con i nostri orecchi abbiamo udito, † i nostri padri ci hanno raccontato l’opera che hai compiuto ai loro giorni, * nei tempi antichi. Tu, per piantarli, con la tua mano hai sradicato le genti, * per far loro posto, hai distrutto i popoli. Poiché non con la spada conquistarono la terra, * né fu il loro braccio a salvarli; ma il tuo braccio e la tua destra e la luce del tuo volto, * perché tu li amavi. Sei tu il mio re, Dio mio, * che decidi vittorie per Giacobbe. Per te abbiamo respinto i nostri avversari, * nel tuo nome abbiamo annientato i nostri aggressori. Infatti nel mio arco non ho confidato * e non la mia spada mi ha salvato, ma tu ci hai salvati dai nostri avversari, * hai confuso i nostri nemici. In Dio ci gloriamo ogni giorno, * celebrando senza fine il tuo nome. 1 ant. Tu ci salvi, Signore: celebriamo il tuo nome per sempre.
Salmodia — 2
2 ant. Perdona il tuo popolo, Signore; non ci esporre alla vergogna.
II (10-17) Ma ora ci hai respinti e coperti di vergogna, * e più non esci con le nostre schiere. Ci hai fatti fuggire di fronte agli avversari * e i nostri nemici ci hanno spogliati. Ci hai consegnato come pecore da macello, * ci hai dispersi in mezzo alle nazioni. Hai venduto il tuo popolo per niente, * sul loro prezzo non hai guadagnato. Ci hai resi ludibrio dei nostri vicini, * scherno e obbrobrio a chi ci sta intorno. Ci hai resi la favola dei popoli, * su di noi le nazioni scuotono il capo. L’infamia mi sta sempre davanti * e la vergogna copre il mio volto per la voce di chi insulta e bestemmia, * davanti al nemico che brama vendetta. 2 ant. Perdona il tuo popolo, Signore; non ci esporre alla vergogna.
Salmodia — 3
3 ant. Sorgi, Signore, salvaci nella tua misericordia.
III (18-27) Tutto questo ci è accaduto † e non ti avevamo dimenticato, * non avevamo tradito la tua alleanza. Non si era volto indietro il nostro cuore, * i nostri passi non avevano lasciato il tuo sentiero; ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli * e ci hai avvolti di ombre tenebrose. Se avessimo dimenticato il nome del nostro Dio * e teso le mani verso un dio straniero, forse che Dio non lo avrebbe scoperto, * lui che conosce i segreti del cuore? Per te ogni giorno siamo messi a morte, * stimati come pecore da macello. Svégliati, perché dormi, Signore? * Déstati, non ci respingere per sempre. Perché nascondi il tuo volto, * dimentichi la nostra miseria e oppressione? Poiché siamo prostrati nella polvere, * il nostro corpo è steso a terra. Sorgi, vieni in nostro aiuto; * salvaci per la tua misericordia. 3 ant. Sorgi, Signore, salvaci nella tua misericordia. V. Da chi andremo, Signore? R. Tu hai parole di vita eterna.
Prima Lettura
Dal libro del profeta Geremia 29, 1-14 Lettera di Geremia agli Israeliti deportati a Babilonia Queste sono le parole della lettera che il profeta Geremia mandò da Gerusalemme al resto degli anziani in esilio, ai sacerdoti, ai profeti e a tutto il resto del popolo che Nabucodònosor aveva deportato da Gerusalemme a Babilonia; la mandò dopo che il re Ieconia, la regina madre, i dignitari di corte, i capi di Giuda e di Gerusalemme, gli artigiani e i fabbri erano partiti da Gerusalemme. Fu recata per mezzo di Elasa figlio di Safan e di Ghemaria figlio di Chelkia, che Sedecia re di Giuda aveva inviati a Nabucodònosor re di Babilonia, in Babilonia. Essa diceva: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele, a tutti gli esuli che ho fatto deportare da Gerusalemme a Babilonia: Costruite case e abitatele, piantate orti e mangiatene i frutti; prendete moglie e mettete al mondo figli e figlie, scegliete mogli per i figli e maritate le figlie; costoro abbiano figli e figlie. Moltiplicatevi lì e non diminuite. Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni, che essi sognano. Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore. Pertanto dice il Signore: Solamente quando saranno compiuti, riguardo a Babilonia, settanta anni, vi visiterò e realizzerò per voi la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo. Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo - dice il Signore - progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. Voi mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò; mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi - dice il Signore - cambierò in meglio la vostra sorte e vi radunerò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho disperso - dice il Signore - vi ricondurrò nel luogo da dove vi ho fatto condurre in esilio».
Responsorio
Cfr. Sal 104, 1.4; Sir 2, 10 R. Lodate il Signore e invocate il suo nome. * Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. V. Riflettete: chi ha confidato nel Signore ed è rimasto deluso? R. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto.
Seconda Lettura
Dalle «Omelie su Ezechiele» di san Gregorio Magno, papa (Lib. 1, 11, 4-6; CCL 142, 170-172) Per amore di Cristo non risparmio me stesso nel parlare di lui «Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele» (Ez 3, 16). È da notare che quando il Signore manda uno a predicare, lo chiama col nome di sentinella. La sentinella infatti sta sempre su un luogo elevato, per poter scorgere da lontano qualunque cosa stia per accadere. Chiunque è posto come sentinella del popolo deve stare in alto con la sua vita, per poter giovare con la sua preveggenza. Come mi suonano dure queste parole che dico! Così parlando, ferisco me stesso, poiché né la mia lingua esercita come si conviene la predicazione, né la mia vita segue la lingua, anche quando questa fa quello che può. Ora io non nego di essere colpevole, e vedo la mia lentezza e negligenza. Forse lo stesso riconoscimento della mia colpa mi otterrà perdono presso il giudice pietoso. Certo, quando mi trovavo in monastero ero in grado di trattenere la lingua dalle parole inutili, e di tenere occupata la mente in uno stato quasi continuo di profonda orazione. Ma da quando ho sottoposto le spalle al peso dell'ufficio pastorale, l'animo non può più raccogliersi con assiduità in se stesso, perché è diviso tra molte faccende. Sono costretto a trattare ora le questioni delle chiese, ora dei monasteri, spesso ad esaminare la vita e le azioni dei singoli; ora ad interessarmi di faccende private dei cittadini; ora a gemere sotto le spade irrompenti dei barbari e a temere i lupi che insidiano il gregge affidatomi. Ora debbo darmi pensiero di cose materiali, perché non manchino opportuni aiuti a tutti coloro che la regola della disciplina tiene vincolati. A volte debbo sopportare con animo imperturbato certi predoni, altre volte affrontarli, cercando tuttavia di conservare la carità. Quando dunque la mente divisa e dilaniata si porta a considerare una mole così grande e così vasta di questioni, come potrebbe rientrare in se stessa, per dedicarsi tutta alla predicazione e non allontanarsi dal ministero della parola? Siccome poi per necessità di ufficio debbo trattare con uomini del mondo, talvolta non bado a tenere a freno la lingua. Se infatti mi tengo nel costante rigore della vigilanza su me stesso, so che i più deboli mi sfuggono e non riuscirò mai a portarli dove io desidero. Per questo succede che molte volte sto ad ascoltare pazientemente le loro parole inutili. E poiché anch'io sono debole, trascinato un poco in discorsi vani, finisco per parlare volentieri di ciò che avevo cominciato ad ascoltare contro voglia, e di starmene piacevolmente a giacere dove mi rincresceva di cadere. Che razza di sentinella sono dunque io, che invece di stare sulla montagna a lavorare, giaccio ancora nella valle della debolezza? Però il creatore e redentore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l'elevatezza della vita e l'efficienza della lingua, perché, per suo amore, non risparmio me stesso nel parlare di lui.
Responsorio
R. Dalle profondità delle Scritture trasse norme di azione e contemplazione, e immise nella vita del popolo l'acqua viva del Vangelo. * La sua voce continua a risuonare nella Chiesa. V. Come aquila colse dall'alto il senso delle cose; con la forza della carità provvide agli umili e ai grandi. R. La sua voce continua a risuonare nella Chiesa.
Orazione
O Dio, che governi il tuo popolo con la soavità e la forza del tuo amore, per intercessione del papa san Gregorio Magno, dona il tuo spirito di sapienza a coloro che hai posto maestri e guide nella Chiesa, perché il progresso dei fedeli sia gioia eterna dei pastori. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
Maestro di Sapienza e padre della fede, tu splendi come fiaccola nella Chiesa di Dio. In te il divino Spirito dispensa con amore il pane e la parola sulla mensa dei piccoli. Tu illumini ai credenti il mistero profondo del Verbo fatto uomo per la nostra salvezza. Tu guidaci alla vetta della santa montagna, dove i miti possiedono il regno del Signore. A te sia lode, o Cristo, immagine del Padre, che sveli nei tuoi santi la gioia dell'amore. Amen. Oppure: Hi sacerdótes Dómini sacráti, consecratóres Dómini fideles atque pastóres pópuli fuére ímpigro amóre. Namque suscéptæ benedictiónis dona servántes, studuére, lumbos fórtiter cincti, mánibus corúscas ferre lucérnas. Sicque suspénsi vigilésque, quando iánuam pulsans Dóminus veníret, obviavérunt properánti alácres pándere limen. Glóriæ summum decus atque laudis, rex, tibi, regum, Déitas perénnis, quicquid est rerum célebret per omne tempus et ævum. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Risveglia, o Dio, la tua potenza, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
SALMO 79 Visita, o Signore, la tua vigna Vieni, Signore, Gesù (Ap 22, 20).
Tu, pastore d’Israele, ascolta, * tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi * davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza * e vieni in nostro soccorso. Rialzaci, Signore, nostro Dio, * fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. Signore, Dio degli eserciti, † fino a quando fremerai di sdegno * contro le preghiere del tuo popolo? Tu ci nutri con pane di lacrime, * ci fai bere lacrime in abbondanza. Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, * e i nostri nemici ridono di noi. Rialzaci, Dio degli eserciti, * fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. Hai divelto una vite dall’Egitto, * per trapiantarla hai espulso i popoli. Le hai preparato il terreno, * hai affondato le sue radici e ha riempito la terra. La sua ombra copriva le montagne * e i suoi rami i più alti cedri. Ha esteso i suoi tralci fino al mare * e arrivavano al fiume i suoi germogli. Perché hai abbattuto la sua cinta * e ogni viandante ne fa vendemmia? La devasta il cinghiale del bosco * e se ne pasce l’animale selvatico. Dio degli eserciti, volgiti, * guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, * il germoglio che ti sei coltivato. Quelli che l’arsero col fuoco e la recisero, * periranno alla minaccia del tuo volto. Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, * sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte. Da te più non ci allontaneremo, * ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, * fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 1 ant. Risveglia, o Dio, la tua potenza, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Salmodia — 2
2 ant. Grandi cose ha compiuto il Signore, sappiano i popoli le sue imprese.
CANTICO Is 12, 1-6 Esultanza del popolo redento Chi ha sete venga a me e beva (Gv 7, 37).
Ti ringrazio, Signore; † tu eri con me adirato, * ma la tua collera si è calmata e tu mi hai consolato. Ecco, Dio è la mia salvezza; * io confiderò, non avrò mai timore, perché mia forza e mio canto è il Signore; * egli è stato la mia salvezza. Attingerete acqua con gioia * alle sorgenti della salvezza. In quel giorno direte: * «Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, * proclamate che il suo nome è sublime. Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, * ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, * perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele». 2 ant. Grandi cose ha compiuto il Signore, sappiano i popoli le sue imprese.
Salmodia — 3
3 ant. Esultate in Dio, nostra forza. †
SALMO 80 Solenne rinnovazione dell’alleanza Guardate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede (Eb 3, 12).
Esultate in Dio, nostra forza, * † acclamate al Dio di Giacobbe. Intonate il canto e suonate il timpano, * la cetra melodiosa con l’arpa. Suonate la tromba nel plenilunio, * nostro giorno di festa. Questa è una legge per Israele, * un decreto del Dio di Giacobbe. Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, * quando usciva dal paese d’Egitto. Un linguaggio mai inteso io sento: † «Ho liberato dal peso la sua spalla, * le sue mani hanno deposto la cesta. Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato, † avvolto nella nube ti ho dato risposta, * ti ho messo alla prova alle acque di Merìba. Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; * Israele, se tu mi ascoltassi! Non ci sia in mezzo a te un altro dio * e non prostrarti a un dio straniero. Sono io il Signore tuo Dio, † che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto; * apri la tua bocca, la voglio riempire. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, * Israele non mi ha obbedito. L’ho abbandonato alla durezza del suo cuore, * che seguisse il proprio consiglio. Se il mio popolo mi ascoltasse, * se Israele camminasse per le mie vie! Subito piegherei i suoi nemici * e contro i suoi avversari porterei la mia mano. I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi * e la loro sorte sarebbe segnata per sempre; li nutrirei con fiore di frumento, * li sazierei con miele di roccia». 3 ant. Esultate in Dio, nostra forza.
Lettura Breve
Sap 7, 13-14 Senza frode imparai la sapienza e senza invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento.
Responsorio
R. La tua Chiesa, o Dio, * canta la sapienza dei santi. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi. V. L’assemblea ne proclama le lodi, canta la sapienza dei santi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza dei santi.
Antifona al Benedictus
Gregorio, pastore della Chiesa, ci hai lasciato l'esempio della vita e una regola d'azione.
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Gregorio, pastore della Chiesa, ci hai lasciato l'esempio della vita e una regola d'azione.
Invocazioni
A Cristo, buon pastore, che ha dato la vita per le sue pecorelle, innalziamo con fiducia la nostra preghiera: O Signore, guida il tuo popolo ai pascoli della vita eterna. Cristo, che nei santi pastori ci hai dato un’immagine viva del tuo amore misericordioso, — fa’ che sperimentiamo in coloro che ci guidano la dolcezza della tua carità. Tu, che nei tuoi vicari continui a svolgere la missione di maestro e di pastore, — non cessare mai di governarci tu stesso nella persona dei tuoi ministri. Tu, che nei santi pastori, posti al servizio del tuo popolo, ti sei fatto medico delle anime e dei corpi, — fa’ che non venga mai meno la tua presenza mediante ministri santi e santificatori. Tu, che hai animato i fedeli con la sapienza e la carità del santo dottore Gregorio Magno, — fa’ che i predicatori del Vangelo ci aiutino a conoscerti e ad amarti come vuoi tu. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che governi il tuo popolo con la soavità e la forza del tuo amore, per intercessione del papa san Gregorio Magno, dona il tuo spirito di sapienza a coloro che hai posto maestri e guide nella Chiesa, perché il progresso dei fedeli sia gioia eterna dei pastori. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell'intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un'anima sola. O luce di sapienza, rivelaci il mistero del Dio trino e unico, fonte di eterno Amore. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La tua parola è per me più che ricchezza d’oro e d’argento.
SALMO 118, 65-72 IX (Tet)
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, * secondo la tua parola. Insegnami il senno e la saggezza, * perché ho fiducia nei tuoi comandamenti. Prima di essere umiliato andavo errando, * ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai il bene, * insegnami i tuoi decreti. Mi hanno calunniato gli insolenti, * ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti. Torpido come il grasso è il loro cuore, * ma io mi diletto della tua legge. Bene per me se sono stato umiliato, * perché impari ad obbedirti. La legge della tua bocca mi è preziosa * più di mille pezzi d'oro e d'argento. 1 ant. La tua parola è per me più che ricchezza d’oro e d’argento.
Salmodia — 2
2 ant. Gloria alla tua parola, o Dio: confido in te, non ho timore.
SALMO 55, 2-7b. 9-14 Fiducia nella parola di Dio Si descrive Cristo nella passione (san Girolamo).
Pietà di me, o Dio, perché l'uomo mi calpesta, * un aggressore sempre mi opprime. Mi calpestano sempre i miei nemici, * molti sono quelli che mi combattono. Nell'ora della paura, io in te confido: * in Dio, di cui lodo la parola. In Dio confido, non avrò timore: * che cosa potrà farmi un uomo? Travisano sempre le mie parole, * non pensano che a farmi del male. Suscitano contese e tendono insidie, † osservano i miei passi, * per attentare alla mia vita. I passi del mio vagare tu li hai contati, † le mie lacrime nell'otre tuo raccogli; * non sono forse scritte nel tuo libro? Allora ripiegheranno i miei nemici, † quando ti avrò invocato: * so che Dio è in mio favore. Lodo la parola di Dio, * lodo la parola del Signore, in Dio confido, non avrò timore: * che cosa potrà farmi un uomo? Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto: † ti renderò azioni di grazie, * perché mi hai liberato dalla morte. Hai preservato i miei piedi dalla caduta, † perché io cammini alla tua presenza * nella luce dei viventi, o Dio. 2 ant. Gloria alla tua parola, o Dio: confido in te, non ho timore.
Salmodia — 3
3 ant. Grande sino ai cieli il tuo amore, o Dio!
SALMO 56 Preghiera del mattino nella sofferenza Questo salmo si riferisce alla passione del Signore (sant’Agostino).
Pietà di me, pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio; mi rifugio all’ombra delle tue ali * finché sia passato il pericolo. Invocherò Dio, l’Altissimo, * Dio che mi fa il bene. Mandi dal cielo a salvarmi † dalla mano dei miei persecutori, * Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia. Io sono come in mezzo a leoni, * che divorano gli uomini; i loro denti sono lance e frecce, * la loro lingua spada affilata. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, * su tutta la terra la tua gloria. Hanno teso una rete ai miei piedi, * mi hanno piegato, hanno scavato davanti a me una fossa * e vi sono caduti. Saldo è il mio cuore, o Dio, * saldo è il mio cuore. Voglio cantare, a te voglio inneggiare: * svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra, * voglio svegliare l’aurora. Ti loderò tra i popoli, Signore, * a te canterò inni tra le genti, perché la tua bontà è grande fino ai cieli, * e la tua fedeltà fino alle nubi. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, * su tutta la terra la tua gloria. 3 ant. Grande sino ai cieli il tuo amore, o Dio!
Lettura Breve
Gal 5, 13-14 Voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso (Lv 19, 18). V. Signore, corro la via dei tuoi comandi, R. poiché tu allarghi il mio cuore.
Orazione
O Dio, che all’ora terza hai effuso lo Spirito Santo sugli apostoli riuniti in preghiera, concedi anche a noi di partecipare al dono della sua grazia. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Glorioso e potente Signore, che alterni i ritmi del tempo, irradi di luce il mattino e accendi di fuochi il meriggio, tu placa le tristi contese, estingui la fiamma dell’ira, infondi vigore alle membra, ai cuori concedi la pace. Sia gloria al Padre ed al Figlio, sia onore al Santo Spirito, all'unico e trino Signore sia lode nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La tua parola è per me più che ricchezza d’oro e d’argento.
SALMO 118, 65-72 IX (Tet)
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, * secondo la tua parola. Insegnami il senno e la saggezza, * perché ho fiducia nei tuoi comandamenti. Prima di essere umiliato andavo errando, * ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai il bene, * insegnami i tuoi decreti. Mi hanno calunniato gli insolenti, * ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti. Torpido come il grasso è il loro cuore, * ma io mi diletto della tua legge. Bene per me se sono stato umiliato, * perché impari ad obbedirti. La legge della tua bocca mi è preziosa * più di mille pezzi d'oro e d'argento. 1 ant. La tua parola è per me più che ricchezza d’oro e d’argento.
Salmodia — 2
2 ant. Gloria alla tua parola, o Dio: confido in te, non ho timore.
SALMO 55, 2-7b. 9-14 Fiducia nella parola di Dio Si descrive Cristo nella passione (san Girolamo).
Pietà di me, o Dio, perché l'uomo mi calpesta, * un aggressore sempre mi opprime. Mi calpestano sempre i miei nemici, * molti sono quelli che mi combattono. Nell'ora della paura, io in te confido: * in Dio, di cui lodo la parola. In Dio confido, non avrò timore: * che cosa potrà farmi un uomo? Travisano sempre le mie parole, * non pensano che a farmi del male. Suscitano contese e tendono insidie, † osservano i miei passi, * per attentare alla mia vita. I passi del mio vagare tu li hai contati, † le mie lacrime nell'otre tuo raccogli; * non sono forse scritte nel tuo libro? Allora ripiegheranno i miei nemici, † quando ti avrò invocato: * so che Dio è in mio favore. Lodo la parola di Dio, * lodo la parola del Signore, in Dio confido, non avrò timore: * che cosa potrà farmi un uomo? Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto: † ti renderò azioni di grazie, * perché mi hai liberato dalla morte. Hai preservato i miei piedi dalla caduta, † perché io cammini alla tua presenza * nella luce dei viventi, o Dio. 2 ant. Gloria alla tua parola, o Dio: confido in te, non ho timore.
Salmodia — 3
3 ant. Grande sino ai cieli il tuo amore, o Dio!
SALMO 56 Preghiera del mattino nella sofferenza Questo salmo si riferisce alla passione del Signore (sant’Agostino).
Pietà di me, pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio; mi rifugio all’ombra delle tue ali * finché sia passato il pericolo. Invocherò Dio, l’Altissimo, * Dio che mi fa il bene. Mandi dal cielo a salvarmi † dalla mano dei miei persecutori, * Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia. Io sono come in mezzo a leoni, * che divorano gli uomini; i loro denti sono lance e frecce, * la loro lingua spada affilata. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, * su tutta la terra la tua gloria. Hanno teso una rete ai miei piedi, * mi hanno piegato, hanno scavato davanti a me una fossa * e vi sono caduti. Saldo è il mio cuore, o Dio, * saldo è il mio cuore. Voglio cantare, a te voglio inneggiare: * svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra, * voglio svegliare l’aurora. Ti loderò tra i popoli, Signore, * a te canterò inni tra le genti, perché la tua bontà è grande fino ai cieli, * e la tua fedeltà fino alle nubi. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, * su tutta la terra la tua gloria. 3 ant. Grande sino ai cieli il tuo amore, o Dio!
Lettura Breve
Gal 5, 16-17 Camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. V. Buono sei tu, Signore, e fonte di ogni bene: R. insegnami il tuo volere.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, in cui non è oscurità né tenebre, fa’ risplendere su di noi la tua luce, perché, illuminati dalla tua parola, camminiamo verso di te con cuore generoso e fedele. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Signore, forza degli esseri, Dio immutabile, eterno, tu segni i ritmi del mondo: i giorni, i secoli, il tempo. Irradia di luce la sera, fa’ sorgere oltre la morte, nello splendore dei cieli, il giorno senza tramonto. Sia lode al Padre altissimo, al Figlio e al Santo Spirito, com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La tua parola è per me più che ricchezza d’oro e d’argento.
SALMO 118, 65-72 IX (Tet)
Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, * secondo la tua parola. Insegnami il senno e la saggezza, * perché ho fiducia nei tuoi comandamenti. Prima di essere umiliato andavo errando, * ma ora osservo la tua parola. Tu sei buono e fai il bene, * insegnami i tuoi decreti. Mi hanno calunniato gli insolenti, * ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti. Torpido come il grasso è il loro cuore, * ma io mi diletto della tua legge. Bene per me se sono stato umiliato, * perché impari ad obbedirti. La legge della tua bocca mi è preziosa * più di mille pezzi d'oro e d'argento. 1 ant. La tua parola è per me più che ricchezza d’oro e d’argento.
Salmodia — 2
2 ant. Gloria alla tua parola, o Dio: confido in te, non ho timore.
SALMO 55, 2-7b. 9-14 Fiducia nella parola di Dio Si descrive Cristo nella passione (san Girolamo).
Pietà di me, o Dio, perché l'uomo mi calpesta, * un aggressore sempre mi opprime. Mi calpestano sempre i miei nemici, * molti sono quelli che mi combattono. Nell'ora della paura, io in te confido: * in Dio, di cui lodo la parola. In Dio confido, non avrò timore: * che cosa potrà farmi un uomo? Travisano sempre le mie parole, * non pensano che a farmi del male. Suscitano contese e tendono insidie, † osservano i miei passi, * per attentare alla mia vita. I passi del mio vagare tu li hai contati, † le mie lacrime nell'otre tuo raccogli; * non sono forse scritte nel tuo libro? Allora ripiegheranno i miei nemici, † quando ti avrò invocato: * so che Dio è in mio favore. Lodo la parola di Dio, * lodo la parola del Signore, in Dio confido, non avrò timore: * che cosa potrà farmi un uomo? Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto: † ti renderò azioni di grazie, * perché mi hai liberato dalla morte. Hai preservato i miei piedi dalla caduta, † perché io cammini alla tua presenza * nella luce dei viventi, o Dio. 2 ant. Gloria alla tua parola, o Dio: confido in te, non ho timore.
Salmodia — 3
3 ant. Grande sino ai cieli il tuo amore, o Dio!
SALMO 56 Preghiera del mattino nella sofferenza Questo salmo si riferisce alla passione del Signore (sant’Agostino).
Pietà di me, pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio; mi rifugio all’ombra delle tue ali * finché sia passato il pericolo. Invocherò Dio, l’Altissimo, * Dio che mi fa il bene. Mandi dal cielo a salvarmi † dalla mano dei miei persecutori, * Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia. Io sono come in mezzo a leoni, * che divorano gli uomini; i loro denti sono lance e frecce, * la loro lingua spada affilata. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, * su tutta la terra la tua gloria. Hanno teso una rete ai miei piedi, * mi hanno piegato, hanno scavato davanti a me una fossa * e vi sono caduti. Saldo è il mio cuore, o Dio, * saldo è il mio cuore. Voglio cantare, a te voglio inneggiare: * svégliati, mio cuore, svegliatevi, arpa e cetra, * voglio svegliare l’aurora. Ti loderò tra i popoli, Signore, * a te canterò inni tra le genti, perché la tua bontà è grande fino ai cieli, * e la tua fedeltà fino alle nubi. Innàlzati sopra il cielo, o Dio, * su tutta la terra la tua gloria. 3 ant. Grande sino ai cieli il tuo amore, o Dio!
Lettura Breve
Gal 5, 22. 25 Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. V. Insegnami la via da percorrere, Signore: R. mi guidi il tuo spirito buono per una terra piana.
Orazione
Ascolta, o Dio, le nostre preghiere, e donaci di imitare la passione del tuo Figlio per portare con serena fortezza la nostra croce quotidiana. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Gesù, premio e corona dei tuoi servi fedeli, glorifica il tuo nome. Concedi alla tua Chiesa, che venera san Gregorio Magno la vittoria sul male. Seguendo le tue orme sulla via della croce, egli piacque a Dio Padre. Sapiente e vigilante, testimoniò il Vangelo in parole ed in opere. Dalla città dei santi, dove regna glorioso, ci guidi e ci protegga. A te, Cristo, sia lode, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Sacráta nobis gáudia dies redúxit ánnua, laudántur in qua débito cultu duces ovílium. En pro gregis custódia nullos labóres néglegunt, tutántur illum, sánius impertiéntes pábulum. Arcent lupos e fínibus, procul latrónes éxigunt, replent oves pinguédine, ovíle numquam déserunt. Tot nunc potíti gáudiis, gregum duces sanctíssimi, nobis rogáte grátiam apud tribúnal iúdicis. Ætérne, Christe, póntifex, tibi sit æqua glória cum Patre et almo Spíritu in sempitérna sæcula. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Ti ho voluto come luce delle nazioni: tu porterai la salvezza ai confini del mondo.
SALMO 71, 1-11 (I) Il potere regale del Messia Aperti i loro scrigni, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2, 11).
Dio, da’ al re il tuo giudizio, * al figlio del re la tua giustizia; regga con giustizia il tuo popolo * e i tuoi poveri con rettitudine. Le montagne portino pace al popolo * e le colline giustizia. Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, † salverà i figli dei poveri * e abbatterà l’oppressore. Il suo regno durerà quanto il sole, * quanto la luna, per tutti i secoli. Scenderà come pioggia sull’erba, * come acqua che irrora la terra. Nei suoi giorni fiorirà la giustizia † e abbonderà la pace, * finché non si spenga la luna. E dominerà da mare a mare, * dal fiume sino ai confini della terra. A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, * lambiranno la polvere i suoi nemici. I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, * i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi. A lui tutti i re si prostreranno, * lo serviranno tutte le nazioni. 1 ant. Ti ho voluto come luce delle nazioni: tu porterai la salvezza ai confini del mondo.
Salmodia — 2
2 ant. Dio farà giustizia per i poveri: li salverà dall’oppressione.
SALMO 71, 12-19 (II) Regno di pace e di benedizione Andate in tutto il mondo a predicare il vangelo (Mc 16, 15).
Egli libererà il povero che invoca * e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero * e salverà la vita dei suoi miseri. Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, * sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue. Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia; † si pregherà per lui ogni giorno, * sarà benedetto per sempre. Abbonderà il frumento nel paese, * ondeggerà sulle cime dei monti; il suo frutto fiorirà come il Libano, * la sua messe come l’erba della terra. Il suo nome duri in eterno, * davanti al sole persista il suo nome. In lui saranno benedette tutte le stirpi della terra * e tutti i popoli lo diranno beato. Benedetto il Signore, Dio di Israele, * egli solo compie prodigi. E benedetto il suo nome glorioso per sempre, † della sua gloria sia piena tutta la terra. * Amen, amen. 2 ant. Dio farà giustizia per i poveri: li salverà dall’oppressione.
Salmodia — 3
3 ant. Ora si è compiuta la salvezza e il regno del nostro Dio.
CANTICO Cfr. Ap 11, 17-18; 12, 10b-12a
Il giudizio di Dio Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, * che sei e che eri, perché hai messo mano alla tua grande potenza, * e hai instaurato il tuo regno. Le genti fremettero, † ma è giunta l’ora della tua ira, * il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai tuoi servi, † ai profeti e ai santi * e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi. Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio * e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’Accusatore; † colui che accusava i nostri fratelli, * davanti al nostro Dio giorno e notte. Essi lo hanno vinto per il sangue dell’Agnello † e la testimonianza del loro martirio, * perché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, * rallegratevi e gioite, voi che abitate in essi. 3 ant. Ora si è compiuta la salvezza e il regno del nostro Dio.
Lettura Breve
Gc 3, 17-18 La sapienza che viene dall’alto è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia. Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace.
Responsorio
R. Ha detto le parole di Dio, * in mezzo all’assemblea. Ha detto le parole di Dio, in mezzo all’assemblea. V. Il Signore gli ha dato sapienza e intelligenza in mezzo all’assemblea. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Ha detto le parole di Dio, in mezzo all’assemblea.
Antifona al Magnificat
Fedele alla parola che annunziava, Gregorio viveva il mistero di Cristo.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. Fedele alla parola che annunziava, Gregorio viveva il mistero di Cristo.
Intercessioni
Gloria a Cristo, costituito sommo sacerdote per gli uomini davanti a Dio. Uniti nella preghiera della sera, invochiamo il suo nome: Salva il tuo popolo, Signore. Tu, che hai suscitato nella Chiesa dottori santi e sapienti, — fa’ che la comunità cristiana sia sempre guidata da uomini saggi e generosi. Hai perdonato le colpe del tuo popolo per le preghiere di pastori santi, che intercedevano come Mosè, — per i loro meriti purifica e rinnova sempre la tua Chiesa. Hai scelto in mezzo ai fratelli gli animatori del tuo popolo e li hai consacrati con l’unzione dello Spirito Santo, — riempi dei suoi doni coloro che hai posto alla guida della santa Chiesa. Tu, che sei l’eredità degli apostoli e dei loro successori, — fa’ che nessuno si perda di quanti hai redento con il tuo sangue. Tu, che per mezzo dei pastori della Chiesa assisti i tuoi fedeli, perché nessuno li strappi mai dalla tua mano, — fa’ che i vescovi, i sacerdoti e i fedeli defunti si riuniscano tutti nella gioia del tuo regno. Padre nostro.
Orazione
O Dio, che governi il tuo popolo con la soavità e la forza del tuo amore, per intercessione del papa san Gregorio Magno, dona il tuo spirito di sapienza a coloro che hai posto maestri e guide nella Chiesa, perché il progresso dei fedeli sia gioia eterna dei pastori. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall’umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre ed allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen. Oppure: Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell’alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Nelle tue mani è la mia vita, o Dio: anche il mio corpo riposa al sicuro.
SALMO 15 Il Signore è mia eredità Dio ha risuscitato Gesù, sciogliendolo dalle angosce della morte (At 2, 24).
Proteggimi, o Dio: * in te mi rifugio. Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore, * senza di te non ho alcun bene». Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, * è tutto il mio amore. Si affrettino altri a costruire idoli: † io non spanderò le loro libazioni di sangue, * né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: * nelle tue mani è la mia vita. Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, * la mia eredità è magnifica. Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; * anche di notte il mio cuore mi istruisce. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, * sta alla mia destra, non posso vacillare. Di questo gioisce il mio cuore, † esulta la mia anima; * anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, * né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. Mi indicherai il sentiero della vita, † gioia piena nella tua presenza, * dolcezza senza fine alla tua destra. Ant. Nelle tue mani è la mia vita, o Dio: anche il mio corpo riposa al sicuro.
Lettura Breve
1 Ts 5, 23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Signore Dio nostro, donaci un sonno tranquillo, perché ristorati dalle fatiche del giorno, ci dedichiamo corpo e anima al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen. Oppure: Ave, María, grátia plena, Dóminus tecum; benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Iesus. ( Sancta María, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus nunc et in hora mortis nostræ. Amen. )