Lunedì 2026-10-19 Verde

Omelia
A II XXIX Ordinario I Salterio Feria Verde San Paolo della Croce, sacerdote Santi
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale. Per te veniamo al Padre, fonte del primo amore, Padre d’immensa grazia e di perenne gloria. Lieto trascorra il giorno in umiltà e fervore; la luce della fede non conosca tramonto. Sia Cristo il nostro cibo, sia Cristo l’acqua viva: in lui gustiamo sobrii l’ebbrezza dello Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
SALMO 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per aver l’aiuto del Signore Quelli che hanno accolto il Verbo e diventano sua dimora esulteranno per sempre. Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: * intendi il mio lamento. Ascolta la voce del mio grido, † o mio re e mio Dio, * perché ti prego, Signore. Al mattino ascolta la mia voce; * fin dal mattino t’invoco e sto in attesa. Tu non sei un Dio che si compiace del male; † presso di te il malvagio non trova dimora; * gli stolti non sostengono il tuo sguardo. Tu detesti chi fa il male, † fai perire i bugiardi. * Il Signore detesta sanguinari e ingannatori. Ma io per la tua grande misericordia † entrerò nella tua casa; * mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; * spianami davanti il tuo cammino. Non c’è sincerità sulla loro bocca, * è pieno di perfidia il loro cuore; la loro gola è un sepolcro aperto, * la loro lingua è tutta adulazione. Gioiscano quanti in te si rifugiano, * esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno * quanti amano il tuo nome. Signore, tu benedici il giusto: * come scudo lo copre la tua benevolenza. 1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
Salmodia — 2
2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
CANTICO 1 Cr 29, 10-13 Solo a Dio l’onore e la gloria Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).
Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, * ora e sempre. Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, † la gloria, la maestà e lo splendore, * perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Tuo è il regno, Signore; * tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono ricchezza e gloria; * tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; * dalla tua mano ogni grandezza e potere. Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo * e lodiamo il tuo nome glorioso. 2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
Salmodia — 3
3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
SALMO 28 Il Signore proclama solennemente la sua parola Ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto (Mt 3, 17).
Date al Signore, figli di Dio, * date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, * prostratevi al Signore in santi ornamenti. Il Signore tuona sulle acque, † il Dio della gloria scatena il tuono, * il Signore, sull’immensità delle acque. Il Signore tuona con forza, * tuona il Signore con potenza. Il tuono del Signore schianta i cedri, * il Signore schianta i cedri del Libano. Fa balzare come un vitello il Libano * e il Sirion come un giovane bufalo. Il tuono saetta fiamme di fuoco, * il tuono scuote la steppa, il Signore scuote il deserto di Kades * e spoglia le foreste. Il Signore è assiso sulla tempesta, * il Signore siede re per sempre. Il Signore darà forza al suo popolo * benedirà il suo popolo con la pace. Nel tempio del Signore * tutti dicono: «Gloria!». 3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
Lettura Breve
2 Ts 3, 10b-13 Chi non vuol lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene.
Responsorio
R. Da sempre e per sempre * benedetto il Signore! Da sempre e per sempre benedetto il Signore! V. Egli solo ha fatto prodigi: benedetto il Signore! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Da sempre e per sempre benedetto il Signore!
Dal Biennale
XXIX · Ordinario · Lunedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro del Siracide (27,22–28,7a; Volg 27,25–28,9) Contro l’ira e la vendetta Chi ammicca con l’occhio trama il male, e nessuno potrà distoglierlo. Davanti a te il suo parlare è tutto dolce, ammira i tuoi discorsi, ma alle tue spalle cambierà il suo parlare e porrà inciampo alle tue parole. Io odio molte cose, ma nessuna quanto lui, anche il Signore lo ha in odio. Chi scaglia un sasso in alto, se lo scaglia sulla testa, e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra. Chi scava una fossa vi cadrà dentro, chi tende un laccio vi resterà preso. Il male si riverserà su chi lo fa, egli non saprà neppure da dove gli venga. Derisione e insulto per il superbo, la vendetta, come un leone, lo attende al varco. Saran presi al laccio quanti gioiscono per la caduta dei pii, il dolore li consumerà prima della loro morte. Anche il rancore e l’ira sono un abominio, il peccatore li possiede. Chi si vendica avrà la vendetta dal Signore ed egli terrà sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Se qualcuno conserva la collera verso un altro uomo, come oserà chiedere la guarigione al Signore? Egli non ha misericordia per l’uomo suo simile, e osa pregare per i suoi peccati? Egli, che è soltanto carne, conserva rancore; chi perdonerà i suoi peccati? Ricordati della tua fine e smetti di odiare, ricordati della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricordati dei comandamenti e non avere rancore verso il prossimo.
Responsorio
Responsorio (Sir 28,1.2; cfr. Mt 6,14) R. Chi si vendica avrà la vendetta dal Signore ed egli terrà semprepresenti i suoi peccati. *Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora perla tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. V. Se tu infatti perdonerai agli uomini le loro colpe, il Padre tuoceleste perdonerà anche a te. R. Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera tisaranno rimessi i peccati.
Seconda Lettura
Dal trattato “La vita in Cristo” di Nicola Cabasilas (L. 1) La vittoria di Cristo Il Signore stesso, esente da ogni peccato, muore dopo aver sopportato coraggiosamente molte atrocità; e, assumendosi come uomo la causa e il patrocinio degli uomini, accetta il martirio e libera la sua stirpe dalla colpa; dona agli schiavi in ceppi la libertà di cui egli, Dio e Signore, non aveva bisogno. Queste sono le realtà grazie alle quali, con la morte del Salvatore, abbiamo acquistato la vera vita. Il modo con cui attiriamo nelle anime nostre tale vita è l’iniziazione ai misteri, cioè il lavacro, l’unzione e la partecipazione alla sacra mensa. Cristo viene in coloro che compiono queste cose, abita in essi, li unisce intimamente a sé, elimina il peccato, dona la sua vita e la sua forza, rende partecipi della sua vittoria, incorona i purificati e tributa un encomio ai convitati. Ma per quale motivo accade che il lavacro, l’unzione e la mensa fruttino la vittoria e la corona che sono i premi delle fatiche, dei sudori e dei rischi? Per il fatto che, anche se partecipando a questi misteri non lottiamo e non ci affatichiamo, celebriamo tuttavia la lotta di lui, accogliamo la sua vittoria, adoriamo il suo trofeo e dimostriamo di amare il fortissimo, insigne e impareggiabile Lottatore; ci assumiamo quelle ferite, quelle piaghe e quella morte e, nella maniera a noi consentita, le rivendichiamo come nostre; e, morti e redivivi, gustiamo la stessa carne. Sicché non godiamo illecitamente dei beni copiosi derivanti da quella morte e da quelle lotte. Il lavacro e la cena possono certo procurarci tutto ciò: una cena sobria, dico, e le delizie di un’unzione moderata. Infatti, quando veniamo iniziati, esecriamo il tiranno, lo disprezziamo e lo respingiamo lontano da noi. Lodiamo invece il fortissimo Lottatore, lo ammiriamo, lo adoriamo, lo amiamo con tutto il cuore e della sovrabbondanza dell’amore ci nutriamo come di pane, trabocchiamo come acqua. È poi evidente che questa battaglia è stata accetta da lui per noi ed egli non si è rifiutato di morire, perché noi vivessimo. Quindi non è illogico né assurdo che da questi misteri noi giungiamo alle corone. Abbiamo, infatti, dato prova di fervore e di impegno per quanto ci è stato possibile e, udendo che questo fonte ha l’efficacia della morte e sepoltura di Cristo, crediamo, ci accostiamo a esso e ci immergiamo spontaneamente. In realtà il Signore non dona cose da poco e sdegna la mediocrità. Ma dopo la morte e la sepoltura, accoglie chi si avvicina a lui con amore e non offre una corona o comunica la sua gloria, ma addirittura se stesso, vincitore e incoronato. Quando usciamo dal sacro fonte, noi portiamo nell’anima e nel corpo, nel capo, negli occhi e in tutte le nostre membra il Salvatore in persona, puro dal peccato, libero da ogni corruzione, come è risorto, apparso ai discepoli e asceso al cielo; così come ritornerà per chiederci questo tesoro.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Col 2,12-13) R. Con Cristo siete stati sepolti insieme nel battesimo; in lui sietestati insieme risuscitati, *per la fede nella potenza di Dio che lo harisuscitato dai morti. V. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostripeccati, perdonandoli tutti; R. per la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti.
Dall'Ufficio delle Letture
Prima Lettura
Dal libro di Ester 3, 1-13. 14-15 I Giudei sono in grave pericolo In quei giorni il re Assuero promosse Aman figlio di Ammedata, l’Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo seggio al di sopra di quelli di tutti i principi che erano con lui. Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, piegavano il ginocchio e si prostravano davanti ad Aman, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo non piegava il ginocchio né si prostrava. I ministri del re che stavano alla porta del re dissero a Mardocheo: «Perché trasgredisci l’ordine del re?». Ma, sebbene glielo ripetessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto. Allora quelli riferirono la cosa ad Aman, per vedere se Mardocheo avesse insistito nel suo atteggiamento, perché aveva detto loro che era un Giudeo. Aman vide che Mardocheo non s’inginocchiava né si prostrava davanti a lui e ne fu pieno d’ira; ma disdegnò di metter le mani addosso soltanto a Mardocheo, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d’Assuero. Il primo mese, cioè il mese di Nisan, il decimosecondo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè la sorte, alla presenza di Aman, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul tredici del decimosecondo mese, chiamato Adar. Allora Aman disse al re Assuero: «Vi è un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila talenti d’argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel tesoro reale». Allora il re si tolse l’anello di mano e lo diede ad Aman, l’Agaghita, figlio di Ammedata e nemico dei Giudei. Il re disse ad Aman: «Il denaro sia per te: al popolo fa’ pure quello che ti sembra bene». Il tredici del primo mese furono chiamati i segretari del re e fu scritto, seguendo in tutto gli ordini di Aman, ai satrapi del re e ai governatori di ogni provincia secondo la loro scrittura e ad ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con il sigillo reale. Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re, perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del decimosecondo mese, cioè il mese di Adar, e si saccheggiassero i loro beni. Una copia dell’editto, che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché si tenessero pronti per quel giorno. I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re e il decreto fu promulgato subito nella cittadella di Susa. Mentre il re e Aman stavano a gozzovigliare, la città di Susa era costernata.
Responsorio
Cfr. Est 4, 17b; Sal 43, 27; Est 4, 17h R. Mio Signore, sovrano dell’universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi alla tua volontà: * salvaci, per la tua misericordia. V. Ascolta la mia preghiera: cambia il nostro lutto in gioia; R. salvaci, per la tua misericordia.
Seconda Lettura
Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo (Lett. 130, 9, 18 – 10, 20; CSEL 44, 60-63) I tempi fissi della preghiera Manteniamo sempre vivo il desiderio della vita beata, che ci viene dal Signore Dio e non cessiamo mai di pregare. Ma, a questo fine, è necessario che stabiliamo certi tempi fissi per richiamare alla nostra mente il dovere della preghiera, distogliendola da altre occupazioni o affari, che in qualche modo raffreddano il nostro desiderio, ed eccitandoci con le parole dell’orazione a concentrarci in ciò che desideriamo. Facendo così, eviteremo che il desiderio, tendente a intiepidirsi, si raffreddi del tutto o si estingua per mancanza di un frequente stimolo. La raccomandazione dell’Apostolo: «In ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste» (Fil 4, 6) non si deve intendere nel senso che dobbiamo portarle a conoscenza di Dio. Egli infatti le conosceva già prima che fossero formulate. Esse devono divenire piuttosto maggiormente vive nell’ambito della nostra coscienza. Esse, poi, devono contare su un atteggiamento fatto di fiduciosa attesa dinanzi a Dio, più che ambire la manifestazione reclamistica dinanzi agli uomini. Stando così le cose, non è certo male o inutile pregare a lungo, quando si è liberi, cioè quando non si è impediti dal dovere di occupazioni buone o necessarie. Però anche in questo caso, come ho detto, si deve sempre pregare con quel desiderio. Infatti il pregare a lungo non è, come qualcuno crede, lo stesso che pregare con molte parole. Altro è un lungo discorso, altro uno stato d’animo prolungato. Consideriamo come del Signore stesso sia scritto che passava le notti in preghiera, e che nell’orto pregò a lungo. Ed in ciò, che altro intendeva, se non darci l’esempio, egli che nel tempo è l’intercessore propizio, mentre nell’eternità è, insieme al Padre, colui che ci esaudisce? Sappiamo che gli eremiti d’Egitto fanno preghiere frequenti, ma tutte brevissime. Esse sono come rapidi messaggi che partono all’indirizzo di Dio. Così l’attenzione dello spirito, tanto necessaria a chi prega, rimane sempre desta e fervida e non si assopisce per la durata eccessiva dell’orazione. E in ciò essi mostrano anche abbastanza chiaramente che non si deve voler insistere in un prolungato sforzo di concentrazione, quando si vede che non può durare oltre un certo tempo, e d’altra parte non si deve interrompere alla leggera o bruscamente la preghiera, quando si vede che la presenza vigile della mente può continuare. Lungi dunque dalla preghiera ogni verbosità, ma non si tralasci la supplica insistente, se perdura il fervore e l’attenzione. Il servirsi di molte parole nella preghiera equivale a trattare una cosa necessaria con parole superflue. Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo con insistente e devoto ardore del cuore. Il dovere della preghiera si adempie meglio con i gemiti che con le parole, più con le lacrime, che con i discorsi. Dio, infatti, «pone davanti al suo cospetto le nostre lacrime» (Sal 55, 9 volg.), e il nostro gemito non rimane nascosto (cfr. Sal 37, 10) a lui che tutto ha creato per mezzo del suo Verbo, e non cerca le parole degli uomini.
Responsorio
Sal 87, 2-3; Is 26, 8 R. Signore, Dio della mia salvezza, davanti a te grido giorno e notte: * giunga fino a te la mia preghiera. V. Al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio: R. giunga fino a te la mia preghiera.
Vangelo della Messa
Quello che hai preparato, di chi sarà? Dal Vangelo secondo Luca Lc 12,13-21 In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona al Benedictus
Benedetto il Signore, nostro Dio!
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Benedetto il Signore, nostro Dio!
Invocazioni
Glorifichiamo Cristo, nostro Signore, pieno di grazia e di Spirito Santo, e con fiducia chiediamo: Donaci il tuo Spirito, Signore. Concedi a noi di trascorrere questo giorno nella gioia, nella pace e senza peccato, – perché, giunti a sera, possiamo lodarti con cuore puro e riconoscente. Risplenda su di noi la luce del tuo amore, – e la tua sapienza ispiri i nostri progetti e le nostre opere. La tua mano ci sostenga nel servizio del bene, – e ci custodisca nella tua amicizia. Proteggi coloro che si affidano alle nostre preghiere, – colmali di ogni benedizione nel corpo e nello spirito. Padre nostro.
Orazione
Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Antifona d'ingresso
Io t’invoco, o Dio, poiché tu mi rispondi; tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole. Custodiscimi come pupilla degli occhi, all’ombra delle tue ali nascondimi. (Sal 16,6.8)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, donaci di orientare sempre a te la nostra volontà e di servirti con cuore sincero. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Con Cristo ci ha risuscitato e con lui ci ha fatto sedere nei cieli. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni Ef 2,1-10 Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 99 (100) R. Il Signore ci ha fatti e noi siamo suoi. Oppure: R. Salvati dall’amore, cantiamo un canto nuovo. Acclamate il Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza. R. Riconoscete che solo il Signore è Dio: egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo. R. Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome. R. Perché buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,3) Alleluia.
Vangelo
Quello che hai preparato, di chi sarà? Dal Vangelo secondo Luca Lc 12,13-21 In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». Parola del Signore.
Sulle offerte
Per questi tuoi doni concedi a noi, o Signore, di servirti con cuore libero, perché, purificati dalla tua grazia, siamo rinnovati dai misteri che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. (Sal 32,18-19)
Dopo la comunione
La partecipazione ai doni del cielo, o Signore, ci ottenga gli aiuti necessari alla vita presente nella speranza dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.
San Paolo della Croce, sacerdote

San Paolo della Croce, sacerdote

Dal Martirologio
San Paolo della Croce, sacerdote, che fin dalla giovinezza rifulse per spirito di penitenza e zelo e, mosso da singolare carità verso Cristo crocifisso contemplato nel volto dei poveri e dei malati, istituì la Congregazione dei Chierici regolari della Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Il suo anniversario di morte, avvenuta a Roma, ricorre il giorno precedente a questo.
Altri Santi
Santi Giovanni de Brébeuf, Isacco Jogues e compagni, martiri
Santi Giovanni de Brébeuf, Isacco Jogues, sacerdoti, e compagni, martiri, della Compagnia di Gesù: in questo giorno san Giovanni de la Lande, religioso, fu ucciso da alcuni pagani del luogo nel villaggio di Ossernenon, oggi in Canada, dove, pochi anni prima, anche san Renato Goupil aveva conseguito la palma del martirio. In un’unica commemorazione si celebrano in questo giorno anche i loro confratelli, i santi Gabriele Lalemant, Antonio Daniel, Carlo Garnier e Natale Chabanel, che in territorio canadese, in giorni diversi morirono martiri, dopo molte fatiche compiute nella missione presso gli Uroni per annunciare il Vangelo di Cristo alle popolazioni di questa regione.
San Gioele, profeta
Commemorazione di san Gioele, profeta, che annunciò il grande giorno del Signore e il mistero dell’effusione del suo Spirito su ogni uomo, che la maestà divina si degnò di compiere mirabilmente in Cristo nel giorno di Pentecoste.
Santi Tolomeo, Lucio e un altro compagno
A Roma, commemorazione dei santi Tolomeo, Lucio e un altro compagno, che, come riferisce san Giustino, riconosciuti come cristiani per aver biasimato la licenziosità dei costumi e l’ingiustizia delle sentenze, furono condannati sotto l’imperatore Antonino Pio dal prefetto Lollo Urbico.
Sant’Asterio, martire
A Ostia nel Lazio, sant’Asterio, martire.
Santi Sabiniano e Potenziano, martiri
Presso Sens nella Gallia lugdunense, ora in Francia, commemorazione dei santi Sabiniano e Potenziano, che, ritenuti i primi pastori di questa città, coronarono in essa con il martirio la propria professione di fede.
San Varo, soldato e martire
In Egitto, san Varo, soldato, che, sotto l’imperatore Massimiano, mentre visitava e confortava sei santi eremiti tenuti in carcere, volle prendere il posto di un settimo che era morto nell’eremo e, così, patiti insieme a loro crudeli supplizi, conseguì la palma del martirio.
San Grato, vescovo
A Oléron sul versante francese dei Pirenei in Aquitania, ora in Francia, commemorazione di san Grato, vescovo, che, al tempo di Alarico, re ariano dei Goti, partecipò al Concilio di Agde per riformare la Chiesa in questa regione della Francia.
Sant’Etbino, monaco
In Bretagna, sant’Etbino, monaco, che fece vita solitaria.
San Verano, vescovo
A Cavaillon nella Provenza in Francia, san Verano, vescovo, colmo di grandi virtù, soprattutto nell’assistenza ai malati.
Sant’Aquilino, vescovo
A Évreux sempre in Francia, sant’Aquilino, vescovo, che, come si tramanda, era un soldato dedito a opere di bene e, fatto con il consenso della moglie voto di continenza, venne, infine, eletto vescovo di questa sede.
Santa Fridesvida, vergine
A Oxford in Inghilterra, santa Fridesvida, vergine, che, nata da stirpe regale e divenuta badessa, resse due cenobi, l’uno di monaci, l’altro di vergini consacrate.
Beato Tommaso Hélye, sacerdote
A Biville vicino a Cherbourg in Normandia, beato Tommaso Hélye, sacerdote, che impegnava i giorni nell’esercizio del sacro ministero, le notti nella preghiera e nella penitenza.
San Filippo Howard, martire
A Londra in Inghilterra, san Filippo Howard, martire, che, conte di Arundel e padre di famiglia, caduto in disgrazia presso la regina Elisabetta per avere abbracciato la fede cattolica, fu gettato in carcere, dove, mirabilmente dedito alla preghiera e alla penitenza, meritò di ricevere la corona del martirio consunto dagli stenti e dalle torture.
Santi martiri Luca Alfonso Gorda e Matteo Kohioye, religioso
A Nagasaki in Giappone, santi martiri Luca Alfonso Gorda, sacerdote, e Matteo Kohioye, religioso, entrambi dell’Ordine dei Predicatori, dei quali il primo fu coraggioso ministro del Vangelo prima nelle isole Filippine e poi per dieci anni in Giappone, mentre l’altro, di diciotto anni, fu suo compagno nell’annunciare e testimoniare la fede.
Beata Agnese di Gesù Galand, vergine
A Langeac lungo il fiume Allier in Francia, beata Agnese di Gesù Galand, vergine dell’Ordine dei Predicatori, che, priora del convento, rifulse nell’ardente amore per Gesù Cristo e nella dedizione alla Chiesa, offrendo continue preghiere e penitenze per i suoi pastori.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O Trinità beata, oceano di pace, la Chiesa a te consacra la sua lode perenne. Padre d’immensa gloria, Verbo d’eterna luce, Spirito di sapienza e carità perfetta. Rovéto inestinguibile di verità e d’amore, ravviva in noi la gioia dell’àgape fraterna. O principio e sorgente della vita immortale, rivelaci il tuo volto nella gloria dei cieli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Salvami, Signore, per la tua misericordia.
SALMO 6 L’uomo nella prova implora la misericordia di Dio. Ora l’anima mia è turbata... Padre, salvami da quest’ora (Gv 12, 27).
Signore, non punirmi nel tuo sdegno, * non castigarmi nel tuo furore. Pietà di me, Signore: vengo meno; * risanami, Signore: tremano le mie ossa. L’anima mia è tutta sconvolta, * ma tu, Signore, fino a quando? Volgiti, Signore, a liberarmi, * salvami per la tua misericordia. Nessuno tra i morti ti ricorda. * Chi negli inferi canta le tue lodi? Sono stremato dai lunghi lamenti, † ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, * irroro di lacrime il mio letto. I miei occhi si consumano nel dolore, * invecchio fra tanti miei oppressori. Via da me voi tutti che fate il male, * il Signore ascolta la voce del mio pianto. Il Signore ascolta la mia supplica, * il Signore accoglie la mia preghiera. Arrossiscano e tremino i miei nemici, * confusi, indietreggino all’istante. 1 ant. Salvami, Signore, per la tua misericordia.
Salmodia — 2
2 ant. Dio, rifugio del povero nel tempo dell’angustia!
SALMO 9 A Ringraziamento per la vittoria
E di nuovo verrà a giudicare i vivi e i morti. I (1-11) Ti loderò, Signore, con tutto il cuore * e annunzierò tutte le tue meraviglie. Gioisco in te ed esulto, * canto inni al tuo nome, o Altissimo. Mentre i miei nemici retrocedono, * davanti a te inciampano e periscono, perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa; * siedi in trono giudice giusto. Hai minacciato le nazioni, † hai sterminato l’empio, * il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre. Per sempre sono abbattute le fortezze del nemico, * è scomparso il ricordo delle città che hai distrutte. Ma il Signore sta assiso in eterno; * erige per il giudizio il suo trono: giudicherà il mondo con giustizia, * con rettitudine deciderà le cause dei popoli. Il Signore sarà un riparo per l’oppresso, * in tempo di angoscia un rifugio sicuro. Confidino in te quanti conoscono il tuo nome, * perché non abbandoni chi ti cerca, Signore. 2 ant. Dio, rifugio del povero nel tempo dell’angustia!
Salmodia — 3
3 ant. Dirò le tue lodi, Signore, nell’assemblea del tuo popolo.
II (12-21) Cantate inni al Signore, che abita in Sion, * narrate tra i popoli le sue opere. Vindice del sangue, egli ricorda, * non dimentica il grido degli afflitti. Abbi pietà di me, Signore, † vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, * tu che mi strappi dalle soglie della morte, perché possa annunziare le tue lodi, † esultare per la tua salvezza * alle porte della città di Sion. Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, * nella rete che hanno teso si impiglia il loro piede. Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; * l’empio è caduto nella rete, opera delle sue mani. Tornino gli empi negli inferi, * tutti i popoli che dimenticano Dio. Perché il povero non sarà dimenticato, * la speranza degli afflitti non resterà delusa. Sorgi, Signore, non prevalga l’uomo: * davanti a te siano giudicate le genti. Riempile di spavento, Signore, * sappiano le genti che sono mortali. 3 ant. Dirò le tue lodi, Signore, nell’assemblea del tuo popolo. V. Fammi capire, e osserverò la tua legge, R. la custodirò con tutto il cuore.
Prima Lettura
Dal libro di Ester 3, 1-13. 14-15 I Giudei sono in grave pericolo In quei giorni il re Assuero promosse Aman figlio di Ammedata, l’Agaghita, alla più alta dignità e pose il suo seggio al di sopra di quelli di tutti i principi che erano con lui. Tutti i ministri del re, che stavano alla porta del re, piegavano il ginocchio e si prostravano davanti ad Aman, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo non piegava il ginocchio né si prostrava. I ministri del re che stavano alla porta del re dissero a Mardocheo: «Perché trasgredisci l’ordine del re?». Ma, sebbene glielo ripetessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto. Allora quelli riferirono la cosa ad Aman, per vedere se Mardocheo avesse insistito nel suo atteggiamento, perché aveva detto loro che era un Giudeo. Aman vide che Mardocheo non s’inginocchiava né si prostrava davanti a lui e ne fu pieno d’ira; ma disdegnò di metter le mani addosso soltanto a Mardocheo, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d’Assuero. Il primo mese, cioè il mese di Nisan, il decimosecondo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè la sorte, alla presenza di Aman, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul tredici del decimosecondo mese, chiamato Adar. Allora Aman disse al re Assuero: «Vi è un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Se così piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila talenti d’argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel tesoro reale». Allora il re si tolse l’anello di mano e lo diede ad Aman, l’Agaghita, figlio di Ammedata e nemico dei Giudei. Il re disse ad Aman: «Il denaro sia per te: al popolo fa’ pure quello che ti sembra bene». Il tredici del primo mese furono chiamati i segretari del re e fu scritto, seguendo in tutto gli ordini di Aman, ai satrapi del re e ai governatori di ogni provincia secondo la loro scrittura e ad ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con il sigillo reale. Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re, perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del decimosecondo mese, cioè il mese di Adar, e si saccheggiassero i loro beni. Una copia dell’editto, che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché si tenessero pronti per quel giorno. I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re e il decreto fu promulgato subito nella cittadella di Susa. Mentre il re e Aman stavano a gozzovigliare, la città di Susa era costernata.
Responsorio
Cfr. Est 4, 17b; Sal 43, 27; Est 4, 17h R. Mio Signore, sovrano dell’universo, tutte le cose sono sottoposte al tuo potere e nessuno può opporsi alla tua volontà: * salvaci, per la tua misericordia. V. Ascolta la mia preghiera: cambia il nostro lutto in gioia; R. salvaci, per la tua misericordia.
Seconda Lettura
Dalla «Lettera a Proba» di sant’Agostino, vescovo (Lett. 130, 9, 18 – 10, 20; CSEL 44, 60-63) I tempi fissi della preghiera Manteniamo sempre vivo il desiderio della vita beata, che ci viene dal Signore Dio e non cessiamo mai di pregare. Ma, a questo fine, è necessario che stabiliamo certi tempi fissi per richiamare alla nostra mente il dovere della preghiera, distogliendola da altre occupazioni o affari, che in qualche modo raffreddano il nostro desiderio, ed eccitandoci con le parole dell’orazione a concentrarci in ciò che desideriamo. Facendo così, eviteremo che il desiderio, tendente a intiepidirsi, si raffreddi del tutto o si estingua per mancanza di un frequente stimolo. La raccomandazione dell’Apostolo: «In ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste» (Fil 4, 6) non si deve intendere nel senso che dobbiamo portarle a conoscenza di Dio. Egli infatti le conosceva già prima che fossero formulate. Esse devono divenire piuttosto maggiormente vive nell’ambito della nostra coscienza. Esse, poi, devono contare su un atteggiamento fatto di fiduciosa attesa dinanzi a Dio, più che ambire la manifestazione reclamistica dinanzi agli uomini. Stando così le cose, non è certo male o inutile pregare a lungo, quando si è liberi, cioè quando non si è impediti dal dovere di occupazioni buone o necessarie. Però anche in questo caso, come ho detto, si deve sempre pregare con quel desiderio. Infatti il pregare a lungo non è, come qualcuno crede, lo stesso che pregare con molte parole. Altro è un lungo discorso, altro uno stato d’animo prolungato. Consideriamo come del Signore stesso sia scritto che passava le notti in preghiera, e che nell’orto pregò a lungo. Ed in ciò, che altro intendeva, se non darci l’esempio, egli che nel tempo è l’intercessore propizio, mentre nell’eternità è, insieme al Padre, colui che ci esaudisce? Sappiamo che gli eremiti d’Egitto fanno preghiere frequenti, ma tutte brevissime. Esse sono come rapidi messaggi che partono all’indirizzo di Dio. Così l’attenzione dello spirito, tanto necessaria a chi prega, rimane sempre desta e fervida e non si assopisce per la durata eccessiva dell’orazione. E in ciò essi mostrano anche abbastanza chiaramente che non si deve voler insistere in un prolungato sforzo di concentrazione, quando si vede che non può durare oltre un certo tempo, e d’altra parte non si deve interrompere alla leggera o bruscamente la preghiera, quando si vede che la presenza vigile della mente può continuare. Lungi dunque dalla preghiera ogni verbosità, ma non si tralasci la supplica insistente, se perdura il fervore e l’attenzione. Il servirsi di molte parole nella preghiera equivale a trattare una cosa necessaria con parole superflue. Il pregare consiste nel bussare alla porta di Dio e invocarlo con insistente e devoto ardore del cuore. Il dovere della preghiera si adempie meglio con i gemiti che con le parole, più con le lacrime, che con i discorsi. Dio, infatti, «pone davanti al suo cospetto le nostre lacrime» (Sal 55, 9 volg.), e il nostro gemito non rimane nascosto (cfr. Sal 37, 10) a lui che tutto ha creato per mezzo del suo Verbo, e non cerca le parole degli uomini.
Responsorio
Sal 87, 2-3; Is 26, 8 R. Signore, Dio della mia salvezza, davanti a te grido giorno e notte: * giunga fino a te la mia preghiera. V. Al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio: R. giunga fino a te la mia preghiera.
Orazione
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
Inno
O sole di giustizia, Verbo del Dio vivente, irradia sulla Chiesa la tua luce immortale. Per te veniamo al Padre, fonte del primo amore, Padre d’immensa grazia e di perenne gloria. Lieto trascorra il giorno in umiltà e fervore; la luce della fede non conosca tramonto. Sia Cristo il nostro cibo, sia Cristo l’acqua viva: in lui gustiamo sobrii l’ebbrezza dello Spirito. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
SALMO 5, 2-10. 12-13
Preghiera del mattino per aver l’aiuto del Signore Quelli che hanno accolto il Verbo e diventano sua dimora esulteranno per sempre. Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole: * intendi il mio lamento. Ascolta la voce del mio grido, † o mio re e mio Dio, * perché ti prego, Signore. Al mattino ascolta la mia voce; * fin dal mattino t’invoco e sto in attesa. Tu non sei un Dio che si compiace del male; † presso di te il malvagio non trova dimora; * gli stolti non sostengono il tuo sguardo. Tu detesti chi fa il male, † fai perire i bugiardi. * Il Signore detesta sanguinari e ingannatori. Ma io per la tua grande misericordia † entrerò nella tua casa; * mi prostrerò con timore nel tuo santo tempio. Signore, guidami con giustizia di fronte ai miei nemici; * spianami davanti il tuo cammino. Non c’è sincerità sulla loro bocca, * è pieno di perfidia il loro cuore; la loro gola è un sepolcro aperto, * la loro lingua è tutta adulazione. Gioiscano quanti in te si rifugiano, * esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno * quanti amano il tuo nome. Signore, tu benedici il giusto: * come scudo lo copre la tua benevolenza. 1 ant. Al mattino ti prego, Signore, ascolta la mia voce!
Salmodia — 2
2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
CANTICO 1 Cr 29, 10-13 Solo a Dio l’onore e la gloria Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).
Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, * ora e sempre. Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, † la gloria, la maestà e lo splendore, * perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Tuo è il regno, Signore; * tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono ricchezza e gloria; * tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza; * dalla tua mano ogni grandezza e potere. Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo * e lodiamo il tuo nome glorioso. 2 ant. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore, nostro Dio.
Salmodia — 3
3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
SALMO 28 Il Signore proclama solennemente la sua parola Ecco una voce dal cielo che disse: Questi è il Figlio mio prediletto (Mt 3, 17).
Date al Signore, figli di Dio, * date al Signore gloria e potenza. Date al Signore la gloria del suo nome, * prostratevi al Signore in santi ornamenti. Il Signore tuona sulle acque, † il Dio della gloria scatena il tuono, * il Signore, sull’immensità delle acque. Il Signore tuona con forza, * tuona il Signore con potenza. Il tuono del Signore schianta i cedri, * il Signore schianta i cedri del Libano. Fa balzare come un vitello il Libano * e il Sirion come un giovane bufalo. Il tuono saetta fiamme di fuoco, * il tuono scuote la steppa, il Signore scuote il deserto di Kades * e spoglia le foreste. Il Signore è assiso sulla tempesta, * il Signore siede re per sempre. Il Signore darà forza al suo popolo * benedirà il suo popolo con la pace. Nel tempio del Signore * tutti dicono: «Gloria!». 3 ant. Gloria al Signore nel suo tempio: egli regna per sempre.
Lettura Breve
2 Ts 3, 10b-13 Chi non vuol lavorare, neppure mangi. Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente, senza far nulla e in continua agitazione. A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace. Voi, fratelli, non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene.
Responsorio
R. Da sempre e per sempre * benedetto il Signore! Da sempre e per sempre benedetto il Signore! V. Egli solo ha fatto prodigi: benedetto il Signore! Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Da sempre e per sempre benedetto il Signore!
Antifona al Benedictus
Benedetto il Signore, nostro Dio!
Cantico di Zaccaria (Benedictus)
Lc 1, 68-79 Il Messia e il suo Precursore Benedetto il Signore Dio d’Israele, * perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente * nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso * per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, * e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri * e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, * di concederci, liberàti dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia * al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo * perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza * nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, * per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre * e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi * sulla via della pace. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Ben. Benedetto il Signore, nostro Dio!
Invocazioni
Glorifichiamo Cristo, nostro Signore, pieno di grazia e di Spirito Santo, e con fiducia chiediamo: Donaci il tuo Spirito, Signore. Concedi a noi di trascorrere questo giorno nella gioia, nella pace e senza peccato, – perché, giunti a sera, possiamo lodarti con cuore puro e riconoscente. Risplenda su di noi la luce del tuo amore, – e la tua sapienza ispiri i nostri progetti e le nostre opere. La tua mano ci sostenga nel servizio del bene, – e ci custodisca nella tua amicizia. Proteggi coloro che si affidano alle nostre preghiere, – colmali di ogni benedizione nel corpo e nello spirito. Padre nostro.
Orazione
Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L'ora terza risuona nel servizio di lode: con cuore puro e ardente preghiamo il Dio glorioso. Venga su noi, Signore, il dono dello Spirito, che in quest'ora discese sulla Chiesa nascente. Si rinnovi il prodigio di quella Pentecoste che rivelò alle genti la luce del tuo regno. Sia lode al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino e unico, nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
SALMO 18 B Lode a Dio, Signore della legge Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 48).
La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. 1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
Salmodia — 2
2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
SALMO 7 Preghiera di un giusto calunniato
Ecco, il giudice è alle porte (Gc 5, 9) I (1-10) Signore, mio Dio, in te mi rifugio: * salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, * non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Signore mio Dio, se così ho agito: * se c’è iniquità sulle mie mani, se ho ripagato il mio amico con il male, * se a torto ho spogliato i miei avversari, il nemico m’insegua e mi raggiunga, † calpesti a terra la mia vita * e trascini nella polvere il mio onore. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, † levati contro il furore dei nemici, * alzati per il giudizio che hai stabilito. L’assemblea dei popoli ti circondi: * dall’alto volgiti contro di essa. Il Signore decide la causa dei popoli: † giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, * secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; † rafforza l’uomo retto, * tu che provi mente e cuore, Dio giusto. 2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
Salmodia — 3
3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
II (11-18) La mia difesa è nel Signore, * egli salva i retti di cuore. Dio è giudice giusto, * ogni giorno si accende il suo sdegno. Non torna forse ad affilare la spada, * a tendere e puntare il suo arco? Si prepara strumenti di morte, * arroventa le sue frecce. Ecco, l’empio produce ingiustizia, * concepisce malizia, partorisce menzogna. Egli scava un pozzo profondo * e cade nella fossa che ha fatto; la sua malizia ricade sul suo capo, * la sua violenza gli piomba sulla testa. Loderò il Signore per la sua giustizia * e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. 3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
Lettura Breve
Rm 13, 8. 10 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore. V. Tu sei il mio aiuto: non lasciarmi! R. Non abbandonarmi, Dio mia salvezza!
Orazione
O Dio nostro Padre, che al lavoro solidale di tutti gli uomini hai affidato il compito di promuovere sempre nuove conquiste, donaci di collaborare all’opera della creazione con adesione filiale al tuo volere in spirito di vera fraternità. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora sesta c’invita alla lode di Dio: inneggiamo al Signore con fervore di spirito. In quest’ora sul Golgota, vero agnello pasquale, Cristo paga il riscatto per la nostra salvezza. Dinanzi alla sua gloria anche il sole si oscura: risplenda la sua grazia nell'intimo dei cuori. Sia lode al Padre e al Figlio, e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
SALMO 18 B Lode a Dio, Signore della legge Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 48).
La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. 1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
Salmodia — 2
2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
SALMO 7 Preghiera di un giusto calunniato
Ecco, il giudice è alle porte (Gc 5, 9) I (1-10) Signore, mio Dio, in te mi rifugio: * salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, * non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Signore mio Dio, se così ho agito: * se c’è iniquità sulle mie mani, se ho ripagato il mio amico con il male, * se a torto ho spogliato i miei avversari, il nemico m’insegua e mi raggiunga, † calpesti a terra la mia vita * e trascini nella polvere il mio onore. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, † levati contro il furore dei nemici, * alzati per il giudizio che hai stabilito. L’assemblea dei popoli ti circondi: * dall’alto volgiti contro di essa. Il Signore decide la causa dei popoli: † giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, * secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; † rafforza l’uomo retto, * tu che provi mente e cuore, Dio giusto. 2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
Salmodia — 3
3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
II (11-18) La mia difesa è nel Signore, * egli salva i retti di cuore. Dio è giudice giusto, * ogni giorno si accende il suo sdegno. Non torna forse ad affilare la spada, * a tendere e puntare il suo arco? Si prepara strumenti di morte, * arroventa le sue frecce. Ecco, l’empio produce ingiustizia, * concepisce malizia, partorisce menzogna. Egli scava un pozzo profondo * e cade nella fossa che ha fatto; la sua malizia ricade sul suo capo, * la sua violenza gli piomba sulla testa. Loderò il Signore per la sua giustizia * e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. 3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
Lettura Breve
Gc 1, 19b-20. 26 Sia ognuno pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira. Perché l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. V. Benedirò il Signore in ogni tempo, R. sulla mia bocca sempre la sua lode.
Orazione
O Dio, che sei il padrone della vigna e della messe, e assegni a ciascuno il suo lavoro e la giusta ricompensa, aiutaci a portare il peso della nostra giornata accettando serenamente la tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
L’ora nona ci chiama al servizio divino: adoriamo cantando l'uno e trino Signore. San Pietro che in quest’ora salì al tempio a pregare, rafforzi i nostri passi sulla via della fede. Uniamoci agli apostoli nella lode perenne e camminiamo insieme sulle orme di Cristo. Ascolta, Padre altissimo, tu che regni in eterno, con il Figlio e lo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
SALMO 18 B Lode a Dio, Signore della legge Siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli (Mt 5, 48).
La legge del Signore è perfetta, * rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è verace, * rende saggio il semplice. Gli ordini del Signore sono giusti, * fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, * danno luce agli occhi. Il timore del Signore è puro, dura sempre; * i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell’oro, di molto oro fino, * più dolci del miele e di un favo stillante. Anche il tuo servo in essi è istruito, * per chi li osserva è grande il profitto. Le inavvertenze chi le discerne? * Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo * perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, * sarò puro dal grande peccato. Ti siano gradite * le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, * Signore, mia rupe e mio redentore. 1 ant. La legge di Dio è luce degli occhi e gioia del cuore.
Salmodia — 2
2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
SALMO 7 Preghiera di un giusto calunniato
Ecco, il giudice è alle porte (Gc 5, 9) I (1-10) Signore, mio Dio, in te mi rifugio: * salvami e liberami da chi mi perseguita, perché non mi sbrani come un leone, * non mi sbrani senza che alcuno mi salvi. Signore mio Dio, se così ho agito: * se c’è iniquità sulle mie mani, se ho ripagato il mio amico con il male, * se a torto ho spogliato i miei avversari, il nemico m’insegua e mi raggiunga, † calpesti a terra la mia vita * e trascini nella polvere il mio onore. Sorgi, Signore, nel tuo sdegno, † levati contro il furore dei nemici, * alzati per il giudizio che hai stabilito. L’assemblea dei popoli ti circondi: * dall’alto volgiti contro di essa. Il Signore decide la causa dei popoli: † giudicami, Signore, secondo la mia giustizia, * secondo la mia innocenza, o Altissimo. Poni fine al male degli empi; † rafforza l’uomo retto, * tu che provi mente e cuore, Dio giusto. 2 ant. Sorgi, Signore, giudica i popoli nella tua giustizia.
Salmodia — 3
3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
II (11-18) La mia difesa è nel Signore, * egli salva i retti di cuore. Dio è giudice giusto, * ogni giorno si accende il suo sdegno. Non torna forse ad affilare la spada, * a tendere e puntare il suo arco? Si prepara strumenti di morte, * arroventa le sue frecce. Ecco, l’empio produce ingiustizia, * concepisce malizia, partorisce menzogna. Egli scava un pozzo profondo * e cade nella fossa che ha fatto; la sua malizia ricade sul suo capo, * la sua violenza gli piomba sulla testa. Loderò il Signore per la sua giustizia * e canterò il nome di Dio, l’Altissimo. 3 ant. Dio, giudice giusto, salva chi gli è fedele.
Lettura Breve
1 Pt 1, 17b-19 Comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. V. Riscattami, Signore, pietà di me: R. nell’assemblea benedirò il tuo nome.
Orazione
O Dio, che ci chiami a celebrare la tua lode nell’ora stessa in cui gli apostoli salivano al tempio, accogli la nostra preghiera nel nome del tuo Figlio e dona la tua salvezza a coloro che lo invocano. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Benediciamo il Signore. R. Rendiamo grazie a Dio.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O immenso creatore, che all’impeto dei flutti segnasti il corso e il limite nell’armonia del cosmo, tu all’aspre solitudini della terra assetata donasti il refrigerio dei torrenti e dei mari. Irriga, o Padre buono, i deserti dell’anima coi fiumi d’acqua viva che sgorgano dal Cristo. Ascolta, o Padre altissimo, tu che regni nei secoli con il Cristo tuo Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
1 ant. Giusto è il Signore, gli uomini retti vedranno il suo volto.
SALMO 10 Nel Signore è la fiducia del giusto Beati coloro che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati (Mt 5, 6).
Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: * «Fuggi come un passero verso il monte»? Ecco, gli empi tendono l’arco, † aggiustano la freccia sulla corda * per colpire nel buio i retti di cuore. Quando sono scosse le fondamenta, * il giusto che cosa può fare? Ma il Signore nel tempio santo, * il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi sono aperti sul mondo, * le sue pupille scrutano ogni uomo. Il Signore scruta giusti ed empi, * egli odia chi ama la violenza. Farà piovere sugli empi brace, fuoco e zolfo, * vento bruciante toccherà loro in sorte. Giusto è il Signore, ama le cose giuste; * gli uomini retti vedranno il suo volto. 1 ant. Giusto è il Signore, gli uomini retti vedranno il suo volto.
Salmodia — 2
2 ant. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
SALMO 14 Chi è degno di stare davanti al Signore? Voi vi siete accostati al monte di Sion, alla città del Dio vivente (Eb 12, 22).
Signore, chi abiterà nella tua tenda? * Chi dimorerà sul tuo santo monte? Colui che cammina senza colpa, * agisce con giustizia e parla lealmente, chi non dice calunnia con la sua lingua, † non fa danno al suo prossimo * e non lancia insulto al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, * ma onora chi teme il Signore. Anche se giura a suo danno, non cambia; † se presta denaro non fa usura, * e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo * resterà saldo per sempre. 2 ant. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Salmodia — 3
3 ant. In Cristo il Padre ci ha scelti per essere suoi figli.
CANTICO Cfr. Ef 1, 3-10 Dio salvatore
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, * che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti * prima della creazione del mondo, per trovarci, al suo cospetto, * santi e immacolati nell’amore. Ci ha predestinati * a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, * secondo il beneplacito del suo volere, a lode e gloria della sua grazia, * che ci ha dato nel suo Figlio diletto. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, * la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Dio l’ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, * poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero del suo volere, il disegno di ricapitolare in Cristo tutte le cose, * quelle del cielo come quelle della terra. Nella sua benevolenza lo aveva in lui prestabilito * per realizzarlo nella pienezza dei tempi. 3 ant. In Cristo il Padre ci ha scelti per essere suoi figli.
Lettura Breve
Col 1, 9b -11 Abbiate una piena conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; rafforzandovi con ogni energia secondo la sua gloriosa potenza per poter essere forti e pazienti in tutto.
Responsorio
R. Risanami, Signore: * ho peccato contro di te. Risanami, Signore: ho peccato contro di te. V. Io ho detto: Mio Dio, fammi grazia, ho peccato contro di te. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Risanami, Signore: ho peccato contro di te.
Antifona al Magnificat
L’anima mia magnifica il Signore: umile e povera egli mi ha guardata.
Cantico della B.V. Maria (Magnificat)
Lc 1, 46-55 Esultanza dell’anima nel Signore L’anima mia magnifica il Signore * e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. * D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente * e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia * si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, * ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, * ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, * ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, * ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, * ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. al Magn. L’anima mia magnifica il Signore: umile e povera egli mi ha guardata.
Intercessioni
Uniti ai nostri fratelli di fede, invochiamo il Signore che ha stretto con il suo popolo un patto di eterna alleanza: Proteggi, o Signore, la tua famiglia. Salva il tuo popolo, o Signore, – benedici la tua eredità. Raccogli nell’unità coloro che si gloriano del nome cristiano, – perché il mondo creda in colui che tu hai inviato, Gesù Cristo nostro Signore. Benedici i nostri familiari, amici e conoscenti, – diffondi fra di essi il profumo della carità di Cristo. Mostra agli agonizzanti la luce del tuo amore, – i loro occhi si aprano alla visione della tua gloria. Sii misericordioso verso i nostri fratelli defunti, – ammettili a godere la beata pace del paradiso. Padre nostro.
Orazione
Ti magnifichi, o Signore, il nostro servizio di lode; tu che per la nostra salvezza hai volto lo sguardo all’umiltà della Vergine Maria, dégnati di innalzarci alla pienezza della tua redenzione. Per il nostro Signore. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. R. Amen.
Introduzione
V. O Dio, vieni a salvarmi R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. A questo punto, è bene sostare alquanto in silenzio per l'esame di coscienza.
Inno
Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode. Sia onore al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, al Dio trino ed unico nei secoli sia gloria. Amen. Oppure: Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo. In te, santo Signore, noi cerchiamo il riposo dall'umana fatica, al termine del giorno. Se i nostri occhi si chiudono, veglia in te il nostro cuore; la tua mano protegga coloro che in te sperano. Difendi, o Salvatore, dalle insidie del male i figli che hai redenti col tuo sangue prezioso. A te sia gloria, o Cristo, nato da Maria vergine, al Padre e allo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.
Antifone e Salmi
Salmodia — 1
Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
SALMO 85 Preghiera a Dio nell’afflizione Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2 Cor 1, 3. 4).
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, * perché io sono povero e infelice. Custodiscimi perché sono fedele; * tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera. Pietà di me, Signore, * a te grido tutto il giorno. Rallegra la vita del tuo servo, * perché a te, Signore, innalzo l’anima mia. Tu sei buono, Signore, e perdoni, * sei pieno di misericordia con chi ti invoca. Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera * e sii attento alla voce della mia supplica. Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido * e tu mi esaudirai. Fra gli dèi nessuno è come te, Signore, * e non c’è nulla che uguagli le tue opere. Tutti i popoli che hai creato verranno † e si prostreranno davanti a te, o Signore, * per dare gloria al tuo nome; grande tu sei e compi meraviglie: * tu solo sei Dio. Mostrami, Signore, la tua via, * perché nella tua verità io cammini; donami un cuore semplice * che tema il tuo nome. Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore * e darò gloria al tuo nome sempre, perché grande con me è la tua misericordia: * dal profondo degli inferi mi hai strappato. Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, † una schiera di violenti attenta alla mia vita, * non pongono te davanti ai loro occhi. Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, * lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele, volgiti a me e abbi misericordia: † dona al tuo servo la tua forza, * salva il figlio della tua ancella. Dammi un segno di benevolenza; † vedano e siano confusi i miei nemici, * perché tu, Signore, mi hai soccorso e consolato. Ant. Tu sei buono, Signore, e perdoni, lento all’ira e grande nell’amore.
Lettura Breve
1Ts 5, 9-10 Dio ci ha destinati all’acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
Responsorio
R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. V. Dio di verità, tu mi hai redento: nelle tue mani affido il mio spirito. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.
Antifona al Cantico
Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Cantico di Simeone (Nunc dimittis)
Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele Ora lascia, o Signore, che il tuo servo * vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, * preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti * e gloria del tuo popolo Israele. Ant. Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare: il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace.
Orazione
Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa’ che i germi di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo.
Benedizione
Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. R. Amen. Si conclude con un’antifona della Beata Vergine Maria.
Antifona alla Beata Vergine
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. Oppure: Alma Redemptóris Mater, quæ pérvia cæli porta manes, et stella maris, succúrre cadénti, súrgere qui curat, pópulo: tu quæ genuísti, natúra miránte, tuum sanctum Genitórem, Virgo prius ac postérius, Gabriélis ab ore sumens illud Ave, peccatórum miserére.