A
II
XXXIV Ordinario
II Salterio
Memoria
Rosso
Santi Andrea Dung Lac, sacerdote, e compagni, martiri
Santi
Dal Biennale
XXXIV · Ordinario · Martedì · Ciclo II
Prima Lettura
Dal libro del profeta Daniele (6,3-27; Volg. 6,4-27)
Daniele liberato dalla fossa dei leoni
Daniele era superiore agli altri governatori e ai satrapi, perché possedeva uno spirito eccezionale, tanto che il re pensava di metterlo a capo di tutto il suo regno. Perciò tanto i governatori che i satrapi cercavano il modo di trovar qualche pretesto contro Daniele nell’amministrazione del regno. Ma non potendo trovare nessun motivo di accusa né colpa, perché egli era fedele e non aveva niente da farsi rimproverare, quegli uomini allora pensarono: «Non possiamo trovare altro pretesto per accusare Daniele, se non nella legge del suo Dio». Perciò quei governatori e i satrapi si radunarono presso il re e gli dissero: «Re Dario, vivi per sempre! Tutti i governatori del regno, i magistrati, i satrapi, i consiglieri e i capi sono del parere che venga pubblicato un severo decreto del re secondo il quale chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica alcuna a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni. Ora, o re, emana il decreto e fallo mettere per iscritto, perché sia irrevocabile, come sono le leggi di Media e di Persia, che non si possono mutare». Allora il re Dario fece scrivere il decreto. Daniele, quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima. Allora quegli uomini accorsero e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio. Subito si recarono dal re e gli dissero riguardo al suo divieto: «Non hai tu scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all’infuori di te, re, sia gettato nella fossa dei leoni?». Il re rispose: «Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani». «Ebbene – replicarono al re – Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere». Il re, all’udire queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo per liberarlo. Ma quegli uomini si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: «Sappi, re, che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto firmato dal re è irrevocabile. Allora il re ordinò che si prendesse Daniele e si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: «Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!». Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di Daniele. Quindi il re ritornò alla reggia, passò la notte digiuno, non gli fu introdotta alcuna donna e anche il sonno lo abbandonò. La mattina dopo il re si alzò di buon’ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni. Quando fu vicino, chiamò: «Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?». Daniele rispose: «Re, vivi per sempre. Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male». Il re fu pieno di gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché egli aveva confidato nel suo Dio. Quindi, per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme con i figli e le mogli. Non erano ancora giunti al fondo della fossa, che i leoni si avventarono contro di loro e ne stritolarono tutte le ossa. Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: «Pace e prosperità. Per mio comando viene promulgato questo decreto: in tutto l’impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che dura in eterno; il suo regno è tale che non sarà mai distrutto e il suo dominio non conosce fine».
Responsorio
Responsorio (Cfr. Sap 10,12.11)
R. Lo custodì il Signore dai nemici e gli assegnò la vittoria in unalotta dura,
*perché sapesse che la sapienza è più potente di tutto.
V. Lo assistette contro l’inganno dei suoi avversari,
R. perché sapesse che la sapienza è più potente di tutto.
Seconda Lettura
Dall’“Omelia” di un autore del secondo secolo (Cc. 13,2–14,5)
La Chiesa viva è corpo di Cristo
Dice il Signore: Il mio nome è bestemmiato tra tutti i popoli (cfr. Is 52,5). E ancora: Guai a colui a causa del quale il mio nome viene bestemmiato (cfr. Rm 2,24). Ma perché viene bestemmiato? Perché noi non mettiamo in pratica ciò che insegniamo. Infatti la gente, sentendo dalla nostra bocca le parole di Dio, ne resta stupita, perché quelle parole sono buone, sono stupende. Ma poi, notando che le nostre azioni non corrispondono alle parole che diciamo, ecco che prorompono in bestemmie, affermando che tutto ciò non è che una favola e una serie di inganni. Sentono da noi ciò che dice Dio: Non è per voi un merito, se amate quelli che amano voi; merito lo avete se amate i vostri nemici e coloro che vi odiano (cfr. Mt 5,46). Udendo ciò, ammirano la nobiltà di tanto amore. Ma vedono poi che noi, non soltanto non amiamo quelli che ci odiano, ma nemmeno quelli che ci vogliono bene. Allora si fanno beffe di noi e così il nome di Dio è bestemmiato. Fratelli, compiamo la volontà di Dio, Padre nostro, e faremo parte di quella Chiesa spirituale che fu creata prima ancora del sole e della luna. Ma se non faremo la volontà del Signore, sarà per noi quell’affermazione della Scrittura che dice: La mia casa è diventata una spelonca di ladri (cfr. Ger 7,11; Mt 21,13). Perciò facciamo la nostra scelta, cerchiamo di appartenere alla Chiesa della vita, per essere salvi. Penso che sappiate che la Chiesa viva «è corpo di Cristo» (1Cor 12,27). Ecco perché la Scrittura dice: «Dio creò l’uomo maschio e femmina» (Gen 1,27; 5,2). L’uno è Cristo, l’altra è la Chiesa. Del resto anche la Scrittura e gli apostoli affermano che la Chiesa non ha avuto origine in questo tempo, ma è da sempre, perché spirituale, come il nostro Gesù; ma si è manifestata in questi ultimi tempi per dare a noi la salvezza. Questa Chiesa, che è spirituale, è apparsa nella carne di Cristo per ricordarci che, se uno di noi le è fedele nella carne e non l’abbandona, la riceverà nello Spirito Santo. In realtà questa carne è immagine dello spirito. Chi dunque perderà la copia, non potrà ricevere il modello originale. Perciò così ci parla, o fratelli: rispettate la carne, per essere partecipi dello spirito. Ma se diciamo che la carne è la Chiesa e lo spirito è Cristo, ne consegue che chi profana la carne, profana anche la Chiesa. Egli, di conseguenza, non sarà partecipe dello spirito che è Cristo. Questa carne, dunque, può ricevere, con l’aiuto dello Spirito Santo, una vita mirabile e la stessa incorruzione, e nessuno è in grado di spiegare o dire ciò che Dio ha preparato per i suoi eletti.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Ger 7,3; Gc 4,8)
R. Così dice il Signore dell’universo, Dio di Israele: Migliorate lavostra condotta e le vostre azioni,
*e io abiterò in questo luogo inmezzo a voi.
V. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Purificate le vostremani, o peccatori, e santificate i vostri cuori,
R. e io abiterò in questo luogo in mezzo a voi.
Vangelo della Messa
Non sarà lasciata pietra su pietra.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-11
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera
Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.
00:00
Antifona d'ingresso
Non ci sia per noi altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.
La parola della croce, per noi salvati, è potenza di Dio. (Cf Gal 6,14; 1Cor 1,18)
Colletta
O Dio, origine e fonte di ogni paternità,
che nel martirio hai reso fedeli alla croce del tuo Figlio
fino all’effusione del sangue
sant’Andrea [ Dung-Lac] e i suoi compagni,
per la loro intercessione concedi a noi
di diffondere il tuo amore tra i fratelli
per chiamarci ed essere tuoi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
È giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Ap 14,14-19
Io, Giovanni, vidi: ecco una nube bianca, e sulla nube stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo: aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata.
Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». Allora colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.
Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch’egli una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, venne dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 95 (96)
R. Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine. R.
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R.
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita. (Ap 2,10c)
Alleluia.
Vangelo
Non sarà lasciata pietra su pietra.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-11
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Parola del Signore.
Sulle offerte
Accogli, Padre santo, i doni che ti presentiamo
celebrando la passione dei tuoi santi martiri [ vietnamiti] :
concedi anche a noi di rimanere sempre fedeli a te
fra le avversità del mondo
e di presentare noi stessi come offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Beati i perseguitati per la giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,10)
Dopo la comunione
Nutriti dell’unico pane
nella memoria dei santi martiri [ vietnamiti] ,
ti supplichiamo, o Signore:
fa’ che rimaniamo unanimi nel tuo amore
per conseguire il premio eterno riservato a chi soffre per la fede.
Per Cristo nostro Signore.
Santi Andrea Dung Lac, sacerdote, e compagni, martiri
Dal MartirologioMemoria dei santi Andrea Dung Lac, sacerdote, e compagni, martiri. Con un'unica celebrazione si onorano centodiciassette martiri di varie regioni del Viet Nam, tra i quali otto vescovi, moltissimi sacerdoti e un gran numero di fedeli laici di entrambi i sessi e di ogni condizione ed età, che preferirono tutti patire l’esilio, il carcere, le torture e l’estremo supplizio piuttosto che recare oltraggio alla croce e rinnegare la fede cristiana.
I loro nomi sono: santi Clemente Ignazio Delgado Cebrián, Domenico Henares, Girolamo Hermosilla, Giuseppe Maria Díaz Sanjurjo, Melchiorre García Sanpedro, Pietro Dumoulim-Borie, Valentino Berrio Ochoa, vescovi; Agostino Schoeffler, Bernardo Vu Van Du_, Domenico Cam, Domenico Mau, Domenico Nguy n Van (Doàn) Xuyên, Domenico Nguy n Van Hanh (Diêu), Domenico Trach, Domenico Tuoc, Emanuele Nguy n Van Trieu, Filippo Phan Van Minh, Francesco Gil de Federich, Francesco Jaccard, Giacinto Castañeda, Giacomo Do Mai Nam, Giovanni Carlo Cornay, Giovanni Dat, Giovanni Doàn Trinh Hoan, Giovanni Ludovico Bonnard, Giovanni Teofane Vénard, Giuseppe Dang Dình (Niên Viên, Giuseppe Do Quang Hien, Giuseppe Fernández, Giuseppe Marchand, Giuseppe Nguy n Dình Nghi, Giuseppe Tuan, Isidoro Gagelin, Lorenzo Nguy n Van Huong, Luca Vu Bá Loan, Martino Ta Duc Thinh, Matteo Alonso de Leziniana, Paolo Lê Bao Tinh, Paolo Lê-Van-Loc, Paolo Nguy n Ngân, Paolo Pham Khac Khoan, Pietro Almato Ribeira, Pietro Doàn Công Quy, Pietro Francesco Néron, Pietro Khanh, Pietro Lê Tùy, Pietro Nguy n Bá Tuân, Pietro Nguy n Van Luu, Pietro Nguy n Van Tu, Pietro Truong Van Thi, Tommaso Dinh Viet Du, Tommaso Khuông, Vincenzo Do Yen, Vincenzo Lê Quang Liêm, Vincenzo Nguy n The Diem, sacerdoti; Andrea Nguy n Kim, Thông Nam (Nam Thuông), Antonio Nguy n Huu (Nam) Quynh, Domenico Bùi Van Úy, Francesco Saverio Can, Francesco Saverio Hà Trong Mau, Giovanni Battista Dinh Van Thành, Giuseppe Nguy n Dinh Uyen, Giuseppe Nguy n Duy Khang, Giuseppe Nguy n Van Luu, Matteo Nguy n Van Phuong, Paolo Nguy n Van My, Pietro Doàn Van Vân, Pietro Nguy n Khac Tu, Pietro Nguy n Van Hieu, Pietro Truong Van Duong, Pietro Vu Van Truat, Tommaso Toán, catechisti; Agnese Lê Thi Thành (Dê), Andrea Tuong, Andrea Tran Van Trông, Antonio Nguy n Dích, Agostino Nguy n Van Moi, Agostino Phan Viet Huy, Domenico Huyên, Domenico Mao, Domenico Ngôn, Domenico Nguy n, Domenico Nhi, Domenico Nicola Dinh Dat, Domenico Ninh, Domenico Pham Trong (Án) Kham, Domenico Toai, Emanuele Lê Van Phung, Emanuele Lê Van Phung, Francesco Do Minh Chieu, Francesco Tran Van Trung, Giovanni Battista Con, Giuseppe Hoàng Luong Canh, Giuseppe Lê Dang Thi, Giuseppe Pham Trong (Cai) Ta, Giuseppe Tuân, Giuseppe Túc, Luca (Cai) Thìn, Martino Tho, Matteo Lê Van G m, Michele Ho Dình Hy, Michele Nguy n Huy My, Nicola Bùi Viet The, Paolo Hanh, Paolo Tong Viet Buong, Pietro Da, Pietro Dông, Pietro Dung, Pietro Thuan, Pietro Võ Dang Khoa, Simone Phan Dac Hòa, Stefano Nguyen Van Vinh, Tommaso Nguy n Van De, Tommaso Tran Van Thien, Vincenzo Duong, Vincenzo Tuong.
Altri Santi
San Crisógono, martire
Ad Aquileia in Friuli, commemorazione di san Crisógono, martire, che si venera a Roma nella chiesa titolare che porta il suo nome nell’anniversario della sua dedicazione.
Santa Firmina, martire
Ad Amelia in Umbria, santa Firmina, martire.
San Protasio, vescovo
A Milano, san Protasio, vescovo, che difese presso l’imperatore Costante la causa di sant’Atanasio e partecipò al Concilio di Sardica.
San Romano, sacerdote
Nella fortezza di Blaye presso Bordeaux in Aquitania, ora in Francia, san Romano, sacerdote.
San Colmano, vescovo
A Cloyne in Irlanda, san Colmano, vescovo.
San Porziano, abate
Nel territorio di Clermont-Ferrand in Aquitania, san Porziano, abate, che, schiavo in gioventù, cercò rifugio e libertàpresso il monastero, dove, divenuto monaco e poi abate, morì in tarda età stremato dai digiuni.
Sante Flora e Maria, vergini e martiri
A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sante Flora e Maria, vergini e martiri, che durante la persecuzione dei Mori furono gettate in carcere assieme a sant’Eulogio e trafitte con la spada.
Sant’Alberto di Louvain, vescovo di Liegi e martire
A Reims in Francia, passione di sant’Alberto di Louvain, vescovo di Liegi e martire, che fu costretto all’esilio per aver difeso la libertà della Chiesa e fu ucciso nello stesso anno in cui era stato ordinato.
Beato Balsamo, abate
Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, beato Balsamo, abate, che tra i torbidi e i conflitti del suo tempo svolse il suo ministero con saggezza e prudenza.
Santi martiri Pietro Dumoulin-Borie, Pietro Võ Dang Khoa e Vincenzo Nguyen The Diem
Nella città di Dong Hoi in Viet Nam, santi martiri Pietro Dumoulin-Borie, vescovo della Società per le Missioni Estere di Parigi, Pietro Võ Dang Khoa e Vincenzo Nguyen The Diem, sacerdoti, dei quali il primo fu decapitato, gli altri strangolati, per ordine dell’imperatore Minh Mang.
Beata Maria Anna Sala, vergine
A Milano, beata Maria Anna Sala, vergine della Congregazione delle Suore di Santa Marcellina, che, maestra di una scienza fondata sulla fede e sulla pietà, si dedicò con tutte le sue forze all’istruzione della gioventù femminile.
Beate Niceta di Santa Prudenza Plaja Xifra e compagne, vergini
Nel villaggio di Picadero de Paterna nel territorio di Valencia in Spagna, beate Niceta di Santa Prudenza Plaja Xifra e compagne, vergini dell’Istituto delle Suore Carmelita