Lunedì 2026-11-30 Rosso

Omelia
B I I Avvento I Salterio Festa Rosso Sant'Andrea, Apostolo Santi
Dal Proprio
Sant’Andrea, apostolo — Festa
Prima Lettura
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo (1,18–2,5) Gli apostoli predicano Cristo crocifisso Fratelli, la parola della croce è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti (Is 29,14). Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? (Is 33,18 Volg.). Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. Considerate infatti la vostra vocazione, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore (cfr. Ger 9,22-23). Anch’io, o fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Mt 4,18.19) R.Al lago di Galilea, il Signore vide Pietro e Andrea che gettavano la rete, e li chiamò: *Seguitemi, e vi farò pescatori di uomini. V.Erano pescatori di mestiere, e il Signore disse loro: R.Seguitemi, e vi farò pescatori di uomini.
Seconda Lettura
Dalle "Omelie sulla seconda lettera ai Corinzi" di san Giovanni Crisostomo, vescovo (11,2) Dio ha affidato a noi il ministero della riconciliazione «Le cose vecchie sono passate: ecco ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio» (2Cor 5,17-18), per mezzo di Cristo e per un dono della sua liberalità. «È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, e ha affidato a noi la parola della riconciliazione» (v. 19). Questa è la sorgente di ogni bene. A chi ci ha fatti amici di Dio dobbiamo anche tutti gli altri doni che Dio effonde sui suoi amici. Non ci ha colmato di tutti questi beni lasciandoci nell’inimicizia di Dio, ma restituendoci la sua amicizia. Quando dico che il Cristo è l’autore della riconciliazione, intendo dire che lo è anche il Padre; e quando parlo dei doni del Padre non escludo il Figlio, poiché «tutto è stato fatto per mezzo di lui» (Gv 1,3). È dunque anche l’autore di questo nuovo bene. Non siamo stati noi ad andare per primi verso di lui: noi non abbiamo fatto altro che rispondere alla sua chiamata. E come ci ha chiamati? Col sacrificio del Cristo. «Ci ha affidato la parola della riconciliazione». Qui Paolo mette di nuovo in evidenza la dignità degli apostoli, mostrando la grandezza del compito loro affidato dall’immenso amore di Dio per noi. Pur avendo gli uomini rifiutato di ascoltare colui che egli aveva loro inviato, Dio non ha lasciato libero corso alla sua ira, non li ha respinti per sempre; ma continua a chiamarli direttamente e per mezzo dei suoi ministri. Chi potrebbe convenientemente esaltare tanta sollecitudine? Hanno immolato il Figlio venuto per riparare le loro offese, il Figlio suo unico e consustanziale, e il Padre non ha respinto i suoi uccisori, non ha detto: avevo loro inviato il Figlio mio e, non contenti di non ascoltarlo, l’hanno messo a morte crocifiggendolo: è giusto che li abbandoni. Ha fatto invece tutto il contrario. E dopo che il Cristo ha lasciato la terra, noi siamo stati incaricati di sostituirlo: «Ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe». O carità infinita! Tu superi ogni intendimento! Chi è l’offeso? Dio stesso. Chi fa il primo passo per la riconciliazione? Ancora lui. Il Figlio è il suo inviato, senza dubbio, ma egli non parla da solo: è il Padre che parla in lui e per mezzo suo. Per questo l’Apostolo dice: «È stato Dio a riconciliare a sé il mondo in Cristo», agisce cioè per mezzo di Cristo. Paolo ha detto: «Ha affidato a noi il ministero della riconciliazione», ora sembra correggersi e dire: non pensate che questa autorità risieda essenzialmente in noi; noi non ne siamo che i depositari. È Dio che ha fatto tutto e che ha riconciliato a sé il mondo per mezzo del suo Figlio unico. E come se l’è riconciliato? La cosa più mirabile non è che lo abbia ammesso alla sua amicizia, ma che lo abbia intimamente unito a sé. In che modo? Rimettendogli i peccati, altrimenti l’unione sarebbe stata impossibile. Infatti dice: «Non imputando agli uomini le loro colpe». Se avesse voluto chiedercene conto sarebbe stata finita per noi, poiché tutti eravamo morti. Ora, nonostante il numero immenso dei nostri peccati, non soltanto non ce ne ha fatto pagare il fio, ma ha voluto addirittura riconciliarsi con noi: non contento di abbonarci il debito, non l’ha tenuto in alcun conto. Questo è il modo col quale dobbiamo perdonare i nostri nemici, se vogliamo assicurarci il perdono di Dio! «Egli ha affidato a noi la parola della riconciliazione». Noi veniamo, infatti, non per aggravarvi di nuovi pesi, ma per farvi tutti amici di Dio. Egli ci dice: non mi hanno ascoltato, insistete voi a esortarli fino a che si siano persuasi. Ecco il senso delle parole di Paolo: «Noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (v. 20).
Responsorio
Responsorio (Is 52,10; Mc 16,15) R.Il Signore ha innalzato il suo santo braccio davanti a tutti i popoli: *tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio. V. Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura. R.Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.
Vangelo
Dal vangelo secondo Matteo (4,18-22) In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.
Terza Lettura
Dalle "Omelie sul vangelo di Giovanni" di san Giovanni Crisostomo, vescovo (19,1) Abbiamo trovato il Messia Andrea, dopo essere restato con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso in sé il tesoro, ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto. Ascolta bene cosa gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» (Gv 1,41). Vedi in che maniera notifica ciò che aveva appreso in poco tempo? Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e dall’altra rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento. Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettò a comunicare agli altri la grande notizia. Dicendo subito al fratello ciò che aveva saputo mostra quanto gli volesse bene, come fosse affezionato ai suoi cari, quanto sinceramente fosse premuroso di porgere loro la mano nel cammino spirituale. Guarda anche l’animo di Pietro, fin dall’inizio docile e pronto alla fede: immediatamente corre senza preoccuparsi di nient’altro. Infatti dice: «Lo condusse da Gesù» (Gv 1,42). Nessuno certo condannerà la facile condiscendenza di Pietro nell’accogliere la parola del fratello senza aver prima esaminato a lungo le cose. È probabile infatti che il fratello gli abbia narrato i fatti con maggior precisione e più a lungo, mentre gli evangelisti compendiano ogni loro racconto preoccupandosi della brevità. D’altra parte non è detto nemmeno che abbia creduto senza porre domande, ma che Andrea «lo condusse da Gesù», affidandolo a lui perché imparasse tutto da lui direttamente. C’era insieme infatti anche un altro discepolo e anche lui fu guidato nello stesso modo. Se Giovanni Battista, dicendo: «Ecco l’Agnello di Dio», e ancora: ecco colui che battezza nello Spirito (cfr. Gv 1,29.33), lasciò che un più chiaro insegnamento su questo venisse da Cristo stesso, certamente con motivi ancor più validi si comportò in questo modo Andrea, non ritenendosi tale da dare una spiegazione completa ed esauriente. Per cui guidò il fratello alla sorgente stessa della luce con tale premura e gioia da non aspettare nemmeno un istante.
Responsorio
Responsorio R.Subito, alla voce del Signore che lo chiamava, Andrea abbandonò le reti, con cui si guadagnava la vita, *e seguì colui che dona la vita eterna. V.Per amore di Cristo e del suo vangelo soffrì il martirio, R.e seguì colui che dona la vita eterna.
Vangelo della Messa
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 4,18-22 In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona d'ingresso
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore vide due fratelli, Pietro e Andrea, e disse loro: «Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini». (Cf. Mt 4,18-19) Si dice il Gloria.
Colletta
Umilmente ti invochiamo, o Signore: il santo apostolo Andrea, che fu annunciatore del Vangelo e guida per la tua Chiesa, sia presso di te nostro perenne intercessore. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
La fede viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Rm 10,9-18 Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato». Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!». Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaìa: «Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?». Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo. Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt’altro: «Per tutta la terra è corsa la loro voce, e fino agli estremi confini del mondo le loro parole». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 18 (19) R. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. R. Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini. (Cf. Mt 4,19) Alleluia.
Vangelo
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 4,18-22 In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Parola del Signore.
Sulle offerte
Dio onnipotente, nella festa di sant’Andrea portiamo questi doni al tuo altare; fa’ che, offrendoli, siamo a te graditi e, ricevendoli da te santificati, otteniamo la vita. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Disse Andrea a Simone, suo fratello: «Abbiamo trovato il Messia, il Cristo». E lo condusse da Gesù. (Cf. Gv 1,41-42)
Dopo la comunione
La comunione al tuo sacramento, o Signore, ci fortifichi, perché, portando in noi i patimenti di Cristo sull’esempio del santo apostolo Andrea, possiamo vivere con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
Sant'Andrea, Apostolo

Sant'Andrea, Apostolo

Dal Martirologio
Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono.
Altri Santi
San Mirocléto, vescovo
A Milano, san Mirocléto, vescovo, che sant’Ambrogio ricorda tra i fedeli vescovi suoi predecessori.
San Tugdual, detto Pabu, abate e vescovo
Nella Bretagna in Francia, san Tugdual, detto Pabu, abate e vescovo, che fondò un monastero nel territorio di Tréguier.
San Galgano Guidotti, eremita
Presso il monte Siepi in Toscana, san Galgano Guidotti, eremita, che, convertitosi a Dio dopo una gioventù dissipata, passò il resto della sua vita in una volontaria mortificazione del corpo.
Beato Giovanni da Vercelli Garbella, sacerdote
A Montpellier in Provenza in Francia, beato Giovanni da Vercelli Garbella, sacerdote, che, Maestro Generale dell’Ordine dei Predicatori, raccomandò intensamente nella predicazione la devozione al Nome di Gesù.
Beato Federico, religioso
A Ratisbona nella Baviera in Germania, beato Federico, religioso dell’Ordine degli Eremiti di sant’Agostino, che, solerte falegname, eccelse per fervore di preghiera, obbedienza e carità.
San Cutberto Mayne, sacerdote e martire
A Lanceston in Inghilterra, san Cutberto Mayne, sacerdote e martire, che, abbracciata le fede cattolica e ordinato sacerdote, esercitò il suo ministero in Cornovaglia, finché, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I per aver reso di pubblico dominio una Lettera Apostolica, fu consegnato al patibolo, primo fra gli studenti del Collegio Inglese di Douai.
Beato Alessandro Crow, sacerdote e martire
A York sempre in Inghilterra, beato Alessandro Crow, sacerdote e martire, che da umile calzolaio divenne sacerdote e per il suo sacerdozio terminò gloriosamente sul patibolo il suo martirio sotto la stessa regina.
San Taddeo Liu Ruiting, sacerdote e martire
In località Quxian nella provincia di Sichuan in Cina, san Taddeo Liu Ruiting, sacerdote e martire, strangolato in odio alla fede.
San Giuseppe Marchand, sacerdote
Presso Huê nell’antico An Nam, ora Viet Nam, san Giuseppe Marchand, sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi e martire, che fu condannato al supplizio delle cento frustate sotto l’imperatore Minh Mang.
beati Michele Ruedas Megías e sei compagni, martiri
In località Paracuellos del Jarama presso Madrid in Spagna, beati Michele Ruedas Megías e sei compagni, martiri, che, religiosi dell’Ordine di San Giovanni di Dio, insigni per la loro testimonianza di fede cristiana, passarono al Signore durante la persecuzione per la violenza dei nemici della Chiesa. I loro nomi sono: beati Diego di Cádice (Giacomo) García Molina, Niceforo Salvador del Río, Romano (Raffaele) Touceda Fernández, religiosi; Arturo Donoso Murillo, Gesù Gesta de Piquer e Antonio Martínez Gil-Leonis, professi.
Beato Giuseppe Otín Aquilé, sacerdote
A Valencia sempre in Spagna, beato Giuseppe Otín Aquilé, sacerdote della Società Salesiana e martire, che nella stessa persecuzione raggiunse il regno celeste invitto nella costanza della fede.
Beato Ludovico Rocco Gientyngier, sacerdote e martire
Vicino a Monaco di Baviera in Germania nel campo di prigionia di Dachau, beato Ludovico Rocco Gientyngier, sacerdote e martire, che, durante l’occupazione della Polonia in tempo di guerra, a causa delle attività criminali perpetrate dai nemici della fede fu sottoposto a tortura e rese lo spirito a Dio.