Dal Proprio
Natale del Signore — Solennità
Prima Lettura (I/II)
Dal libro del profeta Isaia (9,1-6)
La liberazione
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si divide il bottino. Poiché tu, come al tempo di Madian, hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle e il bastone dell’aguzzino. Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia e ogni mantello macchiato di sangue sarà bruciato, sarà esca del fuoco. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace; grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Responsorio
Responsorio (Cfr. Lc 1,45)
R. Beata è Maria, madre di Dio, il cui grembo è rimasto intatto:
*oggi ha generato il Salvatore del mondo.
V. Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole delSignore:
R. oggi ha generato il Salvatore del mondo.
Prima Lettura (I/II) (oppure)
Dal libro del profeta Isaia (11,1-10)
La radice di Iesse e la pace messianica
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo Spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i poveri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La mucca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare. In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa
Responsorio
Responsorio
R. Oggi il Re del cielo nasce per noi dalla Vergine perricondurre l’uomo perduto al regno dei cieli:
*gode la schiera degliangeli, perché si è manifestata agli uomini la salvezza eterna.
V. Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uominiche egli ama.
R. Gode la schiera degli angeli, perché si è manifestata agliuomini la salvezza eterna.
Prima Lettura (I/II) (oppure)
Dal libro del profeta Isaia (40,1-8)
Annuncio della liberazione
«Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati». Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato». Una voce dice: «Grida» e io rispondo: «Che dovrò gridare?». Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l’erba, il fiore appassisce quando il soffio del Signore spira su di essi. Secca l’erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura sempre. Veramente il popolo è come l’erba
Responsorio
Responsorio
R. Beata la stirpe da cui è nato il Cristo!
*Gloria alla Vergineche ha generato il Re del cielo!
V. Tutte le genti ti chiameranno beata, o santa Vergine Maria!
R. Gloria alla Vergine che ha generato il Re del cielo!
Prima Lettura (I/II) (oppure)
Dal libro del profeta Isaia (52,1-6)
Liberazione di Gerusalemme Svegliati, svegliati, rivestiti della tua magnificenza, Sion; indossa le vesti più belle, Gerusalemme, città santa; perché mai più entrerà in te il non circonciso né l’impuro. Scuotiti la polvere, alzati, Gerusalemme schiava! Sciogliti dal collo i legami, schiava figlia di Sion! Poiché dice il Signore: «Senza prezzo foste venduti e sarete riscattati senza denaro». Poiché dice il Signore Dio: «In Egitto è sceso il mio popolo un tempo per abitarvi come straniero; poi l’Assiro senza motivo lo ha oppresso. Ora, che faccio io qui? – oracolo del Signore – Sì, il mio popolo è stato deportato per, nulla! I suoi dominatori trionfavano – oracolo del Signore – e sempre, tutti i giorni il mio nome è stato disprezzato. Pertanto il mio popolo conoscerà il mio nome, comprenderà in quel giorno che io dicevo: Eccomi qua»
Responsorio
Responsorio
R. Vero Dio, generato dal Padre, il Verbo discese dal cielo nelgrembo della Vergine, per rendersi a noi visibile, rivestito della medesima carne del vecchio Adamo:
*dalla soglia inviolata entrò nellastoria, Dio e uomo, luce e vita, il creatore del mondo.
V. Come sposo che esce dalla stanza nuziale.
R. Dalla soglia inviolata entrò nella storia, Dio e uomo, luce evita, il creatore del mondo.
Seconda Lettura (I/II)
Dai “Discorsi” di san Leone Magno, papa (Disc. 1 per il Natale, 1-3)
Riconosci, cristiano, la tua dignità
Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne. Nessuno è escluso da questa felicità: la causa della gioia è comune a tutti perché il nostro Signore, vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa è venuto per la liberazione di tutti. Esulti il santo perché si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perché gli è offerto il perdono; riprenda coraggio il pagano, perché è chiamato alla vita. Il Figlio di Dio infatti, giunta la pienezza dei tempi che l’impenetrabile disegno divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura umana, l’assunse lui stesso; in modo che il diavolo apportatore della morte fosse vinto da quella stessa natura che prima aveva reso schiava. Così alla nascita del Signore gli angeli cantano esultanti: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2,14). Essi vedono che la celeste Gerusalemme è formata da tutti i popoli del mondo. Di questa opera ineffabile dell’amore divino, di cui tanto gioiscono gli angeli nella loro altezza, quanto non deve rallegrarsi l’umanità nella sua miseria! O carissimi, rendiamo grazie a Dio Padre per mezzo del suo Figlio nello Spirito Santo, perché nell’infinita misericordia con cui ci ha amati, ha avuto pietà di noi, e, «da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo» (Ef 2,5), perché fossimo in lui creatura nuova, nuova opera delle sue mani. Deponiamo dunque «l’uomo vecchio con la condotta di prima» (Ef 4,22) e, poiché siamo partecipi della generazione di Cristo, rinunziamo alle opere della carne. Riconosci, cristiano, la tua dignità e, reso partecipe della natura divina, non voler tornare all’abiezione di un tempo con una condotta indegna. Ricordati chi è il tuo Capo e di quale Corpo sei membro. Ricordati che, strappato al potere delle tenebre, sei stato trasferito nella luce del regno di Dio. Con il sacramento del battesimo sei diventato tempio dello Spirito Santo! Non mettere in fuga un ospite così illustre con un comportamento riprovevole e non sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio. Ricorda che il prezzo pagato per il tuo riscatto è il sangue di Cristo
Responsorio
Responsorio
R. Oggi la pace vera scende per noi dal cielo;
*oggi su tutta laterra i cieli stillano dolcezza.
V. Risplende per noi il giorno di una nuova redenzione, giornopreparato da secoli, gioia senza fine.
R. Oggi su tutta la terra i cieli stillano dolcezza.
Seconda Lettura (I/II) (oppure)
Dai “Discorsi” di san Pietro Crisologo, vescovo (N. 149)
Il nome di Cristo è Pace
Quando venne il Signore, nostro Salvatore, al suo primo apparire nella carne, l’angelo, unito ai cori celesti, ne diede l’annunzio ai pastori dicendo: «Vi annunzio una grande gioia che sarà di tutto il popolo» (Lc 2,10). Perciò anche noi, con le stesse parole degli angeli, annunziamo una grande gioia. Oggi infatti la Chiesa è nella pace; oggi la nave della Chiesa ha raggiunto il porto; oggi, carissimi, il popolo di Cristo viene esaltato, mentre i nemici della verità sono umiliati; oggi Cristo è nella gioia e il demonio nel lutto; oggi gli angeli esultano, i demòni sono dispersi. Che dire di più? Oggi Cristo, re della pace, al suo apparire ha rimosso ogni contrasto e, come lo splendore del sole illumina il cielo, così egli illumina la Chiesa col fulgore della pace Poiché «oggi vi è nato un Salvatore» (Lc 2,11). O quanto è desiderabile la pace, stabile fondamento della religione cristiana e celeste ornamento dell’altare del Signore! Che cosa possiamo dire che sia degno di questa pace? Il nome stesso di Cristo è Pace. Lo dice l’Apostolo «Cristo è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo» (Ef 2,14). Ma, come per la visita di un sovrano si sgombrano le piazze e tutta la città è una festa di fiori e di luci affinché nulla possa apparire meno degno della presenza del re, così ora, all’arrivo di Cristo, re della pace, sia rimossa ogni tristezza e, allo splendore della verità, scompaia la menzogna, si dissolva la discordia, risplenda la carità. E se anche in terra i santi esaltano la pace, lo splendore della sua lode ridonda nell’alto dei cieli; cantano gli angeli: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2,14). Vedete, fratelli, come tutte le creature del cielo e della terra si scambiano il dono della pace: gli angeli dal cielo annunziano pace alla terra, i santi tutti sulla terra lodano insieme Cristo, nostra pace, innalzato tra gli angeli; e i mistici cori cantano: «Osanna nel più alto dei cieli». Diciamo allora anche noi con gli angeli: Gloria a Dio, che ha umiliato il demonio ed esaltato il suo Cristo; gloria a Dio che ha annientato la discordia e ha ristabilito la pace
Responsorio
Responsorio
R. Oggi la pace vera scende per noi dal cielo;
*oggi su tutta laterra i cieli stillano dolcezza.
V. Risplende per noi il giorno di una nuova redenzione, giornopreparato da secoli, gioia senza fine.
R. Oggi su tutta la terra i cieli stillano dolcezza.
Seconda Lettura (I/II) (oppure)
Dai “Discorsi” di Ivo di Chartres, vescovo (Disc. 8 sulla Natività del Signore)
Nella Natività di Cristo la divinità si umilia, l’umanità viene innalzata
Questo agnello immacolato non è quello che nell’antico sacrificio veniva scelto da un gregge senza macchia: ma il vero innocente agnello, nato dal seno immacolato della Vergine. Questo agnello senza macchia e senza ruga, unì a sé come sposa una vergine, egli che prima, nascendo, aveva santificato una vergine rendendola madre. Per questo la nascita di Cristo nel tempo non è diversa dalla nascita del cristiano nello spirito. Come infatti la madre di Cristo, vergine concepì, vergine partorì, vergine rimase, così la madre Chiesa sposa di Cristo genera ogni giorno il popolo cristiano per mezzo dell’acqua e della parola e rimane vergine. Nella Madre di Dio ammiriamo l’integrità della carne, nella Chiesa la purezza della fede. Ascoltiamo Paolo, amico dello Sposo. Egli dice che arde di casta gelosia per la sposa e non certo per sé ma per lo Sposo. Egli dice alla Chiesa di Corinto: «Io provo per voi un specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo (2Cor 11,2). Fidanzata quaggiù a lui col pegno dello spirito nell’integrità della fede e nella purezza dei costumi, questa vergine fedele dev’essere guidata di speranza in speranza, per giungere a godere totalmente, nella pienezza della gioia, l’amore dello Sposo, che essa ha seguito disprezzando tutte le seduzioni del serpente. Ascoltiamo ora in che modo egli abbia santificato la madre sua nella carne ed esultiamone. Cancellò in lei ogni macchia di peccato, tanto originale che attuale e, assumendone la carne, la sublimò in purezza divina. Dice infatti la Scrittura: «Il nostro Dio è un fuoco divorante» (Eb 12,29). Come il fuoco materiale, purificando tutto ciò che investe, lo trasforma in sé, così l’umanità della nostra carne, assunta dal fuoco divino, non poté essere partecipe della sua divinità fino a quando non cominciò ad avere per grazia quello che Dio è per natura. La prima madre del genere umano, sedotta dalla tentazione del serpente, soggiacque a una duplice maledizione: a morire, e con lei anche l’uomo, e a partorire nel dolore i figli concepiti nel piacere. Tutte le figlie di Eva furono coinvolte in questa maledizione e generarono i loro figli segnati dalla condanna di morte. Questa sola madre, la quale credette non alla suggestione del serpente, ma alle parole dell’angelo, meritò di udire la benedizione che annullava la duplice maledizione: «Benedetta tu fra le donne» (Lc 1,42), perché non concepirai nella concupiscenza della carne né partorirai nel dolore; «e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42), lo stesso figlio che, nato «non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo» (Gv 1,13), entrò nel tempo non costretto, ma di sua libera scelta e ci liberò dalla morte eterna. Nella nascita di Cristo, Dio nacque uomo affinché gli uomini rinascessero dèi. La divinità si è umiliata perché l’umanità fosse innalzata
Responsorio
Responsorio (Cfr. Lc 2,15-16)
R. O grande mistero, meraviglioso evento, che le creature vedanoil Creatore nato e deposto in una mangiatoia.
*Beata la Vergine che fufatta degna di accogliere nel suo seno Cristo Signore.
V. I pastori si affrettarono con gioia a vedere ciò che avevanoudito e meritarono di trovare subito il Signore che cercavano.
R. Beata la Vergine che fu fatta degna di accogliere nel suo senoCristo Signore.
Seconda Lettura (I/II) (oppure)
Dal “Commento sul profeta Isaia” di san Basilio Magno, vescovo (C. 9.226)
La pace che ci viene dal Signore non avrà mai fine
«Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità. Ed è chiamato Consigliere ammirabile» (Is 9,5). Tutti i nomi del Signore che noi conosciamo li abbiamo uditi dal cielo. «Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7,14). Questo sarà il suo nome: consigliere ammirabile; e tale è colui che ci svelò il grande mistero nascosto da secoli, che mai era stato rivelato ad altre generazioni. Egli annunziò e rivelò le sue imperscrutabili ricchezze alle genti, perché divenissero coeredi e un solo corpo con lui, sulle cui spalle è il segno della sovranità, cioè il regno e il potere, sulla croce. Infatti, innalzato sulla croce, trasse tutti a sé. «Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine» (Is 9,6). Appare chiaro che questo è stato detto in persona del Padre. Poiché il Figlio, col sangue sparso sulla croce, stese la sua pace sulla terra e nel cielo. Egli ha anche detto: Porterò la pace sui principi e la salvezza a lui. Penso che queste parole rivelino il mistero della risurrezione. Poiché, infatti, «egli fu crocifisso per la sua debolezza, ma vive per la potenza di Dio » (2Cor 13,4), in tal senso è detto che a lui è portata la salvezza, per sanare l’infermità della carne assunta per noi. «E la sua pace non avrà fine» (Is 9,6;). «Vi do – disse – la pace; non come ve la dà il mondo io la do a voi» (Gv 14,27). La sua pace non avrà fine proprio perché è un dono che supera i limiti del mondo. Se avesse origine da esso, non potrebbe durare al di là del mondo. Chi, infatti, ora riceve e conserva la sua pace, costui trasformerà la sua vita in una eternità di gioia e di pace. La pace di Salomone era circoscritta in un determinato numero di anni; la pace che ci viene dal Signore dura in eterno, perché nessun limite la circoscrive. Tutto le sarà sottoposto, tutte le cose riconosceranno il suo dominio; imposto silenzio a coloro che, privi della pace, fomentavano discordie, dove Dio sarà tutto in tutti, tutti concordemente loderanno il Signore. «Sul trono di Davide e sul regno che egli viene a consolidare e a rafforzare con il diritto e la giustizia» (Is 9,6). «I tuoi giudizi, dice, sono un grande abisso; e la tua giustizia come i monti di Dio» (Sal 35,7). I suoi giudizi non possono essere compresi, e la sublimità della sua giustizia è irraggiungibile dall’umana contemplazione. «E farà questo lo zelo del Signore degli eserciti» (Is 9,7). Egli che ci circondò di un amore geloso anche quando per la nostra insipienza andavamo in perdizione, ora, nel piano della salvezza, coinvolgerà la nostra umanità per reintegrarci nel suo regno
Responsorio
Responsorio (Lc 2,14)
R. Oggi il Re del cielo nasce per noi dalla Vergine perricondurre l’uomo perduto al regno dei cieli:
*gode la schiera degliangeli, perché si è manifestata agli uomini la salvezza eterna.
V. Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e pace in terra agli uominiche egli ama.
R. Gode la schiera degli angeli, perché si è manifestata agliuomini la salvezza eterna.
Terza Lettura (A/B/C)
Dai “Discorsi” di san Pietro Crisologo, vescovo (N. 145)
Ecco la Vergine concepirà e partorirà un Figlio che chiamerà Emmanuele
Vi parlerò oggi, fratelli, di quanto il beato evangelista ci ha riferito sul mistero della nascita di Cristo. «Ecco – dice – come avvenne: sua madre Maria essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto» (Mt 1,18-19). Come «giusto» lui che non volle discutere sul concepimento della sposa? Le virtù, se noi le separiamo l’una dall’altra, cessano di essere virtù: se si ha l’equità senza la bontà, si diventa spietati e la giustizia senza pietà diventa crudeltà. Veramente giusto fu dunque Giuseppe, perché fu anche buono, e buono perché giusto. Volle essere buono, e perciò non fu crudele; giudicò con benignità e perciò osservò la giustizia; non volle farsi giudice e perciò si astenne dal giudizio. L’animo del giusto bruciava sotto i colpi della novità dell’evento: davanti a sé contemplava la sposa pregnante ma vergine; piena del dono non meno che di pudore; trepida per il frutto ma certa della sua integrità; rivestita di maternità altrettanto che di verginale decoro. Di fronte a una tale situazione, cosa mai poteva fare lo sposo? Accusarla di infedeltà? Ma proprio lui era il testimone della sua innocenza. Proclamarne la colpa? Ma proprio lui era il custode del suo pudore. Contestarla per adulterio? Ma egli stesso era l’assertore della sua verginità! Che fare di fronte a tutto ciò? Pensa di allontanarla, visto che non gli era possibile parlare di quanto era avvenuto, e nemmeno poteva contenerlo dentro di sé. Pensa di allontanarla, e ne parla solo a Dio, poiché con nessun uomo poteva confidarsi. «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,20-21). Notate, fratelli, che nella persona dr Giuseppe viene indicata tutta la generazione, tutta la famiglia, tutta la stirpe di Davide. Giuseppe, figlio di Davide. Nato dopo ventisette generazioni, in che senso è detto figlio di Davide, se non perché in lui viene svelato il mistero di una stirpe, è adempiuta una promessa, è suggellato il celeste concepimento di un bimbo divino nel seno di una vergine? La promessa di Dio Padre era stata espressa a Davide con queste parole: «Il Signore ha giurato a Davide e non ritratterà la sua parola: il frutto delle tue viscere io metterò sul tuo trono» (Sal 131,11). Sì, proprio il frutto delle tue viscere, il frutto del tuo grembo, perché l’Ospite divino discese dal cielo nella dimora della carne, senza però lasciarsi chiudere dai limiti di un corpo e ne uscì senza aprire il seno verginale; si adempie così quello che leggiamo nel cantico dei Cantici: «Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata» (Ct 4,12). «Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo» (Mt 1,20). Concepì una vergine, ma dallo Spirito Santo; partorì una vergine, ma Colui che aveva predetto Isaia: «Ecco, la vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emmanuele» che significa «Dio-con-noi» (Is 7,14; Mt 1,23)
Responsorio
Responsorio
R. Beata la stirpe da cui è nato il Cristo.
*Gloria alla Vergineche ha generato il Re del cielo!
V. Tutte le genti ti chiameranno beata, o santa vergine Maria!
R. Gloria alla Vergine che ha generato il Re del cielo!
Terza Lettura (A/B/C) (oppure)
Dai “Discorsi” di sant’Elredo, abate (Disc. 2 per Natale)
Oggi ci è nato un Salvatore
«Oggi ci è nato un Salvatore, che è il Cristo Signore, nella città di Davide» (Lc 2,11). Questa città è Betlemme ed è là che dobbiamo accorrere, come fecero i pastori appena udito l’annunzio. «È questo per voi il segno: troverete un bambino, avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia» (Lc 2,12). Ecco perché vi ho detto che dovete amarlo: temete il Signore degli angeli, ma amatelo tenero bambino; temete il Signore della potenza, ma amatelo avvolto in fasce; temete il re del cielo, ma amatelo deposto in una mangiatoia. Quale segno ricevettero i pastori? «Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». Egli è il salvatore, egli è il Signore: è poi una cosa straordinaria essere avvolto in fasce, giacere in una mangiatoia? Non si avvolgono in fasce anche gli altri bambini? Che segno è questo? Grande certamente, se però riusciamo a comprenderlo. E lo potremo, se non ci limitiamo ad ascoltare questo messaggio di amore, ma anche accogliamo nel cuore la luce che apparve con gli angeli. Essa brillò appena dato questo annunzio, per insegnarci che ascoltano veramente soltanto coloro che accolgono nel cuore la luce del cielo. Molte cose ci sarebbero da dire su questo mistero; ma il tempo è passato, perciò dirò ancora poco e in breve. Betlemme, «casa del pane» è la santa Chiesa, in cui si dispensa il corpo di Cristo, il vero pane. La mangiatoia di Betlemme è l’altare in chiesa. Qui si nutrono le creature di Cristo. Di questa mensa è scritto: «Hai preparato una mensa dinanzi a me» (Sal 22,5). In questa mangiatoia c’è Gesù avvolto in fasce. Le fasce sono il velo del sacramento. Qui, sotto le specie del pane e del vino, c’è il vero corpo e sangue di Cristo. In questo sacramento noi crediamo che c’è Cristo vero, ma avvolto in fasce ossia invisibile. Non abbiamo nessun segno così grande e evidente della natività di Cristo come il corpo che mangiamo e il sangue che beviamo ogni giorno accostandoci all’altare: ogni giorno vediamo immolarsi colui che una sola volta nacque per noi dalla Vergine Maria. Affrettiamoci dunque, fratelli, a questo presepe del Signore; ma prima per quanto ci è possibile, prepariamoci con la sua grazia a questo incontro, perché ogni giorno e in tutta la nostra vita, «con cuore puro, coscienza retta e fede sincera» (2Cor 6,6) possiamo cantare insieme agli angeli: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Lc 2,14). Per lo stesso Cristo nostro Signore, a cui sia onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen
Responsorio
Responsorio (Lc 2,10-12)
R. L’angelo disse ai pastori: Vi annunzio una grande gioia chesarà di tutto il popolo:
*Oggi vi è nato nella città di Davide unSalvatore, che è il Cristo Signore.
V. Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in unamangiatoia.
R. Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è ilCristo Signore.
Terza Lettura (A/B/C) (oppure)
Dal “Discorso nel giorno della Natività del Salvatore” di Teodoro di Ancira, vescovo (T. 3,1,157-159)
Venne nella forma di servo il Signore di tutte le cose Venne nella forma di servo il Signore di tutte le cose, rivestito di povertà perché la preda, intimorita, non gli sfuggisse. Scelto per nascere l’incertezza di un campo indifeso, è partorito da una vergine poverella, nella povertà più assoluta, perché, nel silenzio, potesse andare a caccia degli uomini per salvarli. Se fosse nato nello splendore e si fosse circondato di grandi ricchezze, increduli avrebbero detto che l’abbondanza di ricchezze aveva operato la trasformazione della terra. Se avesse scelto Roma, la città allora più potente, avrebbero creduto che la potenza di essa aveva cambiato il mondo. Se fosse stato figlio dell’imperatore, avrebbero attribuito il bene operato al potere. Se fosse stato figlio di un legislatore, lo avrebbero attribuito ai suoi ordinamenti. Cosa fa invece? Sceglie tutto ciò che è povero e senza alcun valore, modesto e oscuro ai più, perché fosse chiaro che solo la Divinità ha trasformato il mondo. Proprio per questo sceglie una madre poverella, una patria ancor più povera, e lui stesso si fa poverissimo. Questo ti dice il presepe: non essendoci un letto in cui possa essere adagiato il Signore è posto in una mangiatoia, e l’indigenza delle cose più indispensabili diviene la prova più credibile delle precedenti profezie. Fu posto in una mangiatoia per indicare che veniva espressamente per essere cibo, offerto a tutti, senza eccezione. Il Verbo, Figlio di Dio, scegliendo la povertà e giacendo in una mangiatoia, trae a sé ricchi e poveri, colti e incolti. Vedi dunque come l’indigenza di ogni cosa ha adempiuto le profezie, e la povertà ha reso accessibile a tutti colui che per noi si fece povero. Nessuno rimase intimorito dinanzi alle grandiose ricchezze di Cristo, nessuno si arrestò dinanzi alla potenza del suo dominio: egli apparve uomo come tutti gli altri e, povero, offrì se stesso per la salvezza di tutti. Per mezzo dell’umanità assunta, il Verbo di Dio si mostra in una mangiatoia, perché a tutti gli esseri ragionevoli e irragionevoli fosse aperta la possibilità di partecipare al cibo della salvezza. E penso che anche il Profeta alludesse a ciò quando parlava del mistero di questo presepe: «Il bue conosce il proprietario e l’asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende» (Is 1,3). Lui ricco si fece povero per noi, rendendo facilmente percettibile a tutti la salvezza in forza della sua divinità. A questo alludeva anche Paolo quando diceva: «Da ricco che era si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9). Ma chi era colui che arricchiva? E chi arricchiva? E in che modo si fece povero per noi? Chi dunque – ditemi – pur essendo ricco, si fece povero per riguardo alla mia povertà? Colui che apparve uomo? Ma questi non diventò mai ricco: nato da stirpe povera, rimase sempre povero. Come dunque era ricco e chi arricchiva colui che per noi si fece povero? Dio – dice – arricchisce la creatura. È dunque Dio che si fece povero, assumendo la povertà della creatura umana attraverso la quale si manifestava: ricco nella sua divinità, si fece povero con l’assumere la nostra umanità
Responsorio
Responsorio
R. O Re del cielo, a cui tutto il mondo è sottomesso! È posto inuna stalla colui che sostiene il mondo,
*giace in una mangiatoia e tuonasulle nubi.
V. Colui che regge il cielo e la terra e governa tutto l’universo,
R. giace in una mangiatoia e tuona sulle nubi.
Terza Lettura (A/B/C) (oppure)
Dalle “Omelie” di san Basilio Magno, vescovo (2,6)
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi Dio sulla terra, Dio in mezzo agli uomini: non un Dio che consegna la legge tra bagliori di fuoco e suoni di tromba su un monte fumante, o in densa nube fra lampi e tuoni, seminando il terrore tra coloro che lo ascoltano; ma un Dio incarnato, che con soavità e dolcezza parla a creature che hanno la sua stessa natura. Un Dio incarnato, che non agisce da lontano o per mezzo di profeti, ma attraverso l’umanità che ha assunto in proprio a rivestire la sua persona per ricondurre a sé, nella nostra stessa carne fatta sua, tutto il genere umano. In che modo, per mezzo di uno solo, lo splendore raggiunse tutti? In che modo la divinità risiede nella carne? Come il fuoco nel ferro: non per trasformazione, ma per partecipazione. Il fuoco, infatti, non passa nel ferro, ma rimanendo dov’è, gli comunica la sua virtù; né per questa comunicazione diminuisce, ma pervade di sé tutto quello a cui si comunica. Così il Dio-Verbo, senza mai separarsi da se stesso, «venne ad abitare in mezzo a noi»; senza subire alcun mutamento, «si fece carne»: il cielo che lo conteneva non rimase privo di lui mentre la terra lo accoglieva nel suo seno. Cerca di penetrare nel mistero: Dio assume la carne proprio per distruggere la morte in essa nascosta. Come gli antidoti di un veleno, una volta ingeriti, ne annullano gli effetti, e come le tenebre di una casa si dissolvono alla luce del sole, così la morte che dominava sull’umana natura fu distrutta dalla presenza di Dio. E come il ghiaccio rimane solido nell’acqua finché dura la notte e regnano le tenebre, ma tosto si scioglie al calore del sole, così la morte che aveva regnato fino alla venuta di Cristo, appena apparve la grazia di Dio Salvatore e sorse il sole di giustizia, «fu ingoiata dalla vittoria» (1Cor 15,54), non potendo coesistere con la Vita. O grandezza della bontà e dell’amore di Dio per gli uomini! Diamogli gloria insieme ai pastori, esultiamo con gli angeli «perché oggi ci è nato il Salvatore, che è Cristo Signore» (Lc 2,11). Anche a noi il Signore non è apparso nella forma di Dio, che avrebbe sgomentato la nostra fragilità, ma in quella di servo, per restituire alla libertà coloro che erano in schiavitù. Chi è così tiepido, così poco riconoscente che non gioisca, non esulti, non porti doni? Oggi è festa per tutte le creature. Nessuno vi sia che non offra qualcosa, nessuno si mostri ingrato. Esplodiamo anche noi in un canto di esultanza
Responsorio
Responsorio (Cfr. Lc 2,11)
R. Chi avete visto, pastori? Ditelo, annunziateci, chi è apparsosulla terra?
*Abbiamo visto un Bambino e schiere di angeli che lodavanoil Salvatore.
V. Oggi per noi, nella città di Davide è nato il Salvatore, che èCristo Signore.
R. Abbiamo visto un Bambino e schiere di angeli che lodavano ilSalvatore. Se non segue immediatamente la Messa della notte, si dice: Orazione O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Silenzio per la preghiera
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Natale del Signore
Dal MartirologioTrascorsi molti secoli dalla creazione del mondo, quando in principio Dio creò il cielo e la terra e plasmò l’uomo a sua immagine; e molti secoli da quando, dopo il diluvio, l’Altissimo aveva fatto risplendere tra le nubi l’arcobaleno, segno di alleanza e di pace; ventuno secoli dopo che Abramo, nostro Padre nella fede, migrò dalla terra di Ur dei Caldei; tredici secoli dopo l’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè; circa mille anni dopo l’unzione regale di Davide; nella sessantacinquesima settimana secondo la profezia di Daniele; all’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade; nell’anno settecentocinquantadue dalla fondazione di Roma; nel quarantaduesimo anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, mentre su tutta la terra regnava la pace, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo: Natale di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne.
Altri Santi
Santa Anastásia, martire
A Roma, commemorazione di santa Anastásia, martire a Srijem in Pannonia, nell’odierna Croazia.
Santa Eugenia, martire
Sempre a Roma nel cimitero di Aproniano sulla via Latina, santa Eugenia, martire.
Santi Giovíno e Basiléo, martiri
Ancora a Roma sulla via Latina, santi Giovíno e Basiléo, martiri.
Beato Pietro il Venerabile, abate
Nel monastero di Cluny in Borgogna, nell’odierna Francia, beato Pietro il Venerabile, abate, che resse l’Ordine monastico secondo i precetti della primitiva osservanza e compose numerosi trattati.
Beato Bentivoglio de Bonis, sacerdote
A San Severino nelle Marche, beato Bentivoglio de Bonis, sacerdote dell’Ordine dei Minimi, insigne predicatore.
Beato Michele Nakashima, religioso
Nella città di Unzen in Giappone, beato Michele Nakashima, religioso della Compagnia di Gesù e martire, che, catechista, per la sua fede in Cristo fu immerso nell’acqua bollente e conseguì, in tal modo, la corona del martirio.
Beata Maria degli Apostoli (Maria Teresa) von Wüllenweber, vergine
A Roma, beata Maria degli Apostoli (Maria Teresa) von Wüllenweber, vergine, di origine tedesca, che, accesa da ardore missionario, fondò a Tivoli nel Lazio l’Istituto delle Suore del Divino Salvatore.
Sant’Alberto (Adamo) Chmielowski, religioso
A Cracovia in Polonia, sant’Alberto (Adamo) Chmielowski, religioso, che, illustre pittore, si consacrò ai poveri, proponendosi di essere disponibile in tutto verso di loro, e fondò le Congregazioni dei Frati e delle Suore del Terz’Ordine di San Francesco al servizio dei bisognosi.