Dal Biennale
20 Dicembre · Avvento · Ciclo I
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaia (41,21-29)
Il Signore, unico Dio, è colui che preannuncia il liberatore Ciro
Presentate la vostra causa, dice il Signore, portate le vostre prove, dice il re di Giacobbe. Vengano avanti e ci annunzino ciò che dovrà accadere. Narrate quali furono le cose passate, sicché noi possiamo riflettervi. Oppure fateci udire le cose future, così che possiamo sapere quello che verrà dopo. Annunziate quanto avverrà nel futuro e noi riconosceremo che siete dèi. Sì, fate il bene oppure il male, e lo sentiremo e lo vedremo insieme. Ecco, voi siete un nulla, il vostro lavoro non vale niente, è abominevole chi vi sceglie. Io ho suscitato uno dal settentrione ed è venuto, dal luogo dove sorge il sole l’ho chiamato per nome; egli calpesterà i potenti come creta, come un vasaio schiaccia l’argilla. Chi lo ha predetto dal principio, perché noi lo sapessimo, chi dall’antichità, così che dicessimo: «È vero»? Nessuno lo ha predetto, nessuno lo ha fatto sentire, nessuno ha udito le vostre parole. Per primo io l’ho annunziato a Sion e a Gerusalemme ho inviato un messaggero di cose liete. Guardai ma non c’era nessuno, tra costoro nessuno era capace di consigliare; nessuno da interrogare per averne una risposta. Ecco, tutti costoro sono niente; nulla sono le opere loro, vento e vuoto i loro idoli.
Responsorio
Responsorio (Dt 18,18; Lc 20,13; Gv 6,14)
R. Io susciterò loro un profeta e gli porrò inbocca le mie parole
*ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.
V. Manderò il mio unico Figlio; questi è davveroil profeta che deve venire nel mondo:
R. ed egli dirà loro quanto io gli comanderò.
Seconda Lettura
Dal “Commento sul profeta Isaia” di san Cirillo d’Alessandria, vescovo (Lib. 4, disc. 4)
Il profeta ispirato preannunziò Dio-con-noi
Sta scritto: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7,14). L’angelo Gabriele, rivelando il mistero alla santa Vergine, Madre di Dio, le dice: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù (Lc 1,30-31). Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21). Forse qui l’angelo e il profeta dissero cose fra loro contrastanti? No. Il profeta di Dio, parlando in ispirito del mistero, preannunziò Dio-con-noi, chiamandolo con un nome che indica la natura divina misteriosamente unita all’umana. L’angelo invece rivela il nome che designa l’opera e la missione di lui: egli salva il suo popolo, e per questo è chiamato Salvatore. Nel momento in cui egli si sottopose per noi a questa nascita umana, una moltitudine di angeli annunziò ai pastori il suo fausto e felice evento: «Non temete: ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore» (Lc 2,10-11). È chiamato Emmanuele perché si è fatto per natura Dio-con-noi, cioè uomo; e Gesù, perché deve salvare il mondo, lui, Dio stesso fatto uomo. Alla sua nascita nella natura umana fu chiamato per nome. Non conveniva chiamare Cristo il Dio Verbo prima della nascita secondo la carne. Quando ancora non aveva ricevuto l’unzione, come poteva essere chiamato Cristo, cioè l’Unto? Quando apparve nella nostra natura, allora ricevette il nome che si addiceva alla sua nascita umana. Allora la sua bocca fu resa «come spada affilata» (Is 49,2). Anche questo è vero. Lo dice lo stesso profeta Isaia: «Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà; col soffio delle sue labbra ucciderà l’empio» (Is 11,5.4). La parola divina del vangelo annunziata dalla bocca di Cristo era una spada affilata e penetrantissima contro la tirannide del demonio, «contro i dominatori di questo mondo di tenebra, gli spiriti del male» (Ef 6,12). Dissipò le tenebre dell’errore, diffuse in tutti i cuori un raggio della vera conoscenza di Dio, guidò il mondo a una santa trasformazione di vita, infondendo negli uomini l’amore del bene, e quasi distrusse e stroncò il peccato dal mondo rendendo giusto l’empio per mezzo della fede e colmando di Spirito Santo chi ad essa si converte. A questi egli dona di diventare figli di Dio, infonde un animo forte e coraggioso nella lotta, e consegna la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio, perché, resistendo a quelli che prima li superavano nella forza, corrano senza ostacoli verso la meta che Dio ci chiama a ricevere lassù (cfr. Fil 3,14). Il profeta Isaia dichiara apertamente che la dottrina morale e l’iniziazione ai misteri divini apportate da Cristo annienteranno la tirannide del demonio in coloro che vivono sulla terra: «In quel giorno il Signore punirà con la spada pesante, grande e potente, il serpente tortuoso, e ucciderà il dragone» (Is 27,1). «O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio»! (Rm 11,33). Era, infatti, ed è libero il Figlio, Lui che è nato in modo arcano dalle radici dell’Essere che regna su tutte le cose. Eppure udì il Padre che disse: «Mio servo tu sei» (Is 49,3). E così il Verbo, libero per natura, coinvolto nell’economia della carne e secondo la carne, si fa servo e ti fa meditare sulla sua nascita nel tempo, secondo la carne, ma aggiunge anche «e in te manifesterò la mia gloria» (Is 49,3). Dio era stato esaltato anche per mezzo dei santi profeti, ma non in essi. In Cristo, invece, lo fu e in modo veramente straordinario, tale quale in lui solo poteva esserlo. Nello stesso Cristo vediamo glorificato il Padre nella sua divina maestà, nella potenza e nella sua santità e giustizia, nell’immensa sua clemenza. In Cristo si rivela in forma sensibile la Divinità.
Responsorio
Responsorio (Is 7,14; 9,5.6; cfr. Lc 1,32-33)
R. Ecco la Vergine concepirà e partorirà unfiglio, dice il Signore;
*e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Diopotente.
V. Siederà sul trono di Davide e regnerà persempre.
R. e sarà chiamato Consigliere ammirabile,potente.
Silenzio per la preghiera
Scegli quanti minuti di silenzio dedicare alla preghiera: al termine un sibilo ti richiama.
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San Zefirino, papa
Dal MartirologioA Roma accanto al cimitero di Callisto sulla via Appia, deposizione di san Zefirino, papa, che governò per diciotto anni la Chiesa di Roma e diede mandato al suo diacono san Callisto di costruire il cimitero della Chiesa di Roma sulla via Appia.
Altri Santi
San Liberale, martire
Sempre a Roma sulla via Salaria antica nel cimitero ad Septem Palumbas, san Liberale, martire, che si dice abbia un tempo ricoperto nel mondo la carica di console.
San Filogonio, vescovo
Ad Antiochia in Siria, san Filogonio, vescovo, che, avvocato, chiamato da Dio a governare un giorno questa Chiesa, diede inizio insieme al vescovo sant’Alessandro e ad altri compagni alla lotta per la fede cattolica contro l’arianesimo e pieno di meriti riposò nel Signore; san Giovanni Crisostomo lo celebrò in un famoso encomio.
sant’Ursicino, eremita
Sul massiccio del Giura presso il fiume Duby in territorio svizzero, sant’Ursicino, che, discepolo di san Colombano, condusse dapprima vita eremitica in solitudine e poi, scoperto, attirò molti a questo genere di vita.
San Domenico, abate
Nel monastero di Silos nella Castiglia in Spagna, san Domenico, abate, che, dopo aver condotto dapprima vita eremitica, ricostruì questo cenobio quasi in rovina, ristabilendovi la disciplina monastica e la pratica della lode continua a Dio.
Santo Vincenzo Romano, sacerdote
A Torre del Greco presso Napoli, Santo Vincenzo Romano, sacerdote, che, parroco, si dedicò con tutte le forze all'istruzione dei fanciulli e alla cura delle necessità; di operai e pescatori.
Beato Michele Piaszczynski, sacerdote e martire
Nel campo di prigionia di Sachsenhausen in Germania, beato Michele Piaszczynski, sacerdote e martire, che, di origine polacca, messo in un carcere straniero a causa della sua fede, pervenne tra i supplizi alla gloria celeste.