Domenica 2026-12-13 Viola

Omelia
B I III Avvento III Salterio Domenica Viola Sant’Aristone, martire Santi
Dal Biennale
III · Avvento · Domenica · Ciclo I
Prima Lettura
Dal libro di Rut (4,1-22) Nozze di Booz e Rut Booz venne alla porta della città e vi sedette. Ed ecco passare colui che aveva il diritto di riscatto e del quale Booz aveva parlato. Booz gli disse: «Tu, quel tale, vieni e siediti qui!». Quello si avvicinò e sedette. Poi Booz scelse dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: «Sedete qui». Quelli sedettero. Allora Booz disse a colui che aveva il diritto di riscatto: «Il campo che apparteneva al nostro fratello Elimèlech, lo mette in vendita Noemi, che è tornata dalla campagna di Moab. Ho pensato bene di informartene e dirti: Fanne acquisto alla presenza delle persone qui sedute e alla presenza degli anziani del mio popolo. Se vuoi acquistarlo con il diritto di riscatto, acquistalo, ma se non vuoi acquistarlo, dichiaramelo, che io lo sappia; perché nessuno fuori di te ha il diritto di riscatto e dopo di te vengo io». Quegli rispose: «Io intendo acquistarlo». Allora Booz disse: «Quando acquisterai il campo dalla mano di Noemi, nell’atto stesso tu acquisterai anche Rut, la Moabita , moglie del defunto, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità». Colui che aveva il diritto di riscatto rispose: «Io non posso acquistare con il diritto di riscatto, altrimenti danneggerei la mia propria eredità; subentra tu nel mio diritto, perché io non posso valermene». Una volta in Israele esisteva questa usanza relativa al diritto del riscatto o della permuta, per convalidare ogni atto: uno si toglieva il sandalo e lo dava all’altro; era questo il modo di attestare in Israele. Così chi aveva il diritto di riscatto disse a Booz: «Acquista tu il mio diritto di riscatto»; si tolse il sandalo e glielo diede. Allora Booz disse agli anziani e a tutto il popolo: «Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalle mani di Noemi quanto apparteneva a Elimelech, a Chilion e a Maclon, e che ho anche preso in moglie Rut, la Moabita , già moglie di Maclon, per assicurare il nome del defunto sulla sua eredità e perché il nome del defunto non scompaia tra i suoi fratelli e alla porta della sua città. Voi ne siete oggi testimoni». Tutto il popolo che si trovava alla porta rispose: «Ne siamo testimoni». Gli anziani aggiunsero: «Il Signore renda la donna, che entra in casa tua, come Rachele e Lia, le due donne che fondarono la casa d’Israele. Procurati ricchezze in Efrata, fatti un nome in Betlemme! La tua casa sia come la casa di Perez, che Tamar partorì a Giuda, grazie alla posterità che il Signore ti darà da questa giovane!». Poi Booz prese Rut, che divenne sua moglie. Egli si unì a lei e il Signore le accordò di concepire: essa partorì un figlio. E le donne dicevano a Noemi: «Benedetto il Signore, il quale oggi non ti ha fatto mancare un riscattatore perché il nome del defunto si perpetuasse in Israele! Egli sarà il tuo consolatore e il sostegno della tua vecchiaia; perché lo ha partorito tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli». Noemi prese il bambino e se lo pose in grembo e gli fu nutrice. E le vicine dissero: «È nato un figlio a Noemi!». Essa lo chiamò Obed: egli fu il padre di Iesse, padre di Davide. Questa è la discendenza di Perez: Perez generò Chezron; Chezron generò Ram; Ram generò Amminadab; Amminadab generò Nacson; Nacson generò Salmon; Salmon generò Booz; Booz generò Obed; Obed generò Iesse e Iesse generò Davide.
Responsorio
Responsorio (Is 55,3; Sal 88,30) R. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate evivrete. *Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati aDavide. V. Stabilirò per sempre la sua discendenza, ilsuo trono come i giorni del cielo. R. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, ifavori assicurati a Davide.
Seconda Lettura
Dal “Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo (Sal 118, disc. 20,1) Il desiderato delle nazioni «Mi consumo nell’attesa della tua salvezza» (Sal 118,81). Buono è questo «consumarsi»: rivela infatti il desiderio del bene, certo non ancora raggiunto, ma appassionatamente bramato. Dall’origine del genere umano sino alla fine dei secoli chi, tra quelli che in ogni tempo vissero, vivono e vivranno, dice queste parole se non la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo d’acquisizione che desidera Cristo? Testimone ne è il santo vegliardo Simeone che, ricevendo il Cristo bambino tra le braccia, disse: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi han visto la tua salvezza» (Lc 2,29-30). Infatti «lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore (Lc 2,26). Come il desiderio di questo vegliardo, tale si deve credere sia stato quello di tutti i santi delle epoche precedenti. Anche il Signore stesso dice ai discepoli: «Molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete e non lo videro; udire ciò che voi udite e non lo udirono» (Mt 13,17), perché si riconosca anche la voce di tutto l’antico Israele nelle parole: «Mi consumo nell’attesa della tua salvezza». Dunque mai nel passato si spense questo desiderio dei santi, né al presente si placa nel corpo di Cristo, che è la Chiesa , fino alla consumazione dei secoli, fin quando verrà «il Desiderato di tutte le nazioni» (Ag 2,8 Volg.), promesso dal profeta. Per questo l’apostolo Paolo dice: «Ora mi resta solo la corona di giustizia, che il Signore giusto giudice mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione» (2Tm 4,8). Il desiderio di cui ora parliamo sgorga dall’amore della manifestazione di Cristo; proprio riferendosi ad essa, Paolo ancora dice: «Quando comparirà Cristo, che è la nostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria» (Col 3,4). Nei primi tempi della Chiesa, che precedevano il parto della Vergine, vi furono santi che desideravano l’incarnazione del Verbo; nei tempi attuali, dopo l’Ascensione, si trovano santi che attendono con desiderio la venuta di Cristo come giudice dei vivi e dei morti. Dall’inizio sino alla fine dei tempi, questo desiderio della Chiesa non si è mai placato un istante, se non quando il Verbo, fattosi uomo, dimorò sulla terra in compagnia dei suoi discepoli. Perciò, nelle parole del salmo, si sente la voce di tutto il corpo di Cristo, che geme in questa vita: «Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, spero nella tua parola». Questa parola è la promessa. Ed è questa la speranza che fa aspettare nella pazienza ciò che i credenti ancora non vedono.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Zc 14,5.8.9) R. Ecco, verrà il Signore mio Dio, e con luitutti i suoi santi; in quel giorno risplenderà una gran luce, e acque vive sgorgheranno da Gerusalemme: *il Signore sarà re di tutta la terra. V. Ecco egli verrà con potenza, e avrà nelle suemani il regno, il potere e il dominio. R. Il Signore sarà re di tutta la terra.
Silenzio per la preghiera

Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.

Sant’Aristone, martire

Dal Martirologio
Presso l’odierna Fiumicino, sant’Aristone, martire.
Altri Santi
Santi Eustrazio, Aussenzio, Eugenio, Mardario e Oreste, martiri
In Armenia, santi Eustrazio, Aussenzio, Eugenio, Mardario e Oreste, martiri.
Santa Lucia, vergine e martire
Memoria di santa Lucia, vergine e martire, che custodì, finché visse, la lampada accesa per andare incontro allo Sposo e, a Siracusa in Sicilia condotta alla morte per Cristo, meritò di accedere con lui alle nozze del cielo e di possedere la luce che non conosce tramonto.
San Giudoco, sacerdote ed eremita
Nella Neustria settentrionale, ora in Francia, san Giudoco, sacerdote ed eremita, che, figlio di Giutaele, re della Bretagna, e fratello di san Giudicaele, per non essere costretto a succedere al padre, lasciò la patria e si ritirò a vita eremitica.
Sant’Antioco, martire
Nel promontorio di Sulcis in Sardegna, sant’Antioco, martire.
Sant’Autbero, vescovo
A Cambrai nell’Austrasia, in Francia, sant’Autbero, vescovo.
Santa Ottilia, vergine e badessa
Nel territorio di Strasburgo nell’antica Burgundia in Francia, santa Ottilia, vergine e prima badessa del monastero di Hohenbourg fondato da suo padre, il duca Adalríco.
Beato Giovanni (Francesco) Marinoni, sacerdote
A Napoli, beato Giovanni (Francesco) Marinoni, sacerdote dell’Ordine dei Chierici regolari detti Teatini, che si dedicò insieme a san Gaetano alla riforma del clero e alla salvezza delle anime e diede impulso al Monte di Pietà per l’aiuto ai bisognosi.
Santa Giovanna Francesca Frémiot de Chantal
Nel monastero della Visitazione a Moulins in Francia, anniversario della morte di santa Giovanna Francesca Frémiot de Chantal, la cui memoria si celebra il 12 agosto.
Beato Antonio Grassi, sacerdote
A Fermo nelle Marche, beato Antonio Grassi, sacerdote della Congregazione dell’Oratorio, uomo umile e pacifico, che con il suo esempio spinse fortemente molti confratelli all’osservanza della regola.
Santi Pietro Cho Hwa-so e cinque compagni, martiri
Nel territorio di Tiyen-Tiyou in Corea, santi Pietro Cho Hwa-so, padre di famiglia, e cinque compagni, martiri, che, sebbene tentati dal mandarino con promesse e torture a rinnegare la religione cristiana, resistettero fino alla decapitazione. I loro nomi sono: santi Pietro Yi Myong-so e Bartolomeo Chong Mun-ho, padri di famiglia; Pietro Son Son-Ji, padre di famiglia e catechista; Giuseppe Pietro Han Chaekwon, prima catechista; Pietro Chong Won ji, adolescente.