Venerdì 2026-12-04 Viola

Omelia
Dal Biennale
I · Avvento · Venerdì · Ciclo I
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (11,10-16) Ritorno del resto del popolo di Dio In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà di nuovo la mano per riscattare il resto del suo popolo superstite dall’Assiria e dall’Egitto, da Patròs, dall’Etiopia e dall’Elam, da Sènnaar e da Camat e dalle isole del mare. Egli alzerà un vessillo per le nazioni e raccoglierà gli espulsi di Israele; radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra. Cesserà la gelosia di Èfraim e gli avversari di Giuda saranno sterminati; Èfraim non invidierà più Giuda e Giuda non osteggerà più Èfraim. Voleranno verso occidente contro i Filistei, saccheggeranno insieme le tribù dell’oriente, stenderanno le mani su Edom e su Moab e gli Ammoniti saranno loro sudditi. Il Signore prosciugherà il golfo del mare d’Egitto e stenderà la mano contro il fiume con la potenza del suo soffio, e lo dividerà in sette bracci così che si possa attraversare con i sandali. Si formerà una strada per il resto del suo popolo che sarà superstite dall’Assiria, come ce ne fu una per Israele quando uscì dal paese d’Egitto.
Responsorio
Responsorio (Is 5,26; 56,8; 55,13) R. Il Signore alzerà un segnale a un popolo lontano, *e radunerà idispersi di Israele. V. Ciò sarà a gloria del Signore: un segno eterno che non scomparirà: R. e radunerà i dispersi di Israele.
Seconda Lettura
Dal “Commento sul profeta Isaia” di san Cirillo d’Alessandria, vescovo (Lib. 3,5) Noi ci chiamiamo cristiani, e tutta la nostra speranza è Cristo Il Verbo nato dalla Vergine era ed è sempre il Re, il Signore dell’universo. Ma dopo la sua incarnazione assunse la forma propria della natura umana, e possiamo credere con verità e senza alcun dubbio che egli si è fatto simile a noi. Per questo, quando si dice che ha ricevuto il dominio su tutte le cose, s’intende riferirsi alla sua natura di uomo, non alla sua preminenza divina per la quale si sa che egli è già il Signore di tutto il creato. A lui è attribuito anche il nome di Giacobbe e Israele in quanto nato secondo la carne dalla discendenza di Giacobbe, chiamato anche Israele. È detto infatti di Giacobbe: «Ecco il mio servo che io sostengo», Israele, «il mio eletto in cui mi compiaccio» (Is 42,1). Il Padre infatti cooperava col Figlio, che compiva cose meravigliose quasi provenissero da una potenza sua propria. Egli è veramente l’eletto, perché il più bello tra i figli degli uomini; è l’oggetto della compiacenza e dell’amore del Padre, colui nel quale Dio Padre trova il suo riposo: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3,17). Il Figlio ha ricevuto l’unzione al modo umano, per cui è detto partecipe dello Spirito Santo, sebbene egli stesso comunichi lo Spirito e santifichi la creazione: in realtà sta scritto: «Ho posto il mio spirito su di lui» (Is 42,1). Dopo il battesimo di Cristo discese dal cielo lo Spirito in forma di colomba e si posò su di lui. Che se egli ricevette lo Spirito nella sua umanità al battesimo, questo può essere avvenuto anche in ogni altro momento della sua vita. Non in quanto Dio riceve lo Spirito ed è santificato, giacché è lui stesso che santifica, ma come uomo, a motivo della sua condizione umana. Ha ricevuto l’unzione dello Spirito per esercitare il giudizio sui popoli. Il giudizio a cui alludono queste parole è un giudizio giusto: condannando Satana che tiranneggiava i popoli, li rese giusti. Lo disse il Signore stesso: «Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,31-32). Il Signore condannò colui che aveva invaso la terra, e serbò per il suo giudizio santo coloro che s’erano lasciati ingannare da lui. Ma «non griderà», sta scritto, «né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce» (Is 42,2). Il Salvatore e Signore dell’universo si comportò con molta discrezione e umiltà e quasi senza rumore, ma silenziosamente e tranquillamente per non spezzare una canna incrinata e non spegnere un lucignolo dalla fiamma smorta (cfr. Is 42,3). E che cosa farà e che darà ai popoli? Proclamerà il giudizio con verità. Qui per giudizio pare s’intenda la legge. Poiché sta scritto di Dio, Signore d’Israele e del mondo: «Diritto e giustizia tu eserciti in Giacobbe» (Sal 98,4). Proclamò nella sua piena verità il diritto, ovvero la legge adombrata nelle figure: con le parole divine del vangelo mostrò la via per uno stile di vita a lui gradito e trasformò il culto della legge fondato sulla lettera, in un culto spirituale stabilito sulla verità. Il vangelo fu predicato in tutta la terra e indusse nella realtà le profezie che l’annunziarono; poiché sta scritto: «La tua giustizia è giustizia eterna e verità è la tua legge» (Sal 118,142). «E nel suo nome spereranno le genti» (Mt 12,21). Dopo aver riconosciuto che egli è veramente Dio, spereranno in lui, sebbene sia apparso come uomo; secondo la parola del salmista: Il tuo popolo «esulta tutto il giorno nel tuo nome» (Sal 88,17). Noi ci chiamiamo cristiani, e tutta la nostra speranza è Cristo.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Mi 4,9; Is 40,27) R. Gerusalemme, verrà presto la tua salvezza. Perché gridi così? *Ituoi consiglieri sono forse periti, che ti lasci prendere dal dolore? Ti salverò e ti libererò, non temere. V. Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti: La mia sorte è nascostaal Signore, e il mio diritto è trascurato dal mio Dio? R. I tuoi consiglieri sono forse periti, che ti lasci prendere daldolore? Ti salverò e ti libererò, non temere.
Vangelo della Messa
Gesù guarisce due ciechi che credono in lui. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,27-31 In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione. Parola del Signore.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Antifona d'ingresso
Ecco, il Signore verrà con splendore a visitare il suo popolo nella pace per fargli dono della vita eterna.
Colletta
Risveglia la tua potenza e vieni, Signore Gesù: dai pericoli che ci minacciano a causa dei nostri peccati la tua protezione ci liberi, il tuo soccorso ci salvi. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre.
Prima Lettura
In quel giorno gli occhi dei ciechi vedranno. Dal libro del profeta Isaìa Is 29,17-24 Così dice il Signore Dio: «Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva. Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall'oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno. Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d'Israele. Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla. Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: "D'ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d'Israele. Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano impareranno la lezione"». Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 26 (27) R. Il Signore è mia luce e mia salvezza. Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? R. Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore e ammirare il suo santuario. R. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia. Il Signore viene, andiamogli incontro: egli è la luce del mondo. Alleluia.
Vangelo
Gesù guarisce due ciechi che credono in lui. Dal Vangelo secondo Matteo Mt 9,27-31 In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione. Parola del Signore.
Sulle offerte
Guarda con benevolenza, o Signore, alle preghiere e al sacrificio che umilmente ti presentiamo: all’estrema povertà dei nostri meriti supplisca l’aiuto della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Oppure: Accogli, o Signore, il sacrificio di riconciliazione e di lode che offriamo alla tua maestà, perché ci ottenga il perdono dei peccati e trasformi la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Aspettiamo il nostro Salvatore Gesù Cristo: egli trasfigurerà il nostro corpo mortale a immagine del suo corpo glorioso. (Cf. Fil 3,20-21) Oppure: Gesù toccò gli occhi ai ciechi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. (Mt 9,29-30)
Dopo la comunione
Saziati del cibo spirituale, o Signore, a te innalziamo la nostra supplica: per la partecipazione a questo sacramento, insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra e a tenere fisso lo sguardo su quelli del cielo. Per Cristo nostro Signore. Oppure: Signore, che ci hai colmato con i tuoi doni, fa’ che la loro grazia ci guarisca e il loro aiuto ci protegga. Per Cristo nostro Signore.
San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa

San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa

Dal Martirologio
San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa, che rifulse per santità e dottrina e lottò strenuamente con la parola e con gli scritti contro l’imperatore Leone l’Isaurico in difesa del culto delle sacre immagini. Divenuto monaco nel monastero di Mar Saba vicino a Gerusalemme, si dedicò qui alla composizione di inni sacri fino alla morte. Il suo corpo fu deposto in questo giorno.
Altri Santi
Santa Barbara, vergine e martire
A Nicomedia, commemorazione di santa Barbara, che fu, secondo la tradizione, vergine e martire.
Sant’Eracla, vescovo
Ad Alessandria d’Egitto, sant’Eracla, vescovo, che, discepolo di Origene, nonché suo compagno e successore nella scuola, rifulse di grande fama e fu eletto alla guida di questa sede.
San Melezio, vescovo
A Sanaklar nel Ponto, nell’odierna Turchia, san Melezio, vescovo, che, già insigne per le sue doti di cultura, ancora più celebre fu per le sue virtù d’animo e per la sua integrità di vita.
San Felice, vescovo
A Bologna, san Felice, vescovo, che era stato diacono della Chiesa di Milano sotto sant’Ambrogio.
Sant’Apro, sacerdote
Presso Vienne nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Apro, sacerdote, che, lasciata la patria, si costruì una celletta e si ritirò ad una vita di solitudine e di penitenza.
San Sigiramno, monaco
Nel territorio di Bourges, sempre in Francia, san Sigiramno, monaco, pellegrino e abate di Lonrai.
Santa Adreílde o Ada, badessa
A Le Mans in Neustria, ora in Francia, santa Adreílde o Ada, badessa del monastero di Santa Maria.
San Sola, sacerdote ed eremita
Nel monastero di Ellwangen nella Baviera, in Germania, san Sola, sacerdote ed eremita.
San Giovanni, detto il Taumaturgo, vescovo
A Políboto in Frigia, nell’odierna Turchia, san Giovanni, detto il Taumaturgo, vescovo, che si adoperò molto, contro l’opinione dell’imperatore Leone l’Armeno, in favore del culto delle sacre immagini.
Sant’Annone, vescovo
Nel monastero di Siegburg nella Renania, in Germania, sant’Annone, vescovo di Colonia, che, uomo di valoroso ingegno, fu tenuto in grande onore, al tempo dell’imperatore Enrico IV, tanto nella Chiesa quanto nelle vicende civili e pose mano alla fondazione di molte chiese e monasteri per accrescere la fede e la pietà.
Sant’Osmundo, vescovo
A Salisbury in Inghilterra, sant’Osmundo, vescovo, che, passato insieme al re Guglielmo dalla Normandia in Inghilterra e promosso poi all’episcopato, celebrò la dedicazione della cattedrale e provvide all’amministrazione della sua sede e al decoro del culto divino.
San Bernardo, vescovo
A Parma, san Bernardo, vescovo, che da monaco si dedicò sempre alla perfezione di vita, da cardinale al bene della Chiesa e da vescovo alla salvezza delle anime.
Beato Pietro Pettinario, religioso
A Siena, beato Pietro Pettinario, religioso del Terz’Ordine di San Francesco, insigne per la particolare carità verso i bisognosi e gli infermi e per la sua vita di umiltà e silenzio.
Beati martiri Francesco Gálvez, Girolamo de Angelis e Simone Yempo, religiosi
In località Edo in Giappone, beati martiri Francesco Gálvez, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, Girolamo de Angelis, sacerdote, e Simone Yempo, religioso, entrambi della Compagnia di Gesù, dati al rogo in odio alla fede.
Beato Adolfo Kolping, sacerdote
A Colonia in Germania, beato Adolfo Kolping, sacerdote, che, mosso da fervida carità per i problemi dei lavoratori delle fabbriche e per i temi della giustizia sociale, fondò un’associazione di giovani operai e la diffuse in molti luoghi.
San Giovanni Calabria, sacerdote
A Verona, san Giovanni Calabria, sacerdote, che fondò la Congregazione dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza.